milioni – Vivicentro https://vivicentro.it Fri, 08 Jul 2022 18:10:59 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png milioni – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 Cartelle esattoriali: 26 milioni in arrivo https://vivicentro.it/ultime-notizie/cartelle-esattoriali-26-milioni-in-arrivo Fri, 08 Jul 2022 18:10:59 +0000 https://vivicentro.it/?p=488355 26 milioni di cartelle esattoriali saranno inviate entro il 2023. Erano state sospese per il periodo della pandemia

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26 milioni di cartelle esattoriali saranno inviate entro il 2023. Sette milioni sono già state recapitate, le altre sono in parte già in viaggio. Erano state sospese per il periodo della pandemia.

A renderlo noto è stata la sottosegretaria al ministero dell’Economia, Maria Cecilia Guerra (un’economista e senatrice del Pd, sottosegretario del Ministero del lavoro e delle politiche sociali nel governo Monti e, viceministro del medesimo dicastero con delega per le Pari opportunità nel governo Letta) in risposta a un’interrogazione n. 3-03344 in Commissione Finanze al Senato presentata da Fratelli d’Italia (firmatari Nicola Calandrini e Andrea De Bertoldi).

L’interrogazione chiedeva conto del modus operandi ritenuto “molto aggressivo” dell’agente della riscossione con l’invio degli atti di intimazione e con risposta “nel termine strettissimo di 5 giorni”, a cui fa seguito la “conseguente attivazione delle procedure esecutive e cautelari”.

Cartelle esattoriali: 26 milioni in arrivo

Nel riscontro letto dalla sottosegretaria Guerra si è giustificato che l’invio delle cartelle esattoriali è stato dovuto alla necessità di interrompere i termini di prescrizione sicché a decorrere dallo scorso 1° settembre 2021, l’Agenzia delle entrate-Riscossione ha riavviato le attività di notifica relative ai carichi che le sono stati affidati dai vari enti pubblici e di riscossione già scaduti prima dell’inizio dell’emergenza pandemica.26 milioni di cartelle esattoriali saranno inviate entro il 2023

In particolare tra gennaio e maggio di quest’anno sono circa 26 milioni gli avvisi di intimazione tra quelli notificati e altri prossimi ad esserlo o partire.

Nell’ambito di questa attività, l’Agenzia delle Entrate Riscossione si è mossa in modo graduale ma soprattutto con l’obiettivo precipuo di:

“di effettuare entro i termini le notifiche necessarie ad evitare la decadenza e la prescrizione dei carichi affidati dagli enti creditori negli anni precedenti alla sospensione emergenziale e non ancora saldati dai debitori e di dare corso – sempre nelle scadenze stabilite dal legislatore – alle azioni cautelari ed esecutive sui beni dei debitori morosi”.26 milioni di cartelle esattoriali saranno inviate entro il 2023

Inoltre la sottosegretaria al MEF ha evidenziato numeri davvero pesanti:

durante periodo di sospensione dovuto alla pandemia e fino a tutto il 31 dicembre 2021 si sono accumulate circa 26 milioni di cartelle esattoriali;

di queste circa 13 milioni sono state già prodotte e avviate alla notifica;

di queste, circa 7 milioni sono già state notificate, mentre per altre sei milioni l’iter di notifica è in corso di perfezionamento.

Per gli ulteriori 13 milioni di cartelle, l’attuale piano di graduale smaltimento prevede la produzione e l’invio alla notifica entro l’inizio del 2023, unitamente alle cartelle relative ai carichi che gli enti creditori hanno già affidato o affideranno all’Agenzia delle entrate-Riscossione nel corso dell’anno 2022.

26 milioni di cartelle esattoriali saranno inviate entro il 2023Sull’altro quesito posto dagli interroganti relativa alla possibilità di attivare una rottamazione quater con eliminazione di sanzioni e interessi per gli anni 2018, 2019 e 2020, la sottosegretaria Guerra ha affermato che si tratta di una “valutazione rimessa alla sovranità del Parlamento”.

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530 milioni di euro per treni e tir a idrogeno https://vivicentro.it/ultime-notizie/530-milioni-per-treni-tir-a-idrogeno Thu, 07 Jul 2022 17:47:38 +0000 https://vivicentro.it/?p=488215 530 milioni di euro stanziati nell’ambito del Pnrr per sperimentare l’idrogeno su treni e tir. Il 40% nel Mezzogiorno, in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia

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Si punta sperimentando anche sull’idrogeno per treni e tir stanziando 530 milioni di euro.

Il primo luglio 2022 il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MIMS) ha annunciato che il ministro Enrico Giannini ha firmato due Decreti che stabiliscono le procedure e le modalità per beneficiare dei 530 milioni di euro stanziati nell’ambito del Pnrr per sperimentare l’idrogeno nel trasporto ferroviario e stradale.530 milioni di euro stanziati nell’ambito del Pnrr per sperimentare l’idrogeno

In particolare, per l’autotrasporto sono stati stanziati 230 milioni di euro per la realizzazione di almeno 40 stazioni di rifornimento entro il 30 giugno 2026 che dovranno sorgere in maniera prioritaria su aree strategiche per il transito dei mezzi pesanti, come quelle vicine ai terminal interni, lungo le rotte più interessate dl transito dei mezzi destinati al trasporto merci a lungo raggio, sull’asse stradale del Brennero, della tratta est-ovest da Torino a Trieste, dei corridoi delle reti europee Ten-T (Le reti Transeuropee dei Trasporti sono un insieme d’infrastrutture di trasporto integrate previste per sostenere il mercato unico, garantire la libera circolazione delle merci e delle persone e rafforzare la crescita, l’occupazione e la competitività dell’Unione europea).530 milioni di euro stanziati nell’ambito del Pnrr per sperimentare l’idrogeno

Con un successivo decreto della Direzione generale per le strade e le autostrade l’alta sorveglianza sulle infrastrutture stradali e la vigilanza sui contratti concessori autostradali del Mims, verranno definite le modalità di presentazione delle domande di accesso ai finanziamenti.

530 milioni di € per treni e tir a idrogeno

Per quanto riguarda la sperimentazione nel trasporto ferroviario locale e regionale sono stati stanziati 300 milioni da destinare a Regioni e province, coinvolgendo tutta la filiera: produzione dell’idrogeno green, trasporto, stoccaggio, realizzazione delle stazioni di servizio, acquisto dei treni.530 milioni di euro stanziati nell’ambito del Pnrr per sperimentare l’idrogeno

L’investimento è programmato per sostituire i treni a gasolio e ad altri idrocarburi fossili. Un vantaggio dell’idrogeno, sottolinea il Mims, è che consente di “saltare la fase di elettrificazione delle linee, con un notevole risparmio sui costi per nuove infrastrutture, evitando anche la sospensione del servizio”.

Dieci distributori di idrogeno (H2) dovranno essere ultimati, sempre entro il 30 giugno 2026, con priorità in aree già individuate nel Pnrr, quali la Valcamonica e il Salento, la ferrovia Circumetnea e quella Adriatico Sangritana, le linee ferroviarie regionali Cosenza-Catanzaro, il collegamento ferroviario tra la città di Alghero e l’aeroporto, la tratta Terni-Rieti-L’Aquila-Sulmona.

Per entrambi gli interventi, una quota pari ad almeno il 40% è destinata a progetti da realizzare nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).530 milioni di euro stanziati nell’ambito del Pnrr per sperimentare l’idrogeno

Un importantissimo passo in avanti per la mobilità sostenibile, stradale e ferroviaria, e una straordinaria occasione per rafforzare i segmenti economici e produttivi legati allo sviluppo dell’idrogeno, con particolare riferimento alle regioni meridionali. Consapevoli di come, proprio la ricerca nel campo dell’approvvigionamento da energie rinnovabili possa rappresentare nel Mezzogiorno un’occasione di nuove economie e nuova occupazione. I due Poli nel Salento e in Valcamonica potranno veramente divenire i due fiori all’occhiello della trasformazione in attoha dichiarato viceministra Teresa Bellanova.

L’OPINIONE

Speriamo stavolta non rimangano “cattedrali (e sperperi) nel deserto”, come spesso (notoriamente quanto dissimulato) sono finiti tanti investimenti per il Mezzogiorno.

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Confiscati beni per 5 milioni di euro ad un appartenente al clan mafioso e detenuto al 416 bis https://vivicentro.it/ultime-notizie/confiscati-beni-per-5-milioni-di-euro-ad-un-appartenente-al-clan-mafioso-e-detenuto-al-416-bis Mon, 21 Mar 2022 09:17:55 +0000 https://vivicentro.it/?p=473395 Beni per 5 milioni di euro sono stati confiscati da militari del G.I.C.O. della GdF di Catania, con il supporto dello S.C.I.C.O. di Roma a un responsabile operativo del clan mafioso Santapaola-Ercolano attualmente detenuto in regime di 41bis. Lo S.C.I.C.O. della GdF

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Nell’ambito di attività di indagine coordinate dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di finanza (S.C.I.C.O. *), hanno eseguito un provvedimento di confisca in materia antimafia, emesso dal locale Tribunale, relativo al patrimonio di un soggetto, originario di Catania, ritenuto responsabile operativo del clan mafioso SANTAPAOLA/ERCOLANO, attualmente detenuto al regime di cui all’articolo 41-bis o.p..

LE INDAGINI

Le indagini, eseguite dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catania, hanno riguardato tanto il profilo soggettivo quanto le disponibilità economico-finanziarie riconducibili al proposto.

In particolare, le investigazioni hanno consentito di accertare:

– da un lato, la pericolosità sociale qualificata del citato.

Al riguardo, il Tribunale di Catania, nella sentenza con cui è stata disposta la misura di prevenzione personale e la confisca del patrimonio, ha richiamato le pregresse pronunce che hanno interessato il proposto, in cui sono stati ricostruiti i suoi precedenti penali. In particolare, il soggetto è stato riconosciuto, con sentenza passata in giudicato, appartenente al clan SANTAPAOLA per il periodo 2002-2004. Inoltre, lo stesso è risultato gravato da molteplici procedimenti penali, per gravissimi reati tra i quali associazione a delinquere di tipo mafioso ed estorsione aggravata da metodo mafioso, per cui è stato anche destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere;

– dall’altro, la sproporzione tra il profilo reddituale del nucleo familiare del citato e il complesso societario a lui riconducibile.

Al riguardo, le indagini, svolte dalle unità specializzate del GICO del Nucleo PEF di Catania, hanno consentito di appurare che al proposto, pur a fronte di un esiguo profilo reddituale, siano di fatto riconducibili due società e, in particolare:

– una prima società, con sede a Misterbianco (CT), esercente l’attività di fabbricazione di prodotti in calcestruzzo per l’edilizia.

In particolare, con riferimento a questa società, le risultanze investigative hanno consentito di porre in luce la “mafiosità” dell’impresa, sotto un duplice profilo:

– geneticamente, in quanto frutto dell’attività illecita del citato e occasione di reimpiego dei proventi delle attività delittuose;

– da un punto di vista gestionale, poiché la società si è imposta sul mercato per le forniture di calcestruzzo a discapito di imprese concorrenti proprio in ragione del ruolo apicale nel contesto criminale catanese del suo “socio occulto”;

– una seconda società, con sede a Catania, nelle immediate vicinanze della centralissima “Villa Bellini”, esercente l’attività di autorimesse e garage.

IL PROVVEDIMENTO

Per quanto sopra, all’esito delle investigazioni, il Tribunale di Catania, accogliendo, sul punto, la prospettazione della Procura Distrettuale della Repubblica e del Nucleo PEF di Catania, ha disposto la confisca delle quote societarie e il compendio dei beni aziendali per il valore stimato, al momento, di 5 milioni di euro.

NOTA

L’attività dei Finanzieri di Catania si inquadra nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, dalla Guardia di Finanza di Catania e dallo SCICO, volte al contrasto, sotto il profilo economico-finanziario, delle associazioni a delinquere di tipo mafioso, al fine di evitare i tentativi, sempre più pericolosi, di inquinamento del tessuto imprenditoriale, e di partecipazione al capitale di imprese sane, anche profittando delle difficoltà legate al periodo di contrazione economica.

* S.C.I.C.O. Servizio Centrale Investigazione sulla Criminalità Organizzata, con sede a Roma, sono reparti d’élite della Guardia di Finanza, altamente specializzati in indagini e operazioni di polizia giudiziaria, da esso dipendono direttamente i 26 G.I.C.O. (Gruppi d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata) delle province sede di distretto di Corte d’appello. Lo S.C.I.C.O. effettua attività di raccordo informativo, di coordinamento e supporto tecnico/operativo ai vari G.I.C.O. I G.I.C.O. sono suddivisi in due grandi sezioni: G.O.A. (Gruppi Operativi Antidroga) e sezioni CRIM.OR. (criminalità organizzata), suddivise a loro volta in sottosezioni: criminalità organizzata; misure di prevenzione, che si focalizzano sempre più in attività a contrasto del terrorismo islamista in Italia. I militari delle sezioni G.O.A., sono altamente specializzati e addestrati nelle attività a contrasto dell’ingente traffico nazionale ed internazionale di sostanze stupefacenti. La sezione antiriciclaggio, precedentemente all’interno dei G.I.C.O., è stata ora assorbita da altra struttura all’interno dei Nucleo P.E.F. (Nuclei di polizia economico-finanziaria).

Adduso Sebastiano

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Covid: 20 milioni per 102 comuni siciliani dal Fondo Investimenti https://vivicentro.it/ultime-notizie/covid-20-milioni-per-102-comuni-siciliani-dal-fondo-investimenti Tue, 01 Mar 2022 16:10:49 +0000 https://vivicentro.it/?p=471703 In arrivo nelle casse di 102 comuni siciliani oltre 20 milioni di euro per recuperare i deficit legati all'emergenza sanitaria Covid-19 (link all’interno). Si aggiungono ai precedenti circa 83 milioni di euro

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Sono in arrivo nelle casse di 102 comuni siciliani (ELENCO AL DDG N. 49 DEL 01/03/2022) oltre venti milioni di euro del riparto Fondo Investimenti dei comuni per l’anno 2020 per recuperare i deficit legati all’emergenza sanitaria Covid-19.

Si tratta delle somme a saldo dei fondi a valere sul Piano di Sviluppo e Coesione 2014-2020 destinati ai comuni che ne avevano fatto richiesta. Per effetto del decreto di oggi a firma del dirigente generale del Dipartimento delle Autonomie locali, la Regione Siciliana sta provvedendo alla liquidazione delle risorse relative al Fondo investimenti (per un importo di 20.848.240 mln di euro). Il provvedimento si aggiunge alla precedente liquidazione effettuata lo scorso agosto 2021 per un importo di circa 83 milioni di euro.

Le risorse liquidate con il precedente decreto e con quello odierno andranno a colmare quel deficit di investimenti a finalità sociale accusato dai Comuni a seguito della gestione dell’emergenza sanitaria Covid-19dice l’assessore regionale alle Autonomie locali, Marco ZambutoIl governo regionale continua a sostenere i Comuni in maniera particolare a seguito del lungo periodo che ha determinato gravi difficoltà finanziarie a tutti gli enti locali“.

Ad essere interessati sono i tutto 102 comuni, di cui 26 comuni ricadenti rispettivamente nel Catanese e nel Messinese, 17 comuni dell’Agrigentino, 15 del Palermitano, 7 della provincia di Enna, 4 comuni rispettivamente situati nel territorio di Ragusa e Siracusa e 3 del Trapanese.

L’OPINIONE

E chi controlla questo come tanto altro ? Non c’è neanche una norma che permetta al cittadino di farlo, di partecipare in modo efficace alla gestione della Cosa pubblica del proprio Ente locale (e figurarsi per il resto) come invece dovrebbe essere in una Nazione che si farcisce di essere Repubblicana, Democratica, Europea, Civile e Occidentale. Ma certi aspetti i nostri trasversali politici non li guardano: loro volano alto. Fino a che dura.

Adduso Sebastiano

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Sequestro di 1,5 milioni di beni a 4 denunciati e a 2 società della trasformazione di materiali plastici https://vivicentro.it/ultime-notizie/sequestro-di-15-milioni-di-beni-a-4-denunciati-e-a-2-societa-della-trasformazione-di-materiali-plastici Wed, 09 Feb 2022 19:20:41 +0000 https://vivicentro.it/?p=469879 La GdF di Vittoria (RG) ha proceduto, per bancarotta fraudolenta, al sequestro di beni e somme a 4 soggetti denunciati e a 2 società operanti nel settore del recupero e trasformazione di materiali plastici

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I finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Ragusa, hanno proceduto nei giorni scorsi al sequestro di beni e risorse economiche per un valore pari a circa 1.500.000 euro nei confronti di 4 soggetti e 2 società operanti nel settore del recupero e trasformazione di materiali plastici.

LE INDAGINI

Le indagini svolte dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Vittoria hanno portato alla luce un articolato sistema di operazioni commerciali, ritenute dagli investigatori di natura fraudolenta in quanto finalizzate ad ottenere indebiti risparmi di imposta a scapito di una società poi fatta fallire.

Più in dettaglio, i due principali indagati, appartenenti al medesimo nucleo familiare e già noti per essere stati colpiti recentemente da provvedimenti di custodia cautelare relativamente ad altri illeciti commessi nel settore del riciclaggio di rifiuti plastici, sono stati ritenuti i reali beneficiari di transazioni che prevedevano l’emissione di fatture per operazioni inesistenti nei confronti di altre società, tutte di fatto a loro riconducibili, per un valore superiore ai 4.000.000 di euro.

Le attività investigative portate a termine dalle Fiamme Gialle iblee fanno ritenere che il modus operandi attuato fosse finalizzato ad ottenere, grazie alla iscrizione di costi fittizi, un indebito risparmio d’imposta in capo alle società produttive destinatarie delle fatture per operazioni inesistenti, facendo così traslare sulla società fallita oneri fiscali che, al pari dei contributi previdenziali riferibili a tutti i dipendenti, venivano omessi e non pagati.

I molteplici riscontri effettuati e comunicati al Tribunale di Ragusa hanno permesso così di denunciare nr. 4 soggetti, per i reati di emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e di bancarotta fraudolenta.

IL PROVVEDIMENTO

Il G.I.P. del Tribunale di Ragusa, accogliendo le richieste formulate dal P.M., condividendo l’intero quadro probatorio emetteva apposita ordinanza Applicativa di Misura Cautelare Reale del sequestro preventivo in forma diretta e per equivalente per ciascun capo di imputazione formulato fino alla concorrenza della somma complessiva di euro 1.500.000 euro, quantificato sulla base dei debiti tributari non onorati e sui contributi non versati.

In esecuzione del citato provvedimento le Fiamme Gialle hanno proceduto al sequestro delle somme rinvenute sui conti correnti riconducibili agli indagati nonché di beni immobili (nr. 16 fabbricati e nr. 13 terreni) e beni mobili registrati (n. 2 autovetture).

NOTA

L’attività in esame costituisce un esempio dell’impegno che la Guardia di Finanza sviluppa quotidianamente nella lotta a tutti gli illeciti in materia di frodi fiscali e che riguardano le procedure fallimentari a tutela degli interessi erariali e del tessuto economico legale, ancor più in un contesto emergenziale come quello attuale.

Adduso Sebastiano

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