falsi – Vivicentro https://vivicentro.it Fri, 21 Oct 2022 06:29:18 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png falsi – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 Comprare prodotti falsi non è mai un buon affare VIDEO https://vivicentro.it/ultime-notizie/comprare-prodotti-falsi-non-e-mai-un-buon-affare-video Fri, 21 Oct 2022 06:00:59 +0000 https://vivicentro.it/?p=511308 Lotta alla contraffazione: la nuova campagna di comunicazione punta a sensibilizzare cittadini e imprese sul fenomeno globale dei prodotti falsi. VIDEO #contraffazione #falsi #prodottifalsi

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Lotta alla contraffazione: la nuova campagna di comunicazione punta a sensibilizzare cittadini e imprese sul fenomeno globale dei prodotti falsi. VIDEO #contraffazione #falsi #prodottifalsi

Comprare prodotti falsi non è mai un buon affare VIDEO

Promuovere, soprattutto tra i giovani, una maggiore consapevolezza dei gravi danni che comporta l’acquisto online di prodotti falsi, sia sulla salute del consumatore che sull’economia del Paese, è il messaggio al centro della nuova campagna di comunicazione “Comprare prodotti falsi non è mai un buon affare” promossa dal Ministero dello Sviluppo economico che ha preso il via in occasione della settima edizione della Settimana Anticontraffazione (3-7 ottobre 2022)

Partendo dalla contraffazione di prodotti cosmetici e articoli di abbigliamento sportivo e senza dimenticare la difesa dell’Italian sounding dei prodotti agroalimentari, la nuova campagna punta a sensibilizzare cittadini e imprese su un fenomeno globale che richiede sia un innalzamento di livello di conoscenza sia un costante impegno di tutti i soggetti coinvolti nella lotta alla contraffazione per individuare nuovi strumenti e misure di prevenzione.

L’edizione di quest’anno della Settimana Anticontraffazione ha avuto infatti un calendario di eventi, convegni in presenza e webinar, che si sono focalizzati su alcuni settori (tessile-moda e cosmetici) maggiormente colpiti dal fenomeno e che sono tra quelli ritenuti prioritari di intervento nell’ambito dell’agenda dei lavori adottata dal CNALCIS (Consiglio Nazionale per la lotta alla contraffazione e all’Italian Sounding).

L’obiettivo delle diverse giornate di lavoro organizzate dal Ministero, in cui saranno presentati anche nuovi studi sull’impatto della contraffazione, è stato quello di rafforzare le sinergie operative tra le istituzioni e il mondo delle imprese.

Importante anche il coinvolgimento delle principali piattaforme e-commerce (Amazon, Alibaba, Ebay, Meta, Google Italy, Yoox, Tik Tok) che hanno partecipato all’incontro del 4 ottobre su commercio elettronico e contraffazione.

Un appuntamento dedicato ai più giovani si è svolto invece il 6 ottobre a Bergamo, presso l’Accademia della Guardia di Finanza, dove alla presenza del ministro Giancarlo Giorgetti e del comandante generale della Guardia di Finanza Giuseppe Zafarana si è svolta la seconda edizione della “Giornata della lotta alla contraffazione per gli studenti”, a cui hanno partecipato gli istituti scolastici di secondo grado della città e altre scuole in video collegamento da tutta Italia, nonché le scuole italiane all’estero.

Per maggiori informazioni

Ufficio competente

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Truffa da 440 milioni per lucrare aiuti Covid: 78 indagati e 35 arresti in tutta Italia https://vivicentro.it/ultime-notizie/truffa-da-440-milioni-con-falsi-crediti-dimposta-per-lucrare-aiuti-covid-78-indagati-e-35-arresti-in-tutta-italia Mon, 31 Jan 2022 08:29:26 +0000 https://vivicentro.it/?p=469127 Truffa scoperta dalla GdF di Rimini; 80 le perquisizioni; sequestro di falsi crediti, beni e assetti societari.; impiegati 200 finanzieri e i “cash dog”; 9 indagati avevano chiesto il RdC; 3 erano mafiosi

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I Finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Rimini (capoluogo dell’omonima provincia in Emilia-Romagna) coordinati dalla Procura della Repubblica con il supporto di 44 reparti territorialmente competenti, nonché della componente aerea del Corpo, del supporto tecnico dello Scico e del Nucleo speciale frodi tecnologiche, per un totale di oltre 200 militari, con l’Operazione “Free Credit” hanno dato avvio, alle prime luci dell’alba di oggi (31 gennaio), ad una vasta operazione di polizia contro una maxi truffa in Emilia Romagna ed in contemporanea in Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino e Veneto.

In queste ore le Fiamme gialle hanno eseguito un provvedimento del Gip del Tribunale di Rimini con cui sono state disposte 35 misure cautelari personali di cui 8 in carcere e 4 ai domiciliari nonché 23 interdittive di cui 20 all’esercizio di impresa nei confronti di altrettanti imprenditori e 3 all’esercizio della professione nei confronti di altrettanti commercialisti, in quanto ritenuti componenti di un articolato sodalizio criminale con base operativa a Rimini ma ramificato in tutto il territorio nazionale, responsabile di aver creato e commercializzato per 440 milioni di euro falsi, crediti di imposta, introdotti tra le misure di sostegno emanate dal Governo con il decreto rilancio, durante la fase più acuta dell’emergenza sanitaria da Covid-19 per aiutare le imprese e i commercianti in difficoltà.

PERQUISIZIONI E SEQUESTRI

80 le perquisizioni ed il sequestro dei falsi crediti, di beni e assetti societari per il reato di indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato.

Tra loro, in 9 avevano presentato domanda di reddito di cittadinanza e 3 avevano precedenti di polizia per associazione a delinquere di stampo mafioso.

L’associazione a delinquere, che secondo l’ipotesi investigativa è composta da 56 soggetti che si sono avvalsi di 22 prestanomi, ha un nucleo centrale di 12 persone, oggi sottoposti a misure cautelari custodiali, tra imprenditori e commercialisti.

L’INDAGINE

L’indagine del Nucleo di polizia economico finanziaria trae origine da un attento esame della documentazione relativa ad una presunta cessione di crediti d’imposta, effettuata da una società coinvolta in altro procedimento penale per reati fallimentari. L’analisi sull’origine dei crediti effettuata tramite l’utilizzo delle banche dati operative in uso al Corpo incrociata con le indagini sul campo e la valorizzazione delle segnalazioni per opera-zioni sospette, ha consentito di appurare che gli stessi erano inesistenti per carenza di requisiti.

Da lì è nato il nuovo filone investigativo che fin dallo scorso mese di giugno ha consentito il monitoraggio dell’organizzazione criminale fin quasi dalla sua genesi e in tutti i passaggi di sviluppo, verificando come la stessa fosse totalmente dedicata alla creazione e commercializzazione di falsi crediti di imposta, successivamente monetizzati cedendoli a ignari acquirenti estranei alla truffa, portati in compensazione con conseguente danno finale alle casse dello Stato.

Gli esiti investigativi, suffragati dagli accertamenti bancari e dai dati pervenuti dall’Agenzia delle Entrate di Rimini e dalla Sogei spa, hanno consentito di riscontrare l’esistenza del sodalizio criminale, che ha operato secondo un iter criminis comune alle tre casistiche di crediti d’imposta fittizi generati (Bonus locazioni, Sismabonus e Bonusfacciate): tramite professionisti compiacenti, reperire società attive in grave difficoltà economica o ormai decotte, utili alla creazione degli indebiti crediti d’imposta; sostituire il rappresentante di diritto di tali società con un prestanome, da cui ottenere le credenziali per poter inserire le comunicazioni di cessioni crediti nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, così da avere  uno schermo in caso di futuri accertamenti; inserire le comunicazioni dichiarando di aver pagato canoni di locazione superiori agli effettivi (persino oltre il 260.000%) o effettuato lavori edili mai iniziati, così da generare crediti di imposta non spettanti; cedere i crediti d’imposta a società compiacenti e dopo il secondo passaggio a società terze inconsapevoli, così da rendere più difficile la ricostruzione.

Neppure le recenti modifiche normative introdotte dal decreto antifrode 157/2021 hanno scoraggiato i membri dell’organizzazione criminale, che ha continuato a perpetrare la truffa.

Il profitto dei reati è stato: investito in attività sia commerciali che immobiliari (subentro nella gestione di ristoranti, acquisto di immobili e/o quote di partecipazioni societarie); veicolato, attraverso una fatturazione di comodo, verso alcune società partenopee per essere monetizzate in contanti; trasferito su carte di credito ricaricabili business, con plafond anche di 50.000 euro e prelevato in contanti presso vari bancomat; impiegato per finanziarie società a Cipro, Malta, Madeira; convertito in cripto valute; investito in metalli preziosi ed in particolare nell’acquisto di lingotti d’oro.

IMPIEGATI I “CASH DOG”

In fase di esecuzione dei sequestri, ritenendo plausibile che alcuni indagati potessero fare ricorso a botole e intercapedini in cui custodire contanti e preziosi, sono stati impiegati i “cash dog”, unità cinofile addestrate a fiutare l’odore dei soldi.

NOTA

L’operazione di servizio testimonia il ruolo fondamentale della Guardia di Finanza nella lotta agli illeciti in materia di spesa pubblica.

Adduso Sebastiano

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Bilanci comunali falsi, indagato anche il sindaco https://vivicentro.it/ultime-notizie/bilanci-comunali-falsi-indagato-anche-il-sindaco-palermo Sat, 23 Oct 2021 19:10:30 +0000 https://vivicentro.it/?p=460152 Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e 23 fra ex assessori, dirigenti e capi area comunali sono indagati per falso nei bilanci comunali

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Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e 23 fra ex assessori, dirigenti e capi area comunali sono indagati per falso nei bilanci comunali

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e 23 fra ex assessori, dirigenti e capi area comunali sono indagati per falso nei bilanci comunali. Secondo quanto scrive il quotidiano La Repubblica, tutti hanno avuto notificato un avviso di conclusione indagini; l’accusa contestata dalla Procura di Palermo è “falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico”.

Le indagini del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Palermo, avrebbero accertato numerose irregolarità nei bilanci di quattro anni, dal 2016 al 2019.

Scrivono i Magistrati, Procuratori Andrea Fusco, Giulia Beux e il Procuratore aggiunto Sergio Demontis, nel provvedimento: “I pubblici ufficiali sottoscrivevano e inviavano all’ufficio Ragioneria generale delle schede di previsione di entrate sovrastimate così inducendo in errore il consiglio comunale di Palermo sulla verità dell’atto, determinandolo ad adottare la deliberazione con la quale veniva approvato il bilancio di previsione”.

Un capitolo delle accuse riguarda i bilanci di previsione, un altro i rendiconti di gestione. A Orlando viene contestata anche una direttiva del 18 giugno 2018 “per avere in un atto pubblico facente fede fino a querela di falso, esposto dati falsi e in particolare riportato crediti da riconoscere/transigere del Comune verso le società partecipate inferiori rispetto a quelle reali”.

Il riferimento è ai debiti del Comune verso l’Amat: sarebbero stati “quantificati falsamente in soli 197mila euro, per l’anno 2016, a fronte di crediti della società privi di impegni di spesa pari a otto milioni 890mila euro”.

Bilanci comunali falsi, indagato anche il sindaco Palermo

Il bilancio comunale di Palermo del 2016 riportava falsi dati di previsioni nelle entrate e falsi costi del servizio della Rap, che si occupa della raccolta e trattamento di rifiuti. Questo è quanto hanno accertato i finanzieri del nucleo polizia economico finanziaria che hanno spulciato tutti i documenti per anni. Il sindaco Leoluca Orlando, l’ex assessore Luciano Abbonato e i dirigenti Sergio Pollicita, Daniela Rimedio, Lucietta Accordino, Mario Li Castri, Paolo Porretto, Giovanni Carlo Galvano, Leonardo Brucato, Luigi Mortillaro, Carmela Agnello, Cosimo Aiello, Antonino Mineo, Salvatore Di Trapani sono accusati in concorso, di avere inviato alla Ragioneria Generale delle schede di previsione di entrata sovrastimate per l’approvazione del bilancio per l’anno 2016.

L’accertamento per il 2015 non era disponibile mentre per il 2016 l’accertamento era di un milione e 800mila euro. Daniela Rimedio, dirigente servizio Tari aveva previsto 10 milioni di euro per il recupero delle tasse non pagate, nel 2015 l’accertamento è di due milioni e mezzo circa mentre per il 2016 quattro milioni di euro. Anche sulle multe per infrazioni stradali le previsioni erano sovrastimate. La dirigente Lucietta Accordino, dirigente del servizio affari generali e gestione procedure sanzionatorie presso il comando della polizia municipale previo accordo con l’assessore al Bilancio Luciano Abbonato, come scrivono i Pm nell’avviso di conclusioni indagini, aveva fatto una previsione di 85 milioni di euro. L’accertamento nel 2015 era di 65 milioni così come quello del 2016.

Anche nel settore edilizia erano state previste maggiori entrate. Mario Li Castri capo area tecnica della riqualificazione urbana e delle infrastrutture e Paolo Porretto, dirigente del servizio Sportello Unico Edilizia avevano previsto per i contributi di edificabilità per le opere di urbanizzazione 11 milioni di euro, l’accertamento nel 2015 era di cinque milioni e 200mila, nel 2016 quattro milioni e mezzo. Anche sul condono edilizio le entrate sarebbero state sovrastimate. La previsione fatta da Giovanni Carlo Galvano dirigente dell’ufficio condono edilizio e controllo era di sei milioni e mezzo a fronte di un accertamento nel 2015 di un milione e 600mila e nel 2016 di quattro milioni e mezzo. Il costo del contratto per il servizio di raccolta rifiuti della Rap sarebbe stato sottostimato. La previsione era di circa 113 milioni di euro circa. Il costo effettivo 114 milioni circa, con una differenza di 800mila euro. Nonostante le previsioni delle entrate e del costo del servizio Rap false Leonardo Brucato, capo del settore bilancio e Tributi, Luigi Mortillaro dirigente del servizio Bilancio, Carmela Agnello ragioniere generale hanno dato parere favorevole alla proposta di delibera di giunta per l’approvazione dello schema di bilancio di previsione del 2016.

Bilanci comunali falsi, indagato anche il sindaco Palermo

Il sindaco Leoluca Orlando ha dichiarato “Ho avuto comunicazione dell’avviso di un’indagine, esaminerò gli atti depositati dalla Procura della Repubblica e per fare massima chiarezza attendo di essere ascoltato dai magistrati titolari delle indagini sul merito e sulle competenze in una materia, peraltro, particolarmente tecnica”. Lo dichiara il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.

Chi è Leoluca Orlando (molto in sintesi)

Dal 22 maggio 2012, esercita il suo sesto mandato (non consecutivo) di sindaco di Palermo e, dal 7 giugno 2016, anche quello di sindaco metropolitano della città metropolitana di Palermo.

È stato parlamentare regionale e nazionale ed europarlamentare. Fondatore de La Rete, è stato inoltre coordinatore nazionale dell’Italia dei Valori.

Ha iniziato nel 1978 il suo percorso politico nella Democrazia Cristiana. Poi passato all’Idv, quindi al Pd.

L’OPINIONE

Se questo accertamento della Guardia di Finanza dovesse trovare conferma nelle sentenze, sarebbe da ritenersi che si potrebbero aprire indagini in tanti Comuni che negli anni avrebbero chiuso bilanci più teorici che reali (“sovrastimati”), tra l’altro avvalorati da giunte, responsabili amministrativi e revisori.

Adduso Sebastiano

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Un cittadino delle Mauritius cercava d’imbarcarsi su un volo per Parigi con documenti falsi https://vivicentro.it/ultime-notizie/un-cittadino-delle-mauritius-cercava-dimbarcarsi-su-un-volo-per-parigi-con-documenti-falsi Thu, 17 Jun 2021 05:46:22 +0000 https://vivicentro.it/?p=447337 Il cittadino aveva un permesso di soggiorno illimitato risultato falso e acquistato a Parigi. Arrestato dalla Polizia di Frontiera di Palermo

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Nei giorni scorsi, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio predisposti presso l’aerostazione “Falcone Borsellino”, personale della Polizia di Frontiera Aerea di Palermo è intervenuta presso il banco check-in, poiché un cittadino straniero che doveva imbarcarsi su un volo diretto a Parigi Orly, aveva esibito una carta d’identità elettronica italiana apparentemente rilasciata dal Comune di Palermo che, da un primo esame visivo, appariva di dubbia autenticità.

Lo straniero è stato pertanto accompagnato presso gli uffici del settore operativo della Polaria per svolgere accertamenti più approfonditi sull’autenticità del documento. In questa sede è stato identificato come un cittadino delle Mauritius, possessore di un passaporto di quello stato “in atto scaduto” e di un permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di Palermo in data 29.10.2010 “con periodo illimitato”.

Un cittadino delle Mauritius cercava d’imbarcarsi su un volo per Parigi con documenti falsi

Dalla consultazione presso il sistema informatico in uso alla Polizia di Frontiera è stato acclarato che il documento non risultava essere genuino poiché non risultava possibile rilevare i dati trascritti, inoltre, dalla consultazione esperita presso l’ufficio anagrafe del Comune di Palermo se ne è accertato il mancato rilascio.

L’uomo, messo dinanzi all’evidenza dell’illecito, ha riferito ai poliziotti di avere “acquistato” il    documento a Parigi, non fornendo ulteriori utili elementi d’indagine.

Lo straniero è stato, pertanto, tratto in arresto per il reato di possesso di documento falso valido per l’espatrio e si è proceduto, altresì, al sequestro della carta di identità.

NOTA

Giova precisare che lo straniero è, allo stato, indiziato in merito al reato contestato e che la sua posizione sarà definitiva solo dopo l’emissione di una, eventuale, sentenza passata in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza. 

Adduso Sebastiano

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Un ingegnere e altri 5 soggetti indagati per falsi corsi e attestati di formazione https://vivicentro.it/ultime-notizie/un-ingegnere-e-altri-5-soggetti-indagati-per-falsi-corsi-e-attestati-di-formazione Thu, 29 Apr 2021 20:14:01 +0000 https://vivicentro.it/?p=443063 I CC Tutela lavoro di Palermo hanno eseguito, per truffa aggravata, una misura interdittiva ad un ingegnere che gestiva 116 corsi

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I Carabinieri del Nucleo Operativo del Gruppo Tutela Lavoro di Palermo, unitamente ai militari dei Nuclei Ispettorati del Lavoro di Palermo ed Agrigento, a conclusione di una indagine iniziata lo scorso anno e coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento – dr.ssa Alessandra Russo, hanno eseguito la misura interdittiva del divieto di esercitare attività professionale per anni 1, a carico di un ingegnere di Cammarata (AG), indagato insieme ad altri 5 soggetti, per truffa aggravata e continuata, esercizio abusivo della professione medica e delitti in materia di falso, consumati tra il 2014 ed il 2019.

LE INDAGINI

Dalle risultanze investigative è emerso che l’ingegnere, legato da rapporto di prestazione d’opera con un Ente Bilaterale* che eroga formazione professionale e sicurezza sui luoghi di lavoro:

  • avrebbe omesso di tenere alcuni corsi, rilasciando comunque l’attestato ai richiedenti/discenti;
  • avrebbe generato falsi attestati di formazione professionale, mediante contraffazione del logo dell’Ente Bilaterale e della firma del suo rappresentante legale;
  • avrebbe falsamente indicato la presenza di altre figure professionali specifiche (per lo più medici) in realtà mai impiegati nella formazione dei corsisti;
  • avrebbe svolto in prima persona, senza rivestire la qualità di medico, 10 corsi di formazione per addetti di primo soccorso;
  • si sarebbe così procurato un ingiusto profitto, dato dal percepimento del prezzo del corso (euro 150/250 cadauno), in tal modo danneggiando sia l’Ente di Formazione (per il mancato introito delle somme dei corsi accreditati) che i discenti/loro datori di lavoro (i quali pagavano un corso, il cui attestato non aveva alcuna validità);
  • avrebbe avuto accesso, in concorso con altro indagato, a finanziamenti pubblici per 48.750 euro, destinati dall’INAIL – con avviso pubblico del 2016 – per interventi formativi nella salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

In particolare, risultano:

  • 21 corsi validati dall’Ente Bilaterale e mai svolti;
  • 36 corsi validati dall’Ente Bilaterale ma privi di effetti legali nel territorio;
  • 59 corsi non conosciuti dall’Ente Bilaterale e falsamente attestati.

I beneficiari degli attestati provengono da tutta la Regione.

*  È un organismo paritetico, di natura contrattuale, costituito dalle associazioni sindacali e dei datori di lavoro. Per quanto concerne l’attività formativa, la sua funzione è quella di cofinanziare (totalmente e/o in parte) la formazione professionale delle imprese aderenti.

Adduso Sebastiano

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