serie a 2022-2023 – Vivicentro https://vivicentro.it Wed, 03 Jan 2024 13:31:05 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png serie a 2022-2023 – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 Empoli – Napoli (0-2). I voti ai protagonisti in campo https://vivicentro.it/ultime-notizie/empoli-napoli-voti Sat, 25 Feb 2023 21:23:07 +0000 https://vivicentro.it/?p=519315 Il Napoli sbanca anche il Castellani di Empoli con un secco 2 a 0 grazie ad una prestazione e attenzione da voti altissimi in pagella. Tabellino della gara Empoli (4-3-1-2): Vicario; Ebuehi (23′ st Stojanovic), Ismajli, Luperto, Parisi; Haas (31′ st Vignato), Marin, Henderson (12′ st Grassi); Baldanzi; Satriano (31′ st Pjaca), Piccoli (12′ st […]

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Il Napoli sbanca anche il Castellani di Empoli con un secco 2 a 0 grazie ad una prestazione e attenzione da voti altissimi in pagella.

Tabellino della gara

Empoli (4-3-1-2): Vicario; Ebuehi (23′ st Stojanovic), Ismajli, Luperto, Parisi; Haas (31′ st Vignato), Marin, Henderson (12′ st Grassi); Baldanzi; Satriano (31′ st Pjaca), Piccoli (12′ st Caputo).

A disp.: Ujkani, Perisan, De Winter, Stojanovic, Cacace, Walukiewicz, Fazzini.

All.: Zanetti

Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Kim, Mario Rui; Anguissa (47′ st Ndombele), Lobotka, Zielinski (47′ st Gaetano); Lozano (25′ st Olivera), Osimhen (39′ st Simeone), Kvaratskhelia (25′ st Elmas).

A disp.: Gollini, Marfella, Bereszyinski, Juan Jesus, Olivera, Ostigard, Demme, Politano, Zerbin.

All.: Spalletti

Arbitro: Ayroldi

Marcatori: 17′ aut. Ismajli (E), 28′ Osimhen (N)

Ammoniti: Henderson, Grassi (E), Lozano (N)

Espulsi: Mario Rui (N)

Questi i voti agli azzurri dopo Empoli – Napoli:

MERET, voto 6.5:  quinto clean sheet consecutivo per Alex, tra campionato e Champion’s, con tanto di porta inviolata anche al “Castellani”. Un buon intervento su tiro dalla distanza di Henderson, nel primo tempo, unito a qualche buona uscita, eseguita alla perfezione e in sicurezza.

DIFESA

KIM, voto 7:  solita performance robusta del centrale coreano, che riesce ad uscire sempre pienamente vincitore dai duelli. Sfiora il goal di testa, nel primo tempo, con un imperioso stacco da corner, con la sfera che però impatta sfortunatamente sulla traversa

RRAHMANI, voto 7.5:  lucido, preciso e puntuale nelle marcature preventive, che esegue alla perfezione soprattutto nella fase potenzialmente più complessa del match, ossia quella finale, col Napoli ridotto in inferiorità numerica: dimostrazione che coraggio e personalità non gli mancano di certo. In apertura di ripresa, si fa apprezzare per una chiusura perfetta su Piccoli, già pronto a calciare a pochi metri da Meret

DI LORENZO, voto 7: impossibile dare un voto inferiore dopo aver assistito all’ennesima prova rocciosa di questo Capitano di ferro, bravo a contenere così come ad accompagnare, sempre con maggiore qualità, la manovra dei suoi, spostandosi da un lato all’altro della sua corsia di competenza con velocità impressionante e proponendosi, quando possibile, in mezzo al campo, a supporto dell’azione

MARIO RUI, voto 4:  macchia una buona prestazione con un’ingenuità colossale che gli vale un’espulsione tanto sacrosanta quanto evitabilissima. Fortuna che i suoi riescono a gestire l’inferiorità numerica con personalità e compattezza, ma resta pur sempre la grave responsabilità di un uomo ( prim’ancora che un calciatore), che dall’alto dei suoi 31 anni – e della sua posizione di leader in squadra – certi gesti non dovrebbe proprio prenderli in considerazione, soprattutto in una fase della stagione così decisiva come quella attuale. L’aggravante è che l’intervento sarà considerato in gioco pericoloso e la squalifica non potrà essere inferiore alle 2 giornate nella migliore delle ipotesi. Per inciso: le prossime 2 sfidanti degli azzurri in campionato si chiamano Lazio e Atalanta. Oltre al danno, la beffa

CENTROCAMPO

ANGUISSA, voto 7: al pari della partita di Francoforte, parte in sordina, perdendo qualche pallone di troppo nella prima frazione. Cresce a vista d’occhio nella ripresa, sfoderando grande personalità soprattutto dopo l’espulsione di Mario Rui: recupera palloni, ne smista con qualità, ne ripulisce altri ancora, accompagna le azioni d’attacco sempre con buona tecnica e si concede qualche preziosismo, ulteriore risorsa a cui attingere dal suo ricchissimo bagaglio

LOBOTKA, voto 8: dominante dal primo minuto di gioco, diventa supereroe col Napoli in 10, quando si carica letteralmente la squadra sulle spalle e ne diventa il custode più fidato. E’ uomo ovunque, perché ormai Lobo non ha dalla sua solo straordinarie doti nel palleggio, ma è diventato altrettanto eccelso in fase di non possesso, riuscendo ad intercettare una serie difficilmente calcolabile di passaggi avversari e a rendere puliti i palloni più infidi e casuali. E così, quando la sciocchezza di Mario Rui costringe il Napoli all’uomo in meno, proprio lì Lobo si esalta e proprio nel momento di potenziale maggiore ostacolo. Palla a lui è palla in banca. Attira gli empolesi fin dentro l’area di Meret, li stordisce con le sue piroette, prende falli in quantità industriale. E con la stessa lucidità manda i compagni in porta, come nell’azione del goal giustamente annullato ad Osihmen. Non stacca mai la spina dal campo, mai un solo passaggio che dia l’idea di esser casuale e non parte integrante di un disegno. Che tu sia benedetto, ragazzo

ZIELINSKI, voto 7: dal suo cross si origina l’autorete di Ismajli, che nel tentativo di anticipare Osihmen, buca la porta di Vicario. Contribuisce in modo notevole a rendere pulita la manovra dei suoi, giocando una serie infinita di palloni, quasi tutti con un tasso di qualità da calciatore importante. Dote, questa, che viene utilissima alla squadra, soprattutto nella fase finale del match, all’interno della quale, la gestione del risultato, passa spesso dai suoi piedi sapienti.

ATTACCANTI

LOZANO, voto 7: riconferma il suo stato di forma, disputando un’altra ottima partita. Il pur ottimo Parisi lo soffre e Chucky, dal canto suo, si sente in fiducia e rischia spesso la giocata, riuscendo in molte occasioni a saltare l’uomo o comunque a proporre inviti ficcanti nell’area di Vicario. Va vicino al goal nella ripresa, con un destro di poco a lato

OSIHMEN, voto 7.5:  ottava rete consecutiva in campionato per Victor, che sale a quota 19 goal in 20 presenze finora disputate. Numeri da capogiro, per un bomber che ha imparato, ormai, a fare pure i “goal brutti”, come il tap-in che manda in rete la sfera ballonzolante in area empolese, dopo respinta di Vicario su tiro di Kvara. Gli annullano, giustamente, un goal nella ripresa per fuorigioco ed è invece super Vicario, nel primo tempo, a negargli la doppietta con un super intervento ravvicinato. Per il resto, è il solito straripante Victor: una costante spina nel fianco quando viene servito in profondità e sempre un motivo di preoccupazione feroce per chi deve marcarlo

KVARA, voto 7.5:  entra, con classe sopraffina, in entrambi i goal del Napoli. Nel primo, è lui a disegnare lo splendido arcobaleno che smarca Zielinski e mette il polacco nelle condizioni migliori per effettuare il cross a centro-area, da cui avrà seguito l’autogoal di Ismajili. Nel secondo, è Kvara stesso ad effettuare il tiro, carico d’effetto, che dal limite dell’area empolese parte e trova la corta respinta di Vicario, su cui è prontissimo a fiondarsi Osihmen per lo 0-2.  Decisivo nei momenti topici del match ed elegantissimo ad ogni tocco di palla, che distribuisce sempre in modo saggio, in barba al trattamento speciale che gli riservano gli uomini di Zanetti, sempre pronti a raddoppiarlo.

I VOTI AI SUBENTRATI DI EMPOLI – NAPOLI

NDOMBELE:  S.V.

GAETANO:  S.V.

OLIVERA, voto 6.5:   entra per sopperire all’assenza dell’espulso Mario Rui e lo fa benissimo, senza concedere nulla ed accompagnando la manovra con buona qualità

ELMAS, voto 6.5:  chiamato per far rifiatare Kvara, subentra benissimo. Colpisce, in particolar modo, il quantitativo elevato di palloni che gioca con la sicurezza tecnica e caratteriale del veterano, sebbene sia raramente scelto da Spalletti nell’11 iniziale. Segno del lavoro dell’allenatore sul ragazzo e di quanto, il centrocampista macedone, si senta parte integrante del progetto. Risorsa e uomo in più

SIMEONE, S.V.

I voti ai toscani dopo Empoli – Napoli:

VICARIO, voto 6.5

EBUEHI, voto 6

ISMAJLI, voto 5.5

LUPERTO, voto 5.5

PARISI, voto 6

HAAS, voto 5.5

HENDERSON, voto 5.5

MARIN, voto 5.5

BALDANZI, voto 5.5

SATRIANO, voto 5.5

PICCOLI, voto 5.5

CAPUTO, voto 5

GRASSI, voto 5

STOJANOVIC, voto 6

PJACA, voto 6

VIGNATO, voto 5

I voti agli allenatori dell’Empoli e del Napoli:

ZANETTI, voto 5.5:   vero è che, contro questo Napoli, le difficoltà sono evidenti per tutti, ma altrettanto vero è che, con la capolista ridotta in 10 uomini per praticamente mezz’ora, osare di più sarebbe stato lecito. A maggior ragione in considerazione del fatto che gli empolesi avevano avuto l’intera settimana a disposizione per preparare la gara, a differenza del Napoli, impegnato martedì scorso a Francoforte. Sconfitta ineccepibile

SPALLETTI, voto 7.5:   rispetto a Francoforte, propone lo stesso 11 titolare, con la sola eccezione di Mario Rui al posto di Olivera dall’inizio. Dimostrazione di quanto, il tecnico degli azzurri, ritenesse importante andar via con i 3 punti dal Castellani. E i suoi, recepiscono ed eseguono alla perfezione, gestendo con grandissima maturità anche l’inferiorità numerica, patita nella fase finale della partita. Comunione d’intenti, si direbbe. Con tantissime soluzioni tattiche a corredo di una macchina che procede, a grande passo, verso un grande sogno

IL DIRETTORE DI GARA

AYROLDI, voto 6.5: corretto il rosso a Mario Rui, così come pure annullare il goal ad Osihmen nella ripresa e convalidare l’azione dell’autogol di Ismajli, che sblocca il risultato. Valuta bene gli episodi cardine

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Editoriale Napoli – Cremonese: La calma è la virtù dei forti… e degli azzurri di Luciano Spalletti https://vivicentro.it/ultime-notizie/editoriale-napoli-cremonese Mon, 13 Feb 2023 11:17:46 +0000 https://vivicentro.it/?p=518224 Editoriale - Prosegue la avventurosa cavalcata del Napoli, che non si lascia impietosire da una Cremonese giunta al Maradona da ultima

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Editoriale – Prosegue la avventurosa cavalcata del Napoli di Luciano Spalletti, che non si lascia impietosire da una Cremonese giunta al “Maradona” da ultima in classifica ( e con ancora nessuna vittoria all’attivo in questo campionato), infliggendole un 3-0 che vede gli azzurri emergere, nel punteggio, forse più di quanto il campo non abbia realmente detto.

Proprio così, perché la Cremo parte aggressiva e sbarazzina, forse anche col vantaggio mentale di avere ormai ben poco da perdere o, se preferite, da difendere, tant’è che ci vuole un super Lozano, in versione Kim, per fermare Vasquez a pochi metri dalla porta di Meret, quando il tabellone recitava ancora 0-0.

Il Napoli risponde con qualche buon tentativo di Di Lorenzo e Rui, ma senza incidere. Giocano bene, i ragazzi di mister Ballardini, davanti a un “Maradona” stracolmo, che deve attendere 21 minuti dal fischio d’inizio per gioire una prima volta.

Succede quando, il genio di Tblisi, o se preferite “Kvara”, va a prendersi una palla ormai destinata al fondo – e al conseguente calcio d’angolo – rifiutando l’idea del corner ed imponendo l’uno contro uno, con diagonale all’angolino in allegato: è 1-0, nel giorno del suo compleanno.

Spente le candeline, la Cremonese riprende a macinare gioco, tentando di azionare i due vivaci uomini di fascia ( Vasquez adattato a sinistra e Sernicola a destra) e le due punte che giocano vicine senza dare punti di riferimento ( Afena Gyan e un ottimo Tsadjout). Nessuna vera occasione, tant’è che Alex Meret finirà la partita con i guanti ancora vellutati. Ma comunque una buona aggressione e una buona pressione, che non consentono al Napoli una serata facile, come la classifica, frettolosamente, potrebbe suggerire.

Ci sarebbe, per la verità, un calcio di rigore a favore degli azzurri, quando il primo tempo sta per volgere al tramonto. Sarebbe la logica conseguenza di un contatto tra Ferrari e Kvara, ma il signor Massimi è di diverso avviso e lascia, probabilmente in modo colpevole, che l’azione non venga sanzionata.

Ripresa che nasce sotto la stella di una Cremonese che resta lì, compatta ed aggressiva, ma non si scopre più del necessario, quasi che il suo reale intento sia quello di mantenere la partita in equilibrio per quanto più le è possibile. Da apprezzare, nei grigio-rossi, l’ingresso di Valeri sulla corsia mancina, che spinge bene e si rende protagonista di buone folate.

Il Napoli, sornione, aspetta. Senza che, l’idea di chiudere la pratica diventi un’ossessione più che un desiderio. Prima, da segnalare, un secondo episodio discutibile di cui si rende sventurato protagonista il direttore di gara, allorquando non estrae il secondo giallo per Vasquez per intervento con piede a martello sulla tibia di Lozano.

Poi, dal nulla, il raddoppio, che giunge al minuto 65, con zampata a porta vuota di Osihmen, dopo generosissimo assist con tuffo di testa di Kim, seguente da azione da corner. 17 in campionato, sempre a segno nelle ultime 6 gare.

Il Napoli sa cogliere l’attimo e il resto è accademia, girandola di sostituzioni e un goal, splendido, di Elmas, che al minuto 80 fissa il risultato sul triplo vantaggio per gli azzurri, con un destro sibilante e mortifero, da posizione angolata.

Chiudiamo questo nostro editoriale con una considerazione: Se era certo vero che la gara contro la Cremonese non sarebbe stata uno dei banchi di prova più probanti circa le ambizioni scudettate del Napoli, pur vero è che si è trattato di una vittoria, la sesta consecutiva in campionato, che porta in cascina altri 3 preziosissimi punti, conferma che questa squadra, per un’altra settimana in più, se tutto va male avrà ancora 13 lunghezze di vantaggio sulla prima inseguitrice.

Non vuol dire ancora nulla, ma scusate se è poco.

La calma è la virtù dei forti.  Luciano Spalletti lo sa e lo sta trasmettendo ai suoi, che, di domenica in domenica, cercano di costruirsi frammenti di un sogno nel cuore che è come un bambino ancora nel grembo, forse giunto ai primi calcetti nel pancione materno.

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Editoriale Napoli – Audantes fortuna iuvat, tradotto significa: sia il destino nelle mani di chi (ha) Osi https://vivicentro.it/ultime-notizie/editoriale-napoli-audantes-fortuna-iuvat-tradotto-significa-sia-il-destino-nelle-mani-di-chi-ha-osi Mon, 06 Feb 2023 12:22:45 +0000 https://vivicentro.it/?p=517558 L'editoriale sul Napoli quest'oggi potrebbe essere raccontato come una favola: C’erano una volta un nigeriano e un georgiano.

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L’editoriale sul Napoli quest’oggi potrebbe essere raccontato come una favola: C’erano una volta un nigeriano e un georgiano. Fosse una favola, inizierebbe così. Invece no, è tutto vero.

Tutto così vero e incredibile, che alle volte pare veramente di sognarlo. Perché nessuno, neanche il più inguaribile ottimista tra i sostenitori azzurri, avrebbe mai potuto pronosticare, appena pochi mesi fa, non soltanto questa posizione in classifica, ma questo così ampio vantaggio, che vede il Napoli sempre più in alto e le altre azzuffarsi per un posto Champion’s, senza che nessuna, almeno fino a questo punto, sia stata capace di opporre una reazione realmente credibile alla corsa degli azzurri.

“C’erano una volta un nigeriano e un georgiano” è la frase ricorrente che ritorna in mente mentre scriviamo questo editoriale su un bellissimo Napoli.

Eh già, ma non è una favola neanche questa.

Victor, il nigeriano, la furia di Lagos, fino ad appena pochi mesi fa era ancora un cavallo sgraziato, ora è un felino di classe. Perché non c’è solo in lui l’istinto primordiale della foga, ora si sono aggiunte componenti diverse.

L’astuzia, la scaltrezza, l’opportunismo, la freddezza da killer consumato, il controllo, la tecnica e la voglia.

Ma non la voglia in quanto tale, quella non gli mancava neanche prima. Ora c’è una voglia diversa, ora c’è la voglia di vincere.

La si legge dentro gli occhi, di un ragazzo giovane e sempre più uomo, da come corre in Curva Ferrovia e va a scusarsi, prima che la partita inizi, con una tifosa spezzina fortunosamente colpita da un suo tiro in fase di riscaldamento.

E’ la serenità che appartiene ai campioni, a chi ha talmente tanta consapevolezza di sé che può distribuirne in quantità industriali a chi gli sta intorno, avversari compresi.

La si legge in una palla che vaga nell’area dello Spezia e in uno stacco imperioso quanto beffardo che si conclude con una sfera che si deposita in rete e tutta la difesa di mister Luca Gotti che si guarda attonita, quasi a dire: “ma come ha fatto questo a farci goal così?”.

Eppure è vero, tutto vero anche questo. Come la padronanza da extra-dotato di Khvicha Kvaratskhelia, che col pallone fa praticamente ogni cosa voglia, saltando avversari come fossero solo impotenti spettatori della sua fantasia.

Generosissimo, il ragazzo di Tbilisi, a spalancare porta e doppietta al Victor di cui sopra, non prima d’esser stato lui, con un rigore calciato alla perfezione, a stappare una partita che si era conclusa sullo 0-0 alla fine del primo tempo.

Nel nostro editoriale sul Napoli non possiamo non dire che la vittoria è stata ottenuta anche grazie ad un pizzico di fortuna, perchè l’improvvido intervento di Reca che regala al Napoli un penalty netto dopo appena 15 secondi dall’inizio della ripresa ha permesso di sbloccare la partita in favore degli azzurri.

Ma non è fortuna episodica e cieca, è la fortuna che il Napoli sta imparando a costruirsi con le sue proprie forze, di partita in partita. E’ la fortuna di chi non si snatura, di chi resta fedele a sé stesso, anche quando l’avversario ti imbriglia e ti imbruttisce.

Perché lo Spezia, va detto, nei primi 45 minuti non regala niente: lotta su ogni pallone, chiude ogni varco e prova a pungere in contropiede quando può. Onore al merito, anche perché, agli spezzini, mancavano assenti di lusso. Un nome su tutti: ‘Mbala Nzola. Da solo fa 9 goal dei 17 messi a segno finora dai liguri. A voi i commenti.

Ma lo Spezia non si è dato per vinto e questo gli fa valere meriti agonistici che ai ragazzi di Luca Gotti spettano tutti.

Dall’altra parte della barricata, il Napoli. Che la fortuna, come sopra si accennava, se la costruisce tessendo la propria tela, fatta di predominio territoriale, controllo del pallone, idee e tanta ma tanta pazienza.

15 secondi di ripresa, una mano, un rigore. E un uomo, un giovane uomo di Tblisi. Che prende la palla, si prende una responsabilità e batte Dragowski con un destro che, di prenderlo, non ci si può neanche pensare.

Poi lo scippo di Victor, la testa malandrina del raddoppio. A chiudere, Kvara cuore d’oro, che potrebbe far doppietta, a tu per tu con Dragowski, ma preferisce che la faccia l’amico di Lagos, il cavallo pazzo divenuto gazzella.

Il resto è accademia.

Ci ha messo 240 secondi, il Napoli, per spintonare via lo Spezia dalla partita. Più o meno il tempo che intercorre tra la testata dolce di Osihmen e l’atto d’amore, di Kvara, nei suoi confronti.

E’ tempo di salutare anche il Picco di La Spezia: 3-0.

Con una porta che rimane inviolata e una difesa sempre più solida.

Con un centrocampo sempre più dominante e un allenatore sempre più addentro i cuori e i sogni dei propri ragazzi.

Con la consapevolezza che chiunque giochi ed entri, a prescindere dal calciatore sostituito, darà la propria anima per alimentare la fame.

Questa fame di cose belle e grandi che, una partita dietro l’altra, è anche legittimo che i napoletani coltivino.

Chiudiamo come abbiamo aperto questo nostro editoriale sul Napoli: C’erano una volta un nigeriano e un georgiano.

E se fosse una favola, non svegliateci più.

A cura di Antonio Ingenito

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Napoli – Roma (2-1): I voti ai protagonisti in campo https://vivicentro.it/ultime-notizie/napoli-roma-2-1-i-voti-ai-protagonisti-in-campo Mon, 30 Jan 2023 10:16:23 +0000 https://vivicentro.it/?p=517094 Il Napoli vince ancora con la Roma inanellando meritandosi ancora voti alti per tutti gli elementi della rosa.

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Il Napoli vince ancora battendo una coriacea Roma per due reti ad uno ed inanellando l’ottava vittoria consecutiva meritandosi ancora voti alti per tutti gli elementi della rosa.

Tabellino della gara

Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Kim, Rrahmani, Mario Rui (23′ st Olivera); Anguissa, Lobotka, Zielinski (45’+2′ st Ndombele); Lozano (31′ st Simeone), Osimhen (31′ st Raspadori), Kvaratskhelia (23′ st Elmas).

Allenatore: Spalletti

Roma (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Zalewski, Cristante (44′ st Volpato), Matic (38′ st Tahirovic), Spinazzola (1′ st El Shaarawy); Pellegrini (38′ st Bove), Dybala; Abraham (28′ st Belotti).

Allenatore: Mourinho

Arbitro: Orsato

Marcatori: 17′ Osimhen (N), 30′ st El Shaarawy (R), 41′ st Simeone (N)

Ammoniti: Dybala (R), Osimhen (N), El Shaarawy (R)

Questi i voti agli azzurri dopo Napoli – Roma:

MERET, voto 7:  Anche stasera, paratona decisiva. Anche stasera, al tramonto del primo tempo ( stavolta su Spinazzola).

Dejavù di quanto già visto, due settimane fa, contro la Juventus.

Alex si riconferma Super-Man nei momenti topici, con altri interventi importanti nella ripresa ( ne ricordiamo in particolare uno su colpo di testa di Cristante, su azione da corner).

Incertezza nel primo tempo in coppia con Kim, che sarebbe potuta costare una clamorosa autorete.

Nell’occasione del goal della Roma, nulla può sull’intervento di El Shaarawy, a pochi metri dalla sua porta.

Nel complesso, affidabilità pienamente riconfermata.

LA DIFESA

DI LORENZO, voto 7: Dal lato suo, trova clienti scomodi.

Spinazzola nel primo tempo ed El Shaarawy nella ripresa, che giocano sulla sua corsia, lo costringono a una gara accorta, senza gli spunti e i sussulti a cui ci ha abituato.

In compenso, il Capitano risponde con una prestazione arcigna, sacrificata e lucida al tempo stesso ( è lui, giusto per citarne una, a trovare il corridoio per Zielinski, dal cui filtrante partirà il sinistro del 2-1 di Simeone).

RRAHMANI, voto 7: Gara maschia, rispetto alla quale tiene perfettamente botta con grande agonismo ed attenzione.

KIM, voto 7: Primo tempo con qualche incertezza di troppo e con qualche errore di troppo in fase di disimpegno, tra cui spicca su tutti un clamoroso autogoal sfiorato, dopo un fraintendimento con Meret, che gli aveva chiamato la palla.

Nel secondo tempo, cresce alla distanza.

Resta fissa negli occhi la cavalcata di 60 metri che, a metà ripresa, lo porta in area giallorossa a seguito di una ripartenza improvvisa dei suoi.

Per il resto, è il solito mastino, cliente più che ostico per gli avanti giallorossi.

MARIO RUI, voto 7: Decisivo nell’azione del goal di Osihmen quando, pur pressato da 3 avversari, trova il tocco giusto per servire Kvara, dal cui cross si originerà lo stupendo vantaggio azzurro.

Una giocata da un peso specifico enorme, che si aggiunge a una prestazione coraggiosa e di qualità. Soprattutto nel primo tempo, il Napoli attacca soprattutto dalla corsia mancina, quella occupata da lui e dal 77 georgiano.

Lì si vedono le trame con maggiore qualità del Napoli dei primi 45 minuti ( recupero compreso).

Viene sostituito da Oliveira nell’ultima parte di gara

IL CENTROCAMPO

ANGUISSA, voto 6.5: Non fa, a nostro giudizio, la sua migliore prestazione in maglia Napoli ma riesce a far sentire l’autorità della propria presenza in campo fino all’ultimo minuto.

Spalletti non vi rinuncia mai, anche quando ( come stasera) il buon Frank non pare in una delle sue serate di grazia.

Prestazione di sacrificio contro un avversario ( la Roma di stasera) che è parso convincente e alla pari anche in mezzo al campo.

LOBOTKA, voto 7.5: Non era facile venir fuori dalla gabbia e dal traffico che quel vecchio volpone di Josè Mourinho aveva disegnato in mezzo al campo, forse anche per limitarne le uscite.

Niente, contro Stani Lobotka non c’è niente da fare. Loro tentano di imbrigliarlo e lui esce alla distanza. Sempre.

Geometra raffinatissimo e cervello calcistico sopra la media, anche stasera.

ZIELINSKI, voto 7.5: Tra le più belle partite di questa stagione.

Vederlo toccare il pallone è sempre un momento di poesia ma stasera, oltre ai preziosismi gradevoli che la sua proprietà tecnica gli permette di sfoggiare, ci aggiunge l’efficacia.

Determinante nell’azione del 2-1 di Simeone, quando taglia a fette la difesa giallorossa col suo filtrante. Il resto, lo fa il Cholito.

Maestro Zielo, bentornato tra i migliori.

L’ATTACCO

LOZANO, voto 7:  E’ vero, sul goal di El Shaarawy la sua copertura manca, ma non ci è sembrato giusto accanirci oltre il dovuto, perché il Chucky tutto è fuorchè un difensore o comunque, nella fattispecie, un terzino.

Partita di straordinaria disponibilità la sua, che corre a tutto campo come un forsennato, si sacrifica tantissimo in fase difensiva e trova sempre folate in cui esaltarsi, sebbene il Napoli preferisca attaccare sempre dalla corsia mancina e quasi mai dalla fascia del messicano.

Propositivo, voglioso e tenace.

OSIHMEN, voto 8.5:   Sblocca la partita con un goal che è la micidiale sintesi di forza atletica, forza fisica, virtuosismo tecnico, cinismo, fame, voglia e classe.

Coscia, petto e bomba di collo sotto la traversa.

Sempre più trascinatore, sempre più decisivo, al minimo pallone toccato.

Sempre più in crescita, sulla strada di come si diventa top player.

Il resto è una partita sporca, che non gli consente di esaltarsi come vorrebbe ma su cui lotta, con voracità e sagacia, su ogni pallone gli capiti a tiro.

Spalletti lo sostituisce e, per fortuna del Napoli, avrà ragione lui.

KVARA, voto 7-: Un tiro insidioso dopo 4 minuti e soprattutto un bellissimo e decisivo assist per Osihmen, in occasione dell’1-0 ( anche se poi Victor ci mette tantissimo di suo, con una giocata pazzesca in un fazzoletto di campo).

Non una gara esaltante per il georgiano, giustamente sostituito da Elmas, ma giocate, le sue, sempre tutte di grossa cifra qualitativa, nonché spesso decisive ( come stasera) ai fini del risultato finale.

RASPADORI, voto 6:  Gioca pochi minuti nel finale, quando Spalletti rivoluziona il tridente. Jack entra volenteroso e propositivo, con qualche bella giocata e un goal negato, al fotofinish, da una bella parata di Rui Patricio.

SIMEONE, voto 10:  Nessuno può ancora pronosticare quanto possa valere il goal di stasera, ma nel frattempo i fatti dicono che se il Napoli ha sbancato Milano sponda rossonera e se è riuscito a battere la Roma, in una gara tiratissima, lo deve a 2 goal decisivi di questo signore qui. 4 punti che portano la firma di quest’uragano vivente.

Lui, el Cholo Simeone, che sa di non essere il titolare ma non ha mai permesso, a sé stesso e alla squadra, che questa consapevolezza diventasse un limite.

Al contrario, l’ha resa il suo punto di forza più grande e più velenoso per gli avversari, che quando ci giocano contro, sbattono contro un ragazzone che ha garra e qualità. Goal stupendo e terribilmente decisivo, anche stasera.

Il 10 Giovanni lo merita perché avere Victor Osihmen e sapere di essere la sua chioccia, in questo momento, potrebbe destabilizzare mentalmente anche un toro.

Un toro sì, ma Giovanni no, che ogni qual volta calpesta l’erba, ne mangia ogni centimetro come se fosse l’ultima partita della vita e che stasera regala una notte magica al Maradona e ai suoi seguaci.

I SUBENTRATI

OLIVEIRA, voto 7: Impatto sul match importante di questo ragazzo, che subentra nel finale a Mario Rui con una grinta e una personalità veramente non comuni.

ELMAS, voto 6: Rinviene un Kvara non in serata scintillante e si propone bene come sempre.

NDOMBELE: S.V.

L’ALLENATORE AZZURRO

SPALLETTI, voto 9:  Sa di avere un gruppo forte e compatto e anche questa sera nei momenti di difficoltà attinge e bene le risorse dalla sua “lunga” panchina.

Dopo il gol della Roma risistema il suo Napoli che diventa di nuovo efficace in zona offensiva.

Osimhen e il Cholito sono solo gli esecutori perfetti delle sue idee.

Come dire: la mente e il braccio!

Una vittoria importante che non lascia “respiro” ai contendenti al titolo di campioni d’Italia.

I voti ai giallorossi dopo Napoli – Roma:

RUI PATRICIO, voto 7

MANCINI, voto 6.5

SMALLING, voto 6.5

IBANEZ, voto 6

ZALEWSKI, voto 6.5

CRISTANTE, voto 6+

MATIC, voto 7.5

SPINAZZOLA, voto 6.5

PELLEGRINI, voto 6

DYBALA, voto 6.5

ABRAHAM, voto 5

EL SHAARAWY, voto 7

BELOTTI, voto 5

TAHIROVIC, S.V.

BOVE, S.V.

VOLPATO, S.V.

MOURINHO, voto 7

I voti alla terna arbitrale di Napoli – Roma

ORSATO voto 6

TEGONI – BACCINI voto 6

A cura di Antonio Ingenito

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Napoli: il cinismo che ti serviva per diventare grande. Sbancata anche Salerno il girone d’andata è da sogno https://vivicentro.it/ultime-notizie/editoriale-salernitana-napoli Sun, 22 Jan 2023 12:57:32 +0000 https://vivicentro.it/?p=516716 Editoriale - La giornata n.19 di serie A ha visto il Napoli imporsi 2-0 all’Arechi con la Salernitana chiudendo a 50 punti il girone d'andata

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Editoriale – La 19esima giornata di serie A, che ha visto il Napoli imporsi per 2-0 all’Arechi contro la Salernitana, sigla anche la fine del girone d’andata del massimo campionato italiano, stagione 2022/2023.

Tempo di bilanci, insomma, anche se parziali, s’intende.

Proprio perché aspettano il Napoli altre 19 fatiche lungo tutto lo Stivale, che decreteranno se gli azzurri saranno all’altezza, o meno, dello straordinario percorso svolto finora.

Un tragitto che parla, innanzitutto, di 50 punti conquistati al giro di boa ( di per sé già record per il club azzurro) con la bellezza di 16 vittorie, 2 pareggi e una sola sconfitta, di misura, a San Siro contro l’Inter.

Analizzando ancor più a fondo numeri e statistiche, il Napoli si scopre, a metà campionato, di gran lunga il miglior attacco del torneo ( 46 sono le reti realizzate finora) nonché la seconda miglior difesa ( appena 14 quelle subite).

Volendo poi considerare l’intera stagione svolta, fino a questo punto, solo un’altra era stata la sconfitta sul campo alla fine degli effettivi di gioco: quel 2-0 patito ad Anfield Road contro il Liverpool e materializzatosi solo negli ultimi minuti del match, col Napoli ormai già sicuro di primato nel girone e qualificazione agli ottavi di Champion’s.

L’eliminazione dalla Coppa Italia contro la Cremonese, infatti, giungeva solo ai calci di rigore, dopo il pareggio al termine dei tempi supplementari.

Numeri da far tremar le vene ai polsi e che a Napoli non s’erano visti neanche nell’epoca d’oro dell’epopea Maradoniana.

Numeri che comunque, sempre bene ricordarlo, al momento non sono garanzia di alcuna vittoria o trofeo. Ma che contano e iniziano ad avere un peso specifico, man mano che le settimane avanzano.

Non possono certamente, questi dati, essere frutto di casualità e questa constatazione banale, per quanto non sia comunque certezza di nessun risultato, quantomeno ci restituisce un fatto certo: il Napoli è realtà consolidata, in Italia e fuori nonché altamente competitiva con tutte le big del territorio nazionale e non.

Hai detto niente.

Editoriale Salernitana – Napoli: I meriti di Spalletti

Quello che a Luciano Spalletti sta riuscendo, nella sua parentesi partenopea, è un’opera d’arte che gli va riconosciuta al di là di come finirà questa stagione: ha reso il Napoli dipendente solo ed esclusivamente dalla propria consapevolezza, lo ha plasmato in una squadra convinta pur senza essere presuntuosa, feroce senza imbrut(t)irsi, vanitosa senza specchiarsi oltre il necessario e forte della propria bellezza.

Editoriale Salernitana – Napoli: Il confronto Sarri – Spalletti

Una bellezza assai lontana, per intenderci, dalla visione filosofica di Maurizio Sarri, ma per questo assai più furba e pragmatica: questo Napoli non è schiavo del proprio fascino, ma ne attinge a suo uso e consumo.

Lo sfrutta quando gli serve e sa metterlo da parte quando è di troppo.

Questo perché a Spalletti sta forse riuscendo di raddrizzare uno dei pochi “nei” del meraviglioso Napoli Sarriano: saper cambiare pelle e capire quando è il momento di farlo.

Sarebbe impensabile vincere ogni partita con la presunzione di stritolare gli altri sempre e comunque.

O meglio, questo è il diktat che anche il Napoli di Spalletti si pone, ma accetta di modificare l’approccio in corso d’opera, se s’accorge che non gli riesce.

Il pensiero resta immutato, le modalità di esecuzione si adattano al contesto.

Salerno ne è stata l’ennesima fotografia.

Il Napoli parte padrone del campo sin dal primo minuto e lo sarà per tutta la partita.

La Salernitana si difende nel modo più ancestrale: muraglia cinese eretta avanti ad Ochoa, tanta densità e nessuna voglia di proporre nulla che sia simile al concetto di “proposta”.

Spalletti risponde con la contromossa: aggirare l’avversario, stordirlo, “farlo uscire pazzo”. La palla ce l’hanno sempre gli azzurri e anche se il giro-palla non sempre riesce ad essere fluido e ritmato ( un possesso palla dominante, se non ha velocità, rischia di risultare inefficace), il risultato è che i minuti fanno perdere certezze e coraggio all’avversario che comunque, se la palla ce l’hai sempre tu, è costretto a correre senza sosta per il campo, sprecando energie fisiche e nervose insieme.

Editoriale Salernitana – Napoli: Il segreto è uno, semplice e letale e cioè avere pazienza.

Deve averne tanta, Luciano Spalletti.

Uno che a quasi 64 anni, e con un’esperienza ultraventennale ai massimi livelli, uno Scudetto non l’ha ancora mai vinto, non almeno in Italia. E che pure ha abbracciato la causa di chi da un po’ di anni canta “abbiamo un sogno nel cuore, Napoli torna campione”, con l’entusiasmo di un adolescente.

E’ come se questo concetto di pazienza, impersonificato da un sessantaquattrenne che ancora rincorre la sua “prima volta”, sia stato trasferito perfettamente alla Squadra.

La fretta e la fragilità dei nervi sono sempre cattive consigliere, restare concentrati può essere l’arma in più. Soprattutto in una piazza umorale come Napoli.

E poi c’è la furbizia, la scaltrezza o, se preferite ancora, la cazzimma.

Spalletti, forse ancora più di quanto non riuscì Sarri, è riuscito ad unire il cordone tra tifoseria e calciatori, come non si vedeva da tempo immemore.

Io non lo so se il buon Luciano pensi davvero tutte le cose che dice, so solo che se non le pensa è un meraviglioso attore, perché le fa sembrare così veritiere che la gente ormai ci crede. E si sta compattando, in unico corpo insieme ai propri beniamini.

Il rapporto con la tifoseria non è più un mostro da abbattere o un cocktail da sorseggiare con cura: è un vanto da ostentare, un vessillo per cui combattere.

Io non lo so se Spalletti ci creda davvero a tutte le cose che dice. So solo che i suoi ragazzi hanno seriamente cominciato a farlo. Perché 50 punti dopo 19 partite sono e rimangono garanzia di un bel nulla, ma non si fanno per magia, non in modo così autoritario.

Come questo 2-0 di Salerno.

Editoriale Salernitana – Napoli: Il tema della partita

Il Napoli osserva, gira, rigira. Un tocco, due, poi ricomincia. Da Kim, Rrahmani, ai terzini. La toccano tutti. Poi s’apre un mezzo varco e la bellezza diventa, ancora, lo strumento di cui servirsi per fare un’impresa: uno-due, coi tempi perfetti, palla imbucata, cross rasoterra, irrompe Di Lorenzo. Un controllo, un passo, una bomba e la rete che si gonfia.

Stesso copione al terzo della ripresa: uno scambio che libera una conclusione dal limite, il palo la risputa, Osihmen chiude pratica e partita.

Il significato del termine “cinismo”

Parte di essere maturi è diventare cinici, che nell’etimologia greca, come splendidamente riporta la Treccani, significa “esclusione di ogni desiderio che comprometta l’autonomia della spirito”.

Perché la bellezza non diventi un fine, ma un mezzo. Questa è la rivoluzione di Spalletti: la voglia di lasciare un segno nella storia. Tutte le altre componenti, servono solo se possono essere utili a questa causa.

Il nostro augurio

Per una grande impresa, è forse necessario anche un grande cinismo. Ti mancava, Napoli, e questa pecca ti ha condannato spesso anni addietro, molto oltre ciò che è parso giusto.

Ti auguriamo di averla trovata e di non smarrirla mai più. Non almeno fino al prossimo 5 Giugno. Te lo meriteresti, più di tutte le altre.

A cura di Antonio Ingenito

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