imprenditori – Vivicentro https://vivicentro.it Sat, 06 Jun 2026 17:41:15 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png imprenditori – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 Juve Stabia, il sindaco Vicinanza chiama a raccolta gli imprenditori: Sosteniamo Guerri per una società forte https://vivicentro.it/juvestabia-news/juve-stabia-il-sindaco-vicinanza-chiama-a-raccolta-gli-imprenditori-sosteniamo-guerri-per-una-societa-forte Sat, 06 Jun 2026 17:41:15 +0000 https://vivicentro.it/?p=656046 Tutta Castellammare di Stabia con il primo cittadino in testa si stringono attorno alle Vespe. L'unione fa la forza per tutelare e salvaguardare il simbolo sportivo della città

TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto.
E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla Redazione di Vivicentro..
L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo Juve Stabia, il sindaco Vicinanza chiama a raccolta gli imprenditori: Sosteniamo Guerri per una società forte

]]>
Sono ore che possono cambiare il destino della Juve Stabia. Il prossimo 10 giugno rappresenta una data cruciale per il club gialloblù, quando si conoscerà il nome di chi garantirà il sostegno economico necessario per affrontare il campionato di Serie BKT 2026-2027.

Sul tavolo restano diversi scenari. Da un lato c’è la possibilità che Francesco Agnello decida di procedere alla ricapitalizzazione richiesta dagli amministratori giudiziari, mantenendo così il controllo della società. Dall’altro, prende sempre più corpo l’ipotesi di un passaggio di consegne che potrebbe favorire l’ingresso del Gruppo Guerri o del fondo Swiss Gulf Holding, entrambi interessati al futuro del club stabiese.

Nel frattempo, attorno alla vicenda si sta sviluppando una vera e propria battaglia mediatica. Voci, indiscrezioni e ricostruzioni contrastanti si susseguono senza sosta, alimentando un clima di incertezza che rischia di destabilizzare l’ambiente proprio nei giorni che precedono le scadenze decisive per l’iscrizione al prossimo campionato.

In questo contesto è intervenuto direttamente il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, che ha lanciato un appello pubblico all’imprenditoria locale affinché sostenga il progetto guidato da Alfredo Guerri, figura che nelle ultime settimane ha raccolto ampi consensi tra i tifosi delle Vespe.

“È il momento di tifare tutti insieme per la Juve Stabia. Mancano pochi giorni per ottenere l’iscrizione e la permanenza in Serie B per il terzo anno consecutivo, dopo due stagioni esaltanti”, ha dichiarato il primo cittadino.

Vicinanza ha sottolineato come Guerri abbia già dimostrato il proprio attaccamento ai colori gialloblù negli anni passati, sostenendo il club in qualità di sponsor, e che oggi sarebbe pronto a compiere un ulteriore passo in avanti assumendosi un importante impegno economico e finanziario per rilevare e rilanciare la società.

“Mi rivolgo all’imprenditoria sana stabiese affinché affianchi e sostenga Alfredo Guerri. Ha manifestato agli amministratori giudiziari l’intenzione di rilevare e risanare la società sportiva. È un impegno notevole e non va lasciato solo”, ha aggiunto il sindaco.

Nel suo intervento, Vicinanza ha inoltre evidenziato il valore che la Juve Stabia ha assunto negli ultimi anni per l’intera città, andando ben oltre il semplice aspetto sportivo.

“La Juve Stabia è diventata un simbolo che identifica non solo i tifosi e gli appassionati di calcio. È un veicolo di promozione dell’immagine vincente della città”, ha spiegato.

Parole di riconoscenza sono state rivolte anche agli amministratori giudiziari Salvatore Scarpa e Mario Ferrara, impegnati negli ultimi mesi nella gestione della delicata fase societaria.

Il sindaco ha quindi invitato gli imprenditori stabiesi a partecipare concretamente al progetto di rilancio, ciascuno secondo le proprie possibilità, attraverso formule che potranno essere concordate con gli amministratori giudiziari.

L’obiettivo è quello di costruire una società solida, trasparente e radicata sul territorio, senza escludere in futuro forme di partecipazione popolare che possano coinvolgere direttamente la cittadinanza.

“La prospettiva è quella di una società forte, pulita e coesa. Più avanti si potrà valutare anche l’ipotesi dell’azionariato popolare. Adesso, però, è il momento delle scelte e delle responsabilità individuali. Per una grande squadra, una Grande Stabia”, ha concluso Vicinanza.

Mancano ormai pochi giorni alla data che potrebbe segnare una svolta storica per il club gialloblù. L’attesa cresce tra i tifosi, mentre la città si stringe attorno alla propria squadra nella speranza che il futuro della Juve Stabia possa continuare a essere all’altezza delle ambizioni costruite sul campo nelle ultime due straordinarie stagioni.

TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto.
E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla Redazione di Vivicentro..
L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo Juve Stabia, il sindaco Vicinanza chiama a raccolta gli imprenditori: Sosteniamo Guerri per una società forte

]]>
656046
Arresto in carcere per 2 dirigenti del Genio civile e 2 imprenditori https://vivicentro.it/ultime-notizie/arresto-in-carcere-per-2-dirigenti-del-genio-civile-e-2-imprenditori Sat, 13 Nov 2021 10:36:04 +0000 https://vivicentro.it/?p=462407 La GdF di Catania ha eseguito l’arresto di due dirigenti, più un funzionario ai domiciliari, nonché di due imprenditori, per corruzione, turbativa e falso

TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto.
E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla Redazione di Vivicentro..
L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo Arresto in carcere per 2 dirigenti del Genio civile e 2 imprenditori

]]>
I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, con l’Operazione Genius, hanno eseguito nelle provincie di CataniaEnnaRagusa e Caltanissetta un’ordinanza con cui il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania ha disposto misure cautelari nei confronti di 6 persone.

I soggetti coinvolti sono sottoposti a indagine per corruzioneturbata libertà degli incanti e falso in atto pubblico, in relazione a lavori pubblici in provincia di Catania.

Le citate misure restrittive hanno riguardato tre (due dirigenti e un funzionario) del Genio Civile di Catania e tre imprenditori di Gela (CL) e Ragusa, operanti nel settore delle costruzioni edili.

Nel dettaglio, le indagini, svolte dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Catania, hanno riguardato le commesse pubbliche relative:
– al consolidamento di dissesti stradali, causati da smottamenti, nell’area del Comune di Aci Catena;
– alla sistemazione e all’ammodernamento di una strada provinciale a Catania;
– ai lavori di recupero del sedime portuale, anche ai fini della messa in sicurezza per gli utenti e i lavoratori, del
porto di Catania, aggiudicati nel 2018, per un valore complessivo di opere pubbliche messe a bando pari a 4 milioni di euro.

Le investigazioni hanno consentito di evidenziare la sussistenza di un grave quadro indiziario – commisurato all’attuale fase delle indagini in cui il contraddittorio tra le parti non risulta instaurato in modo completo – relativamente all’illiceità di una serie di condotte attribuibili a dirigenti e funzionari del Genio Civile di Catania, i quali, nell’ambito di alcune opere pubbliche, si sarebbero adoperati al fine di favorire, dietro pagamento di una somma di denaro o altre utilità, una società avente a oggetto costruzioni edili, con sede a Gela, i cui rappresentati sono stati parimenti raggiunti da misure cautelari.

In particolare, è emerso che:
– con riferimento ai lavori relativi al dissesto delle strade del Comune di Aci Catena, sarebbe stato redatto un falso verbale, in cui è stato attestato l’aggravamento dello stato di dissesto nella zona “collina Vampolieri”, con conseguente aumento dell’originaria somma precedentemente prevista per i lavori, da 150.000 euro a 260,000 euro, dell’importo dell’appalto dei lavori assegnati alla menzionata società gelese;
– con riferimento ai lavori relativi alla sistemazione della strada provinciale 192 i citati dirigenti e funzionari del Genio Civile, a vario titolo:
avrebbero falsificato il verbale di selezione delle ditte che avrebbero dovuto partecipare alla gara per l’aggiudicazione dei lavori, attestando di essersi riuniti e aver estratto a sorte le ditte partecipanti, in realtà già da loro precedentemente individuate;
avrebbero aggirato il principio di rotazione delle società che potevano partecipare alla gara per l’aggiudicazione dei lavori, al fine di favorire la menzionata società gelese.

Per tali episodi, gli imprenditori avrebbero consegnato ai due dirigenti del Genio Civile la somma di 5 mila euro, promettendo la consegna, nel complesso, di altri 30 mila euro.

Inoltre, nel corso delle investigazioni, è emerso che, con riferimento ai lavori di sistemazione del porto di Catania, aggiudicati nel 2018, un dirigente del Genio Civile avrebbe ricevuto da uno degli imprenditori sottoposti a indagine una somma di denaro, di importo ancora imprecisato, al fine di favorire, come poi è avvenuto, l’aggiudicazione dei lavori alla società gelese.

In conseguenze di tali attività investigative, il Giudice per le Indagini Preliminari di Catania presso il locale Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto:
– la custodia cautelare in carcere nei confronti di 4 soggetti (2 dirigenti del Genio civile e 2 imprenditori);
– gli arresti domiciliari per un altro funzionario del Genio civile;
– il divieto per un imprenditore di esercitare l’ufficio di amministratore delegato;
– il divieto di contrarre con la Pubblica amministrazione per la società gelese.

NOTA

L’attività si inserisce nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Guardia di Finanza di Catania a tutela della spesa pubblica e a contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, con lo svolgimento di complesse indagini a contrasto di condotte fraudolente sempre più sofisticate che ledono in maniera significativa gli interessi dello Stato, degli enti locali e dei cittadini.

Adduso Sebastiano

(VIDEO IN ELABORAZIONE)

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto.
E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla Redazione di Vivicentro..
L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo Arresto in carcere per 2 dirigenti del Genio civile e 2 imprenditori

]]>
462407
Interdetti funzionario Ente acque e imprenditori: peculato, corruzione e turbativa https://vivicentro.it/ultime-notizie/interdetti-funzionario-ente-acque-e-imprenditori-peculato-corruzione-e-turbativa Wed, 03 Nov 2021 12:15:03 +0000 https://vivicentro.it/?p=461540 Interdetti dalla GdF di Messina e Taormina congiuntamente alla Polizia di Stato che hanno eseguito il provvedimento presso l’A.S.M.

TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto.
E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla Redazione di Vivicentro..
L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo Interdetti funzionario Ente acque e imprenditori: peculato, corruzione e turbativa

]]>
Nella mattinata odierna, operatori della Guardia di Finanza di Messina e Taormina e della Polizia di Stato sono stati impegnati nell’esecuzione di cinque misure cautelari interdittive nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili dei reati di peculato, corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e violazioni alla normativa in materia di subappalto.

A dare avvio alle investigazioni, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina, sono intervenute mirate segnalazioni inerenti anomalie nell’affidamento e nella gestione dei servizi e delle attività afferenti il settore acquedotto dell’azienda.

Specificamente, erano stati riscontrati una eccessiva frammentazione dei lavori ed un frequente ricorso alla trattativa privata e/o all’affidamento diretto a favore di un limitatissimo numero di ditte, in palese violazione degli obblighi di evidenza pubblica e del principio di rotazione previsto per gli appalti c.d. sottosoglia che utilizzano la procedura negoziata.

I successivi approfondimenti, quindi, espletati per il tramite di intercettazioni telefoniche ed ambientali, interventi di natura dinamica e di riscontro sul territorio ed acquisizioni documentali, hanno consentito di fare luce, secondo ipotesi d’accusa e che dovrà trovare conferma nei successivi gradi di giudizio, su un sistema radicato nel suddetto Ente, connotato dalla cattiva gestione dei poteri e delle prerogative connesse alla funzione pubblica afferente agli affidamenti di lavori e forniture da parte dell’A.S.M. (Azienda Servizi Municipalizzati Taormina) – Settore Acquedotto, il cui esercizio, allo stato delle investigazioni, sarebbe risultato piegato alla realizzazione di interessi di tipo personalistico piuttosto che rispondente ai principi di correttezza, trasparenza ed imparzialità che dovrebbero presiedere all’azione amministrativa.

Nella presente fase delle indagini, che hanno trovato un primo vaglio positivo nel Giudice delle Indagini preliminari del Tribunale di Messina, la figura centrale è risultato un funzionario del predetto Ente, responsabile del servizio acquedotto, il quale operava, secondo ipotesi d’accusa, con spregiudicatezza e gestendo in maniera personalistica l’articolazione da lui diretta, tanto da fare mercimonio della funzione ricoperta, per ottenere vantaggi personali.

In svariate circostanze il funzionario, essendo necessario eseguire lavori di scavo per perdite della rete idrica comunale e ripristinare la sede stradale, provvedeva con affidamento diretto ad incaricare ditte, i cui titolari erano ovviamente compiacenti, senza la previa consultazione di altre imprese e, quindi, in violazione alla normativa in materia di appalti pubblici.

Inoltre, come emergente dall’attività d’indagine svolta dalle Fiamme Gialle e dalla Polizia di Stato, il predetto funzionario si sarebbe appropriato, avendone la disponibilità, di materiale idraulico di proprietà dell’A.S.M. del valore di circa 1.000 Euro e di alcuni contatori in ottone dismessi, vendendoli a terzi per oltre 2.000 Euro e acquistando, con il ricavato, una caldaia e dei radiatori da installare nella propria abitazione.

Da ultimo, allo stesso funzionario è altresì oggetto di contestazione provvisoria l’aver richiesto ad un imprenditore, che accettava, di assumere a tempo determinato il proprio figlio, offrendogli in cambio informazioni sulle offerte presentate da altre ditte concorrenti nelle gare per l’aggiudicazione dei lavori ed annullando procedure già concluse, al solo fine di favorirlo.

Sulla scorta del quadro indiziario così raccolto, salvo diverse valutazioni giudiziarie nei successivi livelli e fermo restando il generale principio di non colpevolezza sino a sentenza passata in giudicato, il competente Tribunale di Messina disponeva nei confronti del funzionario indagato la misura cautelare della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio per la durata di un anno, con interdizione, per il medesimo periodo, dello svolgimento di tutte le attività inerenti al pubblico ufficio o servizio da lui ricoperto; parimenti, nel medesimo ambito, venivano disposte ulteriori quattro misure cautelari  del divieto temporaneo di contrattare con la P.A. nei confronti di altrettanti imprenditori, nella misura variabile da sei mesi a 10 mesi.

Al rintraccio ed alla notifica dei provvedimenti hanno proceduto, per la Polizia di Stato, la Squadra Mobile della Questura di Messina, insieme al Commissariato di Taormina, e per la Guardia di Finanza, il G.I.C.O del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Messina, unitamente alla Compagnia di Taormina.

L’OPINIONE

Rilevante, per chi ancora può e vuole capire, la puntualizzazione delle Forze dell’Ordine “… provvedeva con affidamento diretto ad incaricare ditte, i cui titolari erano ovviamente compiacenti, senza la previa consultazione di altre imprese e, quindi, in violazione alla normativa in materia di appalti pubblici”. Risaputamente quella è l’annosa velata prassi un po’ ovunque, specialmente negli Enti locali. Una “regola” non scritta quanto pure non penalmente timorosa nelle leggi votate dal sistematico sistema politico-parlamentare (e figurarsi). A detta di molti non basterebbero alcuni milioni di agenti in Italia per potere far rispettare quanto tra l’altro evidenziato anche dall’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) e dalla Giurisprudenza, ovverosia che si deve rispettare il criterio della “rotazione”. Il cittadino intellettualmente onesto, indipendente e civile non può più neanche forzosamente – per rimozione governativa e parlamentare in anni addietro – partecipare efficacemente alla Cosa pubblica del suo Comune, altrettanto è disarmato, salvo assumersi ritorsioni e rischi di ogni genere anche per i propri familiari, innanzi alla trasversale arcinota corruzione pressoché legalizzatasi e sindacalizzatasi nel sistema pubblico-politico italiano e siciliano con rispettivi innumerevoli seguiti clientelari, familisti, nepotisti, elettorali, di voto per scambio sociale e ”altro”. Pertanto il cittadino per vivere se non anche sopravvivere, davanti a tale “esercito” spesso unicamente assiste, ingoia e subisce così implicitamente assoggettandosi. Se non fosse per il freno delle indagini come quella sopra, saremmo di tutta evidenza molto peggio di certi noti Stati, poiché da noi, in modo lampante, tutto anche il “marcio”, dagli scranni più alti fino all’ultimo sgabello, è innanzitutto edulcorato, imbellettato, magniloquente e ipocrita.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto.
E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla Redazione di Vivicentro..
L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo Interdetti funzionario Ente acque e imprenditori: peculato, corruzione e turbativa

]]>
461540
Due fratelli imprenditori agricoli arrestati per detenzione di armi e munizioni https://vivicentro.it/ultime-notizie/due-fratelli-imprenditori-agricoli-arrestati-per-detenzione-di-armi-e-munizioni Fri, 27 Aug 2021 06:43:03 +0000 https://vivicentro.it/?p=454362 I CC di Vittoria (RG) hanno arrestato ai domiciliari due fratelli in flagranza di reato per detenzione abusiva di armi e munizioni

TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto.
E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla Redazione di Vivicentro..
L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo Due fratelli imprenditori agricoli arrestati per detenzione di armi e munizioni

]]>
I CC di Vittoria (RG) hanno arrestato ai domiciliari due fratelli in flagranza di reato per detenzione abusiva di armi e munizioni

Proseguono i controlli a tappeto dei Carabinieri del Comando Provinciale di Ragusa nel territorio del comune di Vittoria.

I Carabinieri della Compagnia Vittoria (RG) hanno svolto mirati servizi, con il supporto dei colleghi dello Squadrone Eliportato Carabinieri “Sicilia”, finalizzati al contrasto del traffico di armi clandestine e sostanze stupefacenti, nonché alla prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio con particolare attenzione ai furti nelle abitazioni e nelle zone rurali.

Nella giornata di martedì 24 agosto u.s., a seguito di una perquisizione locale eseguita presso un’azienda agricola di Vittoria, hanno tratto in arresto nella flagranza del reato di detenzione abusiva di armi e munizioni in concorso, due fratelli imprenditori agricoli D.G. cl. 50 e D.S. cl. 48 che sono stati trovati in possesso di 2 pistole rivoltelle calibro 32 artigianali e 14 cartucce di vario calibro, minuziosamente occultate nei locali della loro azienda agricola, il cui possesso non è stato giustificato dai fermati.

Le armi e il munizionamento sono stati sequestrati e custoditi presso il Comando Compagnia di Vittoria.

L’Autorità Giudiziaria ha disposto gli arresti domiciliari per i due fratelli vittoriesi.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto.
E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla Redazione di Vivicentro..
L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo Due fratelli imprenditori agricoli arrestati per detenzione di armi e munizioni

]]>
454362
Bancarotta fraudolenta, sequestri per 4 milioni di euro https://vivicentro.it/ultime-notizie/bancarotta-fraudolenta-sequestri-per-4-milioni-di-euro Wed, 07 Jul 2021 07:35:11 +0000 https://vivicentro.it/?p=449840 I finanzieri di Palermo, con la GdF di Firenze, Prato e Viareggio, hanno arrestato 2 imprenditori delle costruzioni immobiliari per bancarotta

TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto.
E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla Redazione di Vivicentro..
L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo Bancarotta fraudolenta, sequestri per 4 milioni di euro

]]>
I finanzieri di Palermo, con la GdF di Firenze, Prato e Viareggio, hanno arrestato 2 imprenditori delle costruzioni immobiliari per bancarotta

Su delega della locale Procura della Repubblica, i finanzieri del Comando Provinciale di Palermocon la collaborazione dei colleghi di Firenze, Prato e Viareggio – hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo siciliano nei confronti di 2 soggetti, dei quali:

  • 1 destinatario di custodia cautelare in carcere: MAZZANTI Simone(cl. 68);
  • 1 sottoposto agli arresti domiciliari: GIAMBRA Michele(cl. 49),

ai quali viene contestato il reato di bancarotta fraudolenta nella loro veste, rispettivamente di amministratori di diritto e di fatto della società CAPOPASSERO S.r.l., operante nel settore delle costruzioni immobiliari, dichiarata fallita dal Tribunale di Palermo in data 27 gennaio 2020.

Contestualmente, le Fiamme Gialle palermitane hanno provveduto all’esecuzione del sequestro preventivo di complessivi 4 milioni di euro quale profitto del reato.

LE INDAGINI

Le indagini, condotte dagli investigatori del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo – Gruppo Tutela Mercato Capitali, sono state avviate a seguito della dichiarazione di fallimento della società, impegnata negli ultimi anni in un progetto per la realizzazione di un importante complesso residenziale a Portopalo di Capo Passero, nel siracusano e hanno permesso di disvelare un complesso ed articolato “sistema di società”, pensato e realizzato sotto la regia del GIAMBRA Michele, già arrestato e condannato in passato per altri fatti di bancarotta.

Il disegno criminoso, portato a termine con il concorso dei più stretti familiari, ha permesso la distrazione di somme di denaro per oltre 4,3 milioni di euro, erogate alla società fallita a titolo di indennità espropriativa, in danno dei creditori verso i quali l’impresa ha accumulato un ingente passivo fallimentare allo stato quantificato in almeno 3 milioni di euro.

Il progetto di realizzazione del complesso residenziale siracusano non è stato portato a termine lasciando gli scheletri delle strutture incompiuti a sfondo dei suggestivi paesaggi a vocazione turistica

NOTA

L’odierna operazione eseguita dalla Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Palermo, si inserisce nel quadro delle linee strategiche dell’azione del Corpo volte a rafforzare l’azione di contrasto ai fenomeni di illegalità economico-finanziaria connotati da maggiore gravità, nonché all’aggressione dei patrimoni dei soggetti dediti ad attività criminose, al fine di tutelare le imprese oneste che operano nel rispetto della legge.

Adduso Sebastiano

(le altre informazioni regionali le trovi anche su Vivicentro – Redazione Sicilia)

TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Si diffida da qualsiasi riproduzione o utilizzo, parziale o totale, del presente contenuto.
E’ possibile richiedere autorizzazione scritta alla Redazione di Vivicentro..
L’autorizzazione prevede comunque la citazione della fonte con l’inserimento del link del presente articolo Bancarotta fraudolenta, sequestri per 4 milioni di euro

]]>
449840