dimissioni – Vivicentro https://vivicentro.it Sat, 18 Apr 2026 23:04:02 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png dimissioni – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 Juve Stabia: Il Presidente Filippo Polcino rimette il suo mandato nelle mani della nuova proprietà https://vivicentro.it/juvestabia-news/juve-stabia-il-presidente-filippo-polcino-rimette-il-suo-mandato-nelle-mani-della-nuova-proprieta Sat, 18 Apr 2026 22:55:36 +0000 https://vivicentro.it/?p=654354 Le sue parole in conferenza stampa tuonano forti "Manca trasparenza, questa proprietà non mi rappresenta. Non posso essere complice del buio"

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Il pareggio per 1-1 sul campo tra Juve Stabia e Catanzaro passa in secondo piano di fronte alle dirompenti dichiarazioni di Filippo Polcino.

Il Presidente Esecutivo del C.D.A. della S.S. Juve Stabia 1907 ha approfittato della conferenza stampa post-gara per fare chiarezza su una situazione societaria caotica, annunciando di fatto un passo indietro e lanciando un duro atto d’accusa verso i nuovi acquirenti e, più in generale, verso il sistema calcio italiano.

Lo Strappo con la Nuova Proprietà

Le parole di Polcino sono pietre. Il dirigente ha annunciato la volontà di rimettere il proprio mandato, motivando la decisione con una totale mancanza di trasparenza e comunicazione da parte dei nuovi vertici societari.

“Non ero stato informato dell’atto di passaggio di quote”, ha dichiarato Polcino, visibilmente amareggiato. La notizia del closing gli è stata comunicata solo a cose fatte, tramite una rapida telefonata seguita da un comunicato stampa. Un modus operandi ritenuto inaccettabile per chi ricopre la carica di Presidente del C.D.A.: “I modi e le forme sono stati sbagliati. Una nuova proprietà innanzitutto si presenta, fa capire qual è il progetto e quali sono le intenzioni. Questa proprietà ad oggi non mi rappresenta, e io non rappresento questa proprietà”.

Rispondendo alle domande dei giornalisti sui dubbi legati alla nuova cordata (facente capo al Dottor Agnello e a una società neocostituita con un capitale di soli 2.000 euro), Polcino è stato netto: “Non ho conoscenza delle sue potenzialità finanziarie né della sua idea. Ora bisogna capire cosa voglia fare la nuova proprietà, noi dialogheremo, ma al momento ne traggo le mie conclusioni”.

I Ringraziamenti: Una Città e “Due Angeli”

Nonostante le tensioni societarie, Polcino ha voluto dedicare parole di profondo affetto e gratitudine per chi ha tenuto in vita la Juve Stabia in questi mesi di “continua emergenza”: gli Amministratori Giudiziari che sono definiti “due angeli”, senza il cui intervento “forse oggi la Juve Stabia non esisterebbe più”. Il loro mandato, ha ricordato Polcino, è un provvedimento inconfutabile che durerà 12 mesi (fino a ottobre). Un ringraziamento speciale è andato allo sponsor Alfredo Guerri, a tutti gli altri sponsor (di cui non fa nome per evitare di dimenticarsi di qualcuno) e a tutta la città di Castellammare di Stabia. “In questi tre giorni ho sentito un calore e un affetto che non ho mai sentito in nessuna piazza. Continuo a sentirmi stabiese e lo farò per sempre”, ha ammesso con commozione, ringraziando anche i tifosi per lo striscione a lui dedicato qualche anno fa.

Il Caos Estero: Da Brera a Solmate

Polcino ha anche provato a fare luce sui frenetici mesi passati, segnati dal passaggio all’inizio dell’anno alla Brera Holding (società quotata al Nasdaq) e al successivo subentro di Solmate, colosso delle criptovalute.

Il dirigente ha rivelato un retroscena fondamentale: al momento della cessione da parte del Presidente Langella, i compratori avevano firmato davanti a un notaio l’impegno a coprire tutte le spese fino a fine campionato “al centesimo, non abbiamo sbagliato un euro”, rileva con fierezza. Tuttavia, i punti di riferimento sono rapidamente spariti. “Non posso determinare perché il board estero abbia deciso di non continuare. Mai nessuno mi ha detto cosa volessero fare”, ha spiegato, sottolineando come la Juve Stabia, pur avendo conti in ordine, monte ingaggi basso e giocatori patrimonializzati, sia stata gestita in modo incomprensibile dalla proprietà uscente.

L’Appello al Palazzo: “Servono Garanzie, Non Siamo Più Credibili”

L’ultimo, accorato passaggio della conferenza ha visto Polcino, membro di commissione legale in Lega, lanciare un durissimo monito alle istituzioni calcistiche. Il dirigente chiede un cambio radicale delle regole per evitare l’ingresso nel calcio italiano di proprietà che possono essere identificate come “scatole vuote”.

“Se una squadra costa 15-16 milioni, chi la compra deve dare 16 milioni di garanzie,” ha tuonato Polcino. “Altrimenti ogni giorno ci troviamo con società estromesse o fallite. Non siamo più credibili, e giochiamo sui sentimenti e sulla fede di popoli. Mi auguro che questo messaggio arrivi nelle stanze dei bottoni”.

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Juve Stabia, Filippo Polcino rassegna le dimissioni da Amministratore Delegato: La lettera di saluti https://vivicentro.it/juvestabia-news/juve-stabia-filippo-polcino-rassegna-le-dimissioni-da-amministratore-delegato-la-lettera-di-saluti Tue, 17 Feb 2026 11:42:49 +0000 https://vivicentro.it/?p=652062 Si chiude dopo quattro anni l'era dell'Amministratore Delegato che ha risanato il club, riconquistato la Serie B e sfiorato il miracolo della Serie A. Un addio tra commozione e orgoglio.

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Ci sono addii che pesano più di altri, perché non segnano solo la fine di un rapporto lavorativo, ma la chiusura di un ciclo che ha trasformato radicalmente il volto di una società. Con le dimissioni rassegnate oggi da Filippo Polcino, la S.S. Juve Stabia 1907 saluta non solo un Amministratore Delegato, ma l’architetto di una rinascita sportiva e manageriale senza precedenti.

In quattro anni vissuti “con intensità assoluta”, Polcino lascia in eredità molto più di quanto i semplici numeri possano raccontare, sebbene proprio quei numeri siano la prova tangibile del suo capolavoro.

Il Manager del Risanamento e della “Sana Contabilità”

Arrivato in un momento storico complesso, Polcino ha saputo raccogliere la sfida lanciata dalla famiglia Langella: costruire calcio con idee e competenza, non solo con il denaro. La sua gestione sarà ricordata per aver traghettato le “Vespe” fuori dalle acque agitate dell’incertezza finanziaria verso lidi sicuri. Attraverso una meticolosa ristrutturazione del debito e una gestione oculata, l’ormai ex AD ha garantito quella sostenibilità economica che oggi è merce rara nel calcio italiano, permettendo al club di operare con dignità e solidità.

Dalla Serie C al Sogno della Serie A

Ma la rigida gestione amministrativa non ha mai frenato l’ambizione sportiva. Sotto la sua guida, la Juve Stabia ha vissuto stagioni esaltanti, culminate con il ritorno trionfale in Serie B e, risultato ancora più straordinario, con il raggiungimento – per la prima volta nella storia del club – della semifinale Play Off per la promozione in Serie A. Un traguardo che ha fatto sognare una città intera, dimostrando che con la programmazione l’impossibile può diventare realtà.

Le parole dell’addio: “Una missione, non un lavoro”

Nella sua toccante lettera di commiato, Polcino non nasconde l’emozione. “Non è mai stata solo una responsabilità: è stata una missione, un legame autentico con una Città orgogliosa, passionale, vera”, scrive il dirigente, sottolineando come la Juve Stabia sia entrata nella sua anima e nella sua famiglia.

L’uscita di scena, avvenuta nel rispetto della volontà della nuova proprietà, è accompagnata da ringraziamenti che svelano l’umanità dietro il ruolo dirigenziale. Il pensiero va ad Andrea e Giuseppe Langella, definiti una guida solida e lungimirante, allo staff tecnico, ai calciatori capaci di stravolgere ogni pronostico e, in modo speciale, alla “squadra invisibile” dei dipendenti, vero motore del club lontano dai riflettori.

Un legame indissolubile con la Sud

Tra i passaggi più vibranti della sua lettera, c’è il tributo alla Curva Sud. Polcino ricorda con commozione il momento in cui vide il suo volto in una coreografia dei tifosi: “In quell’istante ho compreso che questo legame non si sarebbe mai spezzato”. Un riconoscimento raro per un dirigente, segno di un rispetto guadagnato sul campo, con la lealtà e la trasparenza.

Filippo Polcino lascia Castellammare a testa alta, consegnando al futuro una società sana, strutturata e consapevole della propria forza. Come lui stesso ha scritto: “Le cariche finiscono, le maglie si cambiano, ma ciò che si costruisce con onestà e amore non conosce addii: resta”.

La lettera di Polcino alla piazza di Castellammare

“Cari Cittadini di Castellammare di Stabia, cari Tifosi della Juve Stabia,
ci sono parole che non nascono dalla mente, ma dal tempo. E oggi, dopo quattro anni vissuti con intensità assoluta, sento il bisogno di salutare questa Città e questa Squadra con il rispetto e l’amore che si devono a ciò che lascia un segno profondo nella vita di un uomo.

Sembra ieri quando una telefonata di Andrea Langella mi affidò la guida di una delle società più antiche e identitarie del calcio italiano. Oggi, nel pieno rispetto della volontà della nuova proprietà, ho rassegnato le mie dimissioni chiudendo per me un capitolo che non è stato solo professionale, ma profondamente umano.

Domani sarà un giorno diverso. Per la prima volta dopo anni, il mio pensiero non correrà automaticamente alla mia Juve Stabia. E la chiamo “mia” senza esitazione, perché questa squadra mi ha attraversato l’anima, è entrata nelle mie abitudini, nei miei silenzi, nella mia famiglia. Non è mai stata solo una responsabilità: è stata una missione, un legame autentico con una Città orgogliosa, passionale, vera.

In questo percorso ho sentito forte e costante la presenza del popolo stabiese, nei momenti di gioia e in quelli più duri, quando il peso delle decisioni sembrava insostenibile. L’affetto ricevuto ovunque, negli stadi e lontano da casa, è stato il riconoscimento più autentico di un lavoro svolto con sacrificio, lealtà e cuore. Questa avventura si conclude oggi, ma resterà per sempre incisa nella mia storia personale. Insieme abbiamo dimostrato che il calcio può ancora essere costruito con idee, competenza e dignità e non solo con il denaro.

Il cammino è stato complesso, spesso faticoso, talvolta doloroso. Ma non mi sono mai sentito solo. Per questo sento il dovere di ringraziare ciascuna delle persone che hanno reso possibile questo viaggio.

Il mio pensiero più intimo va a mia moglie e ai miei figli. A loro ho chiesto tempo, pazienza e silenzio. Il calcio toglie presenza e restituisce fatica, e loro hanno sopportato tutto con un amore che non chiede nulla in cambio.

Desidero esprimere la mia più profonda e sentita gratitudine ad Andrea e Giuseppe Langella. A loro va il merito di aver creduto, con lungimiranza e coraggio, nei miei progetti, offrendomi lo spazio per tradurre in realtà un’ambiziosa visione di sviluppo e risanamento del Club. La loro è stata una presenza costante: hanno saputo onorare il mio operato anche nei momenti di costruttivo dissenso, garantendo quella stabilità emotiva e societaria indispensabile per operare con incrollabile certezza. Andrea ha incarnato l’ideale di Presidente e Proprietà che ogni manager auspicherebbe di avere al proprio fianco: una guida solida, capace di guardare al futuro senza mai tradire la storia e l’identità di questo Club.

Un ringraziamento sincero al dott. Rino Fusco per la competenza, la visione e la dedizione con cui ha condiviso uno dei passaggi più delicati della vita societaria, con l’ingresso di Brera, affrontato con rigore e senso di grande responsabilità.

Grazie agli Sponsor, cresciuti anno dopo anno, hanno scelto di credere nel progetto e di camminare con noi, diventando parte integrante di questa storia.

Ai tifosi, e in particolare alla Curva Sud, va il mio abbraccio più profondo. Siete l’anima di questa squadra, la sua coscienza, la sua voce. Vedere il mio volto in una vostra coreografia nel giorno della vittoria del campionato di Lega Pro resterà per sempre uno dei momenti più emozionanti della mia vita. In quell’istante ho compreso che questo legame non si sarebbe mai spezzato. La vostra voce, che ha cantato senza sosta durante ogni partita, riecheggia nel mio cuore oggi e per sempre.

Ringrazio tutti gli allenatori, i direttori sportivi e i componenti dell’area tecnica con cui ho avuto il piacere di collaborare: grazie per il grande impegno, la fiducia e la costante sinergia di questi anni.

Un ringraziamento infinito ai Calciatori: grazie a loro, l’impossibile e l’imprevedibile si sono fatti realtà. Essi sono stati l’espressione massima del lavoro svolto dalla società, sublimandolo con la creazione di un gruppo che ha letteralmente stravolto ogni pronostico. Con la loro impresa hanno stupito il mondo sportivo, rendendomi profondamente fiero di quanto costruito insieme.

Grazie ai Presidenti della Lega di Serie B e Lega Pro , ai rispettivi Staff e a tutti i dipendenti. Il loro costante supporto istituzionale ha rappresentato per me non solo un’insostituibile occasione di crescita professionale, ma anche un sostegno fondamentale per operare con la massima efficacia.

Grazie all’Amministrazione Comunale, al Sindaco e ai Dirigenti tutti, per la costante disponibilità e l’impegno profuso nel far fronte alle numerose criticità. Un riconoscimento dovuto a chi, con professionalità e spirito di servizio, si è adoperato per la risoluzione dei problemi che hanno interessato la nostra società.

Un ringraziamento sentito alla Dott.ssa Teresa Areniello, Presidente della Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli, per l’attenzione dedicata alla gestione dell’amministrazione giudiziaria della nostra società. In particolare, la ringrazio per aver scelto due amministratori, il Dott. Mario Ferrara e il Dott. Salvatore Scarpa, la cui dedizione e professionalità ha fatto si che questa società potesse gestire e superare uno scoglio che pochi mesi fa sembrava essere la fine del calcio a Castellammare. A loro va tutta la mia stima professionale ed umana per le persone che sono e per come incarnano i valori dello Stato Italiano.

Infine rivolgo il ringraziamento più profondo e sentito a tutti i dipendenti della Juve Stabia, la nostra straordinaria ‘squadra invisibile’. Tutto ciò che abbiamo costruito e realizzato è merito loro: uomini che non occupano le prime pagine dei giornali, che non ricevono il fragore degli applausi dei tifosi né premi prestigiosi, ma che rappresentano i veri artefici dei successi che la società ha celebrato in questi quattro anni. Per loro non esistono festività, non esistono domeniche, né confini di orario; esiste soltanto un profondo, incrollabile spirito di appartenenza e il desiderio ardente di operare con eccellenza per dare lustro alla nostra città. A voi va tutta la mia stima e il mio più sincero rispetto: siete stati, semplicemente, l’anima pulsante di questa impresa.

Castellammare di Stabia mi ha accolto, messo alla prova, insegnato e cambiato. Vado via con gratitudine, con orgoglio e con un pezzo del mio cuore che resterà per sempre qui.

Le cariche finiscono, le maglie si cambiano, ma ciò che si costruisce con onestà e amore non conosce addii: resta, e continua a vivere.
Grazie di tutto Castellammare e arrivederci…”

Il nostro ringraziamento

Grazie, Direttore. Per i conti in ordine, per la Serie B, e per averci fatto sognare la massima serie come mai prima d’ora.

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Virtus Stabia, smentite le dimissioni del direttore Ingollingo https://vivicentro.it/ultime-notizie/virtus-stabia-smentite-le-dimissioni-del-direttore-ingollingo Mon, 18 Dec 2023 13:06:19 +0000 https://vivicentro.it/?p=541632 Virtus Stabia, diramato un comunicato ufficiale nel quale vengono smentite le dimissioni del Direttore Area Tecnica, Pasquale Ingollingo

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Virtus Stabia, smentita ufficiale circa le presunte dimissioni del Direttore Area Tecnica, Pasquale Ingollingo.

Virtus Junior Stabia Friends, nella giornata di ieri alcuni organi di stampa annunciavano le dimissioni del Direttore dell’Area Tecnica, Pasquale Ingollingo: arriva ora la smentita ufficiale della società stabiese.

La Virtus Stabia, squadra calcistica del Campionato di Promozione al terzo posto in classifica con 35 punti, gode di un gruppo molto coeso sia a livello societario che di calciatori.

Da pochi minuti la società ribadisce l’unione del gruppo con un comunicato pubblicato sulla propria pagina ufficiale Facebook. Smentite le dimissioni, si parla solo di un allontanamento temporaneo dalla squadra per motivi esclusivamente personali con il ritorno a pieno ritmo appena possibile.

Di seguito il comunicato pubblicato sulla pagina istituzionale della Virtus Stabia.

“La Virtus Junior Stabia Friends, nella persona del presidente Aurora Ingenito e del vice presidente Francesco Santoro, smentisce categoricamente la notizia sulle dimissioni del Direttore Area Tecnica, Pasquale Ingollingo.
Pasquale è uno dei padri fondatori della Virtus Stabia e con dedizione e spirito di sacrificio ha lavorato e lavora giorno e notte per tenere in piedi il progetto, ma per motivi esclusivamente personali deve allontanarsi temporaneamente dalla squadra, ritornando a pieno ritmo il prima possibile.
La società ribadisce la compattezza del gruppo ritenendo infondate le voci girate su alcuni organi di stampa”.

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Dibattito sulle Dimissioni di un Ministro: Implicazioni Giuridiche e Politiche https://vivicentro.it/ultime-notizie/dibattito-sulle-dimissioni-di-un-ministro-implicazioni-giuridiche-e-politiche Mon, 02 Oct 2023 11:00:49 +0000 https://vivicentro.it/?p=532638 Il dibattito riguardo alle dimissioni di un ministro in seguito a una decisione giudiziaria solleva domande cruciali sulla democrazia.

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Esploriamo le sfide legate alle dimissioni di un ministro in risposta a una decisione giudiziaria e il ruolo della democrazia nell’equazione.

Ministro e Decisione Giudiziaria: Il Dibattito sulla Legittimità
Il recente dibattito riguardo alle dimissioni di un ministro in seguito a una decisione giudiziaria ha acceso le discussioni politiche in Italia. Mentre l’indignazione democratica è comprensibile, è essenziale valutare le implicazioni di tali richieste in un contesto democratico.

La decisione contestata riguarda il provvedimento di un giudice siciliano che ha disapplicato alcune norme governative sull’immigrazione, citando contrasto con regole costituzionali e comunitarie. È importante sottolineare che la critica a una sentenza dovrebbe basarsi su un esame giuridico delle motivazioni anziché su analisi politiche superficiali.

Tuttavia, la questione cruciale è se un ministro può denunciare una decisione giudiziaria come “antigovernativa” e annunciare una riforma della giustizia per correggerla. In un Paese democratico, questo solleva interrogativi sulla separazione dei poteri e sul ruolo del legislatore.

Indipendentemente dall’opinione sulla decisione, è fondamentale ricordare che la sede per affrontare questioni giuridiche è il sistema legale, non i social media o dichiarazioni politiche. La legittimità di una decisione giudiziaria si basa sulla sua conformità alle leggi e non sulla sua congruenza con l’agenda politica del momento.

Inoltre, il dibattito dovrebbe concentrarsi su argomentazioni giuridiche anziché su accuse vaghe di incompatibilità con l’architettura costituzionale ed europea. Infine, minacce di riforme drastiche sollevano preoccupazioni sulla stabilità dell’ordinamento legale.

In un contesto politico impegnato in grandi battaglie, l’attenzione al rispetto dello Stato di diritto è essenziale per il funzionamento di una democrazia

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Mancini: Verità Esplosiva sull’Addio Azzurro https://vivicentro.it/ultime-notizie/roberto-mancini-verita-esplosiva-sulladdio-azzurro Mon, 14 Aug 2023 22:45:25 +0000 https://vivicentro.it/?p=529020 Roberto Mancini rivela le ragioni dell'addio alla Nazionale Italiana, sottolineando la clausola contrattuale e i cambiamenti nello staff. L'amore per l'Italia è il motore delle dimissioni

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Roberto Mancini rivela le ragioni dell’addio alla Nazionale Italiana, sottolineando la clausola contrattuale e i cambiamenti nello staff. L’amore per l’Italia è il motore delle dimissioni.

Il Gestore dell’Amore Azzurro: Mancini Rivela le Cause dell’Addio alla Nazionale

In sintesi, l’addio di Roberto Mancini alla Nazionale Italiana è stato un atto guidato da un amore profondo e da questioni complesse che hanno minato la sua fiducia e serenità.
Mancini ha rivelato il suo rispetto e la sua gratitudine per il periodo trascorso sulla panchina azzurra, ma ha riconosciuto che era giunto il momento di voltare pagina.
Mentre il calcio italiano continua a evolversi, l’eredità di Mancini rimarrà parte integrante della storia della Nazionale.

L’addio di Roberto Mancini alla panchina della Nazionale Italiana ha suscitato sorpresa e dibattito, ma ora il mister stesso apre il sipario sulla sua decisione, spiegando con chiarezza le ragioni che lo hanno spinto a lasciare il timone della squadra azzurra.
In una serie di interviste rilasciate a Libero e Repubblica, Mancini dipinge un ritratto articolato dei fattori che hanno contribuito al suo gesto d’amore verso l’Italia.

Per Mancini, lasciare la Nazionale è stato un atto di profondo affetto, non un tradimento.

Il mister è chiaro nel sottolineare che non sono mancate offerte allettanti da altre parti, ma che l’interesse finanziario non è mai stato il motore delle sue scelte. Le questioni principali che hanno guidato la sua decisione sono state di natura tecnica, sportiva e contrattuale.

Uno dei punti chiave sollevati da Mancini è stata una clausola contrattuale che potrebbe sembrare insignificante agli occhi di molti, ma che per lui rappresentava un segno di fiducia o mancanza di essa.
Si tratta della clausola che avrebbe comportato il suo licenziamento in caso di mancata qualificazione agli Europei successivi.
Mancini ha affermato di aver chiesto cortesemente al presidente della Federazione, Gabriele Gravina, di rimuovere questa clausola, non tanto per l’aspetto contrattuale, ma per il gesto simbolico che avrebbe rappresentato.
Tuttavia, la richiesta è stata respinta, un segnale che Mancini ha interpretato come una mancanza di fiducia nei suoi confronti.

Un altro fattore che ha contribuito alle dimissioni è stato il cambiamento nello staff tecnico, in particolare l’addio di Chicco Evani, il suo vice per cinque anni.
Mancini ha espresso chiaramente il suo dissenso riguardo a questa decisione e ha sottolineato che la mancanza di serenità che ne è derivata avrebbe ostacolato la sua capacità di affrontare le sfide future.

Non è stata una decisione improvvisa, ma piuttosto una scelta meditata e ponderata, come ha sottolineato Mancini.

La sua moglie, Silvia Fortini, è stata coinvolta nel tentativo di rimuovere la clausola contrattuale, inviando un messaggio al presidente Gravina il 7 agosto.
Tuttavia, nonostante gli sforzi, la richiesta è stata negata, e questa risposta ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Mancini ha anche toccato il tema delle offerte provenienti dall’Arabia Saudita, smentendo che l’aspetto finanziario abbia guidato la sua decisione.
Sebbene ci sia un interesse da parte dell’Arabia Saudita, Mancini ha chiarito che la Nazionale Italiana rimaneva al primo posto nel suo cuore e che avrebbe continuato a concentrarsi su di essa.
La proposta saudita, sebbene non concretizzata, ha sollevato domande riguardo a possibili conflitti di interesse legati agli accordi di sponsorizzazione tra la FIGC e la Gazzetta dello Sport.

Inoltre, Mancini ha condiviso il peso emotivo causato dalla perdita di Gianluca Vialli, un amico e collaboratore molto caro.
La mancanza del suo carisma e della sua presenza in Nazionale ha influito sulla sua decisione, sebbene non abbia determinato direttamente il suo addio.

#Mancini #NazionaleItaliana #CalcioItaliano #AddioAzzurro #Dimissioni #ClausolaContrattuale

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