Spettacoli – Vivicentro https://vivicentro.it Mon, 29 Jun 2026 18:59:59 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png Spettacoli – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 Castellammare: la magia della tradizione partenopea incanta la terrazza del Circolo Velico Stabia https://vivicentro.it/spettacoli/castellammare-la-magia-della-tradizione-partenopea-incanta-la-terrazza-del-circolo-velico-stabia/ Mon, 29 Jun 2026 12:41:42 +0000 https://vivicentro.it/?p=656826 Al Circolo Velico Stabia una serata indimenticabile tra ricerca filologica e grande musica d'autore con gli "Echi di Napoli"

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Esiste un legame invisibile, eppure indissolubile, che unisce la brezza del golfo e l’anima più profonda del teatro napoletano. Questo legame si è manifestato in tutta la sua straordinaria potenza espressiva in una calda sera d’estate.

Sulla splendida terrazza sul mare del Circolo Velico Stabia a Castellammare, lo scorso 27 giugno 2026, gli artisti dell’associazione “Echi di Napoli” hanno regalato al folto pubblico presente un’esperienza artistica di rara intensità, capace di far convivere la commozione più pura, la grande canzone e il divertimento della macchietta.

Dopo l’introduzione e i saluti del Presidente del Circolo Velico Stabia, Giuseppe Esposito, e del Responsabile della cultura del Circolo, Lino di Capua, ha avuto inizio lo spettacolo, presentato da Ciro Daino, coordinatore del gruppo e regista.

Ciro Daino ha curato con impegno non solo l’allestimento scenico, ma soprattutto la scelta dei brani del repertorio, dalle villanelle, forme di canto popolare e polifonico nate a Napoli alla fine del XIV secolo, fino a brani dei nostri giorni, attraverso i più iconici testi della tradizione partenopea.

In scena si sono alternati i componenti di una compagnia che, pur nascendo come amatoriale, riesce a proporre spettacoli che non hanno nulla da invidiare a quelli dei professionisti del settore.

Gli “Echi di Napoli” sono un’associazione culturale composta in gran parte da stabiesi doc, che nella vita quotidiana si sono affermati nei più svariati campi lavorativi, ma che portano nel cuore, sempre viva e pulsante, la fiamma dell’arte. Voci eccezionali, interpreti sensibili e bravi attori che si impegnano quotidianamente per studiare e tenere alta la bandiera della tradizione partenopea.

Il viaggio nella memoria è iniziato con un’immersione nei secoli d’oro della cultura musicale. Ad aprire le scene è stata La canzone del pescatore, interpretata da Maria Donnarumma e Amodio Somma, una perla di villanella napoletana risalente al XIV secolo. Questo prezioso frammento di storia, sottratto all’oblio e reso immortale dal maestro Roberto De Simone all’interno delle sue monumentali opere teatrali, ha subito rapito gli spettatori con la sua arcaica e suggestiva melodia.

Subito dopo, le atmosfere si sono fatte oniriche con Mistero Napolitano, un canto d’amore surreale capace di sospendere il tempo.

La tensione è salita con l’esecuzione del Canto dei Sanfedisti (noto anche come Inno della Paternità). Questo viscerale inno patriottico e religioso del 1799, nato per contrastare la Repubblica Napoletana, interpretata dal Tenore Amodio Somma, da Angelo Irto e da Rosaria Cafiero, ha travolto la terrazza con la sua carica popolare e controrivoluzionaria.

A spostare l’asse narrativo sulle anime tese del mare ci ha pensato Maria Donnarumma con la sua splendida voce e la sua toccante interpretazione di ‘E Signor do mar, un viaggio intimo e profondo nella psicologia e nei sacrifici delle donne di mare che è arrivato dritto al cuore della platea.

Al centro della serata il delizioso quadro dedicato all’orgoglio e all’eccellenza stabiese, fiorita proprio all’ombra del Vesuvio. La scena è stata conquistata da Anna Di Capua, splendida interprete prima di Bambinella e copp ‘e quartiere – capolavoro di Raffaele Viviani vibrante di riscatto e dignità dei vicoli – e successivamente della celeberrima Passione. Il brano, che ispirò il noto docu-film di John Turturro, ha restituito intatta la narrazione di un amore intenso e tormentato.

Il classicismo intramontabile ha trovato spazio grazie ad Angelo Irto, che ha presentato una raffinata versione di “Guaglione” di Nisa-Fanciulli, seguito dall’eterea Stella Diana di Carlo Faiello. Interpretata da Rosaria Cafiero, rievocando una processione mistica e danzante: la Madonna delle Grazie che attraversa Napoli al battito di un tamburo. La stessa Cafiero ha poi commosso la platea con Voglia e turnà, un brano dal forte impatto, dedicato ai figli di Castellammare costretti a emigrare all’estero.

Il teatro napoletano vive di contrasti e la terrazza del Circolo Velico Stabia ha vibrato dalle risate grazie alla macchietta Tu me fa fa di Gigi Pisani, pezzo portato al successo da Angela Luce. Sul palco, la coppia formata da Agostino Cascone e Rita Barretta ha dato vita a un esilarante bisticcio di coppia che ironizza sulla tipica possessività passionale nostrana. Cascone si era già distinto poco prima nella superba interpretazione di O Don Nicola, storiellina in versi sulla Prima Guerra Mondiale che rielabora la maschera settecentesca di Don Nicola Paccasecca.

La poesia d’amore pura è tornata a risplendere con Palomma ‘e notte, il capolavoro del 1906 di Salvatore Di Giacomo: la struggente metafora della falena attratta dal fuoco distruttivo della passione è stata delicatamente ricamata dalle voci di Angelo Irto e Maria Donnarumma, che si sono poi ritrovati nel godibile duetto Che t’aggia di’.

La componente lirica ha toccato il suo apice con la superba esibizione del tenore Amodio Somma, che ha eseguito una potente versione di Core ingrato di Salvatore Cardillo, traducendo in musica il dramma universale di un amore deluso.

A chiudere questo monumentale mosaico è stato l’istrionismo di Ambrogio Coppola che ha divertito il pubblico prima con le poesie ‘O difetto e ‘A pagina della mia vita, e poi  ‘E prublem ‘e l’at e Malocchio, cariche di filosofia popolare e ironia.

Sul palco, a tessere le fila della serata con carisma e precisione, anche il prezioso contributo di Ciro Daino, pilastro fondamentale di questo affiatato ensemble artistico.

A conferire un ulteriore valore aggiunto alla serata è stata la partecipazione straordinaria di due grandi musicisti. Il maestro Leo Amendola, noto chitarrista, compositore e docente di musica campano, che ha incantato la platea facendo ascoltare alcune sue composizioni originali, tra cui la splendida “Made in Naples”. Al suo fianco, in un perfetto sodalizio sonoro, l’amico e collega Alfredo Apuzzo, il cui clarinetto ha ricamato note di rara eleganza, regalando momenti di pura estasi acustica.

A chiudere la serata in un tripudio di energia ed emozione è stato il brano “Magnifica gente”, cantato in coro da tutto il gruppo riunito sul palco. Un finale travolgente che ha cancellato ogni distanza tra artisti e platea, trasformando lo spettacolo in una grande festa collettiva.

Quando la passione degli interpreti degli “Echi di Napoli” incontra un repertorio così monumentale nell’elegante cornice del Circolo Velico Stabia, il teatro assolve alla sua funzione più alta: custodire l’identità e regalare intramontabile magia. Una serata da ricordare, che lascia nel pubblico il desiderio profondo di tornare presto ad ascoltare queste voci.

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Castellammare, Serenata Salentina: Serata culturale al Circolo Nautico Stabia con Catena Fiorello Galeano https://vivicentro.it/eventi/castellammare-serenata-salentina-serata-culturale-al-circolo-nautico-stabia-con-catena-fiorello-galeano/ Mon, 29 Jun 2026 12:18:20 +0000 https://vivicentro.it/?p=656819 Una serata speciale dedicata alla sorellanza e al riscatto femminile, Catena Fiorello Galeano presenta il suo ultimo romanzo “Serenata Salentina”

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Una serata magica all’insegna della cultura e delle forti emozioni ha animato il fine settimana di Castellammare di Stabia.

Sabato sera, 27 giugno, lo storico salone del Circolo Nautico Stabia ha ospitato l’autrice Catena Fiorello Galeano, che ha presentato al pubblico il suo ultimo e appassionante romanzo, “Serenata Salentina”.

L’evento è nato dalla sinergia tra l’Associazione Achille Basile “Le Ali della Lettura”, il Bookstore Mondadori e la storica società sportiva stabiese.

Ad accogliere il folto e attento pubblico è stato l’Avv. Giovanni De Angelis, Presidente del Circolo Nautico Stabia.

Con orgoglio, De Angelis ha ripercorso le origini della gloriosa società polisportiva di Via Bonito, definendola «il circolo più medagliato al mondo». Un luogo iconico, culla dei leggendari fratelli Abbagnale e di straordinari campioni del canottaggio olimpico che hanno reso celebre il nome di Castellammare nel mondo.

La serata è entrata nel vivo con un intenso talk con l’autrice. La prof.ssa Carmen Matarazzo, Presidente dell’Associazione Achille Basile “Le Ali della Lettura”, ha analizzato la struttura dell’opera mettendone in luce l’originalità e i tratti distintivi. Al suo fianco, la giornalista Annamaria Cafaro ha arricchito il dibattito evidenziando le profonde sfumature psicologiche e narrative che caratterizzano le pagine del libro.

Catena Fiorello Galeano ha letteralmente incantato la platea con la sua travolgente verve comunicativa. La scrittrice ha condiviso aneddoti intimi sulla sua famiglia d’origine e ha svelato la genesi di un romanzo che si configura come un doppio viaggio: una scoperta delle meraviglie del Salento e, al contempo, un percorso interiore delle protagoniste.

“Sono convinta – ha affermato l’autrice – che esistano luoghi speciali capaci di curare l’anima per la loro armonia ed energia. Il Salento è uno di questi”.

Il titolo dell’opera trae ispirazione da Kali Nifta (Buonanotte), la celebre e struggente serenata salentina in lingua grika. La trama segue le vicende di cinque donne del nostro tempo, che si incontrano in un momento di solitudine.

Tra loro ci sono Gabriella, incapace di accettare la fine del proprio matrimonio a quattro anni dalla rottura, e Giulia, celebre attrice di fiction, impelagata in una storia con un uomo sposato.

Poi ci sono Marta, che convive quotidianamente con il dolore lacerante del distacco dai propri figli, Teresa, che cerca disperatamente di ritrovare la pace dopo aver vissuto una tragedia indicibile e Luana, una vicequestora che nasconde un segreto, legato proprio al passato di Gabriella.

La storia si anima quando Giulia scopre che il suo amante si trova in vacanza in Salento in barca con la moglie e i figli. Decisa a raggiungerlo per affrontarlo e mettere fine alle sue menzogne, le altre quattro donne scelgono di non lasciarla partire da sola, trasformando il viaggio nell’occasione per sciogliere nodi irrisolti da una vita.

La fine di una relazione e la fine di un sentimento non viaggiano mai insieme”, ha spiegato Catena Fiorello, esplorando il peso del rancore e la potenza della sorellanza come strumento per superare i conflitti e l’abbandono.

Nasce così un viaggio improvvisato verso il Sud, nella bellezza del paesaggio salentino, e diventerà per ciascuna di loro l’occasione per riflettere e per affrontare i propri fantasmi.

L’autrice, un fiume in piena, ci conduce nelle atmosfere di “Serenata salentina”, ma anche in quelle del romanzo precedente, pubblicato nel 2025, che definisce ‘veramente particolare’: “Vita e peccati di Maria Sentimento”.

Insieme a “Picciriddi” e “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” questo romanzo per me è sacro perché racconta la vita della mia famiglia e soprattutto dei miei genitori, l’infanzia di mio padre e di mia madre, e racconta di una persona che io ho conosciuto molto bene, mia nonna Catena, che di cognome faceva D’Amore, un personaggio così particolare che per raccontarla ci vorrebbero dieci anni.”

Vita e peccati di Maria Sentimentocustodisce la memoria sacra della famiglia, focalizzandosi sulla figura della nonna paterna, Catena D’Amore, una donna straordinaria che per vent’anni lavorò come cuoca a Taormina per la diva Greta Garbo (da lei chiamata con discrezione «L’americana»).

Nel romanzo del 2025, la realtà si mescola alla finzione: la nonna diventa Maria Sentimento, il padre Antonio e la Garbo assume il nome di Olga Farrel. “C’è la verità e la finzione ed è un romanzo che mi sta particolarmente a cuore”, ha confessato l’autrice.

A rendere l’appuntamento indimenticabile sono state anche le straordinarie doti canore di Catena Fiorello Galeano. Dimostrando un talento eclettico e completo – che la accomuna ai fratelli Rosario e Beppe – l’autrice ha intonato a cappella due serenate, una salentina e una taorminese. Un’arte, quella del canto, ereditata dal padre Nicola, celebre a Taormina per la sua voce spettacolare.

“Serenata salentina” che l’autrice ha definito “un libro del nostro tempo, con donne del nostro tempo, che si portano dietro un retaggio del passato” non delude affatto il pubblico sia per le tematiche trattate, sia per la scrittura intensa e coinvolgente.

Lo stile di Catena Fiorello Galeano cattura e avvolge il lettore fin dalle prime pagine, unendo la profondità dei temi a una straordinaria leggerezza narrativa, con un ritmo incalzante che incolla alle pagine senza mai risultare pesante.

La penna intensa di Catena restituisce dignità alle fragilità e alla forza delle donne. Nel libro i personaggi sono tridimensionali, ricchi di sfumature, e la trattazione autentica dei legami umani rende l’opera un’esperienza letteraria universale, capace di parlare al cuore di chi legge.

Acquistare “Serenata salentina” di Catena Fiorello Galeano è un’occasione imperdibile per immergersi in storie coinvolgenti e viaggiare nel profondo dell’animo umano.

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La Banda Musicale della Gendarmeria Vaticana in concerto a Cassino: Il 12 luglio l’evento al Teatro Romano https://vivicentro.it/eventi/la-banda-musicale-della-gendarmeria-vaticana-in-concerto-a-cassino-il-12-luglio-levento-al-teatro-romano/ Fri, 26 Jun 2026 17:26:15 +0000 https://vivicentro.it/?p=656767 Presentata la manifestazione dedicata a San Benedetto: una rara esibizione della prestigiosa formazione pontificia fuori dalle mura vaticane. Previsto un omaggio al soprano Maristella Mariani

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Sarà uno degli appuntamenti culturali più prestigiosi dell’estate nel Lazio. Il prossimo 12 luglio 2026, il suggestivo Teatro Romano di Cassino ospiterà il concerto della Banda Musicale del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, un evento eccezionale inserito nel programma delle celebrazioni dedicate a San Benedetto e presentato ufficialmente nel corso di una conferenza stampa ospitata nella Sala Restagno del Comune di Cassino.

All’incontro hanno partecipato il sindaco Enzo Salera, l’assessore alla Cultura Gabriella Vacca, il vice commissario Mauro Colaiacomo, responsabile della disciplina e dell’impiego della Banda della Gendarmeria Vaticana, il consigliere delegato e referente del coordinamento organizzativo Gabriele Abbate, il giornalista Massimo Marzilli, moderatore della conferenza, insieme a numerose autorità civili e religiose del territorio. Presenti anche Don Nello Crescenzi, vicario del Vescovo nella Città Martire, e Don Giovanni De Ciantis, a testimonianza del forte coinvolgimento della comunità ecclesiale.

Salera: “Una vera perla per la città”

Ad aprire la conferenza è stato il sindaco Enzo Salera, che ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa.

«In occasione dei prossimi festeggiamenti per San Benedetto siamo orgogliosi di ospitare un evento esclusivo, una vera perla. Il Teatro Romano diventerà il palcoscenico di un appuntamento culturale di eccezionale rilievo».

Il primo cittadino ha inoltre ringraziato Gabriele Abbate per il lavoro di raccordo tra le diverse istituzioni coinvolte, creando un collegamento tra l’Abbazia di Montecassino, la Diocesi, le autorità vaticane e l’Amministrazione comunale.

Un’esibizione rara fuori dal Vaticano

Il concerto rappresenta un’occasione particolarmente speciale, considerando che le esibizioni della Banda della Gendarmeria Vaticana al di fuori dello Stato della Città del Vaticano sono estremamente rare.

A ribadirlo è stata anche l’assessore alla Cultura Gabriella Vacca.

«Non è una cosa che capita tutti i giorni che la Gendarmeria Vaticana si esibisca in concerto fuori dal Vaticano. Siamo onorati che Cassino sia stata scelta per ospitare questa straordinaria opportunità proprio nei giorni dedicati a San Benedetto».

Un ponte tra Cassino, Montecassino e il Vaticano

Nel suo intervento, Gabriele Abbate ha raccontato la nascita del progetto, ideato con l’obiettivo di rafforzare il legame tra la città di Cassino, l’Abbazia di Montecassino e lo Stato della Città del Vaticano attraverso il linguaggio universale della musica.

Abbate ha portato anche i saluti del direttore di TV2000, Vincenzo Morgante, e del Padre Priore dell’Abbazia di Montecassino, Dom Jordi Piqué, impossibilitato a partecipare perché impegnato nel viaggio del Santo Padre in Spagna.

«L’obiettivo è creare un unicum tra la città e l’Abbazia, valorizzando il territorio attraverso eventi di alto profilo culturale e spirituale. La musica rappresenta il collante ideale tra istituzioni, giovani, associazioni e comunità religiosa, offrendo al territorio una straordinaria occasione di crescita e promozione».

Un concetto rafforzato da una riflessione significativa.

«Se anche una sola delle mille persone presenti al Teatro Romano il giorno successivo decidesse di visitare l’Abbazia, sarebbe una grandissima vittoria».

“Angeli Musicanti” al servizio del Santo Padre

Molto apprezzato anche l’intervento del vice commissario Mauro Colaiacomo, che ha raccontato la realtà della Banda della Gendarmeria Vaticana.

«Parliamo di oltre cento musicisti che condividono la stessa lingua universale: quella della musica».

Colaiacomo ha spiegato come la formazione sia composta da giovani provenienti dai conservatori italiani e da musicisti di grande esperienza, uniti non solo dalla passione artistica ma anche da una forte missione spirituale.

«Attraverso la nostra attività diffondiamo anche un messaggio di spiritualità e di servizio. I Gendarmi sono stati definiti “Angeli Musicanti” al servizio del Vicario di Cristo».

Il vice commissario ha ricordato come le esibizioni fuori dalle mura leonine vengano concesse solo per eventi di particolare rilevanza culturale, spirituale e istituzionale.

L’omaggio a Maristella Mariani

Uno dei momenti più emozionanti della serata sarà il tributo dedicato al soprano Maristella Mariani, artista molto amata, prematuramente scomparsa.

Colaiacomo l’ha ricordata definendola «quasi una santa della musica del territorio», mentre Gabriele Abbate ne ha evidenziato le straordinarie qualità umane.

«È stata una grande artista e una persona che viveva per gli altri, una figura che merita di essere ricordata nel suo territorio attraverso la musica e quella spiritualità che ha tanto amato».

Uno sguardo al 2029

L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione culturale e religiosa che guarda già alle celebrazioni del 1500° anniversario della fondazione dell’Abbazia di Montecassino, previste nel 2029.

L’obiettivo è consolidare il ruolo di Cassino e dell’Abbazia come punto di riferimento internazionale per il dialogo tra cultura, spiritualità e turismo.

Il concerto del 12 luglio rappresenterà dunque non soltanto un evento musicale di altissimo livello, ma anche un simbolo della collaborazione tra istituzioni civili, religiose e culturali. Nello scenario senza tempo del Teatro Romano, cittadini e visitatori avranno l’opportunità di assistere a una delle rarissime esibizioni pubbliche della Banda Musicale della Gendarmeria Vaticana, vivendo un’esperienza che unirà arte, fede e memoria in uno dei luoghi più affascinanti del territorio cassinate.

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NABUCCO È ‘ATOMICO’ IN ARENA DAL 26 GIUGNO https://vivicentro.it/spettacoli/nabucco-e-atomico-in-arena-dal-26-giugno/ Wed, 24 Jun 2026 07:36:05 +0000 https://vivicentro.it/?p=656683 Debutto stagionale per il visionario spettacolo firmato da Stefano Poda NABUCCO È ‘ATOMICO’ IN ARENA DAL 26 GIUGNO   Il 103° Arena di Verona Opera Festival si arricchisce di una terza produzione: Nabucco, dramma corale per eccellenza di Verdi, debutta il 26 giugno alle 21.15 per dieci serate con grandi voci internazionali e la direzione […]

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Debutto stagionale per il visionario spettacolo firmato da Stefano Poda

NABUCCO È ‘ATOMICO’ IN ARENA DAL 26 GIUGNO  

Il 103° Arena di Verona Opera Festival si arricchisce di una terza produzione: Nabucco, dramma corale per eccellenza di Verdi, debutta il 26 giugno alle 21.15 per dieci serate con grandi voci internazionali e la direzione di Michele Spotti. Enkhbat, Siri, Stroppa, Tagliavini, Salas in scena per la prima. Nelle repliche: Tézier, Park, Salsi, Maslova, Torbidoni, Werle, Lim, Vinogradov, Pertusi, Meli e, da agosto, Sebastiano Rolli all’esordio sul podio areniano. Lo spettacolo, che ha inaugurato l’edizione 2025 del Festival, è curato per regia, scene, costumi, luci e coreografie da Stefano Poda, con potenti simboli che raccontano l’umanità divisa da conflitti, dualismi, in un viaggio collettivo che anela alla riconciliazione.  

Due semisfere di luce, come due particelle subatomiche, che si attraggono e respingono, con il potere di creare e distruggere; un grande piano inclinato che diventa labirinto in cui perdersi, alla fine ritrovando sé stessi; due popoli opposti per colori e tessuti, divisi in due schiere che si combattono. E una scala, ripida, altissima, dominata dalla clessidra del tempo. Diversi elementi che contengono già tutta la storia di Nabucco: la guerra, la deportazione, l’amore, l’ambizione, la conversione e il riappacificamento. Con il suo potente simbolismo, è la storia collettiva di Nabucco secondo Stefano Poda, spettacolo inaugurale del 2025 ripreso anche da Rai e Unitel per una platea di milioni di spettatori. 

Terzo titolo del Festival 2026, Nabucco va in scena da venerdì 26 giugno alle 21.15 e replica, insieme agli altri titoli del cartellone, fino al 9 settembre, con due diversi direttori e alcune delle migliori voci del panorama internazionale. Protagonista delle prime serate il baritono Amartuvshin Enkhbat, che si alterna con Ludovic Tézier (12/7), Youngjun Park (18, 23/7 – 8/8) e Luca Salsi (il 1/8 e le ultime tre recite). La parte di Abigaille è tra le più impervie mai scritte per un soprano: ad interpretarla a Verona Maria José Siri, con Olga Maslova (23/7 e 8/8) e Marta Torbidoni (20, 28/8). Mediosopranile la scrittura della sorella Fenena, interpretata da Annalisa Stroppa (26/6 – 4, 18/7 – 9/9) e Anna Werle (12, 23/7 – 1, 8, 20, 28/8), entrambe all’atteso ritorno in Arena. Sfilata di bassi di primo piano per il profeta Zaccaria: a Roberto Tagliavini succederanno Simon Lim (4, 12, 23/7), Alexander Vinogradov (18/7 – 8, 20, 28/8) e Michele Pertusi (9/9). I tenori per Ismaele: Galeano Salas si alterna con Francesco Meli (18, 23/7 – 1, 8/8) e Paolo Lardizzone (20, 28/8). Nelle parti di fianco: Nicolò Ceriani e Gabriele Sagona nei panni del Gran Sacerdote di Belo, Carlo Bosi, Riccardo Rados e Matteo Macchioni quelli di Abdallo, fedele capo delle guardie di Nabucco, e i soprani Elisabetta Zizzo ed Elena Borin quelli di Anna, sorella di Zaccaria. 

Dopo il successo della Traviata inaugurale, il trentatreenne Michele Spotti, già direttore a Marsiglia e prossimo all’incarico a Berlino, torna in Arena per affrontare il titolo per la prima volta in Anfiteatro, per le prime sei recite, mentre dall’8 agosto la bacchetta passa a Sebastiano Rolli, tra i massimi esperti della prassi esecutiva dell’opera italiana della prima metà dell’Ottocento. Fondamentale l’apporto del Coro di Fondazione Arena lungo tutta l’opera, preparato da Roberto Gabbiani. Oltre ai complessi artistici in scena, questa produzione di Nabucco impegna anche i Tecnici areniani, in un allestimento che si estende a tutti i millenari gradoni dell’Arena e si erge anche sopra il più alto.

«Con questa opera si può dire veramente che ebbe principio la mia carriera artistica» dichiarò Verdi. Nabucco, terzo cimento operistico di Verdi, racconta una rinascita anche nella sua stessa genesi: quella del compositore stesso dopo la peggiore crisi della sua vita. Nell’arco di pochi mesi aveva visto la sua unica opera buffa cadere sotto i fischi del pubblico milanese, e morire la moglie ed entrambi i figli ancora piccolissimi. Deciso a ritirarsi dalla vita musicale, ricevette dall’impresario Merelli un libretto nuovo appena rifiutato dal compositore Otto Nicolai: tale Nabucodonosor, che Temistocle Solera aveva tratto da un dramma di Anicet-Bourgeois e Cornue e da un balletto di Cortesi, oltre che dall’Antico Testamento. Verdi, disinteressato e sconfortato, scagliò il libretto, che si aprì sui versi “Va’ pensiero, sull’ale dorate”. Dalla prima del 1842, il successo di Nabucco non è mai tramontato, così come l’astro di Verdi. 

In Arena l’opera è arrivata nel 1938 e ad oggi è la terza più rappresentata nella storia del Festival, con 251 recite in 27 stagioni, con 13 allestimenti diversi, di cui quello firmato da Stefano Poda è il più recente, nonché il più sfidante di sempre da un punto di vista tecnologico: tessuti innovativi, materiali inediti per i costumi, che impiegano anche chilometri di luci led, coreografie di scherma per centinaia tra danzatori, mimi, comparse duellanti sulle note trascinanti dei crescendo verdiani. Dopo la prima di venerdì 26 giugno, Nabucco replica il 4, 12, 18, 23 luglio alle 21.15, il 1°, 8, 20, 28 agosto e il 9 settembre alle 21.  

La vicenda. L’opera verdiana unisce sapientemente il dramma collettivo ad un triangolo amoroso: vero protagonista è il coro, il popolo ebraico guidato dal pontefice Zaccaria che subisce l’invasione e la deportazione da parte di Nabucco, re degli Assiri. Fra i prigionieri vi è Ismaele, il cui amore è conteso da entrambe le figlie di Nabucco: la prima, Fenena, è da lui ricambiata e si converte all’ebraismo, mentre Abigaille sublima il rifiuto in una furia ambiziosa che la porta a spodestare il padre. Nabucco per riprendere il potere si proclama dio e nell’opera subentra il soprannaturale, con un fulmine che lo colpisce e gli fa perdere il senno. Mentre Abigaille condanna a morte gli Ebrei, compresa la sorellastra Fenena, Nabucco rinsavisce pregando il Dio dei nemici: a un passo dall’esecuzione, egli guida con successo la rivolta contro Abigaille, che si avvelena e chiede perdono prima di spirare, e libera tutti i prigionieri.

Dieci rappresentazioni lungo tutta l’estate con un cast internazionale diretto da Michele Spotti

NABUCCO di Giuseppe Verdi

Dramma lirico in quattro parti. Libretto di Temistocle Solera

26 giugno ore 21.15

4, 12, 18, 23 luglio ore 21.15

1, 8, 20, 28 agosto ore 21.00

9 settembre ore 21.00

Regia, scene, costumi, luci, coreografie Stefano Poda

Assistente a regia, luci, coreografie Paolo Giani Cei

Direttore Michele Spotti 26/6 – 4, 12, 18, 23/7 – 1/8

Sebastiano Rolli 8, 20, 28/8 – 9/9

NabucodonosorAmartuvshin Enkhbat 26/6 – 4/7

Ludovic Tézier 12/7

Youngjun Park 18, 23/7 – 8/8

Luca Salsi 1, 20, 28/8 – 9/9

AbigailleMaria José Siri 26/6 – 4, 12, 18/7 – 1/8 – 9/9

Olga Maslova 23/7 – 28/8

Marta Torbidoni 8, 20/8

FenenaAnnalisa Stroppa 26/6 – 4, 18/7 – 9/9

Anna Werle 12, 23/7 – 1, 8, 20, 28/8

ZaccariaRoberto Tagliavini 26/6 – 1/8

Simon Lim 4, 12, 23/7

Alexander Vinogradov 18/7 – 8, 20, 28/8

Michele Pertusi 9/9

IsmaeleGaleano Salas 26/6 – 4, 12/7 – 9/9

Francesco Meli 18, 23/7 – 1, 8/8

Paolo Lardizzone 20, 28/8

Gran Sacerdote di BeloNicolò Ceriani 26/6 – 4, 12/7

Gabriele Sagona 18, 23/7 – 1, 8, 20, 28/8 – 9/9

AbdalloCarlo Bosi 26/6 – 23/7 – 9/9

Riccardo Rados 4, 12, 18/7

Matteo Macchioni 1, 8, 20, 28/8

Anna Elisabetta Zizzo 26/6 – 4, 18/7 – 1, 8, 28/8 – 9/9

Elena Borin 12, 23/7 – 20/8

Orchestra, Coro, Ballo e Tecnici di Fondazione Arena di Verona

Maestro del Coro Roberto Gabbiani

Coordinatore del Ballo Gaetano Bouy Petrosino

Direttore Allestimenti scenici Michele Olcese

( da cartella stampa Arena di Verona)

 

IL FESTIVAL 2026. Il Festival riporta in scena alcuni dei titoli più amati dal grande pubblico nella stagione più lunga della storia areniana. Oltre alla nuova Traviata, due diversi allestimenti di Aida, le più recenti produzioni di Nabucco e La Bohème, quindi Turandot a 100 anni dalla prima assoluta. Sei le serate-evento in singola data: l’atteso appuntamento di Roberto Bolle and friends coprodotto con ARTEDANZAsrl il 21 luglio, il balletto tornerà anche al Teatro Romano con l’acclamata produzione di Zorba il greco, nella coreografia originale di Lorca Massine il 25 e 26 agosto. Ritorna il grande organico sinfonico-corale dispiegato dai Carmina Burana di Orff al centro dell’Arena il 13 agosto con un nuovo eccezionale cast, che schiera Erin Morley, Mihai Damian e il contraltista Carlo Vistoli al suo esordio areniano, diretto dal Maestro James Conlon, anch’egli per la prima volta in Anfiteatro. Infine, il nuovo concerto immersivo Paganini Paradise debutta in prima assoluta il 18 agosto e si aggiunge alle Quattro stagioni in Viva Vivaldi, con l’Orchestra di Fondazione Arena e spettacolari proiezioni tridimensionali firmate da Balich Wonder Studio il 19 agosto.

 

Biglietterie                                                                                                                                                          Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona Via Roma 1, 37121 Verona

biglietteria@arenadiverona.it 

Call center (+39) 045 800 51 51 

www.arena.it

Punti di prevendita Vivaticket 

Informazioni 

Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona 

Via Roma 7/D, 37121 Verona – ufficio.stampa@arenadiverona.it 

tel. (+39) 045 805.1861-1905-1891-1939 -1847 

Ufficio stampa nazionale e internazionale Skill & Music 

Firmina Adorno +39 339 6483224 – firmina@skillandmusic.com

Paolo Cairoli +39 331 8361276 – paolo@skillandmusic.com

 

 

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Brescia, prosegue la stagione Fantasie Metropolitane https://vivicentro.it/spettacoli/fantasie-metropolitane-spettacoli-suoni-e-visioni-dal-mondo-al-teatro-borsoni-a-cura-del-centro-teatrale-bresciano-e-di-manolibera/ Mon, 22 Jun 2026 12:53:12 +0000 https://vivicentro.it/?p=656615 Fantasie Metropolitane , Spettacoli, suoni e visioni dal mondo al Teatro Borsoni a cura del Centro Teatrale Bresciano e di ManoLibera

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Spettacoli, suoni e visioni dal mondo al Teatro Borsoni a cura del Centro Teatrale Bresciano  e di ManoLibera

La seconda Stagione estiva del Teatro Renato Borsoni di Brescia è una rassegna di teatro, musica e visioni dal mondo ospitata nell’Arena estiva del Borsoni. Essa consiste in un palinsesto di eventi, tutti a ingresso libero,  a cura del Centro Teatrale Bresciano, in collaborazione con ManoLibera, che animano in questi giorni l’Arena estiva del Teatro. Si configura come  un’azione inserita nei Progetti Emblematici Maggiori Cariplo 2024 “La legacy di Capitale Cultura”, realizzata con il contributo di Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, tra le iniziative del palinsesto di Comune di Brescia – Brescia. La tua Città Europea.

Uno spazio all’aperto – realizzato nella piazzetta lato ovest dell’edificio – che invita all’incontro, all’aggregazione, al piacere di condividere arte, divertimento e pensiero fuori dalle mura del teatro, per essere ancora più in relazione con il luogo che lo circonda.

Una scelta che ribadisce la volontà di abitare con più forza il quartiere, renderlo palcoscenico e platea, moltiplicare le possibilità di relazione con la città. Un’arena permeabile, pensata per accogliere pubblici diversi, famiglie, giovani e bambini, e per trasformare l’esperienza artistica in un gesto collettivo e inclusivo.

Perché quest’azione acquisti ancora più forza e coerenza, il Centro Teatrale Bresciano ha coinvolto nella realizzazione della rassegna ManoLibera Cooperativa di Comunità, una realtà radicata e punto di riferimento del tessuto sociale di Via Milano.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI Prosegue la rassegna con appuntamenti tra musica, cinema e teatro per raccontare storie, identità e visioni del mondo, con la curatela artistica di Paolo Bignamini. Fedele alla filosofia dell’incontro e della scoperta, questa seconda edizione estiva approfondisce il tema del confine – tra generi di spettacolo, persone, linguaggi – inteso come soglia vitale: uno spazio permeabile che, anziché creare fratture, collega le diversità.

Dopo la potenza della sonorizzazione di Aurora (ieri) e dello spettacolo di questa sera Muoiono tutti – selezione del FringeMI festival – il palinsesto prosegue domani con la Festa della musica di Brescia. La prossima settimana si aprirà con l’emblematico progetto della Cooperativa di Comunità ManoLibera dal titolo La cura – Cosa me ne faccio del teatro, un racconto corale capace di dare voce e corpo alle varie anime di Via Milano, cui seguirà la sonorizzazione di due corti di Buster Keaton (Non si riparte mai davvero, in prima assoluta), lo scatenato omaggio degli Jaga Pirates a Gaber e Jannacci, e la proiezione di Fiumi – La zon, documentario su via Milano.

 

Entrando nel dettaglio degli eventi proposti, questa sera alle ore 21.30, andrà in scena lo spettacolo selezionato dalla nuova edizione di FringeMI Festival, network di teatri, festival e rassegne che investono nella scoperta di nuove realtà, cui aderisce anche il CTB. Vincitore del Premio della critica di Stratagemmi e della Miglior produzione under 35 del Festival, lo spettacolo si intitola Muoiono tutti, con Cosimo Grilli e Margherita Silingardi, drammaturgia di Leonardo Ceccanti e Anna Farina, regia di Matteo Ceccantini, liberamente tratto da Romeo e Giulietta di Shakespeare.

La Festa della Musica di Brescia approda per la prima volta al Teatro Borsoni dove proporrà una selezione di artisti e band provenienti sia da Brescia, sia da altre province, appartenenti all’universo “wold music”. L’appuntamento intitolato LE MUSICHE DAL MONDO sarà in programma il 20 giugno, dalle ore 16 alle 22.

Il 22, 23 e 24 giugno 2026, ore 20 andrà in scena LA CURA. Cosa me ne faccio del teatro un progetto di Cooperativa di Comunità ManoLibera con la collaborazione di Comune di Brescia e Centro Teatrale Bresciano realizzato nell’ambito del bando Emblematici Maggiori di Fondazione Cariplo; il coordinamento registico e drammaturgico sono di Jessica Leonello, Michele Beltrami, in collaborazione con le associazioni del territorio.

Il 26 giugno alle ore 22 è la volta di NON SI RIPARTE MAI DAVVERO. Due film di Buster Keaton One Week (1920) / The Boat (1921). Il progetto presenta la sonorizzazione live di due celebri cortometraggi di Buster Keaton con la musica dal vivo di Corrado Nuccini, Alessandro Trabace e Vittoria Burattini in dialogo con immagini e letture a cura di Emidio Clementi.

Il 27 giugno alle ore 21.30, andrà in scena lo spettacolo musicale e teatrale QUANDO LA VITA TI LIMONA Concerto spettacolo di e con JAGA Pirates ispirato all’universo surreale e irriverente di Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci con un ospite speciale, Sior Mirkaccio.

Infine, il 28 giugno alle ore 21.30, il palinsesto si chiuderà con FIUMI – LA ZON Vite, conflitti e desideri di periferia: un documentario prodotto da ManoLibera Cooperativa di Comunità che racconta le storie di Via Milano raccolte con l’esperienza del Camper Randagio.

NELLA RASSEGNA, ANCHE UN APPUNTAMENTO SPECIALE Fantasie metropolitane, infatti, accoglie al suo interno anche l’evento speciale organizzato dalla Guardia di Finanza in occasione del 252esimo anniversario. Il 25 giugno alle ore 19 presso la Sala Castri andrà in scena lo spettacolo L’UCASIÙ GIÖSTA… LA RÌA PER TÖCC! di Dimitri Rizzi e Giancarlo Lazzaroni. Il 26 giugno, dalle ore 15, nel foyer del Teatro, ci sarà un pomeriggio speciale insieme alla Guardia di Finanza: stand e attività per giovani e bambini, alla scoperta del valore della legalità.

LA GRANDE NOVITÀ: l’ingresso è libero  a tutti gli eventi in programma, con prenotazione consigliata.

La prenotazione è consigliata su: www.ctb.vivaticket.it, presso il Punto vendita CTB in Piazza della Loggia e alla Biglietteria del Teatro Sociale e del Teatro Borsoni, negli orari di apertura.

Per tutte le informazioni è consultabile il sito www.centroteatralebresciano.it; t. 030 2928617; e-mail teatroborsoni@centroteatralebresciano.it.

Tutti gli eventi, salvo quando espressamente indicato, si svolgono presso l’Arena estiva del Teatro Borsoni (ingresso dal Foyer del Teatro in Via Milano, 83 – 25126, Brescia). In caso di maltempo, gli eventi si svolgeranno all’interno del Teatro Borsoni.

22, 23 e 24 giugno 2026, ore 20

LA CURA Cosa me ne faccio del teatro ,un progetto di Cooperativa di Comunità ManoLibera con la collaborazione di Comune di Brescia Centro Teatrale Bresciano  realizzato nell’ambito del bando Emblematici Maggiori di Fondazione Cariplo, coordinamento registico e drammaturgico Jessica LeonelloMichele Beltrami in collaborazione con le associazioni del territorio Associazione Si MusicaEscuela de TangoASD Tai Chi Tao FaIsher Darbar ItalyAnd Jeef SenegalASBP Associazione dei Senegalesi di Brescia e ProvinciaSubhash Niroshan Dancing Academy, Brixia Voices/MAP Associazione Culturale

Una via, un quartiere, una città in movimento: da qui nasce “LA CURA – Cosa me ne faccio del teatro”, performance di comunità che intreccia storie, voci e visioni del territorio. Il Teatro Borsoni si trasforma in uno “spazio del possibile” con la messa in scena di un lavoro condiviso fatto di intrecci e contaminazioni tra le associazioni di via Milano e del quartiere Fiumicello, che trova nel teatro il suo punto di convergenza.

Al termine ci sarà un momento conviviale per i partecipanti

26 giugno 2026, ore 22

NON SI RIPARTE MAI DAVVERO

Due film di Buster Keaton ,One Week (1920) / The Boat (1921), sonorizzazione live con Corrado Nuccini chitarra, basso, elettronica ,Alessandro Trabace violino, synth ,Vittoria Burattini batteria, percussioni, Emidio Clementi voci registrate, produzione DNA concerti , in collaborazione con Centro Teatrale Bresciano

Il progetto presenta la sonorizzazione live di due celebri cortometraggi di Buster Keaton. Tra case che crollano, barche che affondano e imprevisti continui, emerge la comicità impassibile del “Grande Faccia di Pietra”. La musica dal vivo di Corrado Nuccini, Alessandro Trabace e Vittoria Burattini dialoga con le immagini, accompagnata da letture registrate di testi e memorie di Keaton interpretate da Emidio Clementi.

Prima assoluta

27 giugno 2026, ore 21.30

QUANDO LA VITA TI LIMONA

Concerto spettacolo di e con JAGA Pirates, testo e regia Luca Rodella , con Stefano AnnoniLuca RodellaFrancesco MarchettiDiego Paul GualtieriAlessio Pamovio, special guest Sior Mirkaccio

Uno spettacolo musicale e teatrale ispirato all’universo surreale e irriverente di Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci con un ospite speciale, Sior Mirkaccio. Tra canzoni, sketch, dialoghi e brani originali dei Jaga Pirates, Jaga e Gaga danno vita a un mondo folle e poetico, dove è possibile essere imperfetti e divertirsi davvero. Nato dall’incontro di attori e musicisti milanesi, il progetto coinvolge pubblici di tutte le età, unendo comicità, musica ed emozione.

28 giugno 2026, ore 21.30

FIUMI – LA ZON

Vite, conflitti e desideri di periferia, Proiezione del documentario, produzione ManoLibera Cooperativa di Comunità, con il sostegno di Fondazione Comunità Bresciana, regia e montaggio Letizia Tonolini, riprese a cura delle ragazze e dei ragazzi del quartiere coinvolti nel progetto Camper Randagio; colonna sonora di brani originali realizzati dai giovani dello studio di registrazione di via Milano 65

È Via Milano che riprende la parola, dopo anni passati a essere insultata, raccontata e rigenerata. Il Camper Randagio ha raccolto storie di amore, eroina, muffa, lusso, fughe dai tetti e desiderio di controllo. Un quartiere pieno di contraddizioni. Un caleidoscopio chiamato vita.

All’interno del foyer del teatro, sarà visibile la mostra “Via Milano: un Racconto Condiviso”

25 giugno 2026, ore 19, Sala Castri

L’UCASIÙ GIÖSTA… LA RÌA PER TÖCC!

di Dimitri Rizzi Giancarlo Lazzaroni  e con Compagnia Teatrale La Piccola Ribalta di CoccaglioGruppo Oratorio Il focolare

Una commedia corale e brillante che racconta le vicende della famiglia Fumagalli, tra acciacchi, malintesi, truffe e visite inaspettate della Guardia di Finanza. Attorno ad Ambrogio, padre anziano ma ancora lucido e combattivo, si muove un mondo di personaggi eccentrici e irresistibili. Tra ironia e tenerezza, lo spettacolo restituisce il ritratto di una famiglia caotica ma unita, capace di trovare speranza anche nelle difficoltà.

26 giugno 2026, dalle ore 15,

GURARDIA DI FINANZA: un evento speciale in occasione del suo 252esimo anniversario di fondazione

Nel Foyer del Teatro sarà animato un pomeriggio speciale insieme alla Guardia di Finanza: stand e attività per giovani e bambini, alla scoperta del valore della legalità.

             Carmelo TOSCANO

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