Rizzetta gela Napoli: “Operazione non fattibile”. Ecco cosa c’è dietro il vero progetto dell’imprenditore

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Ci sono amori che nascono, amori che finiscono e amori che… semplicemente non possono iniziare. E per quanto ci riguarda, stavolta non stiamo parlando di una storia da fiction o di una canzone neomelodica, ma del futuro di Matt Rizzetta, l’imprenditore statunitense, già al timone del Napoli Basket, che ha deciso di mettere i puntini sulle “i” riguardo ai suoi prossimi passi nel mondo del pallone.

La voce girava, si sentiva sussurrare tra i vicoli e nei corridoi: Rizzetta pronto a un investimento massiccio a Napoli? Magari! Ma frenate gli entusiasmi, guagliù. A parlare chiaro, direttamente dalla sala stampa di Campobasso, è stato proprio il diretto interessato. Con una franchezza che non lascia spazio a dubbi, il presidente ha spento il chiacchiericcio: “Quella del Napoli è un’operazione che in questo momento non è fattibile”.

Parole come pietre, che gelano le speranze di chi sognava un sodalizio tricolore su più fronti. Ma non prendiamocela troppo, perché il mondo del calcio – si sa – è strano assaje.

Reggio Calabria nel cuore (e nel mirino)

Mentre le porte di Napoli restano, almeno per ora, sbarrate, per Rizzetta si apre un’altra strada, quella che porta verso lo Stretto. Il numero uno del Campobasso, infatti, ha aperto spiragli concreti per un possibile investimento alla Reggina. Il motivo? Non è solo affarismo, è una questione di “core”.

“Ho un rapporto familiare con Reggio Calabria” – ha spiegato Rizzetta – “ed è un’operazione che ho preso in considerazione”.

Un legame, quello con la città calabrese, che sembra muovere le corde del presidente molto più di quanto facciano le sirene di Partenope.

Il futuro del Campobasso: “Mani sicure”

E il Campobasso? Che fine fa la squadra molisana in tutto questo giro di valzer? Rizzetta ci tiene a rassicurare la piazza. Per lui, il club è una creatura da proteggere, un progetto a cui vuole bene. Le strade davanti a lui sono tre: restare saldamente al timone, impegnarsi in ruoli esterni, oppure cedere la mano.

Ma attenzione: se cessione dovrà essere, non sarà un abbandono al buio. Il presidente ha già messo in cassaforte il futuro della società: “Se dovessi andare via, lascerò la società in mani sicure. Abbiamo già individuato una ‘persona di famiglia’ per garantire continuità e ambizione”.

Insomma, nessuna fretta. Rizzetta si prende un anno di tempo, vuole valutare tutto “a mente fredda”, lontano dal caos dei mercati e della frenesia. Nel frattempo, noi a Napoli restiamo a guardare, godendoci il nostro basket e aspettando di capire quale sarà la prossima mossa del vulcanico presidente americano. Perché, come diciamo sempre da queste parti, a nuttata ha da passà, e col calcio non si sa mai cosa riserva il domani.

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