Nave – Vivicentro https://vivicentro.it Sat, 10 Jun 2023 02:38:48 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png Nave – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 Nave turca sequestrata da clandestini al largo di Napoli https://vivicentro.it/ultime-notizie/nave-turca-sequestrata-da-clandestini-al-largo-di-napoli Sat, 10 Jun 2023 00:00:00 +0000 https://vivicentro.it/?p=525391 Forze speciali italiane intervengono per liberare nave turca sequestrata da migranti clandestini vicino Napoli, intervengono le forze speciali

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Forze speciali italiane intervengono per liberare nave turca sequestrata da clandestini vicino Napoli, intervengono le forze speciali.

In breve
Una situazione di potenziale pericolo è stata risolta grazie alla tempestiva azione degli uomini della Brigata San Marco sono intervenuti calandosi da due elicotteri della Marina, per riprendere il controllo.
Una nave turca diretta in Francia è stata sequestrata da migranti clandestini vicino Napoli. Le forze speciali italiane, di stanza a Brindisi, sono intervenute per liberare l’equipaggio composto da 22 persone. I sequestratori erano 15 e alcuni erano armati. L’operazione è scattata quando il traghetto era all’altezza di Ischia.

Nave sequestrata da clandestini al largo di Napoli

Una nave turca diretta in Francia, la Galata Seaways, è stata sequestrata da migranti clandestini vicino Napoli e sono intervenuti i militari italiani liberando l’equipaggio. A rendere noto quanto accaduto è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto partecipando al “Forum in masseria” intervistato da Bruno Vespa.

Crosetto ha spiegato che le forze speciali italiane, di stanza a Brindisi, hanno preso il controllo “liberando le 22 persone di equipaggio. L’operazione è ancora in corso. Le nostre forze speciali, che sono gli uomini del battaglione San Marco stanno ancora bonificando. Speriamo che finisca nel più breve tempo possibile senza conseguenze per nessuno”.

I sequestratori erano 15 e alcuni avevano armi bianche. Il comandante della nave turca ha dato l’allarme e ha chiesto l’intervento dei soccorsi. L’operazione è scattata quando il traghetto era all’altezza di Ischia. La guardia di finanza e la capitaneria hanno garantito la sicurezza in mare, mentre le forze speciali sono intervenute direttamente a bordo. Gli uomini della Brigata San Marco sono intervenuti calandosi da due elicotteri della Marina, per riprendere il controllo.

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Amelia CIARNELLA 1. I miei ricordi del passato: dal 1937 al 1942 https://vivicentro.it/ultime-notizie/amelia-ciarnella-i-ricordi-del-passato Fri, 08 Jul 2022 12:49:07 +0000 https://vivicentro.it/?p=488083 Con questo primo contributo la maestra in pensione Amelia Ciarnella comincia a collaborare con il nostro giornale con una rubrica fissa. 

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La signora Amelia Ciarnella maestra in pensione comincia con questo primo racconto a collaborare con il nostro giornale con una rubrica fissa. 
Amelia vive in un paesino della provincia di Latina, Minturno – nella frazione Tufo, da  bambina è vissuta con la sua famiglia ad Addis Abeba, ha conosciuto l’atrocità della seconda guerra mondiale, ma dopo tanti sacrifici riesce a diplomarsi e ad insegnare presso una scuola materna.
Un’esperienza che dichiara andava incontro alla sua vera vocazione.
Sposata con due figli, sin da giovanissima è sempre stata fortemente appassionata di scrittura ed appena andata in pensione si è data alle stampe presso l’editore Bastogi in una serie di volumi dal titolo “Un guazzabuglio” non solo le sue memorie scolastiche, ma storie del microcosmo del suo paese.
Amelia Ciarnella ci trasmetterà le sue impressioni e le sue valutazioni sul mondo contemporaneo viste da una novantenne!

Amelia CIARNELLA 1. I miei ricordi del passato: dal 1937 al 1942

Amelia Ciarnella - cartina-da-CaritasIo sono nata in un periodo apparentemente pacifico: era il 1933, ma già da allora, in altre parti del mondo, c’era il sentore della seconda guerra mondiale: solo che pochissimi ne erano a conoscenza e non certo del mio paese.
Il mio era un paesino agricolo, “candido” e tranquillo, che emanava serenità assoluta in ogni senso e dove ho vissuto i miei primi quattro anni, attorniata da gente semplice e buona, quasi tutti di famiglia, che avevano come unico pensiero e cura la campagna, con tutte quelle problematiche attinenti ad essa: come i tempi della semina, della mietitura, della vendemmia e di mille altre cose, che facevano giornalmente col massimo piacere e interesse, poiché la campagna era tutto il loro mondo e dalla quale traevano ogni sostentamento.
Io ricordo poche cose di quel periodo, ma posso senz’altro affermare che sia stato il migliore e il più sereno della mia vita!
Mia madre mi raccontava che da piccola avevo una lingua scioltissima ed ero molto disinvolta, oltre che vivace e allegra.
Cosa questa che mi ha sempre meravigliato moltissimo sentirmelo dire; poiché ricordo di essere sempre stata tutto l’opposto: un pò introversa, timida e di poche parole.
Quale trauma avrà cambiato, in modo così radicale, il mio modo di essere? Intorno al 1937, per motivi di lavoro di mio padre, la mia famiglia si trasferì in Africa, ad Addis Abeba e, forse, questo repentino cambiamento di ambiente, così totalmente diverso da quello del mio paese, avrà influito negativamente su di me: anche a causa della mia eccessiva sensibilità.
Oppure sarò stata traumatizzata dal viaggio per salire verso Addis Abeba: posta come si sa, a 2355 metri di altezza!
Ricordo che dopo lo sbarco, abbiamo dovuto viaggiare diversi giorni a bordo di una Balilla, su una strada non troppo larga, che costeggiava la montagna; ma dalla parte opposta a questa, era senza nessuna protezione e lasciava chiaramente vedere la spaventosa profondità del burrone e, di tanto in tanto, anche qualche carcassa di automobile che vi era precipitata giù a causa di incidente!
Io, per tutta la durata di quel viaggio, ebbi la febbre. Mi passò soltanto a viaggio concluso, dopo essere entrata in casa! – La nostra permanenza in Africa, però, è stata molto serena e piena di benessere: peccato che, come tutte le cose belle, è durata molto poco!
Infatti, dopo circa quattro anni, ci fu l’occupazione di Addis Abeba da parte degli inglesi e da quel momento cominciarono i guai per tutti gli italiani!
I ribelli negri diedero inizio ad assalti feroci verso ville o case isolate di italiani, uccidendone gli occupanti; e nessuno più si sentiva tranquillo.
Il Negus, da parte sua, difendeva gli italiani come meglio poteva, facendo arrestare e impiccare i colpevoli, esponendoli nelle pubbliche piazze, come esempio, affinché non si ripetessero più quei mostruosi misfatti.
Ma ben presto i ribelli affluirono in città a migliaia, costringendo perfino il Negus a lasciare Addis Abeba, per non rischiare di essere catturato e ucciso!
Intanto gli inglesi, in un primo momento, ci fecero spostare nelle zone di sicurezza, al fine di poterci proteggere: ma poi, per non avere ulteriori responsabilità e noie, decisero di “rispedirci” tutti in Italia: con l’obbligo di portare soltanto ventiquattro chili di bagaglio a persona; sistemando altre cose in un unico baule, con sopra scritto: nome e indirizzo del luogo dove volevamo che venisse spedito. (Il nostro baule arrivò completamente vuoto, dopo diversi mesi che già eravamo in Italia; con dentro soltanto un paio di mutandine da donna, che non erano neppure nostre!).
Ricordo che lasciammo Addis Abeba, insieme a tante altre famiglie, incolonnati in una lunga fila di camion, messi a nostra disposizione dagli inglesi, che ci avrebbero accompagnato fino all’imbarco.
Io in quel periodo avevo quasi otto anni e, seduta accanto a mia madre, un pò’ intimidita, da tutte quelle persone che viaggiavano con noi e non conoscevo; mi distraevo guardando fuori dal finestrino, lo splendido e vario territorio africano, che stavamo attraversando: con alberi altissimi dove centinaia di scimmie saltavano da un ramo all’altro, senza alcun timore.
Poi folti boschi che si alternavano a fitte foreste, che subito dopo, si aprivano su grandi spazi con tanto sole, sotto un cielo azzurrissimo! Intanto la colonna di camion correva veloce, lasciandosi dietro quel fantastico panorama africano che, forse, nessuno di noi avrebbe più rivisto, così da vicino!
Prima di sera, arrivammo in una specie di ospedale da campo, allestito con tende e uffici vari, apposta per noi, dove ci fecero pernottare.
Purtroppo in questo campo, a causa del latte avariato, morirono numerosi bambini: specialmente neonati.
Non ricordo quanti giorni rimanemmo in questo campo, dopo questa grave disgrazia; nemmeno ricordo chi ci portò sul luogo dell’imbarco.
Ricordo soltanto che ci ritrovammo tutti nel porto di Berbera e vedemmo le due navi ferme ad aspettarci al largo; poiché troppo grandi e non avevano potuto attraccare in porto.
Ci portarono con un barcone, a gruppi di venti o trenta persone per volta.
Poi salimmo sulla nave per mezzo di una scaletta mobile, fissata per l’occasione sulla fiancata esterna della nave.
Salivamo una persona alla volta e quando sono salita io, ho avuto tanta paura, perché la scala si muoveva a causa del vento e vedevo sotto di me l’azzurro profondo del mare e temevo di caderci dentro da un momento all’altro! – Poi, appena arrivati tutti a bordo, siamo stati accolti dalle crocerossine, che ci hanno offerto ogni tipo di bibite fresche.
E dopo esserci ripresi e tranquillizzati; ci siamo rilassati, ammirando dall’alto della nave, il magnifico panorama del mare di Berbera!
Il viaggio durò oltre un mese, fra soste e motivi vari.
Ma, pericoli a parte, su quella nave siamo stati benissimo, perché oltre a mangiare molto bene, c’era ogni tipo di divertimento, sia per grandi che per piccoli.
Non mancava proprio nulla: molto meglio di una nave da crociera! Solo che già si era in guerra: anche se nessuno ancora ce lo aveva detto! Ben presto però, ci venne il sospetto di qualche pericolo imminente; poiché, sebbene le due navi gemelle, sia la Vulcania che la Saturnia, fossero due navi ospedaliere: contrassegnate da una grande croce rossa, messa bene in evidenza sull’albero maestro, ad indicare ai bombardieri che su quelle due navi vi erano soltanto vecchi, donne e bambini: nonostante ciò, ci fermarono lo stesso di notte, facendoci entrare in un porto: dove ci ordinarono di andare tutti nei dormitori, di spegnere le luci e rimanere in silenzio, fino a nuovo ordine! – Fuori era notte inoltrata: si sentivano le bombe che cadevano e facevano oscillare o sussultare la nave, secondo la distanza dell’esplosione delle bombe.
Eravamo tutti molto spaventati: alcune donne avevano accennato una preghiera ad alta voce, ma erano state subito azzittite.

Però i bambini piangevano tutti, perché avevano paura del buio: compresa me, che, da quel momento, ho sempre sofferto di claustrofobia che non mi è più passata, anzi si è aggravata sempre di più!

Insomma, una nottata di terrore! – Dopo questo increscioso e inaspettato evento, lasciammo il porto; ma sulla nave si respirava ormai un’aria di profonda inquietudine e incertezza: si diceva che l’Italia era entrata in guerra e che vi era stata una battaglia navale nel Mediterraneo; però nessuno aveva la certezza di nulla.

La cosa poi, che destò maggiore preoccupazione, fu quando vedemmo calare a fior d’acqua tutte le scialuppe di salvataggio di cui era fornita la nave. Inoltre, ci diedero anche un salvagente a testa, raccomandandoci di esercitarci ad indossarlo e, ogni giorno, quando sentivamo suonare una sirena, dovevamo recarci, con calma, sul ponte della nave, dove avremmo trovato il Comandante che ci avrebbe dato consigli e ogni tipo di istruzione: in conclusione ci stavano preparando ad affrontare un eventuale affondamento della nave che, per fortuna, non ci fu!

Ci fu invece una furiosa tempesta, nella quale ci imbattemmo e che, per puro miracolo, non ci spedì tutti nel profondo degli abissi! Senza bisogno di essere né silurati e né bombardati! Tutto cominciò improvvisamente con un forte vento di burrasca che ben presto, si trasformò in un vero e proprio uragano! – Onde gigantesche si abbattevano sul ponte della nave, inondando tutto e spazzando via ogni cosa.

La nave, malgrado la sua enorme mole, sembrava impazzita: si alzava prima di prua, poi di poppa: dondolava, oscillava e scricchiolava paurosamente, come fosse stata completamente in balia delle forze della natura! Eravamo tutti terrorizzati! C’era chi pregava e chi piangeva ma, la maggior parte, cercava di tenere ferma la testa sul cuscino, per cercare di non vomitare, per il forte mal di mare! poi, fortunatamente il vento cessò, la pioggia diminuì, il mare si calmò; e finalmente tutto finì bene, senza alcun danno.

Il quinto giorno, la vita di bordo, tornò ad essere normale e i marinai ripresero a verniciare le pareti esterne della nave, per farle apparire come nuove al nostro rientro in Italia.

Approdammo nel porto di Napoli, in una bellissima giornata della primavera del 1942, con un sole splendido e un cielo azzurrissimo: perché tutto italiano! Poi, mentre la macchina ci portava in paese, vidi, fra l’erbetta verde di un prato, un magnifico papavero rosso! Era il primo che vedevo, e mi sembrò talmente bello, che di uguali non ne ho più visti!

Amelia Ciarnella 1: I miei ricordi del passato: dal 1937 al 1942 / AMELIA Ciarnella

Il prossimo racconto di Amelia Ciarnella sarà “Ricordi di guerra”.

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La Nave Ubaldo Diciotti (CP 941) a Bari per festa San Nicola https://vivicentro.it/ultime-notizie/la-nave-ubaldo-diciotti-cp-941-a-bari-per-festa-san-nicola Fri, 06 May 2022 13:30:45 +0000 https://vivicentro.it/?p=476851 La Nave Ubaldo Diciotti (CP 941), unità d'altura della Guardia Costiera, arriverà domani nel porto di Bari: domenica ci sarà una simulazione di salvataggio in mare.

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La Nave Ubaldo Diciotti (CP 941), unità d’altura della Guardia Costiera, arriverà domani nel porto di Bari: domenica ci sarà una simulazione di salvataggio in mare.

Appartenente alla Classe “Dattilo”, arriverà domani nel porto di Bari per gli eventi celebrativi legati ai festeggiamenti di San Nicola prendendo parte alle dimostrazioni militari che precedono lo show delle Frecce Tricolori e, il 10 maggio, potrà essere visitata dagli studenti delle scuole del centro storico.

La Nave Ubaldo Diciotti (CP 941) del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.

La nave è una unità d’altura multiruolo, lunga 95 metri, equipaggiata per assolvere ad ogni compito di istituto del Corpo, dal soccorso in mare alla salvaguardia dell’ambiente Marino, dal contrasto alla pesca illegale fino alla lotta antincendio.

Dotata di moderni mezzi di scoperta e comunicazione che assicurano collegamenti anche ad ampissimo raggio, è dotata di quattro unità minori con propulsione ad idrogetto per consentire l’abbordaggio di piccole unità ed anche l’accesso in specchi acquei angusti.

Ha un equipaggio di 41 persone, ed una velocità max di 18 nodi con una autonomia di 4000 miglia.

In caso di salvataggio può imbarcare 600 persone ed oltre.

Dal 2014, anno della sua entrata in servizio dopo il varo dallo stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia, la CP 941, orgoglio della Guardia Costiera, ha tratto in salvo 42265 vite umane in ben 310 eventi SAR (search and rescue)

Il suo operare è valso alla Guardia Costiera, nel 2018, anche l’elogio di Papa Francesco.

Ha navigato tanto da coprire per ben quattro volte il giro del Mondo.

Nell’estate del 2014 Nave Diciotti ha preso parte all’isola del Giglio alle operazioni di rigalleggiamento della nave da crociera Costa Concordia.

Domenica 8 maggio, prima del San Nicola Air Show, l’esibizione delle Frecce Tricolori dell’Aeronautica Militare, verrà effettuata una dimostrazione di soccorso in mare a cui prenderanno parte anche i mezzi aereonavali della Guardia Costiera e i mezzi aerei dell’Aeronautica militare.

La nave sarà inoltre a disposizione degli alunni delle scuole del centro storico che avranno la possibilità di effettuare il 10 maggio visite guidate a bordo.

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Cristina Adriana Botis / Redazione Campania

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Arrestato un egiziano sbarcato da una nave ong sul quale c’erano due ordini di carcerazione https://vivicentro.it/ultime-notizie/arrestato-un-egiziano-sbarcato-da-una-nave-ong-sul-quale-cerano-due-ordini-di-carcerazione Tue, 30 Nov 2021 22:20:30 +0000 https://vivicentro.it/?p=464225 La Polizia di Stato di Augusta (SR) hanno arrestato in carcere un 39enne egiziano gravato da due ordini di carcerazione a 10 e o mesi di reclusione

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Nella mattinata di ieri, agenti della Squadra Mobile di Augusta (SR) hanno arrestato un cittadino egiziano di 39 anni, giunto nel pomeriggio del 26 novembre scorso, presso il Porto Commerciale di Augusta a bordo della nave ONG “Sea Watch 4” e soccorso nei giorni precedenti nelle acque del Mediterraneo occidentale mentre, unitamente ad altri migranti, cercava di raggiungere le coste italiane.

Nello specifico, dagli accertamenti esperiti, lo straniero è risultato destinatario di due Ordini di Carcerazione.

Il primo con una condanna a 10 mesi di reclusione per i reati di resistenza a Pubblico Ufficiale e lesioni, il secondo con una condanna a 8 mesi di reclusione per violazione del divieto di rientro nel territorio nazionale, emessi rispettivamente dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ivrea.

Al termine delle incombenze di rito, l’egiziano è stato condotto in carcere.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

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Messina: varata la nuova nave della Guardia Costiera https://vivicentro.it/ultime-notizie/messina-varata-la-nuova-nave-della-guardia-costiera Thu, 28 Oct 2021 21:06:51 +0000 https://vivicentro.it/?p=460973 Varata oggi a Messina la nuova nave della Guardia Costiera, porterà il nome di Roberto Aringhieri, medaglia d’oro a valor di marina

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Ha avuto luogo oggi, 28 ottobre, a Messina, la consegna della nuova nave della Guardia Costiera, “Roberto ARINGHIERI”, seconda di una nuova classe di unità navali denominata “Angeli del Mare”. Le nuove navi, progettate per la ricerca e il salvataggio in mare, sono dedicate al personale del Corpo che ha perso la vita durante il servizio e a cui è stata conferita la medaglia d’oro per l’altissima professionalità ed il senso del dovere. Alla consegna dell’unità, sarebbe dovuta seguire una cerimonia ufficiale di presentazione, con la partecipazione del Comandante Generale e dei familiari del militare a cui la nave è dedicata, ma l’evento è stato rinviato a causa delle drammatiche condizioni meteorologiche che stanno interessando la Sicilia orientale.

La consegna odierna di nave Aringhieri consentirà di avviare il previsto periodo di familiarizzazione da parte dell’equipaggio, per rendere la nave, affidata al comando del Tenente di Vascello Arturo Incerti, quanto prima operativa.

Il Tenente di Vascello Roberto ARINGHIERI, perse la vita esattamente 26 anni fa, il 28 ottobre del 1995, mentre operava quale componente di un team ispettivo incaricato di verificare il carico trasportato da un mercantile straniero. Circostanze drammatiche, queste, in virtù delle quali gli è stata successivamente conferita la medaglia d’oro al merito di Marina.

Egli, infatti, recita la motivazione della medaglia, “…aveva chiesto ed ottenuto di essere imbarcato su Unità navale assegnata a missione multinazionale di pace durante il conflitto iugoslavo. Nel corso di una impegnativa operazione di polizia marittima, si offriva volontario prodigandosi con generoso slancio, nonostante le avverse condizioni ambientali, per aprire la strada al successivo impiego della squadra. In tale circostanza rimaneva vittima di mortale incidente”.

La Nave “Roberto ARINGHIERI”, così come la gemella “Natale DE GRAZIA”, prima della classe, risponde alle caratteristiche di una nuova tipologia di navi pensate e progettate per assolvere al compito più importante che la storia e la legge affidano alla Guardia Costiera: la ricerca e il soccorso in mare, una missione, che la nuova unità potrà svolgere anche in condizioni meteomarine estreme.

Eccellenza della cantieristica italiana e vanto delle capacità marinaresche del nostro Paese, si distingue per essere una delle navi del comparto SAR (Search and Rescue) più grandi al mondo, nonché la più lunga imbarcazione “autoraddrizzante” ed “inaffondabile” mai costruita in Italia. La “Aringhieri”, con i suoi 10 uomini di equipaggio, rappresenta il meglio della tecnologia navale di oggi, con propulsione e strumenti di comunicazione all’avanguardia. Una nave di oltre 33 metri con un sistema avanzato di comando e controllo che assicura maggiore autonomia, maggiori capacità ricettive e una migliore logistica per l’equipaggio e per il ricovero di naufraghi. Ha una velocità massima di oltre 31 nodi e, alla velocità di 28 nodi, garantisce un’autonomia di oltre 1.000 miglia nautiche. (scheda tecnica di approfondimento dell’unità in allegato)

La nave è stata costruita negli stabilimenti di Messina, dai Cantieri Navali Intermarine spa (Gruppo Immsi) di Sarzana ed è stata realizzata con fondi europei nell’ambito dei Fondi Sicurezza Interna 2014-2020 – Azione specifica 70.2.AS2

“TEMPESTATE MARIS SPE VOLAT” : “(La Nave, ndr.) nella tempesta del mare vola con speranza” è il motto ufficiale dell’unità, che esprime, grazie all’autorevolezza della lingua latina, il senso di appartenenza al Corpo di ARINGHIERI, ed il lascito alle nuove generazioni ed a quanti, come lui, fanno parte del grande equipaggio della Guardia Costiera, che ogni giorno opera a servizio della collettività.

Adduso Sebastiano

(VIDEO IN ELABORAZIONE)

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