vespa rosa – Vivicentro https://vivicentro.it Fri, 22 May 2026 15:31:13 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png vespa rosa – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 Juve Stabia, La Vespa Rosa Fiammetta Drammatico: “Grazie Vespe per averci fatto sognare” https://vivicentro.it/juvestabia-news/juve-stabia-la-vespa-rosa-fiammetta-drammatico-grazie-vespe-per-averci-fatto-sognare Fri, 22 May 2026 15:31:13 +0000 https://vivicentro.it/?p=655676 L’analisi di una stagione da incorniciare: la bolgia del Menti, le ingiustizie superate a denti stretti e l’appello per blindare il Direttore Matteo Lovisa

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La protagonista di questa settimana della rubrica Vespa Rosa e la nostra Fiammetta Drammatico che esprime le sue emozioni per una stagione emozionante.

“Ed anche quest’anno resterà nella storia!
Esattamente come nella scorsa stagione, tra problemi, infortuni, dubbi sul futuro, abbiamo tagliato il traguardo della semifinale play off per la massima serie!

Dopo l’esplosione di gioia a Modena, eccoci nella nostra casa, il Romeo Menti, per la partita di andata contro il Monza.
Che peccato quella rimonta!! Andare avanti 2-0 e poi farseli riprendere fa male, ma lo sapevamo: a Monza sarebbe stata durissima. Eppure abbiamo tenuto botta, dove i tanti punti di differenza tra le due squadre spesso non si son notati. Ma va beh, anche il calcio e’ strano; nulla da fare.

Abbiamo vissuto un sogno, e l’abbiamo fatto con tutto contro: le presunte infiltrazioni camorristiche, gli infortuni che non finivano mai, i problemi societari che ci hanno tolto il fiato. Qualsiasi altra squadra avrebbe mollato.
Ma non noi: siamo stati fortissimi. Abbiamo stretto i denti, siamo rimasti uniti e siamo stati da esempio, nonostante ingiustizie, soprusi e via dicendo.
Cosa si può dire a questo meraviglioso gruppo? Beh, solo GRAZIE, per le emozioni, i traguardi.. i SOGNI.

Adesso confidiamo in una risoluzione societaria, e mi auguro, anche se non sarà semplice, che le nostre colonne portanti continueranno ad accompagnarci, faccio riferimento sicuramente al Mister, alla squadra, ma in modo particolare al Direttore Matteo Lovisa, il nostro fiore all’occhiello, gli dobbiamo davvero tanto, mi auguro con tutto il cuore che resti, perchè senza di lui, perdiamo tanto!!

Non ci resta che continuare a sognare, perchè ad esserci, saremo sempre presenti a sostenere la nostra Juve Stabia!
Grazie Juve Stabia, grazie mister Abate, per averci insegnato a non mollare mai!”

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Juve Stabia, Caterina Tramparulo una Vespa rosa: Stabiese emigrata al Nord ma sempre al fianco della squadra https://vivicentro.it/juvestabia-news/juve-stabia-caterina-tramparulo-una-vespa-rosa-stabiese-emigrata-al-nord-ma-sempre-al-fianco-della-squadra Mon, 18 May 2026 11:41:09 +0000 https://vivicentro.it/?p=655508 Una tifosa gialloblù, lontana da Castellammare ma vicinissima alla Juve Stabia, ripercorre la semifinale playoff tra passione, fair play e amore infinito.

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C’è chi tifa per una squadra e chi, invece, la vive come parte integrante della propria identità. È il caso di Caterina Tramparulo, affezionata lettrice della nostra rubrica “Vespa Rosa”, nonché protagonista per ben due volte del nostro concorso dedicato alle donne gialloblù. Una tifosa autentica, passionale, legata visceralmente ai colori della Juve Stabia nonostante la distanza geografica, perché oggi vive al Nord ma con il cuore sempre rivolto verso Castellammare di Stabia e il Romeo Menti.

Alla domanda su cosa le abbia lasciato la semifinale playoff disputata sabato contro il Monza, Caterina ha risposto con parole intense, sincere, cariche di emozione e amore per la squadra della sua città. Un racconto che attraversa ricordi di famiglia, valori sportivi, lacrime, rabbia e orgoglio stabiese.

“In casa mia – racconta Caterina – lo sport è sempre stato sinonimo di educazione, correttezza e fair play. Mio padre, atleta e tifoso della Juve Stabia, insieme a mia madre ci ha insegnato il rispetto per gli altri, la tolleranza e la lealtà. Valori che hanno accompagnato tutta la mia vita, sia da donna che da insegnante di Educazione fisica”.

Un legame nato da bambina e mai interrotto. Anche vivendo lontano da Castellammare, Caterina continua a seguire con apprensione ed entusiasmo le sorti delle Vespe, in casa e in trasferta, condividendo gioie e dolori di una passione che non conosce distanze.

La semifinale di andata dei playoff contro il Monza è stata vissuta da Caterina con il cuore in gola. Davanti alla televisione, bardata di sciarpa, maglia e bandiera gialloblù, ha respirato a distanza tutta l’atmosfera del Menti gremito: “Una coreografia da favola della Curva Sud, famiglie intere allo stadio, bambini sorridenti con le bandierine. Una città intera stretta attorno alla squadra”.

Poi la partita. L’esplosione di gioia per il doppio vantaggio della Juve Stabia, i sogni che sembravano prendere forma, la sensazione concreta di poter compiere un’altra impresa straordinaria. “Sul 2-0 non si è capito più nulla. Esultanze, abbracci, cori. Stavamo volando”.

Ma nel calcio, spesso, basta un attimo per cambiare tutto. Il ritorno del Monza, le decisioni arbitrali contestate e soprattutto l’episodio che ha lasciato Caterina profondamente amareggiata: l’esultanza del difensore brianzolo Delli Carri dopo il gol del pareggio.

Parole durissime quelle della tifosa stabiese: “Un comportamento antisportivo, villano e irrispettoso. Un gesto gravissimo davanti a famiglie, donne e bambini presenti allo stadio e davanti alle telecamere. Non credevo ai miei occhi. Spero che gli organi competenti prendano provvedimenti severi”.

Nonostante la rabbia e l’amaro per un pareggio considerato immeritato, Caterina ha voluto sottolineare ancora una volta la straordinaria maturità del popolo stabiese e della Curva Sud, capace di sostenere la squadra fino all’ultimo secondo: “I cori non si sono mai fermati. Una Curva immensa, che ha accompagnato le Vespe fino al 90’. Questo significa amare davvero una squadra”.

E l’amore vero non conosce resa. Per questo Caterina sarà presente anche a Monza per la gara di ritorno del 19 maggio: “Sarò lì con l’emozione e la gioia di sempre, pronta a tifare la mia Juve Stabia”.

Nel finale del suo messaggio, Caterina ha rivolto un pensiero carico di gratitudine alla squadra, ai tifosi, ai giornalisti e a tutti coloro che ogni giorno raccontano e vivono il mondo gialloblù: “Grazie per averci fatto sognare e vivere una stagione splendida. Io mi sentirò sempre una di voi”.

Parole che rappresentano perfettamente l’anima di tanti stabiesi lontani dalla propria terra ma mai distanti dai colori gialloblù. Perché la Juve Stabia, in fondo, non è soltanto una squadra di calcio. È appartenenza, memoria, famiglia. È casa.

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Juve Stabia, in merito alla situazione societaria scendono in campo le donne: L’appello a tutta Castellammare https://vivicentro.it/juvestabia-news/juve-stabia-in-merito-alla-situazione-societaria-scendono-in-campo-le-donne-lappello-a-tutta-castellammare Fri, 08 May 2026 06:00:37 +0000 https://vivicentro.it/?p=655069 Il grido di preoccupazione e di orgoglio del tifo femminile di fronte alla crisi societaria. Ketty Chirico lancia l'appello a tutta la città: "Sabato 9 maggio tutti in corteo per difendere i colori gialloblù"

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In un momento storico così delicato per le sorti calcistiche della nostra città, nasce un coro spontaneo e appassionato: “La voce delle Donne di Stabia”. Perché il calcio, il senso di appartenenza e l’amore per i colori gialloblù non sono una prerogativa esclusivamente maschile. Anche le donne stabiesi sentono l’urgenza di esprimersi, di far sentire il proprio supporto e, al contempo, la propria rabbia per una situazione che ferisce l’intera comunità.

A rompere il ghiaccio e farsi portavoce di questo profondo sentimento cittadino è la nostra Ketty Chirico, che con parole cariche di amarezza, ma altrettanto piene di grinta, analizza l’attuale crisi della società.

“Parlare della Juve Stabia, mai come in questo delicato momento, mi fa tanto male,” esordisce Ketty. “Vedere una squadra di provincia, la nostra squadra, militare con orgoglio per tre anni in Serie B e poi saperla improvvisamente sull’orlo del fallimento, è qualcosa che non fa assolutamente piacere.”

Le cause di una crisi inaspettata

Le parole di Ketty non si limitano all’amarezza, ma scavano nelle responsabilità di un tracollo che sembra avere radici profonde. Il suo è l’interrogativo di un’intera tifoseria:

“Mi chiedo come si sia potuto arrivare a tanto. Sicuramente ci sono state cattive amministrazioni, gestioni portate avanti da persone che non hanno avuto a cuore il bene reale della squadra.”

Ma il pensiero delle donne stabiesi va anche oltre la semplice mala gestione. C’è la forte sensazione che il successo della squadra abbia dato fastidio a molti: “Certamente c’è invidia, perché Castellammare non è un capoluogo di provincia eppure è riuscita a militare in B. Poi, inevitabilmente, ci saranno altri interessi che noi cittadini non conosciamo, dinamiche che fanno gola a qualcuno e che stanno mettendo a repentaglio la nostra storia.”

Un appello a tutta Castellammare: Riprendiamoci la nostra Juve Stabia

Il messaggio di Ketty Chirico si trasforma rapidamente in un accorato appello alla mobilitazione generale. La squadra di calcio non è solo uno svago domenicale, ma un vero e proprio patrimonio della città.

“Bisogna assolutamente fare qualcosa per riappropriarci della nostra Juve Stabia, una realtà che porta onore e lustro alla nostra bellissima città. Tutti i cittadini stabiesi, tifosi accaniti e non, devono farsi sentire. Dobbiamo volere a tutti i costi che questa maglia continui a rappresentarci per molti anni ancora.”

Tutti in corteo sabato 9 maggio

L’occasione per dimostrare questo attaccamento viscerale è alle porte e le donne di Stabia sono pronte a scendere in prima linea accanto agli ultras e a tutta la cittadinanza.

“Ho letto che per sabato 9 maggio è previsto un corteo che partirà dal Miramare per arrivare fino al Comune, per sostenere la squadra e i giocatori in questo momento così buio,” conclude Ketty. “Speriamo davvero che la partecipazione sia massiccia e notevole.”

La voce delle donne di Stabia si è alzata, forte e chiara. Ora tocca a tutta Castellammare rispondere presente, per difendere i propri colori e la propria dignità sportiva. La Juve Stabia non si tocca.

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Juve Stabia, La Rubrica Vespa Rosa compie 12 anni: Il racconto di Elena, una “Canarina” stregata dalle Vespe https://vivicentro.it/juvestabia-news/juve-stabia-la-rubrica-vespa-rosa-compie-12-anni-il-racconto-di-elena-una-canarina-stregata-dalle-vespe Fri, 20 Feb 2026 13:40:19 +0000 https://vivicentro.it/?p=652150 Doppia festa per la comunità stabiese: il compleanno di StabiAmore si intreccia con la storia di una tifosa modenese innamorata del mare di Castellammare di Stabia.

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Il mese di febbraio si conferma un periodo magico per il cuore pulsante della nostra comunità. Mentre ancora risuonano gli echi dei festeggiamenti per i 19 anni dell’Associazione StabiAmore (nata il 19 febbraio 2007 come faro socio-culturale, sportivo e artistico della nostra città), ci prepariamo a soffiare su un’altra candelina.

Il 21 febbraio, infatti, la rubrica Vespa Rosa compirà 12 anni. Dodici anni in cui questo spazio è stato l’unico capace di dare voce e anima alle emozioni delle donne che vivono il calcio non solo come sport, ma come vita. Questa settimana, per celebrare questo traguardo, usciamo dai confini cittadini per accogliere una “Vespa d’adozione” molto speciale.

Elena Pagliaia: Una “Canarina” innamorata delle Vespe

Non capita spesso di trovare un legame così forte tra due città lontane, eppure unite dagli stessi colori: il giallo e il blu. Elena Pagliaia non è una “Vespa” di nascita, ma una “Canarina” doc, tifosissima del Modena. Eppure, il suo amore per Castellammare e per la Juve Stabia racconta una storia di sportività e passione pura.

“Il mio amore per il Modena è nato nel lontano 2001, l’anno della promozione in Serie A,” ci racconta Elena. “Mio padre mi portò allo stadio e da lì non ho più smesso. Quella era la ‘Longobarda’ di Gianni De Biasi, un gruppo perfetto che ci riportò nel calcio che conta dopo 38 anni. Ricordo ancora l’emozione della mia prima trasferta all’Olimpico in Serie A: una neopromossa che vince in uno stadio simile… tanta roba!”

Dalla polvere alla rinascita: Il calcio come sfogo e vita

La storia sportiva di Elena somiglia a quella di molti tifosi stabiesi: fatta di gioie immense e dolori profondi. Il fallimento del Modena nel 2017 è stata una ferita aperta, ma la risalita dalla Serie D fino al ritorno in Serie B (il 22 aprile 2022) ha dimostrato che la fede non muore mai.

“Il calcio è la mia passione più grande,” confessa Elena, “il mio sfogo quando sono triste, la mia vita.”

Il colpo di fulmine per Castellammare

Ma come nasce l’amore di una modenese per la Juve Stabia? Galeotta fu un’amicizia storica e un giocatore che ha fatto da ponte tra i due cuori: Edoardo Duca. “Ho iniziato a seguire le Vespe grazie a un’amica e ancora di più quando si è trasferito Duca, uno dei miei giocatori preferiti. Mi ha stregato il modo di giocare della squadra, la grinta che mettono in campo e la compattezza creata dal mister.”

Ma non è solo una questione di campo. Recentemente Elena ha visitato Castellammare e il legame è diventato indissolubile:

“Mi sono innamorata della città. Per chi ama il mare come me, Castellammare è un sogno. Il mio desiderio più grande? Trasferirmi e vivere vicino alle onde.”

In questa settimana di anniversari, la storia di Elena ci ricorda perché esiste la rubrica Vespa Rosa: per dimostrare che il calcio abbatte le distanze, crea amicizie eterne e sa far sognare anche oltre i 90 minuti.

Tanti auguri a StabiAmore per i suoi 19 anni e lunga vita a Vespa Rosa, che da 12 anni colora di rosa la nostra passione gialloblù!

Forza Stabia, forza Castellammare e perchè no… forza Modena

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Juve Stabia, Vespa Rosa: Il grido d’amore di Ketty Chirco per la sua squadra del cuore https://vivicentro.it/juvestabia-news/juve-stabia-vespa-rosa-il-grido-damore-di-ketty-chirco-per-la-sua-squadra-del-cuore Thu, 29 Jan 2026 14:07:23 +0000 https://vivicentro.it/?p=651313 Menti a porte chiuse, lo sfogo di una tifosa storica: "Non siamo cittadini di serie B"

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Benvenuti nel nuovo appuntamento con Vespa Rosa, l’angolo dedicato al cuore pulsante femminile della Juve Stabia. Qui non si parla solo di tattica, ma di passione, identità e amore viscerale per la maglia. Oggi raccogliamo lo sfogo e l’appello di una tifosa storica, Ketty Chirco, che lancia un grido d’amore e di dolore per la squadra della sua città.

Il grido di Ketty: “I veri tifosi non possono pagare per pochi incivili”

C’è amarezza nelle parole di Ketty Chirco. Un’amarezza che nasce dall’amore profondo per quei colori che rappresentano Castellammare di Stabia, ma che oggi si scontra con una realtà difficile: la chiusura dello stadio o le limitazioni che colpiscono la tifoseria sana.

“Sono molto dispiaciuta per quanto sta accadendo attorno alla nostra squadra cittadina,” esordisce Ketty, facendosi portavoce di un sentimento comune. “Non è accettabile che il comportamento di un paio di ragazzi facinorosi possa condizionare lo svolgimento di una partita, arrivando a penalizzare l’intera collettività.”

Orgoglio di provincia e bel gioco

Secondo la tifosa, la Juve Stabia paga spesso un prezzo troppo alto, forse anche a causa di pregiudizi geografici: “Spesso non siamo ben visti dalle altre squadre o dalle istituzioni, forse perché non siamo un capoluogo di provincia. Eppure, i nostri ragazzi in campo si fanno rispettare. Anche se manca una vera punta di ruolo, la squadra esprime un bel gioco, mette cuore e grinta.”

È proprio questo contrasto a fare più male: vedere una squadra che lotta in campo, “superiore” nel gioco a molte avversarie più blasonate, ma lasciata sola sugli spalti. “Non è bello vedere uno stadio senza pubblico. È un’immagine triste per lo sport e per la città.”

Tutelare gli abbonati: un atto dovuto

Ketty pone l’accento su una categoria in particolare: gli abbonati. Coloro che, con fiducia cieca, hanno sostenuto economicamente la società a inizio stagione.

“Penso che almeno gli abbonati, che hanno sottoscritto le tessere con tanto anticipo, debbano avere il diritto di entrare,” sottolinea con forza. “Sono veri tifosi, penalizzati ingiustamente nonostante abbiano dimostrato fedeltà assoluta. Bisogna fare qualcosa affinché la squadra abbia, almeno in casa, il tifo che si merita. I giocatori hanno bisogno di essere incitati per dare il massimo.”

La proposta: un corteo pacifico per riprenderci il Menti

Dalle parole si passa alla proposta concreta. Ketty non ci sta a subire passivamente le decisioni che tengono i tifosi fuori dal “Romeo Menti” e lancia un’idea per scuotere le coscienze:

“Si potrebbe organizzare un corteo pacifico,” propone la tifosa. “Dobbiamo convincere chi di dovere a riaprire le porte del Menti. I veri tifosi non possono subire l’ottusaggine di quattro stupidi che non capiscono il danno che arrecano. Facendo così peggiorano solo la situazione della squadra, che invece vuole solo farsi onore e fare bella figura.”

L’appello di Ketty è chiaro: isolare i violenti, ma permettere alla Castellammare sana e appassionata di tornare a ruggire sugli spalti. Perché la Juve Stabia non è solo una squadra, è l’orgoglio di una città intera.

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