prostituzione – Vivicentro https://vivicentro.it Tue, 28 Jun 2022 11:06:03 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png prostituzione – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 Operazione Sex indoor: chiuse quattro case di prostituzione https://vivicentro.it/ultime-notizie/operazione-sex-indoor-chiuse-quattro-case-di-prostituzione Tue, 28 Jun 2022 11:06:03 +0000 https://vivicentro.it/?p=481276 Operazione Sex indoor. Eseguite di 8 misure di custodia cautelare di cui due in carcere e le altre in regime di arresti domiciliari per i reati di associazione a delinquere, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Sequestro preventivo di beni pari al volume di affari annuo di 130mila euro

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Operazione Sex indoor. Personale in servizio presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Caltagirone – coadiuvato dalla Squadra Mobile di Catania e di Agrigento – ha dato esecuzione all’ordinanza applicativa di 8 misure di custodia cautelare di cui due in carcere e le altre in regime di arresti domiciliari, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Caltagirone, su richiesta della locale Procura della Repubblica, per i reati di associazione a delinquere, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Operazione Sex indoor: chiuse quattro case di prostituzione

LE INDAGINI

L’attività di indagine ha rivelato – mediante operazioni di intercettazioni telefoniche e ambientali – la presenza nel territorio calatino di una vera e propria organizzazione, stabile, ben rodata, e con specifica ripartizione dei ruoli, in grado di reclutare donne, per lo più straniere e transessuali, da destinare al mercato della prostituzione, garantirne la collocazione in immobili a Caltagirone di proprietà dei due capi e promotori dell’organizzazione oltre all’assistenza logistica, il trasporto e la pubblicità dell’attività di meretricio mediante l’inserimento di annunci su siti di incontri: una sorta di servizio completo, a pagamento, idoneo ad assicurare ingenti profitti.

 

Il materiale probatorio raccolto in sede di indagini preliminari, iniziate nel febbraio 2021, costituito prevalentemente da intercettazioni, contiene anche accertamenti bancari, pedinamenti, appostamenti, immagini/video estrapolati dai sistemi di sorveglianza posti in corrispondenza dei civici ove le vittime reclutate erano indotte a prostituirsi.

Operazione Sex indoor: chiuse quattro case di prostituzione

 

Ed è proprio grazie a questa attività investigativa che è stato possibile visionare il via vai di clienti dalle abitazioni e gli spostamenti delle donne reclutate.

Operazione Sex indoor: chiuse quattro case di prostituzione

Nei confronti di alcuni degli arrestati sono emersi ulteriori indizi di reato concernenti la cessione di sostanze stupefacenti alle stesse meretrici oltre all’abituale commissione di attività di natura illecita come la fabbricazione di armi, riciclaggio di denaro e truffe ai danni di compagnie telefoniche e assicurative.

Ruolo di spicco nell’associazione è ricoperto da L. G. C. (indagato, tra l’altro, per estorsione ai danni di un esercente di attività commerciale del luogo), coadiuvato nell’attività dalla compagna B. A. e dal fratello L. G. A., anche quest’ultimo all’apice dell’organizzazione e anello di collegamento con la criminalità catanese rappresentata da S. C. G., soggetto già condannato in passato per gravi reati tra cui associazione a delinquere di stampo mafioso.

C. G., unitamente all’agrigentino D. C. S., aveva il compito di reclutare prostitute e introdurle nel mercato calatino, inserito a sua volta nel più ampio mercato di “capitale umano” organizzato a livello nazionale.

Operazione Sex indoor: chiuse quattro case di prostituzione

Secondo un collaudato sistema di rotazione, infatti, donne e transessuali giungevano a Caltagirone dove venivano collocate per una/due settimane nei quattro immobili di proprietà dei due fratelli, promotori dell’associazione, per poi essere destinate all’attività di meretricio gestita in altri territori, anche al di fuori della regione.

Operazione Sex indoor: chiuse quattro case di prostituzione

Con il ruolo di partecipe all’associazione, emerge anche la figura di M. G., che su indicazione di L. G. C., eseguiva quotidianamente servizi di trasferimento da un luogo all’altro delle singole prostitute, assicurando il soddisfacimento di ogni altra necessità, previo pagamento di cospicue somme di denaro.

Ulteriori sodali all’associazione sono F. R. L. M. e G. S. C. J. che, oltre a svolgere attività di prostituzione, si ponevano al servizio dei fratelli L. G. occupandosi del reclutamento di “colleghe” e alle inserzioni pubblicitarie su siti di incontri quale “bakeka-incontri”, richiedendo per tale attività ricariche poste-pay, riscontrate mediante mirati accertamenti bancari.

 

Considerato il notevole volume d’affari, attestatosi su circa 130mila euro annui, su richiesta della Procura della Repubblica, il Giudice per le Indagini preliminari ha disposto il sequestro preventivo dei quattro immobili di proprietà degli indagati oltre al sequestro di altri beni per un valore corrispondente al profitto del reato.

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4 nigeriani arrestati per tratta di persone, riduzione in schiavitù e sfruttamento della prostituzione https://vivicentro.it/ultime-notizie/4-nigeriani-arrestati-per-tratta-di-persone-riduzione-in-schiavitu-e-sfruttamento-della-prostituzione Tue, 18 Jan 2022 11:52:31 +0000 https://vivicentro.it/?p=468322 Arrestati dalla Polizia di Stato di Palermo dopo la denuncia di una ragazza che riferiva di violenze subite già nel paese di origine per poi fatta entrare in Italia clandestinamente ed essere destinata alla prostituzione

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Nelle prime ore di oggi, la locale Autorità giudiziaria ha delegato  la Polizia di Stato di Palermo all’esecuzione di un’ordinanza cautelare in carcere  a carico di 4 soggetti di nazionalità nigeriana ritenuti responsabili, a vario titolo, dei delitti di tratta di persone, riduzione in schiavitù, sequestro di persona, sfruttamento della prostituzione nonché favoreggiamento all’immigrazione clandestina, reati aggravati perché commessi da persone appartenenti all’associazione nigeriana di tipo mafioso ( secret cult ) denominato “ Black Axe”.

LE INDAGINI

L’operazione della Polizia, nata dalle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Palermo- “Sezione Criminalità Straniera e Prostituzione”- coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, scaturiva dalla denuncia resa da una ragazza nigeriana,  accompagnata da un pastore pentecostale della medesima nazionalità , a cui la vittima si era rivolta per  sottrarsi ai suoi aguzzini.

La denunciante riferiva di violenze subite nel suo paese d’origine ad opera di persone appartenenti ad un’organizzazione “cultista”, nonché delle modalità con cui era riuscita a fare ingresso clandestino in Italia, per poi essere  destinata alla prostituzione.

Emergeva che la vittima veniva segregata nel suo paese d’origine da un gruppo di uomini appartenenti al secret cult denominato “ Black Axe”, riuscendo a liberarsi grazie all’intercessione di un connazionale, dietro suo  impegno  a recarsi in Italia come  “schiava” di quel gruppo. Per tale motivo veniva sottoposta a rito vodoo durante il quale prometteva di restituire 15.000,00 Euro, somma necessaria per raggiungere illegalmente il territorio nazionale.

Giunta a Palermo, approfittando del suo stato di soggezione e sotto la minaccia di morte e violenze, veniva costretta alla prostituzione ed i proventi dell’attività di meretricio consegnati per la restituzione del debito.

La donna riusciva a sottrarsi ai suoi aguzzini, rivolgendosi al pastore che per la propria “opera di aiuto” riceveva minacce di morte.

L’indagine, avvalsasi anche di attività tecnica, consentiva di confermare le dichiarazioni rese dalla donna e di acquisire importanti elementi in ordine ai reati contestati agli odierni arrestati, oltre che la loro appartenenza al secret cult “ Black Axe”.

All’esecuzione del provvedimento concorrerà personale della Squadra Mobile di Taranto, in quanto tre dei destinatari del provvedimento restrittivo risultano attualmente dimoranti nella cittadina pugliese.

NOTA

Giova precisare che gli odierni destinatari di misura restrittiva sono, allo stato, indiziati in merito ai reati contestati e che la loro posizione sarà definitiva solo dopo l’emissione di una, eventuale, sentenza passata in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza.

Adduso Sebastiano

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Favoreggiamento della prostituzione: arrestati in carcere https://vivicentro.it/ultime-notizie/favoreggiamento-della-prostituzione-arrestati-in-carcere Fri, 22 Oct 2021 19:07:22 +0000 https://vivicentro.it/?p=459996 Un messinese, una donna e uomo colombiani, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato di Messina per favoreggiamento della prostituzione

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Un messinese, una donna e uomo colombiani, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato di Messina per favoreggiamento della prostituzione

Nella notte appena trascorsa, la Polizia di Stato di Messina ha eseguito tre misure cautelari emesse a carico di altrettanti indagati.

L’operazione, denominata “Seguimi”, rappresenta l’epilogo delle recenti indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina, e condotte dalla Squadra Mobile della Questura di Messina, su una compagine delinquenziale dedita al favoreggiamento della prostituzione.

L’azione investigativa trae origine da specifici servizi finalizzati al contrasto del fenomeno dell’esercizio del meretricio in abitazione, che negli ultimi tempi aveva assunto a Messina dimensioni di rilievo.

Specificamente, nel corso del monitoraggio della rete e di social network di interesse investigativo, i poliziotti hanno riscontrato come su un sito per adulti fosse riportato un numero telefonico per concordare incontri a pagamento da tenersi presso un appartamento del centro città.

Favoreggiamento della prostituzione: arrestati in carcere

I successivi accertamenti, aventi ad oggetto verifiche sulla titolarità di alcuni stabili e sugli intestatari di diverse utenze telefoniche, nonché gli accertamenti sul territorio, hanno consentito agli investigatori della Squadra Mobile di fare luce su un sodalizio criminale, stabilmente organizzato e dalla connotazione “imprenditoriale”, finalizzato al favoreggiamento della prostituzione, esercitata proprio in abitazione.

I promotori, un cittadino colombiano R. G. J. A. e un cittadino messinese C. G., reperivano giovani donne straniere e transessuali al fine di far loro esercitare l’attività di meretricio in tre diversi appartamenti siti nel centro cittadino, occupandosi dei lavori di manutenzione degli immobili e stabilendo il canone di affitto da corrispondere.

Il messinese, poi, si occupava di pubblicare annunci per conto delle donne, ricevendo un compenso per il suo interessamento; si attivava per migliorare le condizioni del “luogo di lavoro” (ad esempio facendo installare un condizionatore, inviando degli operai per risolvere problemi all’impianto fognario); prendeva “in carico” le ragazze che giungevano a Messina e si occupava di ogni loro necessità.

Favoreggiamento della prostituzione: arrestati in carcere

In tale attività, i due erano collaborati da una cittadina colombiana C. G. M. Y., risultata, di fatto, la “tenutaria” degli appartamenti, ossia colei che curava, previo loro “reclutamento”, l’avvicendamento delle ragazze (per lo più giovanissime e di nazionalità straniera), provvedeva alle pulizie, teneva i rapporti con i clienti e riscuoteva i canoni d’affitto.

Le attività investigative hanno consentito di appurare, inoltre, quanto gli indagati avessero profonda conoscenza del territorio ed elevata professionalità nella gestione di case di prostituzione, nel reperimento di donne e clienti, nonché nella pubblicizzazione degli incontri a pagamento sulla rete.

Pertanto, condividendo il quadro indiziario raccolto, il Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina, ha emesso la predetta misura della custodia cautelare in carcere.

Adduso Sebastiano

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Sequestrato 1 centro di massaggi cinese: era una Spa del sesso https://vivicentro.it/ultime-notizie/sequestrato-1-centro-di-massaggi-cinese-era-una-spa-del-sesso Wed, 21 Apr 2021 13:51:31 +0000 https://vivicentro.it/?p=442166 Scoperto un centro massaggi cinese, gestito da una donna di 43 anni, che sfruttava le prestazioni sessuali delle proprie dipendenti.

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La Polizia Giudiziaria di Reggio Calabria ha sequestrato 1 centro di massaggi cinese che è risultato essere il solito “bordello” mascherato.

Tanto per cambiare, è stato scoperto un centro massaggi cinese, gestito da una donna di 43 anni, che tollerava o meglio, sfruttava, le prestazioni sessuali offerte dalle proprie dipendenti ai clienti.

Si è fatto ricorso anche all’ausilio di microcamere e microfoni, per accertare se la titolare fosse coinvolta o meno nel business della prostituzione.

Si è quindi potuto accertare che ne fosse promotrice assoluta, istruendo le dipendenti fino ad assistere alle loro prestazioni sessuali per poterne giudicare la qualità e pubblicizzandone poi i servizietti.

Le ragazze venivano anche fotografate in abiti succinti per poterle meglio commercializzare ai propri clienti con i quali contattava il prezzo, ricavando così denaro sia da loro che dalle ragazze.

Il centro massaggi era dislocato nella centralissima via Vittorio Veneto, come si addice ad una vera Spa.

L’azione ha visto coinvolti i Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, la polizia Giudiziaria per le indagini, capitanata dal P.A dott. Gaetano Dominjanni che per delega del Procuratore Capo, dott. Giovanni Bombardieri ha diretto le indagini e disposto che il centro fosse sequestrato.

Sempre un ringraziamento a coloro che si battono per la legalità ed il rispetto delle leggi. Lo sfruttamento della prostituzione alimenta abusi, l’immigrazione clandestina, il riciclaggio e l’evasione fiscale.

Esattamente come tutto quanto venga interessato da politiche proibizioniste ed ipocrite, proprio come i sepolcri imbiancati che le firmano, finendo col lasciare tutti quei mercati succulenti in mano alle mafie, anziché allo Stato e con quello, anche la tutela delle vittime che i mercati criminali, generano costantemente.

Ma naturalmente, questa è tutta un’altra storia…

Francesca Capretta / Cronaca Calabria

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Scontro generazionale tra meretrici per l’angolo migliore https://vivicentro.it/ultime-notizie/scontro-generazionale-tra-meretrici-per-langolo-migliore Sat, 03 Apr 2021 09:36:23 +0000 https://vivicentro.it/?p=440397 I CC di Catania hanno denunciato una meretrice dominicana per lesioni personali aggravate nei confronti di una collega più anziana

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Scontro generazionale tra meretrici per l’angolo migliore

I FATTI

I Carabinieri della Stazione di Piazza Dante di Catania hanno denunciato una dominicana di 50 anni, poiché ritenuta responsabile di lesioni personali aggravate.

Alla base dell’aggressione sembra ci sia stata la precisa volontà da parte dell’odierna denunciata di “prepensionare” la vittima, una donna di origini portoghesi di anni 64, che come lei praticava il mestiere più antico del mondo nel quartiere San Berillo.

Abitando ed esercitando entrambe in via Pistone, per forza di cose si incontravano frequentemente, condividendo a volte lo stesso angolo, luogo in cui la 50enne non perdeva l’occasione per apostrofarla con epiteti irripetibili e aggiungendo “vattene al tuo paese che sei vecchia, lascia il posto alle giovani, che stai facendo qui, prima o poi ti farò male!”.

L’AGGRESSIONE

Ed ecco che la più giovane, ieri pomeriggio, traendo pretesto dal fatto che la 64enne stava spargendo del sale grosso per “scaramanzia” proprio dove lei attendeva i clienti, s’è armata di bastone per scagliarsi furiosamente contro la poveretta la quale, proprio a causa delle violente bastonate, è dovuta ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell’Ospedale Garibaldi dove le sono state diagnosticate le seguenti lesioni: “frattura del polso sinistro e irregolarità coccige” giudicate guaribili in 30 giorni.

Ci siamo diverse volte occupati della problematica prostituzione, anche e soprattutto in periodo di Covid. Citiamo tre articoli per tutti gli altri “6 Maggio 2019 In crescendo i casi di HIV in Sicilia rispetto alla Nazione. Si normi la prostituzione”, “5 Marzo 2020 Coronavirus e prostituzione. Il DPCM per il contrasto al contagio” e “4 Febbraio 2021 Prostituzione a Giardini Naxos e Messina nei centri massaggi”.

L’OPINIONE

La conferma che dall’inizio e come ancora adesso in piena pandemia, continua dappertutto “il mestiere più antico del mondo” tanto che, tranne per chi non può o non vuole vedere, c’è risaputamente la fila di nonni, padri e figli, che magari il giorno dopo si battono pure il petto e fanno della “morale all’italiana” (endemica ipocrisia nazionale).

Il tutto con cospicui guadagni per la criminalità organizzata, locale, di quartiere e anche papponi imbellettati. Nonché con la dissimulata compiacenza della trasversale Politica (vecchia e nuova), Istituzioni e variegata cosiddetta Società civile che, “intrattengono” da anni con strategica retorica i concittadini, opportunisti o creduloni.

Adduso Sebastiano

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