pandemia – Vivicentro https://vivicentro.it Thu, 12 Jan 2023 16:55:30 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png pandemia – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 In Italia mancano medici, ma dopo l’emergenza covid il Paese rinuncia a 100 dottori https://vivicentro.it/ultime-notizie/in-italia-mancano-medici-ma-dopo-lemergenza-covid-il-paese-rinuncia-a-100-dottori Thu, 12 Jan 2023 16:55:30 +0000 https://vivicentro.it/?p=516135 Circa 100 medici che hanno prestato servizio durante la pandemia da covid potrebbero non vedere rinnovato il proprio contratto di lavoro

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Circa 100 medici che hanno prestato servizio durante la pandemia potrebbero non vedere rinnovato il proprio contratto di lavoro

Ricordate le prime, drammatiche, settimane dell’emergenza Coronavirus? Certamente sì, purtroppo; non è infatti possibile dimenticare quel tragico periodo. Erano i primi mesi del 2020 e, per fronteggiare il covid all’epoca sconosciuto per caratteristiche e terapia, il nostro Paese accoglieva medici stranieri ma, soprattutto, assumeva e immetteva immediatamente in servizio giovani medici che avevano appena terminato il percorso di studi.

Così tantissimi, poi divenuti alcune centinaia di giovani dottori e dottoresse, sono passati senza esitazione dai libri o dalla normale routine, al combattere in prima linea, con annessi rischi elevatissimi nella prima fase della pandemia, il Covid19 dilagante nella sua diffusione per vari mesi. Il contributo dato nelle cure ai malati ed alla gestione dei reparti ospedalieri non si è certo esaurito con il lento placarsi dell’emergenza pandemica ma è continuato poi nelle periodiche nuove ondate del virus, allargandosi anche, ovviamente, alle cure per patologia di diversa natura, per mesi accantonate per dare la precedenza ai malati di covid.

Tutto ciò non potrebbe che avere una valenza favorevole (o positiva, nell’accezione non connessa al Covi19), se non fosse che l’Italia abbia improvvisamente scelto di rinunciare alle competenze di questi giovani medici. I medici rimasti in servizio, circa 100, hanno infatti ricevuto a mezzo email comunicazione con cui la direzione del personale del Ministero della Salute li informa che “in vista dell’approssimarsi della cessazione degli effetti dell’Ordinanza del Dipartimento della Protezione Civile n.931 del 13 ottobre 2022, il contratto in essere stipulato con questa Amministrazione, scadrà il prossimo 31 dicembre”. Dunque, con l’avvento del 2023, questi giovani professionisti, reclutati durante l’emergenza Coronavirus, hanno visto esaurito il proprio rapporto di lavoro con il Ministero della Salute.

Una dinamica che ha lasciato tanto amaro in bocca ai diretti interessati, pronti a combattere in prima linea il covid nella fase più acuta e pericolosa della pandemia, dedicatisi poi nelle fase di stasi del virus ad altri tipi di cure e patologie, ed improvvisamente informati della chiusura del proprio contratto di lavoro.

Ad aumentare l’amarezza, l’evidente attualità che racconta di come tantissime strutture di sanità pubblica versino in grande crisi gestionale, organizzativa e numerica, i cui effetti peggiori ricadono sugli utenti e sulle prestazioni sanitarie ad essi necessarie. Una situazione perdurante, causata anche dalla forte necessità di incrementare il personale: necessità che potrebbe essere risolta, per iniziare, collocando questi medici dove vi è bisogno.

Insomma, allo stato, vi è il forte rischio che tante competenze mediche di settore possano finire con l’essere “sprecate” anziché destinate alla cura dei pazienti del nostro Paese. Paese dove tutt’ora, in tantissimi presidi di Pronto Soccorso, si attendono ore ed anche giorni, per ricevere le più basilari cure, anche in situazioni di evidente emergenza, spesso con conseguenze nefaste.

Il Dr. Fausto D’Agostino e il Dr. Raffaele Quarta, coordinatori  e portavoce del gruppo di questi medici, a tal proposito si sono detti speranzosi “che il Ministero della Salute non intenda disperdere il patrimonio di esperienza acquisito da chi come noi ha lavorato in prima linea durante la pandemia. Auspichiamo che si possa arrivare in tempi brevi a un ricollocamento di questi medici che potrebbero in questo modo continuare a dare il proprio contributo alla collettività e al sistema sanitario nazionale”.

 

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Il mercato italiano dei casinò online in crescita nel 2023 e oltre https://vivicentro.it/ultime-notizie/mercato-italiano-casino-online-2023 Wed, 11 Jan 2023 13:05:56 +0000 https://vivicentro.it/?p=516070 Il mercato italiano dei casinò online nei prossimi anni sarà in crescita e raggiungerà numeri sempre più importanti

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Il mercato italiano dei casinò online dal 2023 e nei prossimi anni sarà in crescita costante e raggiungerà numeri sempre più importanti. Su cosa si basa questa nostra previsione?

Secondo i dati italiani del Report Digitale 2022 nel nostro paese ci sono oltre 75 milioni di connessioni mobili a fronte di una popolazione di scarsi 60 milioni.

Tale “numero” ci dice diverse cose, e se aggiungiamo che gli utilizzatori di Internet sono ben 50 milioni capiamo subito che l’Italia è un paese iperconnesso.

In questo panorama digitale italiano, il posto occupato dal “gaming” e dall’intrattenimento virtuale aumenta sempre più: 48 minuti al giorno di media nel gioco su un totale di sei ore di utilizzo.

Anche grazie a questi dati riusciamo a comprendere meglio la portata del fenomeno degli intrattenimenti online fra cui casinò, giochi di carte e di strategia come quelli di NetEnt, qui la lista completa dei loro giochi, che soddisfano qualsiasi tipo di pubblico e di utenza, a prescindere dall’età, classe sociale o culturale.

La crescita dei casinò online con stime importanti a partire dal 2023

Se parliamo di introiti economici, il settore del gioco online dei casinò cresce del 10% ogni anno, e i primi sei mesi del 2022 parlano chiaro, facendo registrare un +17 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2021.

Numeri “enormi” che hanno ancora più senso se confrontati con quelli dell’e-commerce di tutto il 2022, i cui introiti si assestano invece sui 33 miliardi di euro, ed è fuori discussione il fatto che i negozi online siano i più attivi in assoluto.

La spinta della pandemia

In una epoca in cui nel nostro paese il riconoscimento di identità viene effettuato tramite lo SPID è anche normale che l’attenzione si sposti dall’ambiente fisico a quello digitale, come del resto è accaduto per diversi settori, soprattutto nei servizi; ma una motivazione e una spinta forte a questa dinamica lo ha sicuramente dato la pandemia da Covid-19 scoppiata nel 2019.

Durante i differenti lock-down avuti in Italia tanti appassionati giocatori sia di slot machine che di tradizionali giochi da casinò hanno dovuto far fronte all’impossibilità di recarsi nelle sale da gioco fisiche, e si sono dunque “riversati” sulle decine e decine di ricche piattaforme online presenti sul mercato italiano.

Questa è stata una spinta definitiva verso l’affermazione di questo comparto che continua a crescere di anno in anno.

L’evoluzione tecnologica alla base della continua crescita dal 2023 del mercato italiano dei casinò online

A questa enorme crescita del comparto dei casinò online partecipa in maniera importante il fatto che le piattaforme siano sempre più evolute, sempre più efficienti e notevolmente tecnologiche.

Ultimo elemento, ma assolutamente non per importanza è stata la nascita di applicazioni dedicate che hanno trasportato in maniera conclusiva i giochi da casinò dalle sale fisiche al mondo virtuale.

Anche altri fattori spiegano questa crescita

Come per tutti i fenomeni in crescita, sono appunto differenti le motivazioni che concorrono a un tale successo, e un altro aspetto di notevole importanza risiede nell’attenzione al cliente, erogata in maniera professionale e capillare, e sempre più spesso 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno.

Ciò risulta in una “coccola” nei confronti dei giocatori che si sentono protetti anche laddove esistono rischi legati al phishing, al furto dei dati e dell’identità online.

Anche in tal senso i casinò si muovono in maniera coerente ed efficace, adottando misure di sicurezza all’avanguardia e contando su figure professionali che prima erano legate a settori specifici.

Anche le offerte commerciali hanno fatto un “lavoro” di avvicinamento dell’utenza a questo settore, e i celebri bonus di benvenuto, o giri gratis (secondo il tipo di gioco) sono delle calamiti molto forti e che per giunta non si trovano nelle canoniche sale da gioco fisiche, o nei casinò.

In qualche modo si potrebbe dire che i casinò online non hanno sostituito quelli fisici, ma ne hanno sicuramente vinto la concorrenza, visto e considerato che sempre più persone preferiscono navigare comodamente da casa su piattaforme e applicazioni, che permettono di mettere il gioco in pausa, di usufruire di promozioni settimanali o addirittura giornaliere, e di poter contare su un customer service sempre a propria disposizione, talvolta anche via chat, cosa che facilita la comunicazione in un mondo che corre a velocità supersoniche e si esprime in megabyte.

Inoltre, da quando i siti di casinò hanno cominciato di buon grado ad accettare pagamenti elettronici, bitcoin e altri tipi di “denaro”, oppure a offrire anche giochi della tradizione italiana come Scopa, Briscola e Tre e Sette che avvicinano anche un pubblico prima forse “scettico”.

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Sicilia: 200 milioni alle aziende per la pandemia; 700 milioni in più per l’agricoltura: 110 milioni alle Zone economiche speciali; un’area per Intel https://vivicentro.it/ultime-notizie/sicilia-200-milioni-alle-aziende-per-la-pandemia-700-milioni-in-piu-per-lagricoltura-110-milioni-alle-zone-economiche-speciali-unarea-per-intel Sun, 28 Nov 2021 16:33:24 +0000 https://vivicentro.it/?p=463991 La Regione Sicilia stanzia altri 200 milioni per le aziende danneggiate dalla pandemia. L’Europa 700 milioni in più per l'agricoltura. Roma assegna 100 milioni per le Zone economiche speciali

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200 MILIONI ALLE AZIENDE PER LA PANDEMIA

In arrivo altri 200 milioni di euro, tra finanziamenti agevolati a tasso zero e contributi a fondo perduto. Potranno beneficiarne le imprese siciliane che nel 2020 hanno subito cali di fatturato superiori al 30 per cento a causa della pandemia. A gestire le richieste sarà l’Irfis-FinSicilia, attraverso un’apposita piattaforma on line. «Altre risorseevidenzia il Presidente della Regione Nello Musumeciche il governo ha voluto mettere in campo per andare incontro alle aziende grazie alla riprogrammazione del Patto per la Sicilia».

700 MILIONI IN PIÙ PER L’AGRICOLTURA

Quasi 730 milioni di euro in più da spendere per fare crescere l’agricoltura siciliana. La Commissione europea, infatti, ha approvato la modifica al Programma di sviluppo rurale proposta dalla Regione per allungare il ciclo di spesa e ha aggiunto ulteriori risorse da impegnare entro il 31 dicembre 2022 e spendere entro il 2025. Per l’assessore all’Agricoltura, Toni Scilla, «è la conferma che stiamo andando nella direzione giusta per fare crescere il settore in qualità e in competitività»

110 MILIONI ALLE ZONE ECONOMICHE SPECIALI

In attesa della nomina dei commissari, Roma ha assegnato ben 110 milioni, in quota Pnrr, alle Zone economiche speciali della Sicilia. Lo ha anticipato l’assessore alle Attività produttive Mimmo Turano: «Il decreto di riparto assegna 56,8 milioni alla Zes Sicilia occidentale e 54,2 a quella della Sicilia orientale». Obiettivo, realizzare le infrastrutture necessarie a collegare le aree alla Rete nazionale dei trasporti.

UN’AREA PER INTEL

Riuscire a portare la mega fabbrica di Intel nell’Etna Valley, zona industriale di Catania, è una vera partita. E la Regione vuole provare a giocarla sino in fondo. «Abbiamo avuto contatti con l’azienda. Hanno bisogno di un’area di 150 ettari. Ne abbiamo già individuata una di 60 ettari e con l’amministrazione comunale di Catania proveremo a trovare gli altri». Parole del presidente Musumeci durante un’intervista (vedetela tutta nel video qui sopra) rilasciata all’Innovation Days Tour promosso da Sole24Ore e Confindustria.

Il Presidente della Regione Siciliana ha toccato anche altri argomenti: dal Ponte sullo Stretto che «non è un capriccio» al Pnrr, dalla scommessa sull’energia “green” alle strade provinciali, sino alle aree industriali di Siracusa e di Termini Imerese.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

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Campania di nuovo sotto controllo causa Covid: nuovi casi, 2 morti https://vivicentro.it/ultime-notizie/campania-di-nuovo-sotto-controllo-causa-covid-nuovi-casi-2-morti Sun, 14 Nov 2021 18:41:13 +0000 https://vivicentro.it/?p=462502 A seguito del monitoraggio, risultano 875 casi positivi al Covid e 2 decessi, la situazione fa pensare all’eventuale andamento di questo inverno.

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A seguito del monitoraggio, risultano 875 casi positivi al Covid e 2 decessi, la situazione fa pensare all’eventuale andamento di questo inverno.

Nella Regione Campania il Covid si fa sentire di nuovo: a seguito del monitoraggio, sono risultati 875 casi positivi su 25.463 tamponi esaminati.

Rispetto alla giornata di ieri, ne sono risultati 45 in più con 2.117 tamponi processati in meno.

Attenendosi ai dati, significa in percentuale che è positivo il 3,44% dei test, quasi mezzo punto percentuale in più di ieri quando il tasso di positività era al 3,01%.

Per quanto riguarda gli i ricoveri ospedalieri risultano duecentonovantadue con sintomi, sette in più di ieri, e venti malati in terapia intensiva, due in più di ieri.

Restano valide le indicazioni valide da ormai due anni: indossare le mascherine nei luoghi chiusi e affollati. Assicurarsi di indossarla correttamente: coprendo naso e bocca.

La campagna vaccinale continua: è possibile registrarsi sulla piattaforma regionale on-line o anche rivolgersi alle farmacie per prenotarsi a ricevere la dose vaccinale.

 

 

Campania di nuovo sotto controllo causa Covid: nuovi casi, 2 morti – Redazione Campania

Stéphanie E. Perna

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Lo Spi-Cgil: la pandemia ha aggravato la sanità pubblica, bisogna agire subito https://vivicentro.it/ultime-notizie/lo-spi-cgil-la-pandemia-ha-aggravato-la-sanita-pubblica-bisogna-agire-subito Wed, 21 Jul 2021 17:53:05 +0000 https://vivicentro.it/?p=451237 Lo Spi-Cgil, sindacato pensionati italiani, denuncia che gli effetti negativi della pandemia allungano le attese per visite o esami clinici

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Lo Spi-Cgil, sindacato pensionati italiani, denuncia che gli effetti negativi della pandemia allungano le attese per visite o esami clinici    

Durante la conferenza stampa indetta oggi a Messina presso il Salone Cgil di via Peculio Frumentario – presenti: lo SPI CGIL con il segretario generale Gaetano Santagati; Federconsumatori con il presidente Giuseppe Abate; Cittadinanzattiva con la responsabile Angela Rizzo; Donare è vita con il responsabile Gaetano Alessandro; Tutela diritti cittadini europei con il responsabile Franco Previti; – il segretario generale del Sindacato pensionati italiani (Spi) Gaetano Santagati ha affrontato il problema della sanità pubblica, la cui condizione già notoriamente precaria è peggiorata durante la pandemia.

La pandemia da Covid 19 ha aggravato sensibilmente la già precaria situazione della sanità pubblica – ha esordito il segretario generale dello SPI messinese – messa sotto pressione dalla lunga e gravissima emergenza epidemiologica che ha richiesto l’adozione di interventi e provvedimenti volti in primo luogo a far fronte alle urgenze dettate dalle misure antivirus.

Tutto ciò ha purtroppo avuto inevitabili conseguenze anche per quel che riguarda il servizio offerto dalle strutture sanitarie a pazienti con patologie non legate alla pandemia, i quali hanno dovuto subire ritardi e disservizi spesso non compatibili con la necessità di cure adeguate e indifferibili.

Lo Spi-Cgil: la pandemia ha aggravato la sanità pubblica, bisogna agire subito  

Oggi – ha spiegato il segretario dello Spi di Messina – gli effetti negativi di tale situazione si riverberano in primo luogo sull’accrescimento (anche rispetto ad una già non accettabile pregressa condizione), dei tempi di attesa per visite specialistiche o esami clinici, che superano di gran lunga i tempi dettati dalla normativa nazionale e che rendono difficoltoso l’accesso alle cure.

Più in generale, la situazione che si è venuta a creare ha determinato una progressiva dilatazione dell’area della spesa privata per la copertura dei costi delle prestazioni e, nello stesso tempo, l’incremento dei tempi di attesa per l’accesso alle prestazioni pubbliche

L’onere della compartecipazione alla spesa dei servizi del Servizio Sanitario Nazionale e le inefficienze che portano ad allungare le liste d’attesa hanno incentivato lo sviluppo di un’offerta privata di servizi spesso concorrenziale con quella pubblica, tanto per il costo quanto per i tempi di risposta.

In altre parole la Sanità privata ha trovato un suo specifico posizionamento derivante dalle inefficienze del pubblico.

Per quel che riguarda specificamente la situazione locale – ha continuato Santagati – occorre evidenziare come l’ASP di Messina, in recepimento delle direttive date dal governo nazionale in materia di liste d’attesa con la L. 126/2020 e dal governo regionale attraverso il D.A. n. 1103/2020, ha adottato il “Piano Operativo Aziendale per il recupero delle prestazioni da ricovero, ambulatoriali e di screening non garantite a causa del lockdown per l’ingravescente diffusione dell’epidemia da virus SARSCOV2 e contestualmente la riduzione delle liste d’attesa”.

Nel prendere atto del citato provvedimento, non si può tuttavia non rilevare come lo stesso (con le relative risorse economiche stanziate per la sua realizzazione) abbia efficacia annuale, limitata al 2021.

Ne consegue pertanto che la problematica relativa alle liste d’attesa non troverà attraverso detto provvedimento una sua definitiva soluzione, se non per il recupero dei ritardi accumulatisi causa pandemia e che occorre invece intervenire in maniera sostanziale su un disservizio che reca pesanti disagi agli utenti.

A tal fine, risulta indispensabile, ad avviso delle scriventi associazioni:

1) l’individuazione di risorse finanziarie stabilmente destinate alla riorganizzazione degli uffici a ciò riservati;

2) l’effettuazione di un costante monitoraggio delle prestazioni offerte dalle varie strutture sanitarie, del numero e del genere di richieste di assistenza ricevute in riferimento alle patologie lamentate e della dotazione organica di ogni struttura, così da verificare il livello di efficienza e funzionamento delle modalità di raccolta delle prenotazioni e dell’attività delle singole unità in relazione ai tempi di attesa;

3) far sì che la procedura di prenotazione tenga conto delle singole specificità delle richieste, venendo incontro alle esigenze degli utenti più deboli o disagiati. Così, ad esempio, nel caso di richiesta di assistenza per una specialità in cui vi sia un elevato numero di prenotazioni, è necessario che l’utente non venga indirizzato a strutture localizzate nell’intera provincia, con evidente disagio o anche impossibilità di raggiungerle, ma che gli venga resa disponibile un’assistenza presso strutture private convenzionate site nel distretto socio sanitario di residenza dello stesso;

4) Sottoporre a costante verifica e confronto le prestazioni svolte attraverso l’assistenza pubblica rispetto a quelle realizzate intramoenia, al fine di non consentire sbilanciamenti a favore di queste ultime.

Lo Spi-Cgil: la pandemia ha aggravato la sanità pubblica, bisogna agire subito  

Va detto peraltro – ha concluso il segretario generale del sindacato pensionati di Messina – che una prima immediata verifica circa il funzionamento dell’attuale Piano Operativo Aziendale dell’ASP di Messina, e quindi della efficacia delle misure adottate, può essere ad oggi già effettuata. Infatti il Piano ha il dichiarato obiettivo di recuperare il 30% delle prestazioni rinviate causa Covid entro il 30 giugno 2021 ed il restante 70% entro dicembre 2021.

Ad oggi è quindi possibile avere un quadro dell’andamento del piano al 30 giugno e riscontrare la sua efficacia (introducendo nel caso i necessari correttivi), così da informare l’opinione pubblica in merito ad una problematica la cui soluzione viene giustamente percepita come determinante per il raggiungimento di una migliore qualità della vita.

Adduso Sebastiano

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