Morto – Vivicentro https://vivicentro.it Sat, 30 Sep 2023 12:46:57 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png Morto – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 Juve Stabia, morto Nicola Pannone ex ds delle Vespe https://vivicentro.it/ultime-notizie/juve-stabia-morto-nicola-pannone-ex-ds-delle-vespe Sat, 30 Sep 2023 08:56:34 +0000 https://vivicentro.it/?p=532288 Juve Stabia, morto Nicola Pannone ex direttore sportivo delle Vespe all'epoca della presidenza D'Arco: l'Afragolese la sua ultima società

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Juve Stabia, una bruttissima notizia ha scosso la giornata: la morte di Nicola Pannone, ex direttore sportivo delle Vespe ma anche tra le altre di Casertana e Latina, squadre dell’attuale Girone C di Lega Pro.

Padre di Antonio Pannone, attuale sindaco di Afragola, è stato direttore peraltro anche di Siracusa, Puteolana, Aversa Normanna e dell’Afragolese, la sua ultima società nella quale ha lavorato negli ultimi anni.

Proprio l’Afragolese lo ricorda con un comunicato ufficiale che di seguito vi riportiamo.

Il comunicato dell’Afragolese in ricordo del grande personaggio del mondo del calcio che è stato Nicola Pannone.

“Nicola Pannone, uomo di calcio tra i più vincenti d’Italia, ci ha lasciati. Tante partite, 22 campionati vinti. Un decano del calcio che in carriera ha concluso diverse stagioni guardando tutti dall’alto verso il basso.

Già Direttore del Siracusa, della Casertana, della Juve Stabia, della Puteolana, dell’Aversa Normanna, del Latina e della nostra amata Afragolese.

Con dolore salutiamo un amico di tutti noi, padre del nostro Direttore Generale Vincenzo e del nostro Sindaco Antonio”.

NICOLA PANNONE ALLA JUVE STABIA.

Nicola Pannone alla Juve Stabia ha lavorato ai tempi dell’indimenticato presidente D’Arco. Vincente nato, fu chiamato da D’Arco per effettuare la ricostruzione già ai tempi del Comprensorio Nola, dopo il fallimento del 2001, per quella che poi sarebbe ridiventata la Juve Stabia.

Ha costruito la grande squadra che vinse il campionato di Interregionale nel 2003-2004 con Sibilli, Castaldo, Renato Mancini, Di Napoli, Rufini tra gli altri e soprattutto Checco Ingenito che siglò il gol decisivo su rigore contro il Potenza nell’ultima gara del campionato a pochi minuti dalla fine.

E sempre quell’anno quella squadra vinse anche la Coppa Italia al Menti dopo una bellissima finalissima con la Massese terminata 4-2 per le Vespe che ancora è rimasta ricordo indelebile per tutti i tifosi delle Vespe.

IL RICORDO DI RENATO MANCINI SU NICOLA PANNONE.

“Era un direttore molto capace, se si metteva in testa di prendere un giocatore ci riusciva sempre. Lui portò me e Danilo Rufini che l’anno prima avevamo eliminato il Siracusa ai playoff. Ci ha dato quella grande possibilità e la storia parla da sola perchè abbiamo fatto due anni fantastici. Perdiamo un personaggio importante del mondo del calcio perchè era un gran signore nei modi di presentarsi ed è stato un grande direttore. Alla sua famiglia le mie più sentite condoglianze”. 

IL RICORDO DI SALVATORE SIBILLI SU PANNONE.

“Una bruttissima notizia stamattina. Era una persona stupenda che ha lavorato alla grande a Castellammare e in tutte le piazze in cui è stato. Lui uno dei più grandi direttori che ho avuto. Un grande professionista e lo ringrazierò finché Dio mi darà la forza perchè mi ha fatto vivere a Castellammare uno dei momenti più grandi e importanti della mia carriera. Faccio le mie più sentite condoglianze alla famiglia”. 

GLI ULTIMI ANNI DI PANNONE ALLA JUVE STABIA.

Era alla Juve Stabia anche nella stagione 2005-2006 con Salvatore Di Somma, chiamato proprio da D’Arco e Pannone, dopo l’esonero di Vullo e con la bella e storica vittoria sul Napoli per 3-1 e il successivo spareggio playout con il gol di Agnelli a pochissimi minuti dalla fine che sancì la salvezza in C1 per le Vespe.

Alla famiglia di Nicola Pannone vanno le più sentite condoglianze da parte di tutta la redazione sportiva di ViViCentro.it per un lutto che sicuramente ha colpito moltissimo tutti gli sportivi di Castellammare di Stabia che hanno potuto apprezzare il suo modo di lavorare per le fortune della Juve Stabia.

 

 

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È morto Luis Suárez, l’ex calciatore dell’Inter https://vivicentro.it/ultime-notizie/e-morto-luis-suarez-lex-calciatore-dellinter Sun, 09 Jul 2023 17:10:11 +0000 https://vivicentro.it/?p=526711 È morto Luis Suárez Miramontes, ex calciatore dell'Inter, campione d'Europa con la Spagna nel '64 e vincitore del Pallone d'Oro nel 1960.

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CRONACA – È morto Luis Suárez Miramontes, ex calciatore dell’Inter, campione d’Europa con la Spagna nel ’64 e vincitore del Pallone d’Oro nel 1960.

È morto Luis Suárez, l’ex calciatore dell’Inter 

Sommario:
È morto Luis Suárez Miramontes, noto come Luisito, a 88 anni. Era stato una ban-diera dell’Inter negli anni ’60, vincendo 3 Scudetti, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe Intercontinentali. Inoltre, aveva vinto il Pallone d’Oro nel 1960 e conquistato il titolo europeo con la Spagna nel 1964.
La Sampdoria, dove aveva chiuso la carriera, ha lodato anche il suo secondo periodo vincente a Genova.

Calcio, è scomparso Luis Suarez

Si è spento ad 88 anni Luis Suárez Miramontes, detto Luisito: nel ricordo apparso sui propri social, l’Inter lo definisce “Il calciatore perfetto che, con il suo talento, ha ispirato generazioni“, e “Un talento unico e un grandissimo interista. Il numero 10 della Grande Inter che portò i nostri colori sul tetto d’Italia, d’Europa, del Mondo“.

La carriera di Luis Suarez all’ Inter

Il club nerazzurro cita sul proprio sito ufficiale una celeberrima frase di Helenio Herrera, storico allenatore dell’Inter: “Se non sapete cosa fare, date palla a Suarez“. Infatti Suarez arrivò all’Inter nel 1961, dopo aver vinto il Pallone d’Oro nel 1960, e vinse 3 Scudetti, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe Intercontinentali.

La vita di Luis Suarez

Nato a La Coruña il 2 maggio 1935, centrocampista, Luis fu un campione d’Europa con la Spagna nel 1964. Chiuse la propria carriera da calciatore alla Sampdoria.

Il ricordo della Sampdoria

Sulla propria pagina ufficiale, la Sampdoria descrive così gli anni in blucerchiato di Luis Suarez: “A Genova visse una seconda giovinezza, confermandosi malgrado l’età faro assoluto della mediana e ritagliandosi un posto speciale nel cuore della tifoseria“.

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Morto, a 41 anni, il professore Vincenzo Del Gaudio: domani i funerali https://vivicentro.it/ultime-notizie/morto-a-41-anni-il-professore-vincenzo-del-gaudio-domani-i-funerali Thu, 10 Nov 2022 18:30:17 +0000 https://vivicentro.it/?p=512821 Vincenzo Del Gaudio professore di sociologia, è stato  trovato morto nella stanza di un B&B a Roma dove si era recato per partecipare a “Romaeuropa Festival 2022. #DelGaudio #Vincenzo #VincenzoDelGaudio #Professore #sociologia #Gragnano #ECampus #universitàSalerno #GiovannaZavarese #Zavarese

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Vincenzo Del Gaudio professore di sociologia, è stato trovato morto,nella stanza di un B & B a Roma dove si era recato per partecipare a “Romaeuropa Festival 2022. #DelGaudio #Vincenzo #VincenzoDelGaudio #Professore #sociologia #Gragnano #ECampus #universitàSalerno #GiovannaZavarese #Zavarese

Morto, a 41 anni, il professore Vincenzo Del Gaudio: domani i funerali

 IL CASO

È stato giallo sulle cause della morte di Vincenzo del Gaudio, professore originario di Gragnano (Napoli), ritrovato senza vita nella stanza di un B&B a Roma dove si era recato per partecipare a “Romaeuropa Festival 2022”, una manifestazione sulle arti digitali.

A quanto si è appreso, nella mattinata del 7 u.s. il professore non  ha lasciato la sua camera per cui, lo staff del B&B, colto da sospetto,  si è deciso ad ispezionare (con la Polizia) la stanza per verificare che tutto fosse ok.

Così purtroppo non era e, entrati in camera, hanno trovato il corpo senza vita del Prof. Del Gaudio, probabilmente stroncato da un malore.
Per fare piena luce sulla sua morte ne era stata disposta l’autopsia.

Accertatone il decesso, la direzione della struttura ricettiva ha quindi provveduto subito a contattare la moglie del docente, la Dott.ssa Giovanna Zavarese, stimata commercialista di Gragnano, per comunicarle la ferale notizia.

Da quanto si apprende, il Prof. Del Gaudio stava effettuando una cura sperimentale per dei problemi di salute.
Purtroppo però la sua vita si è interrotta tragicamente, lasciando nello sconforto i familiari e tutta la comunità gragnanese.

CHI ERA IL PROF: VINCENZO DEL GAUDIO

Vincenzo Del Gaudio era docente a contratto nel Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale/DISPAC all’Università di Salerno dove insegnava Teorie e Tecniche dello spettacolo multimediale e Storia del teatro e dello Spettacolo all’Università della Tuscia di Viterbo che, nel darne a sua volta comunicazione, così ha scritto in  un post apparso sulla pagina Instagram dell’ateneo:

 “Con profondo dispiacere comunichiamo la prematura scomparsa del professore Vincenzo Del Gaudio, professore associato di sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’università E-Campus.
Docente particolarmente apprezzato da tutti gli studenti, ha insegnato storia del teatro e dello spettacolo presso il nostro dipartimento dal 2019 ad oggi.
Ricercatore brillante e versatile, Vincenzo si è occupato di storia, sociologia, teatro e media digitali, con particolare riferimento alle logiche della rimediazione”

Il professore Del Gaudio era anche associato in Storia del teatro contemporaneo all’Università degli studi eCampus.

IL RICORDO

 La tragica morte del professore Vincenzo Del Gaudio ha colpito la comunità di Gragnano che, addolorata, si è stretta attorno alla moglie e ai due figli, di 6 e 4 anni così bruscamente, e inaspettatamente, privati del compagno e del padre.

Del Gaudio, infatti, ha lasciato la moglie, Giovanna Zavarese che, per ricordarlo ha scritto, sull’account Facebook del professore scomparso:

“Ha finito i suoi giorni terreni ma la sua stella risplenderà sempre in tutti coloro che hanno potuto conoscerlo”,

e due figli piccoli, di 6 e 4 anni.

I funerali si svolgeranno domani, venerdì 11 novembre, con un rito alle 15.30 nella Chiesa del Corpus Domini, in Piazza Aubry, a Gragnano.

Alla moglie, ai figli ed ai familiari tutti giungano anche le più sentite condoglianze mie e di tutta la nostra Redazione

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Garella, il portiere che usava i piedi e che vinse dove era impossibile vincere https://vivicentro.it/ultime-notizie/garella-napoli-morto-scudetto Fri, 12 Aug 2022 12:50:02 +0000 https://vivicentro.it/?p=491184 Garella, portiere del primo storico scudetto della SSC Napoli nella stagione 1986-1987, è morto stanotte per problemi cardiaci successivi a un’operazione chirurgica. Il nostro ricordo del campione del primo Napoli scudettato

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Garella, portiere del primo storico scudetto della SSC Napoli nella stagione 1986-1987, è morto stanotte per problemi cardiaci successivi a un’operazione chirurgica.

Aveva 67 anni e ha segnato in modo indelebile, al pari altri fuoriclasse di cui era compagno di squadra in quegli anni, la storia del Napoli e ci si augura che venga ricordato nel migliore dei modi e con tutti gli onori del caso lunedì pomeriggio alle 18:30 prima di Verona-Napoli allo stadio “Bentegodi”.

IL RICORDO DI CLAUDIO GARELLA, GRANDE UOMO PRIMA ANCORA CHE GRANDE CAMPIONE.

Verona-Napoli era da sempre la sua partita. Claudio era un portiere sui generis ma non per questo meno forte dei portieri che hanno segnato la storia del calcio italiano. Era un campione forse sgraziato e non bello a vedersi in campo ma assolutamente efficiente e vero e proprio punto di forza sia del Verona scudettato guidato da Osvaldo Bagnoli nella stagione 1984-1985, sia del Napoli di Ottavio Bianchi dello storico primo scudetto del 1986-1987.

L’avvocato Giovanni Agnelli una volta lo definì con una frase rimasta celebre: “Garella è il primo portiere che para senza usare le mani…”. 

E in effetti Garella, è vero, usava spesso i piedi nel respingere le incursioni dei pericolosi attaccanti avversari. Si può ben dire che Garella con i piedi respingesse tutto, non solo i palloni ma anche i preconcetti, le critiche che erano piovute sul suo capo soprattutto ai tempi della Lazio con il termine delle “garellate” che fu coniato proprio in quegli anni e che stava ad indicare delle papere fatte dal portiere di origini torinesi. Garella con i piedi respingeva anche le convenzioni e gli schemi rigidi che volevano che un portiere parasse esclusivamente con le mani e usasse i piedi solo come extrema ratio.

Claudio Garella però è anche l’uomo che vinse laddove si pensava fosse impossibile vincere uno scudetto: a Verona (cosa impensabile ai giorni nostri) e a Napoli dove mai si era arrivati nella storia del club ad una vittoria di così grande prestigio. Ma era nel modo di essere di Garellik quello di stravolgere tutti gli schemi e riuscire a vincere in posti dove mai si era vinto prima di allora. Un gigante vero e proprio capace di due grandissime imprese come quelle di Verona e di Napoli.

Claudio Garella, all’indomani della vittoria dello scudetto col Verona e con una Coppa dei Campioni da disputare con la maglia gialloblu degli scaligeri, non ci pensò su due volte ad accettare la proposta di Italo Allodi e ad arrivare al Napoli.

E anche a Napoli Garella risultò decisivo con le sue parate con i piedi ma non solo. E’ grazie a campioni come lui che tanti ragazzi in quegli anni si innamorarono del gioco del calcio. Una campione forse non bellissimo a vedersi in campo ma assolutamente redditizio per il contributo portato ai suoi compagni di squadra con le sue parate fatte in ogni modo possibile e al di fuori degli schemi convenzionali.

Tra i ricordi di chi come il sottoscritto ha avuto la fortuna di vivere quegli anni e l’epopea del Napoli maradoniano, si ricorda soprattutto una gara nell’anno dello scudetto a Milano al Meazza contro il Milan che da poco era diventato di proprietà del presidente Silvio Berlusconi. Una delle poche partite di quell’anno in cui il Napoli soffrì riuscendo a resistere agli attacchi dei rossoneri portando a casa uno 0-0 preziosissimo.

Una gara che il Napoli giocò quasi costantemente sulla difensiva arroccato attorno al suo portiere con un terreno di gioco fangoso e sotto una pioggia battente. Una partita nella quale Garella (forse la sua migliore in azzurro) si esaltò togliendo palloni dalla porta di pugno, in uscita, di mani sotto la traversa, e naturalmente anche con i suoi preziosi piedi.

Ora a più di un anno mezzo dalla scomparsa del grandissimo Diego Maradona c’è solo da immaginare che i due si siano ritrovati lassù in cielo e che magari Diego, felicissimo per aver rivisto il suo portierone del primo scudetto, si stia di nuovo divertendo a cimentarsi in quei tiri che tante volte Garellik cercava di parare soprattutto quando si allenavano insieme agli altri compagni di squadra al “Centro Paradiso” di Soccavo.

Ricordi di un calcio che non esiste più, sopraffatto completamente dal dio denaro e dalla mancanza di sentimento. Un calcio, quello degli anni ’80’ molto più genuino di quello attuale, che sopravvive solo nei ricordi di grandissimi personaggi quale fu senza alcun dubbio Claudio Garella.

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Agguato a colpi di pistola: un morto e un ferito grave https://vivicentro.it/ultime-notizie/agguato-a-colpi-di-pistola-un-morto-e-un-ferito-grave Sun, 02 Jan 2022 18:08:19 +0000 https://vivicentro.it/?p=467060 Oggi pomeriggio c’è stato un agguato a colpi di pistola a Messina: un 31enne è morto, raggiunto dai proiettili, un 35enne con lui è rimasto ferito in modo grave

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Un agguato a colpi di pistola si è verificato nel pomeriggio di oggi a Camaro, rione San Luigi, nella città di Messina. Due le persone colpiti dai proiettili. Mentre  erano a piedi sono stati bersaglio di un agguato in stile mafioso. di colpi di pistola. I due a piedi hanno cercato di fuggire ma inutilmente.

La vittima è stata raggiuta da quattro colpi di pistola, si tratta del 31enne Giovanni Portogallo, padre di due figli, di cui uno di appena 4 mesi e già noto alle Forze dell’ordine avendo precedenti.

Il sicario o forse due, si era appostato nel vicolo Eduardo Morabito. Appena il 31enne e l’amico 35enne sono passati vicino, ha cominciato a sparare su di loro. Nonostante il tentativo di fuga, il Portogallo colpito si è accasciato per terra e il killer lo ha finito.

Per l’altro, il 35enne, del quale si hanno solo le iniziali, G.C. si è invece provveduto all’immediato trasferimento all’Ospedale Piemonte ove le sue condizioni sono state giudicate gravi. Ha subito un complesso intervento chirurgico e avrebbe perso molto sangue. Uno dei proiettili gli si è conficcato nel collo, sfiorando la carotide.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Comando di Messina per ricostruire l’accaduto e indagare sulla vicenda. Tra le ipotesi che si solevano c’è anche che il delitto potrebbe essere maturato nell’ambito degli ambienti criminali cittadini e sarebbe riconducibile a un possibile sgarro commesso dalle due vittime o un regolamento di conti nell’ambiente dello spaccio di stupefacenti. Si sarebbe sulle tracce di un pregiudicato della zona.

I Carabinieri del comando provinciale di Messina che conducono le indagini con il coordinamento della Procura, hanno portato un uomo in caserma per interrogarlo in quanto sospettato di essere la persona che ha sparato. Ancora nessuna traccia del complice.

Pochi giorni prima delle festività di Natale, la Polizia di Stato di Messina aveva arrestato due corrieri della droga provenienti dalla Calabria (20 Dicembre 2021 Arrestati due calabresi con 4,5 kg di cocaina e un messinese acquirente. Sequestrati 240 mila euro) sorpresi a consegnare a un pregiudicato messinese circa quattro chili e mezzo di cocaina. A casa dell’uomo che aveva ricevuto gli involucri contenenti la droga, nel rione di Camaro San Luigi, gli agenti avevano trovato banconote per 170 mila euro.

Adduso Sebastiano

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