Presidente della Repubblica – Vivicentro https://vivicentro.it Wed, 04 Sep 2024 09:08:44 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png Presidente della Repubblica – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 Violenza Forze dell’Ordine: Urgenza Riforma, Appello del Presidente https://vivicentro.it/ultime-notizie/violenza-forze-dellordine-urgenza-riforma-appello-del-presidente Sun, 25 Feb 2024 06:00:47 +0000 https://vivicentro.it/?p=548896 Aumento della violenza forze dell'ordine verso i giovani: il Presidente chiede una riforma urgente per ripristinare fiducia

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Il crescente allarme per la violenza forze dell’ordine verso i giovani spinge il Presidente a chiedere una riforma immediata.I dati indicano un aumento preoccupante, sollevando interrogativi sulla formazione e la condotta.

La crisi di fiducia richiede azioni rapide per preservare la sicurezza pubblica.

Aumento della Violenza da Parte delle Forze dell’Ordine: Appello del Presidente per una Riforma Urgente

Contesto Preoccupante

Il crescente numero di episodi di violenza nei confronti dei giovani da parte delle forze dell’ordine sta suscitando crescente preoccupazione a livello nazionale.

Dati Allarmanti

I dati e le analisi disponibili indicano un incremento significativo di casi di brutalità eccessiva, sollevando interrogativi sulla formazione e la condotta delle forze dell’ordine.

Intervento del Presidente

Il Presidente della Repubblica ha espresso ferma condanna per tali comportamenti, sottolineando la necessità di un’azione immediata per affrontare il problema e ripristinare la fiducia nel sistema.

Richiesta di Riforma

L’appello del Presidente ha sollecitato richieste bipartisan per una riforma sistematica, includendo revisioni nelle politiche di addestramento, maggiore trasparenza e un efficace sistema di responsabilità.

Crisi di Fiducia e Urgenza d’Agire

La crisi di fiducia tra i cittadini e le forze dell’ordine richiede un intervento urgente.Una riforma attenta è essenziale per preservare la sicurezza pubblica e la giustizia.

….

E per il resto?L’Italia e le Sfide dell’Economia: Prospettive, Opportunità e Criticità

Nell’attuale contesto economico, l’Italia si trova di fronte a molteplici sfide, ma anche a interessanti opportunità.

Analizziamo i dati e le prospettive per comprendere il quadro complessivo.

Situazione Economica Attuale

L’economia italiana, pur presentando segnali di ripresa, deve affrontare ancora diverse criticità.Il Pil, seppur in crescita, è minato da una serie di fattori strutturali che richiedono interventi mirati.

Opportunità nel Settore Tecnologico

La trasformazione digitale rappresenta un’opportunità chiave.

Le imprese che investono in tecnologie innovative possono cogliere vantaggi competitivi, contribuendo così alla crescita sostenibile.

Lavoro e Formazione Professionale

Il mercato del lavoro necessita di riforme.Investire nella formazione professionale è cruciale per rispondere alle esigenze di un’economia in rapida evoluzione, garantendo allo stesso tempo migliori opportunità occupazionali.

Green Economy e Sostenibilità

La transizione verso una green economy è imperativa.

L’Italia, con il suo patrimonio ambientale, può diventare leader in settori come le energie rinnovabili, generando occupazione e promuovendo la sostenibilità.

Prospettive Internazionali

La globalizzazione offre opportunità e sfide.La diversificazione degli scambi commerciali e la collaborazione internazionale possono favorire la crescita economica, ma è necessario gestire attentamente le relazioni diplomatiche.

Conclusioni e Azioni Future

In conclusione, l’Italia si trova di fronte a un bivio critico.

Sfruttare appieno le opportunità richiede strategie ben definite e azioni tempestive.Solo attraverso una visione olistica e interventi mirati sarà possibile garantire un futuro economico stabile e prospero per il Paese.

In conclusione, il problema della violenza da parte delle forze dell’ordine richiede una risposta immediata e decisa.Solo con riforme concrete possiamo costruire un sistema giudiziario più equo e trasparente.

Per il resto, l’Italia si trova di fronte a un bivio critico.Sfruttare appieno le opportunità richiede strategie ben definite e azioni tempestive.

Solo attraverso una visione olistica e interventi mirati sarà possibile garantire un futuro economico stabile e prospero per il Paese.

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Scout Castorini al Quirinale: incontro con Mattarella https://vivicentro.it/ultime-notizie/scout-castorini-al-quirinale-incontro-con-mattarella Thu, 25 May 2023 15:00:16 +0000 https://vivicentro.it/?p=524670 Il presidente Sergio Mattarella ha ricevuto una delegazione di bambine e bambini dell'Associazione Italiana Scout Castorini al Quirinale.

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Il presidente Sergio Mattarella ha ricevuto una delegazione di bambine e bambini dell’Associazione Italiana Scout Castorini al Quirinale. Durante la visita, i bambini hanno avuto l’opportunità di incontrare il presidente e conoscere la storia e la funzione dell’istituzione presidenziale.

In breve

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha recentemente ricevuto una delegazione di bambine e bambini dell’Associazione Italiana Castorini al Quirinale. La visita si è svolta come parte del programma educativo per i giovani della pregiata organizzazione. Durante la visita, i bambini hanno avuto l’opportunità di conoscere la storia e il ruolo del Quirinale e del Presidente della Repubblica. Inoltre, i giovani Castorini hanno avuto l’onore di incontrare il Presidente Mattarella in persona e fare domande sulla sua vita e il suo lavoro. La visita è stata un’esperienza emozionante per i giovani e ha permesso loro di comprendere meglio il funzionamento del nostro governo e l’importanza del ruolo del Presidente.

Una giornata indimenticabile al Quirinale: la visita dei bambini dell’Associazione Italiana Castorini ricevuti dal Presidente Sergio Mattarella

Il Quirinale è stata la sede di una visita molto speciale: quella di una delegazione di bambine e bambini dell’Associazione Italiana Castorini, accompagnati dai loro Capi, da Ernesto Berra, Responsabile nazionale dell’Associazione, e da Stefania Fratini, Responsabile della sezione di Roma. La delegazione è stata ricevuta dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha voluto dedicare del tempo a questi giovani rappresentanti della società italiana.

La visita al Quirinale è stata un’occasione per questi giovani di apprendere e conoscere da vicino uno dei simboli più importanti e rappresentativi della democrazia e della storia italiana. Durante la visita, il gruppo ha potuto scoprire i segreti di uno dei palazzi più importanti del Paese, aprendosi così alla conoscenza del patrimonio culturale italiano.

La delegazione è stata accolta dal Presidente Mattarella, che ha mostrato grande disponibilità e attenzione alle richieste dei bambini, ascoltando le loro domande e rispondendo con cordialità e semplicità. Tra i vari argomenti trattati, il Presidente ha illustrato le sue funzioni e i suoi compiti come rappresentante della Repubblica, spiegando anche l’importanza della partecipazione dei giovani al mondo della politica e della società.

La visita alla sede della Presidenza della Repubblica è stata l’occasione per i bambini dell’associazione Castorini di sentirsi parte attiva della società, di confrontarsi con un ruolo istituzionale importante e di comprendere l’importanza della partecipazione civica attiva.

Inoltre, durante la visita è stato anche possibile osservare la bellezza del palazzo del Quirinale e delle sue sale, degne di nota per la loro storia e il loro valore artistico. I bambini hanno inoltre avuto l’opportunità di visitare il parco della villa, una splendida oasi verde nel cuore della città.

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Il discorso di fine anno 2022 del Presidente Mattarella VIDEO https://vivicentro.it/ultime-notizie/il-discorso-di-fine-anno-2022-del-presidente-mattarella-video Sat, 31 Dec 2022 20:00:19 +0000 https://vivicentro.it/?p=515670 Il discorso di fine anno 2022 del Presidente Mattarella ha avuto, come tema, le conseguenze della guerra, il lavoro, i giovani, l'ambiente. Il Paese reale che in questi anni di turbolenze si è aggrappato al Quirinale.

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Il discorso di fine anno 2022 del Presidente Mattarella ha avuto, come tema, le conseguenze della guerra, il lavoro, i giovani, l’ambiente. Il Paese reale che in questi anni di turbolenze si è aggrappato al Quirinale.

Il discorso di fine anno 2022 del Presidente Mattarella VIDEO

Quattro le parole chiave  del Presidente: solidarietà, visione, responsabilità, comunità. La bussola di Mattarella.
E naturalmente la Costituzione, il faro di ogni atto, che in questi giorni taglia il traguardo del 75esimo anniversario alla quale ha dedicato un paragrafo.
Un argomento cardine è stata la pace e un ricordo di Papa Ratzinger.

IL DISCORSO INTEGRALE (a seguire la trascrisìzione)

Care concittadine e cari concittadini,

un anno addietro, rivolgendomi a voi in questa occasione, definivo i sette anni precedenti come impegnativi e complessi.

Lo è stato anche l’anno trascorso, così denso di eventi politici e istituzionali di rilievo.

L’elezione del Presidente della Repubblica, con la scelta del Parlamento e dei delegati delle Regioni che, in modo per me inatteso, mi impegna per un secondo mandato.

Lo scioglimento anticipato delle Camere e le elezioni politiche, tenutesi, per la prima volta, in autunno.

Il chiaro risultato elettorale ha consentito la veloce nascita del nuovo governo, guidato, per la prima volta, da una donna.

E’ questa una novità di grande significato sociale e culturale, che era da tempo matura nel nostro Paese, oggi divenuta realtà.

Nell’arco di pochi anni si sono alternate al governo pressoché tutte le forze politiche presenti in Parlamento, in diverse coalizioni parlamentari.

Quanto avvenuto le ha poste, tutte, in tempi diversi, di fronte alla necessità di misurarsi con le difficoltà del governare.

Riconoscere la complessità, esercitare la responsabilità delle scelte, confrontarsi con i limiti imposti da una realtà sempre più caratterizzata da fenomeni globali: dalla pandemia alla guerra, dalla crisi energetica a quella alimentare, dai cambiamenti climatici ai fenomeni migratori.

La concretezza della realtà ha così convocato ciascuno alla responsabilità.

Sollecita tutti ad applicarsi all’urgenza di problemi che attendono risposte.

La nostra democrazia si è dimostrata dunque, ancora una volta, una democrazia matura, compiuta, anche per questa esperienza, da tutti acquisita, di rappresentare e governare un grande Paese.

E’ questa consapevolezza, nel rispetto della dialettica tra maggioranza e opposizione, che induce a una comune visione del nostro sistema democratico, al rispetto di regole che non possono essere disattese, del ruolo di ciascuno nella vita politica della Repubblica.

Questo corrisponde allo spirito della Costituzione.

Domani, primo gennaio, sarà il settantacinquesimo anniversario della sua entrata in vigore.

La Costituzione resta la nostra bussola, il suo rispetto il nostro primario dovere; anche il mio.  

Siamo in attesa di accogliere il nuovo anno ma anche in queste ore il pensiero non riesce a distogliersi dalla guerra che sta insanguinando il nostro Continente.

Il 2022 è stato l’anno della folle guerra scatenata dalla Federazione russa. La risposta dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente è stata un pieno sostegno al Paese aggredito e al popolo ucraino, il quale con coraggio sta difendendo la propria libertà e i propri diritti.

Se questo è stato l’anno della guerra, dobbiamo concentrare gli sforzi affinché il 2023 sia l’anno della fine delle ostilità, del silenzio delle armi, del fermarsi di questa disumana scia di sangue, di morti, di sofferenze.

La pace è parte fondativa dell’identità europea e, fin dall’inizio del conflitto, l’Europa cerca spiragli per raggiungerla nella giustizia e nella libertà.

Alla pace esorta costantemente Papa Francesco, cui rivolgo, con grande affetto, un saluto riconoscente, esprimendogli il sentito cordoglio dell’Italia per la morte del Papa emerito Benedetto XVI.

Si prova profonda tristezza per le tante vite umane perdute e perché, ogni giorno, vengono distrutte case, ospedali, scuole, teatri, trasformando città e paesi in un cumulo di rovine.  Vengono bruciate, per armamenti, immani quantità di risorse finanziarie che, se destinate alla fame nel mondo, alla lotta alle malattie o alla povertà, sarebbero di sollievo per l’umanità.

Di questi ulteriori gravi danni, la responsabilità ricade interamente su chi ha aggredito e non su chi si difende o su chi lo aiuta a difendersi.

Pensiamoci: se l’aggressione avesse successo, altre la seguirebbero, con altre guerre, dai confini imprevedibili.

Non ci rassegniamo a questo presente.

Il futuro non può essere questo.

La speranza di pace è fondata anche sul rifiuto di una visione che fa tornare indietro la storia, di un oscurantismo fuori dal tempo e dalla ragione. Si basa soprattutto sulla forza della libertà. Sulla volontà di affermare la civiltà dei diritti.

Qualcosa che è radicato nel cuore delle donne e degli uomini. Ancor più forte nelle nuove generazioni.

Lo testimoniano le giovani dell’Iran, con il loro coraggio. Le donne afghane che lottano per la loro libertà. Quei ragazzi russi, che sfidano la repressione per dire il loro no alla guerra.  

Gli ultimi anni sono stati duri. Ciò che abbiamo vissuto ha provocato o ha aggravato tensioni sociali, fratture, povertà.

Dal Covid – purtroppo non ancora sconfitto definitivamente – abbiamo tratto insegnamenti da non dimenticare.

Abbiamo compreso che la scienza, le istituzioni civili, la solidarietà concreta sono risorse preziose di una comunità, e tanto più sono efficaci quanto più sono capaci di integrarsi, di sostenersi a vicenda. Quanto più producono fiducia e responsabilità nelle persone.

Occorre operare affinché quel presidio insostituibile di unità del Paese rappresentato dal Servizio sanitario nazionale si rafforzi, ponendo sempre più al centro la persona e i suoi bisogni concreti, nel territorio in cui vive.

So bene quanti italiani affrontano questi mesi con grandi preoccupazioni. L’inflazione, i costi dell’energia, le difficoltà di tante famiglie e imprese, l’aumento della povertà e del bisogno.

La carenza di lavoro sottrae diritti e dignità: ancora troppo alto è il prezzo che paghiamo alla disoccupazione e alla precarietà.

Allarma soprattutto la condizione di tanti ragazzi in difficoltà. La povertà minorile, dall’inizio della crisi globale del 2008 a oggi, è quadruplicata.

Le differenze legate a fattori sociali, economici, organizzativi, sanitari tra i diversi territori del nostro Paese – tra Nord e Meridione, per le isole minori, per le zone interne – creano ingiustizie, feriscono il diritto all’uguaglianza.

Ci guida ancora la Costituzione, laddove prescrive che la Repubblica deve rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che ledono i diritti delle persone, la loro piena realizzazione. Senza distinzioni.

La Repubblica siamo tutti noi. Insieme.

Lo Stato nelle sue articolazioni, le Regioni, i Comuni, le Province. Le istituzioni, il Governo, il Parlamento. Le donne e gli uomini che lavorano nella pubblica amministrazione. I corpi intermedi, le associazioni. La vitalità del terzo settore, la generosità del volontariato.

La Repubblica – la nostra Patria – è costituita dalle donne e dagli uomini che si impegnano per le loro famiglie.

La Repubblica è nel senso civico di chi paga le imposte perché questo serve a far funzionare l’Italia e quindi al bene comune.

La Repubblica è nel sacrificio di chi, indossando una divisa, rischia per garantire la sicurezza di tutti. In Italia come in tante missioni internazionali.

La Repubblica è nella fatica di chi lavora e nell’ansia di chi cerca il lavoro. Nell’impegno di chi studia. Nello spirito di solidarietà di chi si cura del prossimo. Nell’iniziativa di chi fa impresa e crea occupazione.

Rimuovere gli ostacoli è un impegno da condividere, che richiede unità di intenti, coesione, forza morale.

E’ grazie a tutto questo che l’Italia ha resistito e ha ottenuto risultati che inducono alla fiducia.

La nostra capacità di reagire alla crisi generata dalla pandemia è dimostrata dall’importante crescita economica che si è avuta nel 2021 e nel 2022.  

Le nostre imprese, a ogni livello, sono state in grado, appena possibile, di ripartire con slancio: hanno avuto la forza di reagire e, spesso, di rinnovarsi.

Le esportazioni dei nostri prodotti hanno tenuto e sono anzi aumentate.

L’Italia è tornata in brevissimo tempo a essere meta di migliaia di persone da ogni parte del mondo. La bellezza dei nostri luoghi e della nostra natura ha ripreso a esercitare una formidabile capacità attrattiva.

Dunque ci sono ragioni concrete che nutrono la nostra speranza ma è necessario uno sguardo d’orizzonte, una visione del futuro.

Pensiamo alle nuove tecnologie, ai risultati straordinari della ricerca scientifica, della medicina, alle nuove frontiere dello spazio, alle esplorazioni sottomarine. Scenari impensabili fino a pochi anni fa e ora davanti a noi.

Sfide globali, sempre.

Perché è la modernità, con il suo continuo cambiamento, a essere globale.

Ed è in questo scenario, per larghi versi inedito, che misuriamo il valore e l’attualità delle nostre scelte strategiche: l’Europa, la scelta occidentale, le nostre alleanze. La nostra primaria responsabilità nell’area che definiamo Mediterraneo allargato. Il nostro rapporto privilegiato con l’Africa.

Dobbiamo stare dentro il nostro tempo, non in quello passato, con intelligenza e passione.

Per farlo dobbiamo cambiare lo sguardo con cui interpretiamo la realtà. Dobbiamo imparare a leggere il presente con gli occhi di domani.

Pensare di rigettare il cambiamento, di rinunciare alla modernità non è soltanto un errore: è anche un’illusione. Il cambiamento va guidato, l’innovazione va interpretata per migliorare la nostra condizione di vita, ma non può essere rimossa.

La sfida, piuttosto, è progettare il domani con coraggio.

Mettere al sicuro il pianeta, e quindi il nostro futuro, il futuro dell’umanità, significa affrontare anzitutto con concretezza la questione della transizione energetica.

L’energia è ciò che permette alle nostre società di vivere e progredire. Il complesso lavoro che occorre per passare dalle fonti tradizionali, inquinanti e dannose per salute e ambiente, alle energie rinnovabili, rappresenta la nuova frontiera dei nostri sistemi economici.

Non è un caso se su questi temi, e in particolare per l’affermazione di una nuova cultura ecologista, registriamo la mobilitazione e la partecipazione da parte di tanti giovani.

L’altro cambiamento che stiamo vivendo, e di cui probabilmente fatichiamo tuttora a comprendere la portata, riguarda la trasformazione digitale.

L’uso delle tecnologie digitali ha già modificato le nostre vite, le nostre abitudini e probabilmente i modi di pensare e vivere le relazioni interpersonali. Le nuove generazioni vivono già pienamente questa nuova dimensione.

La quantità e la qualità dei dati, la loro velocità possono essere elementi posti al servizio della crescita delle persone e delle comunità. Possono consentire di superare arretratezze e divari, semplificare la vita dei cittadini e modernizzare la nostra società.

Occorre compiere scelte adeguate, promuovendo una cultura digitale che garantisca le libertà dei cittadini.

Il terzo grande investimento sul futuro è quello sulla scuola, l’università, la ricerca scientifica. E’ lì che prepariamo i protagonisti del mondo di domani. Lì che formiamo le ragazze e i ragazzi che dovranno misurarsi con la complessità di quei fenomeni globali che richiederanno competenze adeguate, che oggi non sempre riusciamo a garantire.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza spinge l’Italia verso questi traguardi. Non possiamo permetterci di perdere questa occasione.

Lo dobbiamo ai nostri giovani e al loro futuro.

Parlando dei giovani vorrei – per un momento – rivolgermi direttamente a loro:

siamo tutti colpiti dalla tragedia dei tanti morti sulle strade.

Troppi ragazzi perdono la vita di notte per incidenti d’auto, a causa della velocità, della leggerezza, del consumo di alcol o di stupefacenti.

Quando guidate avete nelle vostre mani la vostra vita e quella degli altri. Non distruggetela per un momento di imprudenza.

Non cancellate il vostro futuro.

 

Care concittadine e cari concittadini,

guardiamo al domani con uno sguardo nuovo. Guardiamo al domani con gli occhi dei giovani. Guardiamo i loro volti, raccogliamo le loro speranze. Facciamole nostre.

Facciamo sì che il futuro delle giovani generazioni non sia soltanto quel che resta del presente ma sia il frutto di un esercizio di coscienza da parte nostra. Sfuggendo la pretesa di scegliere per loro, di condizionarne il percorso.

La Repubblica vive della partecipazione di tutti.

E’ questo il senso della libertà garantita dalla nostra democrazia.

E’ anzitutto questa la ragione per cui abbiamo fiducia.

Auguri !

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