recensione – Vivicentro https://vivicentro.it Fri, 19 Dec 2025 11:31:00 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png recensione – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 Renatissimo omaggio a Renato Carosone a Brescia al teatro Borsoni Dale 16 al 21 dicembre https://vivicentro.it/spettacoli/renatissimo-omaggio-a-renato-carosone-a-brescia-al-teatro-borsoni-dale-16-al-21-dicembre Fri, 19 Dec 2025 11:31:00 +0000 https://vivicentro.it/?p=650294 Applausi a scena aperta per Decaro e il gruppo Ànema: un omaggio vibrante che ha conquistato il pubblico bresciano.

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Reinatissimo non è soltanto uno spettacolo teatrale: è un atto d’amore, un omaggio vibrante e appassionato a Renato Carosone, genio musicale napoletano capace di conquistare il mondo, dall’Italia all’America. La prima, andata in scena martedì 16 dicembre al Teatro Borsone di Brescia, ha registrato un grande successo di pubblico, scandito da applausi a scena aperta e da un entusiasmo palpabile in sala.

Protagonista assoluto è Decaro, artista poliedrico e magnetico, che si muove sul palco con una naturalezza disarmante, dando vita a uno spettacolo multiforme e avvolgente. In Reinatissimo assistiamo a un Decaro narratore elegante, capace di cesellare aneddoti e racconti con ironia, precisione e calore; a un Decaro musicista sensibile, che dialoga con il pianoforte con rispetto e complicità; e a un Decaro cantante energico e raffinato, che restituisce le canzoni di Carosone con voce, ritmo e anima.

La scena è scandita da un uso sapiente dello spazio: il celebre sgabello diventa simbolo e strumento narrativo. Di volta in volta Decaro si siede davanti al pianoforte, per evocare il Carosone compositore; poi si sposta nella postazione del canto, dove la voce prende il sopravvento; infine si allinea in fila con i quattro musicisti, fondendosi con loro in un affiatamento autentico e pulsante. È un continuo passaggio di ruoli che non spezza mai il ritmo, ma anzi lo rafforza, rendendo lo spettacolo dinamico, fluido, sorprendente.

  • La Musica: Gli Ànema (con violino, chitarra, contrabbasso e percussioni) rivisitano in chiave strumentale i successi di Carosone come “Tu vuò fa l’americano”, “Caravan Petrol” e “Maruzzella“.

I quattro musicisti, impeccabili e trascinanti, non sono semplici accompagnatori ma veri coprotagonisti: insieme a Decaro costruiscono un tessuto sonoro ricco, swingante, ironico, capace di restituire tutta la modernità e l’internazionalità della musica di Carosone.

Tra racconti gustosi, aneddoti biografici e momenti musicali di grande intensità, lo spettacolo celebra il talento di un artista che seppe reinventare la canzone napoletana, mescolando jazz, swing e tradizione, fino a conquistare anche il pubblico americano. La narrazione non è mai didascalica: è viva, brillante, punteggiata di sorrisi e nostalgia, ma anche di orgoglio culturale.

Reinatissimo si conferma così uno spettacolo coinvolgente, colto e popolare al tempo stesso, capace di emozionare e divertire, di far riflettere e di far battere il tempo con il piede. Al Teatro Borsone di Brescia, la prima ha lasciato il segno, consacrando una serata di teatro e musica di altissimo livello, accolta da un pubblico caloroso che ha riconosciuto, con lunghi applausi, il valore di un omaggio sentito e splendidamente riuscito.

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Recensione di “Ghost Love – Tra noi niente, eppure tutto” prima opera di Maria Musso https://vivicentro.it/blogger/recensione-di-ghost-love-tra-noi-niente-eppure-tutto-di-maria-musso Sat, 06 Dec 2025 19:14:16 +0000 https://vivicentro.it/?p=649925 Tra assenza e presenza: Quando l'amore non consumato diventa la via maestra per ritrovare se stessi.

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C’è una sottile linea di confine dove la realtà sfuma nel desiderio, dove ciò che non è mai accaduto possiede una densità emotiva superiore agli eventi reali. È in questo limbo agrodolce che si muove “Ghost Love – Tra noi niente, eppure tutto”, la prima opera narrativa di Maria Musso.

Per comprendere appieno la profondità di quest’opera, è necessario guardare all’autrice non solo come scrittrice, ma come figura poliedrica: psicologa “con un’anima musicale”, professoressa di musica, giornalista (nota firma del nostro quotidiano ViViCentro.it e corrispondente per TRM Canale 13) e maestra di danza. Maria Musso che tutti conoscono come Mariella si definisce un “ponte tra mente, corpo e parola”, e questo romanzo è l’architettura perfetta di quel ponte.

La trama: un amore sospeso

La storia ci porta nel cuore di un “non-amore”, quello tra la protagonista e Luca. Un legame fatto di silenzi assordanti, di sguardi che urlano e di una tensione che non trova mai lo sfogo del contatto fisico. È un “Ghost Love”, un amore fantasma: non c’è una relazione da etichettare, eppure c’è tutto. La narrazione è un viaggio attraverso le “sincronicità”, quei segnali che l’universo sembra inviare per alimentare un fuoco che la logica vorrebbe spegnere. La protagonista vive sospesa tra il sogno e la realtà, intrappolata nel dubbio amletico: è stato amore vero o solo una proiezione?

La musica come co-protagonista

Data la formazione accademica dell’autrice – laureata AFAM al Conservatorio “A. Corelli” – non stupisce che la musica non sia un semplice orpello decorativo, ma la spina dorsale del romanzo. La playlist del libro è la mappa emotiva dei personaggi. Si passa dalla malinconia classica italiana di “Te lo leggo negli occhi” di Sergio Endrigo, che racconta tutto ciò che le labbra non dicono, all’angoscia esistenziale di “Creep” dei Radiohead, inno di chi si sente inadeguato di fronte all’oggetto del desiderio. La Musso usa le note per dire ciò che le parole, da sole, non riuscirebbero a spiegare.

Un percorso psicologico di rinascita

È qui che emerge l’anima della psicologa. Il libro non è solo la cronaca di un sentimento mancato, ma un potente strumento di introspezione. Attraverso il dolore dell’assenza, la protagonista è costretta a guardarsi dentro. L’autrice, esperta nell’accompagnare le persone a “riscoprirsi e sbloccarsi”, fa compiere al suo personaggio lo stesso percorso: dal bisogno dell’altro alla consapevolezza di sé. Il finale è una liberazione, un atto di forza interiore. La protagonista comprende che la sua identità non dipende da Luca, né dalla realizzazione di quel sogno.

Conclusioni

“Ghost Love” è un libro che risuona potente in chiunque abbia vissuto un amore non corrisposto o rimasto in sospeso. Mariella Musso, con la sensibilità dell’artista e l’acutezza della psicologa, ci insegna che talvolta le storie più importanti non sono quelle che viviamo con gli altri, ma quelle che, attraverso gli altri, ci permettono di incontrare finalmente noi stessi.

Su questa sua opera Mariella ci dice: “Quello che avevo annunciato ieri… oggi prende forma. 
Sotto il mio albero, quest’anno, c’è un pezzo di cuore che finalmente ho deciso di condividere con il mondo.
È nato Ghost Love – Tra noi niente, eppure tutto.
Un romanzo che parla di legami invisibili, di parole sospese, di tutto ciò che resta anche quando sembra non esserci più nulla.
Da oggi è disponibile qui:
www.ghostlove.mariamusso.com
E se quest’anno vuoi regalare qualcosa che arrivi dritto al cuore, questo libro forse è esattamente quello che stavi cercando.
Grazie a chi mi sta sostenendo in ogni passo.
Il mio Natale inizia così.”

Una lettura consigliata a chi cerca risposte nei silenzi e a chi vuole scoprire come trasformare un’assenza in una nuova, fortissima, presenza interiore.

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“Nabucco” all’Arena di Verona – Un Trionfo Futuristico firmato Stefano Poda (recensione) https://vivicentro.it/spettacoli/nabucco-allarena-di-verona-un-trionfo-futuristico-firmato-stefano-poda-recensione Mon, 16 Jun 2025 11:22:22 +0000 https://vivicentro.it/?p=643070 La regia innovativa incanta il pubblico con scenografie maestose e un cast d'eccezione.. L'opera verdiana rinasce in un allestimento audace.

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L’Arena di Verona si conferma ancora una volta tempio dell’opera, ospitando la visionaria produzione di “Nabucco” firmata dal regista trentino Stefano Poda.  Dopo il clamoroso successo della prima di venerdì 13 giugno, che ha visto un parterre d’eccezione tra personalità politiche, attori e volti televisivi, anche la serata di sabato 14 giugno ha replicato il trionfo, confermando l’acclamazione per un allestimento audace e innovativo.Poda ha saputo ridefinire il capolavoro verdiano con una messa in scena che trascende la tradizione per abbracciare un futurismo suggestivo e ricco di simbolismi.  Il palcoscenico è dominato da una gigantesca clessidra che sovrasta una scala illuminata lunga 20 metri, mentre ai lati, sfere rotanti monumentali completano una scenografia imponente.In alto, la scritta “Vanitas” sulla clessidra, un monito universale sulla caducità della vita.  L’innovazione si estende al corpo di ballo, che regala al pubblico una danza di schermitori con costumi a LED, creando giochi di luce e movimento di grande impatto visivo.Un ulteriore elemento di forte suggestione è la presenza di un fungo atomico che sovrasta la scena, un potente simbolo di monito e ricordo di passate tragedie.  L’intera produzione ha coinvolto ben 400 artisti tra mimi, comparse e ballerini, che hanno calcato il palco, vestendo oltre 3000 costumi studiati con cura e originalità.Nonostante il “Nabucco” di Verdi, incentrato sul conflitto tra il popolo ebraico e il re babilonese Nabucodonosor, mantenga la sua intrinseca emotività, la lettura di Poda si è dimostrata, come dichiarato, “non tradizionale”, coinvolgendo il pubblico su un piano visivo e concettuale più che puramente emotivo nel senso più classico.  Il successo della serata è stato amplificato dalle straordinarie performance dei protagonisti.Il baritono mongolo Amartuvshin Enkhbat, classe ’86, ha vestito i panni di Nabucco con una voce di grande sostanza e presenza scenica.  La direzione magistrale del maestro Pinchas Steinberg ha guidato i 120 orchestrali e il Coro di Fondazione Arena, che hanno saputo rendere al meglio la grandiosità della partitura verdiana, in particolare nel celeberrimo “Va, pensiero”, momento culminante di intensa partecipazione corale.Il tenore messicano-americano Galeano Salas ha interpretato un convincente Ismaele, mentre Alexander Vinogradov ha dato voce a Zaccaria con autorevolezza.  Completano il cast la mezzosoprano Francesca Di Sauro nel ruolo di Fenena, la soprano uruguaiana Maria José Siri in quello di Abigaille, la soprano Elisabetta Zizzo come Anna, il bergamasco Gabriele Sagona nel ruolo del Gran sacerdote di Belo, e Matteo Macchioni come Abdallo.La serata è stata senza dubbio emozionante, vibrante e, come giustamente sottolineato, “scenograficamente coraggiosa” da parte di Stefano Poda.  Un’opera che, pur radicandosi nel passato, si proietta nel presente e nel futuro, offrendo un’esperienza che ha saputo catturare il pubblico non solo a livello uditivo, ma in maniera profonda e avvincente anche a livello visivo ed emotivo.

Un vero e proprio trionfo che rimarrà impresso nella memoria degli spettatori.

 

Lorena Pereira

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Nei nervi e nel cuore – Memoriale per il presente di Rosella Postorino edizione Solferino 2024 RECENSIONE https://vivicentro.it/blogger/nei-nervi-e-nel-cuore-memoriale-per-il-presente-di-rosella-postorino-edizione-solferino-2024-recensione Thu, 31 Oct 2024 19:04:57 +0000 https://vivicentro.it/?p=629163 Ha inizio tutto dalla nascita, dal contesto in cui viviamo, dal quale veniamo sdradicati, ma dal quale siamo comunque fortemente influenzati nelle azioni e reazioni rispetto alle nostre scelte di vita. Rosella Postorino, nel parlarci del nostro presente, di una società che ha tanta sete di cambiamento, ma ancora tanti freni nel suo percorso, crea […]

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Ha inizio tutto dalla nascita, dal contesto in cui viviamo, dal quale veniamo sdradicati, ma dal quale siamo comunque fortemente influenzati nelle azioni e reazioni rispetto alle nostre scelte di vita.

Rosella Postorino, nel parlarci del nostro presente, di una società che ha tanta sete di cambiamento, ma ancora tanti freni nel suo percorso, crea un bel parallelismo tra passato e presente, tra il suo percorso personale e quello della collettività

Ho divorato questo saggio in cui per me risulta sempre meravigliosamente confermata la capacità dell’autrice di utilizzare una narrazione coinvolgente, senza un lessico ricercato, pur trattando temi che possono essere complessi dal punto di vista emotivo aprendo la riflessione del lettore che riesce cosi a a farsi raggiungere da parole che riflettono la società del presente.

E’ così che si passa dagli stereotipi che abitano nella famiglia, alle aspirazioni personali, alla difficoltà delle donne, a quel sentirsi giudicate nel corpo e nei comportamenti fino alle ingiustizie del mondo. Mi è sembrato di osservare fotogrammi in cui sembravano essere ancora più nitide le immagini.

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Tutta la vita che resta di Roberta Recchia Editore e anno pubblicazione https://vivicentro.it/blogger/tutta-la-vita-che-resta-di-roberta-recchia-editore-e-anno-pubblicazione Sun, 27 Oct 2024 08:39:34 +0000 https://vivicentro.it/?p=629146 Questo libro merita di essere scoperto e vissuto nell’intensità delle emozioni che porta con sé. Marisa è la madre di Betta, figlia adolescente che se ne andrà presto, v1ttima non solo di v1olenza brutale, ma di quelle arm1 ancora più potenti come le parole portate dai pregiudizi delle persone. Quelle parole che fanno paura che […]

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Questo libro merita di essere scoperto e vissuto nell’intensità delle emozioni che porta con sé.

Marisa è la madre di Betta, figlia adolescente che se ne andrà presto, v1ttima non solo di v1olenza brutale, ma di quelle arm1 ancora più potenti come le parole portate dai pregiudizi delle persone. Quelle parole che fanno paura che rischiano di influenzare per sempre una vita.

Betta era giovane e piena di vita così come chi la amava. Perderla sarà per Marisa e suo marito Stelvio l’ingresso nel tunnel dei sensi di colpa, di un’esistenza che non e’ più la stessa per un genitore che perde un figlio.
Anche Miriam era presente quella notte in cui Betta se n’è andata. Miriam ha la sua stessa età e quello che prova ha il sapore della più amara consapevolezza, quella di essere sopravvissuta.
C’è il tempo che accompagna la vita di Marisa adolescente, facendole conoscere l’amore, quello veloce in cui ci si deve rendere conto che è accaduto qualcosa di tragic0, il tempo lento del lutt0, del rinchiudersi in attesa di sopravvivere a una vita che non ha più senso. C’è il tempo della speranza, di una nuova gioia ritrovata, dell’adrenalina della gioventù e di chi tempo non ne ha più.
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Una narrazione chiara, scorrevole, che tratta in maniera delicata temi fortissimi con un grande promemoria.

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