Procuratore Nicola Gratteri – Vivicentro https://vivicentro.it Tue, 21 Oct 2025 12:57:42 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png Procuratore Nicola Gratteri – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 Juve Stabia: “Presunte infiltrazioni camorristiche, la società posta in amministrazione giudiziaria” https://vivicentro.it/juvestabia-news/juve-stabia-presunte-infiltrazioni-camorristiche-la-societa-posta-in-amministrazione-giudiziaria Tue, 21 Oct 2025 12:57:42 +0000 https://vivicentro.it/?p=648506 La Procura di Napoli, l'Antimafia e la Questura denunciano un "sistema di condizionamento mafioso" da parte del clan D'Alessandro

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Una scure giudiziaria si è abbattuta questa mattina sulla S.S. Juve Stabia 1907. La società calcistica è stata posta in amministrazione giudiziaria, come disposto da un decreto emesso dal Tribunale di Napoli – Sezione Misure di Prevenzione in data 13 ottobre 2025.

L’operazione, eseguita oggi, 21 ottobre 2025, dalla Polizia di Stato della Questura di Napoli e dal Servizio Centrale Anticrimine, scaturisce da una proposta congiunta di vertici assoluti della magistratura e delle forze dell’ordine: il Procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, il Procuratore di Napoli Nicola Gratteri e il Questore di Napoli Maurizio Agricola.

L’accusa, dettagliata in un comunicato stampa ufficiale, è pesantissima: l’esistenza di un “sistema di condizionamento mafioso” dell’attività economica del club da parte del clan D’Alessandro, egemone sul territorio stabiese.

Le indagini: dai “pentiti” alle intercettazioni al 41-bis

L’articolata attività investigativa e le analisi patrimoniali hanno fatto emergere come la gestione di numerosi servizi vitali per la società sia stata affidata, nel tempo, a imprese e soggetti con chiare “profili di contiguità” al clan D’Alessandro.

Le prove, secondo gli inquirenti, sono state confortate da dichiarazioni convergenti di collaboratori di giustizia e dagli esiti di registrazioni di colloqui in carcere di detenuti in regime di 41-bis, appartenenti tra l’altro anche al clan Cesarano.

I settori strategici finiti nel mirino sono molteplici: sicurezza, ticketing, bouvetteria (servizi di ristoro), pulizie, servizi sanitari e, fino al 2024, persino il trasporto della prima squadra. Secondo la Procura, l’attuale assetto societario “è subentrato in relazioni economiche di antica data” che si sono rivelate “sottoposte al condizionamento di presenze e interessi mafiosi” e che rischiano di perdurare in assenza di adeguati meccanismi di controllo.

Il caso della sicurezza: un tifoso con DASPO ai tornelli

Un esempio lampante del condizionamento, citato nel comunicato, riguarda il “nevralgico settore” della sicurezza e dello stewarding. L’assenza di controlli rigorosi sui contraenti avrebbe condizionato la gestione degli eventi sportivi, anche sotto il profilo dell’ordine pubblico.

La prova palese, scrivono gli inquirenti, è emersa durante la partita Juve Stabia – Bari dello scorso 9 febbraio 2025. Il personale del Commissariato di Castellammare di Stabia verificò che ai tornelli della Curva San Marco, settore dei tifosi locali, era presente “con ruolo attivo al filtraggio”, accanto agli steward ufficiali, un esponente del tifo organizzato già colpito da D.A.Spo. (Divieto di Accedere alle manifestazioni Sportive).

Ticketing e tifo organizzato: l’infiltrazione del clan

Anche il servizio di ticketing è risultato compromesso. Le indagini hanno portato alla luce una “prassi diffusa” che, attraverso punti vendita “analogamente compromessi” e il rilascio di biglietti con dati anagrafici alterati, era “quantomeno potenzialmente idonea” a consentire l’accesso allo stadio a soggetti pregiudicati, colpiti da D.A.Spo e “molti dei quali contigui al clan D’Alessandro”.

Gli inquirenti parlano di una “diffusa infiltrazione” del clan nella tifoseria organizzata locale. A testimoniarlo, i numerosi provvedimenti emessi nella scorsa stagione calcistica: 22 D.A.SPO “fuori contesto” (cioè non legati a episodi da stadio) nei confronti di pregiudicati appartenenti o vicini al clan (alcuni con ruoli di promozione del tifo), e altri 16 DASPO emessi per episodi violenti durante le partite.

La “saldatura” pubblica: ultras sul palco con le istituzioni

La “saldatura” tra esponenti del tifo organizzato (con contiguità criminale) e la comunità stabiese, secondo la Procura, si è manifestata palesemente lo scorso 29 maggio, durante un evento organizzato dal Comune di Castellammare di Stabia per celebrare la stagione della squadra.

In quella circostanza, denunciano gli inquirenti, i rappresentanti dei tre gruppi ultras della tifoseria – “alcuni colpiti da D.A.Spo e con profili di contiguità criminale” – sono “proposti pubblicamente sul palco con vertici della società di calcio, autorità civili e istituzioni pubbliche”.

Ombre anche sul settore giovanile

Infine, l’indagine ha rilevato “significativi indici di condizionamento” anche nelle scelte dei responsabili del settore tecnico giovanile. Uno di loro, si legge nel comunicato, era già stato destinatario di provvedimenti della giustizia sportiva che attestavano “radicate e consolidate relazioni con il clan”.

La misura dell’amministrazione giudiziaria, che non è “ablativa” (non sequestra la società), è finalizzata, concludono i procuratori e il questore, “al ripristino della legalità e della trasparenza gestionale, interrompendo il circuito di agevolazione mafiosa instauratosi e restituendo alla società condizioni di autonomia, correttezza e regolarità operativa”.

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Nicola Gratteri: Il Nuovo Procuratore di Napoli e la Sua Lotta contro la Criminalità Organizzata https://vivicentro.it/ultime-notizie/nicola-gratteri-il-nuovo-procuratore-di-napoli-e-la-sua-lotta-contro-la-criminalita-organizzata Wed, 13 Sep 2023 22:00:47 +0000 https://vivicentro.it/?p=530931 Nicola Gratteri, è noto per la sua determinazione nell'affrontare il crimine organizzato, con oltre 140 latitanti catturati grazie al suo impegno.

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Nicola Gratteri, nuovo Procuratore di Napoli , assume l’incarico alla guida della procura più grande d’Italia. Con 30 anni di esperienza nel contrasto alla criminalità organizzata, la sua nomina rappresenta un passo significativo nella lotta contro la ‘ndrangheta.

Nicola Gratteri è stato nominato come il nuovo Procuratore di Napoli, assumendo la responsabilità di guidare la procura più grande d’Italia.
Questa nomina è stata necessaria per coprire una posizione rimasta vacante per quasi un anno e mezzo, dopo che Giovanni Melillo aveva lasciato l’incarico per diventare capo della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.

Gratteri ha ottenuto una solida maggioranza di voti, 19 in totale, sconfiggendo i suoi rivali Giuseppe Amato, Procuratore di Bologna, e Rosa Volpe, Procuratrice Aggiunta di Napoli.
Tra i sostenitori di Gratteri figurano il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Fabio Pinelli, il Procuratore Generale della Corte Suprema Luigi Salvato, i laici di centro-destra, il renziano Ernesto Carbone, i consiglieri di Magistratura Indipendente, Andrea Mirenda e il togato di Unicost, Antonino Laganà.

Ciò che ha reso Gratteri il candidato vincente è stata la sua vasta e profonda esperienza nella lotta contro la criminalità organizzata, sia a livello nazionale che internazionale. Ha collaborato con procure di tutto il mondo, gestendo centinaia di rogatorie e contribuendo alla cattura di circa 140 latitanti, alcuni dei quali erano tra i 30 criminali più pericolosi.

La sua carriera è stata segnata da gravi minacce e intimidazioni sin dagli esordi, quando una sua indagine portò alle dimissioni di un assessore e alla caduta di una giunta regionale. Questo lo ha costretto a vivere sotto scorta per ben trent’anni.

Gratteri ha condotto indagini cruciali sulla ‘ndrangheta, tra cui la faida di San Luca, la strage di Duisburg e l’operazione Rinascita – Scott, che ha svelato connessioni tra politica, mafia e massoneria.
In passato, durante il governo di Matteo Renzi, si era parlato di una possibile nomina come Ministro della Giustizia. In tal caso, Gratteri aveva dichiarato la sua intenzione di apportare cambiamenti significativi al sistema giudiziario, rispettando la costituzione e migliorando l’efficienza della giustizia in Italia.

Con la nomina di Nicola Gratteri a Procuratore di Napoli, l’Italia potrà contare su un magistrato con una lunga e illustre carriera nel combattere la criminalità organizzata, un segno di speranza per la giustizia nel paese.

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