violenza – Vivicentro https://vivicentro.it Wed, 29 Jan 2025 10:01:42 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png violenza – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 Tonino Scala, sugli scontri alla stazione di Via Nocera: Giù le mani dalla Juve Stabia che non c’entra nulla! https://vivicentro.it/juvestabia-news/tonino-scala-sugli-scontri-alla-stazione-di-via-nocera-giu-le-mani-dalla-juve-stabia-che-non-centra-nulla Wed, 29 Jan 2025 10:01:38 +0000 https://vivicentro.it/?p=619879 Gli scontri alla stazione EAV di Via Nocera sono un episodio gravissimo che richiede una risposta forte e un'analisi approfondita delle cause: Gli attori da ambo le parti sono dei teppisti

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L’episodio di Castellammare ci ricorda che la violenza è un fenomeno complesso e multifattoriale e che molte volte un’analisi sommaria e frettolosa può portare a delle conclusioni che non sono aderenti alla realtà dei fatti.La violenza ormai dilaga nelle nostre città al sud come al nord ed è lecito farse delle domande: Come riuscire a risolvere questo trend?

Domanda che da tempo non ha una risposta perchè il disagio socio economico in cui viviamo crea continue tensioni.Nello specifico dell’episodio sicuramente ci sono state delle responsabilità nell’impianto di sicurezza predisposto per l’evento sportivo che vedeva il Sorrento affrontare in trasferta la Turris.

Tonino Scala segretario regionale di Sinistra Italiana Campania e stabiese di nascita oggi ci ha inviato il suo pensiero sull’episodio:

“La vicenda dell’agguato ai tifosi del Sorrento, avvenuta domenica scorsa al ritorno dalla partita con la Turris, è un episodio gravissimo che merita una condanna senza esitazioni.

Tuttavia, è necessario ristabilire la verità dei fatti e analizzare con chiarezza le responsabilità, senza alimentare generalizzazioni o attribuire colpe a chi non c’entra nulla.Questi atti di violenza, messi in atto da veri e propri teppisti, non hanno nulla a che vedere con le tifoserie organizzate della Juve Stabia o con la città di Castellammare.

È deprecabile associare il nome della squadra o dei suoi tifosi a episodi di questo genere, che danneggiano non solo l’immagine di una squadra ma anche quella di un’intera comunità.

Si tratta di delinquenti che usano il calcio come pretesto per sfogare rabbia e frustrazioni, costruendo odi tra città e tifoserie che non hanno alcun senso e che portano solo a conseguenze estreme.

Al tempo stesso, non possiamo ignorare le responsabilità delle istituzioni.Già in passato episodi simili si erano verificati, come l’aggressione ai danni di due ragazzine sul treno lo scorso anno, un treno fermato erroneamente a Castellammare centro, o i danni alle auto presenti in stazione.

La superficialità con cui sono stati gestiti questi eventi da parte delle autorità preposte alla sicurezza è inaccettabile.

Non è possibile che si richiedano piani di sicurezza dettagliati per una manifestazione in piazza, mentre per situazioni come queste si sottovaluti completamente il rischio, lasciando spazio alla violenza.

La violenza non è mai giustificabile, né all’andata né al ritorno di un treno, e va condannata con forza.Tuttavia, è altrettanto importante chiedere un intervento serio e adeguato da parte delle istituzioni.

Le prefetture, le forze dell’ordine e chi di competenza devono garantire che episodi del genere non si ripetano. È necessario un piano chiaro e strutturato per prevenire questi atti di barbarie e per assicurare la sicurezza di tutti, senza distinzione.

Infine, rivolgo un appello a chi racconta e commenta queste vicende: non alimentiamo pregiudizi, non scarichiamo colpe su chi non è responsabile.Gli ultras della Juve Stabia e la città di Castellammare non hanno nulla a che vedere con questi atti di violenza, che vanno invece isolati e affrontati per quello che sono: manifestazioni di degrado e inciviltà da parte di pochi, che non possono rappresentare una tifoseria, una squadra o una comunità.”

Chiediamo alle istituzioni di fare chiarezza al più presto e di punire i responsabili con la massima severità.

Non possiamo permettere che episodi del genere rimangano impuniti. È ora di dire basta alla violenza e di costruire un futuro migliore per tutti.

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Arbitri in campo con segno nero sul viso https://vivicentro.it/ultime-notizie/arbitri-in-campo-con-segno-nero-sul-viso Thu, 05 Dec 2024 13:27:09 +0000 https://vivicentro.it/?p=610201 Tutti gli arbitri italiani in campo con un segno nero sul viso per dire NO alla violenza sui direttori di gara

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Tutti gli arbitri italiani in campo con un segno nero sul viso per dire NO alla violenza sui direttori di gara

Dopo l’ennesima aggressione ad un arbitro nel campionato di terza categoria nella regione Lazio, l’Aia ha deciso di fermare per un weekend tutti i campionati di ordine e grado nella regione Lazio, dall’eccellenza fino all’under14.Nonostante le negoziazioni con il comitato regionale Lazio della LND, i dirigenti arbitrali hanno fortemente deciso di fermare il calcio dilettantistico sposando la volontà di tutti i 14 presidenti delle sezioni della regione Lazio e del presidente Francesco MASSINI del comitato regionale arbitri.

Nel fine settimana tutti gli arbitri italiani scenderanno in campo con un segno nero sul viso per dire basta alla violenza sui direttori di gara.La decisione è stata annunciata dal presidente dell’AIA Carlo PACIFICI, dopo gli ultimi gravi episodi che impongono una profonda presa di posizione contro un fenomeno che va a danno dell’intero sistema calcio.

Mostrare a tutti questo segno, dalla Serie A fino ai campionati dilettantistici e giovanili, ha l’obiettivo di sensibilizzare gli sportivi su questa vera piaga sociale – ha detto Carlo Pacifici – La violenza sugli arbitri è un fenomeno che deve far sentire coinvolti tutti gli attori del calcio e dello sport in generale.

I nostri associati, scendendo in campo con questo tratto nero, vogliono inoltre mandare un messaggio di solidarietà ai colleghi che sono stati vittima di queste violenze.La recente aggressione, subìta da un arbitro in una partita di terza categoria laziale, rappresenta solo l’ultimo caso di un trend preoccupante che necessita una profonda riflessione anche da parte delle istituzioni con atti formali.

La violenza non è mai giustificabile e deve essere combattuta da tutti.Le condanne morali infatti non bastano più, servono gesti forti e concreti per debellare questo indegno fenomeno sinonimo di odio e violenza.

Tutti devono infatti sentirsi coinvolti ogni volta che viene toccato un arbitro”.Fonte: https://www.aia-figc.it/

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Violenta relazione: arrestati sei affiliati al clan Contini per coercizione https://vivicentro.it/cronaca-campania/violenta-relazione-arrestati-sei-affiliati-al-clan-contini-per-coercizione Thu, 06 Jun 2024 17:00:34 +0000 https://vivicentro.it/?p=573950 Scopri la vicenda di una giovane donna vittima della violenza del clan Contini e l'operazione che ha portato agli arresti.

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Scopri la storia della giovane donna coinvolta con il clan Contini: un caso di coercizione e violenza nella Napoli camorristica.

Indotta ad avere una relazione con un uomo, poi picchiata quando lo lascia: arrestate 6 persone vicine al clan Contini

La cronaca nera di Napoli registra un nuovo episodio di violenza e coercizione, che vede coinvolte figure legate alla camorra.Sei individui, presunti affiliati al clan Contini, sono stati arrestati per aver costretto una giovane donna ad avere una relazione con uno di loro, per poi aggredirla fisicamente quando ha deciso di porre fine alla relazione.

Questo caso mette nuovamente in luce la brutalità e il controllo esercitati dai clan camorristici sul territorio e sulle vite delle persone.

Il contesto della vicenda

Il clan Contini, una delle organizzazioni criminali più potenti e radicate di Napoli, ha una lunga storia di violenza e soprusi.Le loro attività illecite spaziano dal traffico di droga all’estorsione, e includono anche episodi di violenza privata come quello in questione.

La giovane vittima, il cui nome è stato mantenuto anonimo per ragioni di sicurezza, è stata indotta con la forza a intraprendere una relazione sentimentale con uno degli affiliati al clan.Le minacce e le intimidazioni hanno fatto sì che la donna non avesse altra scelta se non quella di sottomettersi.

L’escalation della violenza

Quando la giovane donna ha trovato il coraggio di lasciare il suo aguzzino, la reazione del clan è stata immediata e brutale. È stata aggredita fisicamente, un chiaro messaggio del clan per scoraggiare altre potenziali vittime dal ribellarsi.

Le autorità hanno descritto l’aggressione come un atto di punizione e controllo, tipico delle dinamiche mafiose.Questo episodio di violenza è solo uno dei tanti che testimoniano la brutalità con cui i clan camorristici mantengono il loro potere e controllo sulle comunità.

Le indagini e gli arresti

Grazie al coraggio della vittima che ha denunciato i fatti, le forze dell’ordine sono riuscite a intervenire tempestivamente.

Le indagini condotte dalla Polizia di Stato hanno portato all’identificazione e all’arresto di sei persone ritenute vicine al clan Contini.Gli arrestati sono accusati di sequestro di persona, violenza privata, lesioni personali aggravate e associazione a delinquere di stampo mafioso.

Le autorità hanno sottolineato l’importanza della collaborazione della vittima, il cui contributo è stato fondamentale per portare alla luce le dinamiche interne del clan e le modalità con cui esercitano il loro controllo.

Il ruolo del clan Contini nella camorra napoletana

Il clan Contini è uno dei gruppi più influenti della camorra napoletana, con una struttura organizzativa ben definita e ramificata.Questo clan, noto per la sua ferocia e per l’ampia rete di contatti, è coinvolto in numerose attività criminali.

Le recenti operazioni delle forze dell’ordine hanno messo in evidenza come il clan continui a esercitare un forte controllo sul territorio, utilizzando la violenza e l’intimidazione come strumenti principali.La vicenda della giovane donna è solo una delle molte storie di soprusi e violenze che il clan perpetra quotidianamente.

Le ripercussioni sociali e psicologiche

Le conseguenze di tali atti di violenza non si limitano alle ferite fisiche.

Le vittime di coercizione e violenza di clan mafiosi come il Contini spesso subiscono gravi traumi psicologici che possono durare per anni.La paura costante di ritorsioni, l’isolamento sociale e la perdita di fiducia nelle istituzioni sono solo alcune delle ripercussioni che le vittime devono affrontare. È fondamentale che la società e le istituzioni offrano supporto psicologico e protezione a queste persone, affinché possano ricostruire le loro vite lontano dall’influenza maligna dei clan.

La risposta delle istituzioni

Le istituzioni italiane hanno ribadito il loro impegno nella lotta contro la camorra e nel garantire la sicurezza dei cittadini.

L’operazione che ha portato all’arresto dei sei affiliati al clan Contini è stata lodata come un successo significativo nella lotta contro la criminalità organizzata.Tuttavia, le autorità riconoscono che la strada è ancora lunga e che è necessaria una vigilanza costante per prevenire e contrastare simili episodi di violenza.

Conclusioni

La vicenda della giovane donna indotta a una relazione forzata e poi aggredita dal clan Contini rappresenta un drammatico esempio di come la camorra continui a esercitare il suo potere attraverso la violenza e l’intimidazione.

Gli arresti effettuati dalle forze dell’ordine sono un passo importante nella direzione giusta, ma la lotta contro la criminalità organizzata richiede sforzi continui e coordinati. È essenziale che le vittime trovino il coraggio di denunciare, sapendo di poter contare sul sostegno delle istituzioni e della società civile.

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Napoli, pizzaiolo accoltella collega e fugge: caccia all’uomo in corso https://vivicentro.it/cronaca-napoli/napoli-pizzaiolo-accoltella-collega-e-fugge-caccia-alluomo-in-corso Fri, 17 May 2024 12:00:35 +0000 https://vivicentro.it/?p=569838 Lite tra pizzaioli a Fuorigrotta degenera in violenza. Vittima operata d'urgenza, aggressore ricercato.

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Accoltellamento in pizzeria a Napoli: pizzaiolo ferisce un collega e fugge.Indagini in corso per catturare l’aggressore, il quartiere Fuorigrotta sotto shock.

Tragedia Sfiorata a Napoli: Pizzaiolo Accoltella il Collega e Fugge

Una serata di ordinaria attività lavorativa si è trasformata in un incubo presso una nota pizzeria di Napoli.

Giovedì 16 maggio, intorno alle 21:30, nel quartiere Fuorigrotta, un pizzaiolo di 49 anni ha accoltellato un collega di 25 anni durante una discussione.L’aggressore è poi fuggito, dando inizio a una caccia all’uomo da parte della polizia.

I Dettagli dell’Accaduto

L’incidente è avvenuto nella pizzeria “La Partenopea” situata in viale Kennedy.

Secondo le prime ricostruzioni, la lite sarebbe scaturita durante l’orario di lavoro, culminando in un attacco violento.Il giovane pizzaiolo ha subito due ferite da coltello: una al torace e una al fianco sinistro.

Dopo l’aggressione, la vittima è riuscita a raggiungere il Pronto Soccorso dell’ospedale San Paolo con mezzi propri, dove ha ricevuto le prime cure.Successivamente, è stato trasferito all’Ospedale del Mare di Ponticelli per un intervento chirurgico d’urgenza.

Attualmente, il giovane non è in pericolo di vita ma è ricoverato in prognosi riservata.

La Caccia all’Assalitore

Subito dopo l’incidente, gli agenti del commissariato San Paolo si sono recati sul posto per cercare l’aggressore, ma l’uomo era già fuggito.Le forze dell’ordine, incluse le unità della Scientifica, hanno rinvenuto l’arma del delitto, un coltello da cucina, all’interno della pizzeria.

Le indagini continuano nella speranza di rintracciare il 49enne, attualmente irreperibile.

Un Quadro Familiare Drammatico

La pizzeria “La Partenopea” è gestita da Alfredo Nocerino, un nome tristemente noto per una tragedia familiare recente.Il figlio di Nocerino, Vincenzo, è stato trovato morto lo scorso marzo insieme alla fidanzata Vida Shahvalad in un garage di Secondigliano, a causa di un’intossicazione da monossido di carbonio.

Questo nuovo episodio di violenza aggiunge ulteriore dolore a una famiglia già segnata dalla tragedia.

L’Impatto sulla Comunità

La violenza all’interno di un ambiente lavorativo, specialmente in un settore come quello della ristorazione che richiede cooperazione e armonia, ha scosso profondamente la comunità locale.Gli abitanti del quartiere Fuorigrotta, così come i colleghi della pizzeria, sono rimasti sconcertati da questo atto brutale.

Conclusioni

L’aggressione avvenuta a Napoli è un tragico promemoria di come le tensioni quotidiane possano sfociare in atti di violenza inaspettati e devastanti.

La polizia continua le ricerche per catturare l’aggressore e garantire giustizia per la vittima.Nel frattempo, la comunità rimane in apprensione, sperando che episodi del genere non si ripetano più.

Questo caso non solo mette in luce le dinamiche pericolose che possono nascere in ambienti di lavoro, ma richiama anche l’attenzione sulla necessità di affrontare e risolvere i conflitti in maniera pacifica e costruttiva.La speranza è che da questa vicenda emergano lezioni che possano prevenire future tragedie simili.

fonti: @Ansa_it @fanpage

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Donna 89enne picchiata e stuprata nel suo condominio a Sesto San Giovanni: arrestato 42enne https://vivicentro.it/ultime-notizie/donna-89enne-picchiata-e-stuprata-nel-suo-condominio-a-sesto-san-giovanni-arrestato-42enne Tue, 10 Oct 2023 05:50:18 +0000 https://vivicentro.it/?p=533282 Una donna di 89 anni è stata brutalmente aggredita e violentata nel suo condominio a Sesto San Giovanni, arrestato uomo di 42 anni con precedenti

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Donna 89enne picchiata e stuprata nel suo condominio a Sesto San Giovanni. L’aggressore, un uomo di 42 anni con precedenti penali, è stato fermato e arrestato!

Una donna di 89 anni è stata brutalmente aggredita e violentata nell’androne del suo condominio a Sesto San Giovanni, un comune situato nell’hinterland di Milano.

I carabinieri hanno arrestato un uomo di 42 anni, il quale sembra avere alcuni precedenti penali. Le telecamere di sorveglianza installate nel palazzo hanno registrato gli abusi. L’aggressione è avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 settembre.

La vittima, a causa dell’età avanzata, presenta alcuni problemi cognitivi.

L’uomo di 42 anni è stato fermato e accusato di violenza sessuale e rapina aggravata. Secondo le ricostruzioni finora effettuate, la donna ha deciso di uscire da casa sua, dove vive da sola, e di recarsi a piedi alla farmacia di viale Casiraghi, intorno all’una di notte. È stato lì che ha incontrato l’aggressore, il quale si è offerto di accompagnarla fino al suo appartamento.

Il tragitto a piedi è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza lungo la strada. L’uomo sembrava camminare in modo incerto, forse a causa dell’assunzione di droghe e alcool. Appena la donna ha aperto la porta del condominio, l’aggressore l’ha spinta a terra, le ha dato degli schiaffi e ha iniziato ad abusare di lei. Dopo un’ora di terrore, le ha rubato i soldi che aveva nella borsa e ha fatto velocemente la fuga. Nonostante le ferite subite, l’anziana è riuscita a rialzarsi e a rientrare nel suo appartamento.

Il giorno successivo, il custode del condominio ha notato delle evidenti tracce sul pavimento, segno che qualcosa di grave era accaduto la notte precedente. Ha subito chiamato i carabinieri, i quali hanno analizzato le registrazioni delle telecamere e hanno scoperto l’orribile violenza. I militari si sono recati all’appartamento della signora, la quale ha aperto la porta in uno stato di confusione e con segni visibili di violenza sul corpo.

La vittima è stata portata alla clinica Mangiagalli, dove sono state confermate le violenze subite. Il 6 ottobre, i carabinieri sono stati in grado di individuare e arrestare l’uomo di 42 anni. L’hanno identificato grazie alle caratteristiche fisiche e all’abbigliamento. Ora, gli esami del DNA confermeranno se si tratta effettivamente dell’autore del brutale crimine.

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