teatro – Vivicentro https://vivicentro.it Wed, 27 May 2026 20:05:51 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png teatro – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 Teatro e identità a rischio, ma Ciro Massa non si arrende: “Castellammare deve continuare a sognare” https://vivicentro.it/cronaca-napoli/teatro-e-identita-a-rischio-ma-ciro-massa-non-si-arrende-castellammare-deve-continuare-a-sognare Wed, 27 May 2026 20:01:05 +0000 https://vivicentro.it/?p=655789 Direttore artistico e presentatore, è il motore instancabile degli eventi a Castellammare di Stabia: tra sacrifici personali e passione, lotta per mantenere vivo l’ultimo teatro della città delle acque

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In una città che troppo spesso combatte contro l’indifferenza e la lenta scomparsa dei propri spazi culturali, esistono persone che continuano a resistere con passione, sacrificio e amore autentico per il territorio. A Castellammare di Stabia uno di questi volti è senza dubbio quello di Ciro Massa, autentico anchor man stabiese, uomo di spettacolo e punto di riferimento per il mondo degli eventi cittadini.

Parlare di Ciro Massa significa raccontare una figura poliedrica che da anni rappresenta una presenza costante nella vita culturale, sociale e persino sportiva della città delle acque. Presentatore, direttore artistico, organizzatore, voce narrante di eventi pubblici e iniziative benefiche: non esiste palcoscenico sul quale non riesca a portare entusiasmo, professionalità e soprattutto umanità.

La sua forza più grande è forse proprio questa: essere diventato un collante naturale tra realtà diverse, un volto amico capace di dare voce e anima a qualsiasi manifestazione. Dai grandi eventi culturali alle iniziative dedicate ai giovani, passando per spettacoli teatrali, serate di intrattenimento e appuntamenti solidali, Ciro Massa ha sempre scelto di esserci. Non per semplice presenza scenica, ma per trasmettere un messaggio preciso: Castellammare non deve smettere di credere nella cultura e nella forza aggregativa dello spettacolo.

In un tempo in cui il teatro rischia sempre più di diventare un lusso o addirittura un ricordo, il suo impegno assume un valore ancora più profondo. Massa continua infatti a investire energie, tempo e persino risorse economiche personali pur di mantenere vivo l’interesse verso l’arte teatrale stabiese. Un sacrificio silenzioso ma enorme, spesso poco raccontato, che nasce dalla volontà di non far spegnere l’ultima luce rimasta accesa sul teatro nella città delle acque.

Dietro ogni cartellone organizzato, dietro ogni stagione teatrale costruita con fatica, si nasconde infatti la determinazione di chi non vuole assistere passivamente alla scomparsa dell’ultimo presidio culturale cittadino. Perché il teatro, per Ciro Massa, non è soltanto spettacolo: è identità, aggregazione, memoria collettiva e futuro per le nuove generazioni.

E forse è proprio questo che rende speciale il suo lavoro. Non si limita a presentare eventi o a coordinarne l’organizzazione: li vive, li difende e li trasforma in occasioni di crescita per l’intera comunità. La sua energia contagiosa riesce a coinvolgere il pubblico, a dare importanza ai messaggi sociali e benefici legati alle manifestazioni e a creare quel senso di appartenenza che troppo spesso sembra smarrito.

In una Castellammare che cerca continuamente esempi positivi a cui aggrapparsi, Ciro Massa rappresenta il simbolo di chi sceglie di costruire invece di lamentarsi, di investire nella cultura invece di arrendersi al declino. Un cittadino stabiese modello che, con sacrificio e passione autentica, continua a tenere aperto un sipario che rischierebbe altrimenti di chiudersi nel silenzio generale.

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La stagione di prosa del CTB si conclude con “Tre variazioni della vita” di Yasmina Reza, regia Luigi Saravo https://vivicentro.it/cronaca-lombardia/la-stagione-di-prosa-del-ctb-si-conclude-con-tre-variazioni-della-vita-di-yasmina-reza-regia-luigi-saravo Mon, 04 May 2026 12:58:07 +0000 https://vivicentro.it/?p=654961 Yasmina Reza firma un gioco teatrale vertiginoso sulle maschere della borghesia. Dal 5 al 10 maggio, Ugo Dighero e un cast d'eccezione portano in scena la tragicommedia dell'esistenza.

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l sipario del Teatro Sociale di Brescia è pronto ad alzarsi su un’indagine lucida e spietata delle relazioni umane. Dal 5 al 10 maggio 2026, debutta in prima nazionale “Tre variazioni della vita”, spettacolo che chiude in bellezza la cinquantaduesima stagione del Centro Teatrale Bresciano, intitolata L’equilibrio degli opposti.

Scritto dalla pluripremiata drammaturga francese Yasmina Reza (nella traduzione di Rita Cirio), lo spettacolo vanta un cast d’eccezione composto da Ugo Dighero, Mariangeles Torres, Alberto Giusta e Laura Mazzi, guidati dalla regia di Luigi Saravo.

La Trama: una serata mondana sull’orlo del baratro

L’astrofisico Henri e sua moglie Sonia, affermata avvocata finanziaria, aprono le porte del loro elegante appartamento parigino al professor Hubert Finidori e alla moglie Inès per un aperitivo. Henri sta lavorando a un importante articolo scientifico sulla materia oscura e conta sull’appoggio dell’influente collega Hubert per la pubblicazione.

Tuttavia, le convenzioni sociali e le maschere della borghesia iniziano presto a sgretolarsi. Hubert sgancia una vera e propria bomba: un altro ricercatore sta per pubblicare uno studio sul medesimo argomento. La rivelazione innesca la frustrazione di Henri, e mentre il pianto incessante del figlio risuona dalle stanze interne, la serata si trasforma in un campo di battaglia emotivo. Tensioni sopite, vecchi rancori e verità scomode emergono prepotentemente, spazzando via le buone maniere.

Il genio della struttura: tre volte la stessa sera

L’elemento più magnetico e distintivo del testo di Yasmina Reza è la sua struttura narrativa atipica. La pièce non procede in modo lineare, ma racconta la stessa serata tre volte, declinata in tre varianti possibili.

Ogni ripetizione cambia le dinamiche, sovverte gli equilibri e sposta il punto di vista. Questo brillante espediente teatrale mette in crisi l’idea stessa di una verità oggettiva: la realtà si manifesta nella sua interezza solo attraverso diverse versioni di sé. Ogni variante corregge, smentisce e completa la precedente, trasformando l’opera in un affascinante gioco sulla percezione e sulle molteplici possibilità di stare al mondo.

Le note di regia: l’infinito del cosmo e la miseria umana

Il regista Luigi Saravo descrive l’opera come “uno straordinario gioco interpretativo che si muove su un registro di tragica comicità”. La regia punta a restituire allo spettatore una visione profondamente ironica della vita, capace di svelare la fragilità dei personaggi e la loro disperata ostinazione a esistere.

In un parallelismo suggestivo con il mestiere dei protagonisti, Saravo paragona la narrazione all’astrofisica:

“L’autrice, passo dopo passo, ci conduce attraverso le aspirazioni e le vanità dei suoi personaggi, come si trattasse di un viaggio all’interno di una delle galassie di cui nel testo si parla. E così dalla nostra casa guardiamo le stelle e, lungi dall’elevarci, quello sguardo ci getta ancora di più nella nostra solitudine.”

Il tentativo umano di esplorare l’infinito diventa lo specchio in cui si riflettono, con spietata ferocia, le nostre miserie, i nostri risentimenti e il nostro eterno bisogno di amore e riconoscimento. Una messa in scena che, per funzionare, deve tenersi in equilibrio su un “affilato crinale tra leggerezza e profondità, realismo e gioco scenico”.

Dettagli dell’Evento e Crediti

  • Spettacolo: Tre variazioni della vita di Yasmina Reza (Traduzione di Rita Cirio)

  • Date: Dal 5 al 10 maggio 2026 (tutti i giorni alle ore 20.30, la domenica alle ore 15.30)

  • Luogo: Teatro Sociale, via Felice Cavallotti 20, Brescia

  • Cast: Ugo Dighero, Mariangeles Torres, Alberto Giusta, Laura Mazzi

  • Regia: Luigi Saravo

  • Aiuto Regia: Cristian Maria Giammarini

  • Scene: Luigi Saravo

  • Luci: Cesare Agoni

  • Costumi: Bruna Calvaresi

  • Produzione: Centro Teatrale Bresciano, ArtistiAssociati Centro di Produzione Teatrale, CMC Nidodiragno, Fondazione Atlantide – Teatro Stabile di Verona.

  • Sostenitori: L’opera è realizzata con il sostegno di Ministero della Cultura, Gruppo A2A, Fondazione ASM, Gruppo BCC Agrobresciano, ABP Nocivelli.

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Circolo Nautico Stabia: in scena il teatro di Viviani https://vivicentro.it/ultime-notizie/circolo-nautico-stabia-in-scena-il-teatro-di-viviani Sun, 21 Sep 2025 15:48:37 +0000 https://vivicentro.it/?p=647140 In scena l’atto unico di ‘O Vico del commediografo stabiese Raffaele Viviani nel giardino del Circolo Nautico Stabia Si sono tenute nelle serate di venerdì 19 e sabato 20 settembre nel suggestivo giardino del Circolo Nautico Stabia due serate all’insegna del teatro targate “Raffaele Viviani”. Alla conclusione della rassegna estiva, che ha visto una varietà […]

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In scena l’atto unico di ‘O Vico del commediografo stabiese Raffaele Viviani nel giardino del Circolo Nautico Stabia

Si sono tenute nelle serate di venerdì 19 e sabato 20 settembre nel suggestivo giardino del Circolo Nautico Stabia due serate all’insegna del teatro targate “Raffaele Viviani”.

Alla conclusione della rassegna estiva, che ha visto una varietà di iniziative durante tutta la stagione, il circolo stabiese si è confermato come punto di riferimento per la cultura e l’intrattenimento.

Le serate, caratterizzate dalle esibizioni di numerosi artisti, hanno regalato momenti di grande piacevolezza sia ai soci che agli ospiti, creando un’atmosfera di convivialità e divertimento.

Il presidente Giovanni De Angelis, al suo primo anno alla guida del circolo, ha espresso grande soddisfazione per il buon esito degli eventi, sottolineando il forte impegno e la dedizione del consiglio direttivo che lo coadiuva.

Durante il suo intervento iniziale, ha voluto ringraziare tutto il team per il lavoro svolto con grande passione e professionalità.

Non solo, il presidente ha anticipato che il consiglio direttivo è già al lavoro per organizzare un calendario ricco di eventi autunnali e invernali, confermando così la volontà del circolo di continuare a offrire opportunità di svago e crescita culturale anche nei prossimi mesi.

La prima parte

Il gruppo teatrale del circolo capitanato dall’attore e regista Generoso Coraggio ha messo in scena “TUTTO VIVIANI” per commemorare i settantacinque anni dalla morte dell’attore, commediografo, compositore, poeta ed attore stabiese.

Nella prima parte, è andata in onda la rappresentazione di “‘O Vico” un atto unico scritto da Raffaele Viviani andato in scena per la prima volta il 27 dicembre 1917 al teatro Umberto di Napoli (Viviani vi interpretò tre ruoli: l’acquaiuolo, il guappo innamorato e lo spazzino).

La rappresentazione, ricordata come tra quelle più famose perché il suo primo manoscritto, fu redatto quando l’autore si trovava a Parigi in tournée.

In quel periodo, l’Italia si trovava sotto il regima fascista ed un editto (l’italianizzazione è stato un disegno politico del regima fascista) impediva che venissero usate forme dialettali negli spettacoli che allietavano i soldati che venivano dal fronte.

La seconda parte

La seconda parte della serata, è continuata con un recital di poesie e canzoni rigorosamente di Viviani, a cui ha partecipato la bravissima voce di Francesca Cecere.

Accompagnati al pianoforte dal maestro Luigi De Martino, il pubblico, ha avuto modo di ascoltare ed apprezzare brani come ‘A rumba d’e scugnizze, Bambenella ‘e ngopp’ ‘e Quartieri (scritta per la sorella Luisella nel 1905) e La zucconas e le poesie fravecature e tutte ‘e cose mpruvvisate.

 

 

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MEDEA di EURIPIDE: 8 e 9 marzo ore 19 Istituto Italiano Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano, Napoli https://vivicentro.it/spettacoli/medea-di-euripide-8-e-9-marzo-ore-19-istituto-italiano-studi-filosofici-palazzo-serra-di-cassano-napoli Thu, 06 Mar 2025 10:42:43 +0000 https://vivicentro.it/?p=626743 Un'interpretazione moderna del capolavoro di Euripide, in occasione della Giornata Internazionale della Donna

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L’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli si prepara ad accogliere un evento di straordinaria intensità emotiva e culturale: la messa in scena di Medea di Euripide. In un’epoca in cui le questioni di genere e i diritti delle donne sono al centro del dibattito pubblico, questa rappresentazione assume un significato ancora più profondo, offrendo al pubblico una riflessione potente sulla condizione femminile, sulla forza e sulla vulnerabilità, sulla giustizia e sulla vendetta.

Questo il comunicato stampa:

L’8 e 9 marzo 2025, alle ore 19, l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli ospita la messa in scena di Medea di Euripide, uno dei capolavori più intensi e complessi della tragedia greca. La scelta di rappresentare quest’opera proprio l’8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, è un richiamo forte alla condizione femminile e alla riflessione sui diritti, le sofferenze e le lotte delle donne in tutte le epoche. Medea è un simbolo di forza e di oppressione, e la sua storia continua a risuonare con grande attualità.

L’attrice Annalisa Renzulli, già applaudita per il suo ruolo in Eleonora Pimentel Fonseca, torna a collaborare con il regista Riccardo De Luca, questa volta per interpretare il ruolo di Medea. Il suo approccio a questo personaggio, emblema di passione distruttiva e di rivendicazione di diritti, arricchisce il palco di una straordinaria intensità, mettendo in luce la complessità di una donna che, tradita e umiliata, si trasforma in una carnefice inarrestabile.

Lo spettacolo, frutto di un lavoro minuzioso di traduzione, regia, scenografia, costumi e drammaturgia musicale a cura di Riccardo De Luca, porta in scena una Medea moderna, pur rimanendo fedele all’antico testo di Euripide. La musica, rielaborata in chiave contemporanea, e la recitazione si intrecciano per creare un’esperienza visiva ed emotiva potente, che va oltre la semplice riproposizione del testo, riflettendo sul nostro presente.

Con il cast che include Riccardo De Luca, Marianna Barba, Maria Teresa Iannone, Alfonso Salzano e Salvatore Veneruso, la rappresentazione si sviluppa in un’esperienza teatrale che, rompendo gli schemi tradizionali, combina recitazione, musica e danze per esplorare la furia del thymòs – quella forza distruttiva che, secondo Euripide, risiede nel cuore di ogni essere umano.

La regia di Riccardo De Luca, riflettendo sull’attualità della tragedia, suggerisce che il thymòs, con la sua irrazionalità e violenza, è ancora oggi una forza che domina il nostro mondo, dalle azioni individuali alle tragedie collettive. Medea, donna e straniera, fuori dal comune, intellettuale e  maga, diventa così simbolo di tutte le donne e i profughi che combattono per i propri diritti e per una giustizia che troppo spesso tarda ad arrivare.

Info e Prenotazioni

Stati Teatrali: 3277022940 – 3393113514

Costo biglietti: euro 20. Prenotazione obbligatoria

Conclusione

La rappresentazione di Medea all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici non è solo un evento teatrale, ma un’esperienza immersiva che invita il pubblico a confrontarsi con le proprie emozioni e a riflettere sulla società in cui viviamo. La storia di Medea, donna e straniera, vittima e carnefice, risuona con forza nel nostro presente, ricordandoci che la lotta per la giustizia e l’uguaglianza è ancora lunga e difficile.

Attraverso la potenza del teatro, della musica e della danza, questa messa in scena ci offre uno specchio in cui possiamo riconoscere le nostre paure e le nostre speranze, le nostre debolezze e la nostra forza. Medea, con la sua furia e la sua passione, ci sfida a interrogarci sul significato della vendetta e del perdono, sulla natura del potere e della vulnerabilità, sulla condizione umana in tutta la sua complessità.

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Brescia in festa per il Teatro “Borsoni”, che fiorisce in una zona problematica della città https://vivicentro.it/ultime-notizie/brescia-in-festa-per-il-teatro-borsoni-che-fiorisce-in-una-zona-problematica-della-citta Sat, 21 Sep 2024 16:46:50 +0000 https://vivicentro.it/?p=594400 Oggi Brescia festeggia il suo nuovo teatro, il “Borsoni”, che va a ricucire le lacerazioni patite da un quartiere alquanto problematico, vittima di dequalificazione e degrado sociale.

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Oggi Brescia festeggia il suo nuovo teatro, il “Borsoni”, che va a ricucire le lacerazioni patite da un quartiere alquanto problematico, vittima di dequalificazione e degrado sociale.

È con legittimo orgoglio che la civica amministrazione oggi presenti alla cittadinanza il suo nuovo teatro,  il “Borsoni”, con l’intento di andare a ricucire le lacerazioni, sociali ed urbanistiche, che ha vissuto un quartiere abbastanza problematico dal punto di vista urbanistico, quale è diventato quello che sorge attorno all’ex Porta Milano.Il piazzale antistante e il foyer brulicavano di una moltitudine di comuni cittadini, come capita nei momenti di grande festa.

Sorrisi, abbracci e pacche sulle spalle erano le scene più diffuse agli occhi di un osservatore che tenta di estraniarsi, con un minimo di obiettività.E se tanto entusiasmo viene esternato così unanimemente, vuol dire che non ci troviamo di fronte alla solita manifestazione retorica del “taglio del nastro”.

Bensì ad una festa in cui tutti si sentono coinvolti e contagiati.Obiettivo centrato.

La cittadinanza approva e condivide.Ne possono andare fieri l’amministrazione comunale che ha concepito e realizzato l’opera.

Ed il Centro Teatrale Bresciano (CTB), che proprio quest’anno festeggia i suoi primi cinquant’anni di esistenza, fattiva ed operosa.Se si pensa che il mai dimenticato Renato Borsoni, nel lontano 1974 consegnava il suo bagaglio artistico e culturale alla neonata creatura teatrale.Quanta strada da allora…

E chissà quanta ne farà ancora, con l’occasione di aprire nuove occasioni ad una fetta di città che era rimasta socialmente ai margini, rispetto alle attività culturali che il centro “bene” della zona ZTL ha sempre vissuto.Non si sbaglia la civica amministrazione a credere e a perseverare sulla strada della “contaminazione” culturale, sempre feconda di nuovi stimoli che portano all’arricchimento del tessuto sociale circostante, all’inclusione di nuove fasce di emarginati culturali, alla gemmazione di nuova creatività, artistica e sociale.

Molto affollata la sala grande del nuovo teatro, la Sala Castri, durante gli interventi della sindaca Laura Castelletti,  della presidente del CTB Camilla Baresani Vanini, dell’assessore alla cultura e del progettista.Si sono ascoltati pensieri densi ed alati che hanno fatto palpitare gli animi e fatto sognare un avvenire possibile fatto di sviluppo e crescita, civica e culturale.

Per quelli del centro che si “allargano” alla periferia.E per quelli della periferia che vengono come “cooptati” un po’ più verso la vita del centro, storicamente sempre più motivato e consapevole.

Questa compenetrazione “contaminante” la opererà l’attività teatrale e le iniziative che ruoteranno attorno.Ed i frutti non  si faranno attendere.

Carmelo TOSCANO

 

 

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