Questo il primo di quattro racconti:
Amelia Ciarnella 1.1: Parole, frasi ed espressioni che più mi hanno divertito nella scuola materna
I bambini sono entrati nella scuola alle nove circa.
Sono dieci soltanto oggi, perché il tempo è veramente proibitivo.
Li lascio liberi di organizzare i loro giochi come meglio preferiscono.
Alcuni spostano i tavoli e li avvicinano alla parete: vogliono fare spazio per poter giocare al pallone.
Fuori piove a dirotto.
Il campo ĆØ pronto.
Una parte di essi gioca, unāaltra parte funge da spettatori e sia gli uni che gli altri si divertono moltissimo. ā Il gioco dura allāincirca trenta minuti.
Poi Daniela ha unāidea veramente lodevole.
Senza trasmetterla a parole, prende le costruzioni, le rovescia sui tavoli con grande fracasso e quella ĆØ la merce da vendere.
Si mette quindi dietro al tavolo e comincia a gridare: āA cento lire! A cento lire!ā.
La partita di calcio viene interrotta e tutti imitano Daniela nel gioco del mercato.
Lāaula si trasforma subito in un mercato allegro, gioioso, rumoroso e diciamo pure ordinato.
āIo vendo le patate!ā ā āIo vendo le scarpe!ā, Io vendo i vestitiā e tutti però gridano: āA cento lire!ā.
Per un po’ fanno a gara, ognuno cerca di strillare più forte dellāaltro e di vantare la propria merce.
Tutti vogliono vendere e nessuno vuol comprare! ā Intanto Antonio esce dal gruppo, prende un fustino e incomincia a batterci sopra con le mani: āquesto ĆØ il tamburoā dice, e subito viene imitato da Cristian che pare abbia una predilezione particolare per i rumori assordanti.
Finalmente si stancano di battere sul tamburo e tornano al āmercatoā.
Luca ha invece unāaltra idea, e dopo un po’ lo si vede comparire con tanti pezzetti di carta attaccati sul viso.
Sembra un indiano! Ed ĆØ proprio ad un indiano, infatti, che vuole assomigliare.
āGiochiamo agli indiani!ā, dice, e tutti sono entusiasti del nuovo gioco e per un po’ si crea un silenzio assoluto perchĆ© sono tutti intenti ad attaccarsi sul viso i pezzetti di carta.
Ecco, adesso sono pronti e trasformati in tanti piccoli indiani urlanti e gesticolanti: ĆØ la guerra! ā Qualcuno ha avuto la felice idea di attaccarsi un pezzettino di carta anche sulla bocca, cosicchĆØ gli urli risultano molto attutiti per evitare che il pezzetto di carta si stacchi (felice me!), però dura poco.
I pezzettini di carta saltano presto dalla bocca dei bambini ed ĆØ nuovamente il caos!
Che belli! E come si divertono! E anche con una certa regola alla quale tutti si attengono!
Le bambine intanto, si sono ritirate in un angolo a giocare āalle signoreā.
Qualche āindianoā si avvicina per assaltarle!
Protesta vivacissima ādelle signoreā che vogliono essere lasciate in pace a cullare i loro figli!
Urge intervento per far capire agli āindianiā che vanno rispettati anche i giochi delle āsignoreā.
Ubbidiscono e continuano la guerra.
Ecco Eraclio che strappa ālāasciaā dalle mani di Antonio e corre via inseguito dal legittimo proprietario.
Viene raggiunto e il gioco si arresta.
Antonio riconquista la sua āasciaā di prepotenza e⦠gliela dĆ sul viso!! ā
Ć la fine del gioco!
Amelia Ciarnella 1.1: Parole, frasi ed espressioni che più mi hanno divertito nella scuola materna / AMELIA Ciarnella




