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Agguato a colpi di fucile: ferito un 53enne. L’ombra del narcotraffico (Francesco Ferrigno*)

CASOLA DI NAPOLI. Agguato a colpi di fucile nella tarda serata di ieri: ferito lievemente C. O. di 53 anni, noto alle forze dell’ordine per il suo coinvolgimento in diverse inchieste riguardanti il narcotraffico di marijuana nell’area dei monti Lattari. Sull’episodio stanno indagando i carabinieri della compagnia di Castellammare e i militari della stazione di Gragnano.

Il raid è avvenuto a Casola di Napoli, nei pressi dell’abitazione del 53enne: l’uomo è stato colpito di striscio alla spalla da uno dei tre proiettili esplosi dai sicari. Il 53enne si è recato presso l’ospedale “San Leonardo” di Castellammare dov’è stato dichiarato guaribile in dieci giorni.

Le forze dell’ordine non escludono nessuna pista ma la più battuta sembrerebbe essere quella legata alle organizzazioni criminali che dominano il comprensorio. Solo un “avvertimento”, oppure il 53enne è sfuggito ad un raid mortale? A queste domande cercheranno di rispondere nelle prossime ore i carabinieri.

Come già accennato, il nome della vittima del raid comparve in due importanti inchieste di forze dell’ordine e magistratura, da anni impegnate a combattere i narcos. Il 53enne fu coinvolto nell’operazione “Jamaica” di carabinieri e Procura di Torre Annunziata, scattata a novembre 2012. Jamaica provò l’esistenza di un gruppo di persone che coltivava marijuana nel salernitano per poi rivenderla nelle piazze di spaccio dei Lattari. Lui comparì poi tra gli indagati dell’inchiesta “Secundario” di Guardia di Finanza e Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. In questo caso furono ricostruiti intrecci e sodalizi criminali che consentivano la produzione e la vendita di “erba”.

L’agguato a colpi di fucile, inoltre, non rappresenta un caso isolato. Nell’ottobre del 2014 a Lettere un 56enne, pregiudicato per reati di droga, fu ferito mentre si trovava a bordo della propria auto insieme alla moglie. Da sottolineare che l’attenzione delle forze dell’ordine sul territorio di Lettere è altissima e gli equilibri criminali del territorio sono monitorati anche dalla Dda di Napoli. Sempre a Lettere nell’agosto del 2013 un’autobomba ferì tre persone che, secondo le autorità, erano collegate al business della marijuana sui monti Lattari. Quattro mesi dopo ancora a Lettere un altro ordigno costruito con polvere da sparo fu rinvenuto sotto un “Apecar”: il proprietario, accortosi della bomba, allertò in tempo i militari che intervennero con gli artificieri. Episodi che hanno fatto temere lo scoppio di una vera e propria guerra tra clan camorristici per il predominio dei traffici di droga.

*ilmattino

Di Redazione

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