cronaca Reggio Calabria – Vivicentro https://vivicentro.it Fri, 31 Dec 2021 13:35:49 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png cronaca Reggio Calabria – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 Porto di Gioia Tauro, sequestrate 3 tonnellate di cocaina VIDEO https://vivicentro.it/ultime-notizie/porto-di-gioia-tauro-sequestrate-3-tonnellate-di-cocaina-video Fri, 31 Dec 2021 13:00:31 +0000 https://vivicentro.it/?p=466975 Operazioni antidroga del Comando Prov. di Reggio Calabria e dall’Ufficio delle Dogane nel porto di Gioia Tauro, sequestrate oltre 3 ton. di cocaina.

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Operazioni antidroga del Comando Prov. di Reggio Calabria e dall’Ufficio delle Dogane nel porto di Gioia Tauro, sequestrate oltre 3 ton. di cocaina.

Nell’ambito di un’attività straordinaria di controlli dell’area portuale di Gioia Tauro svolta dal Comando Provinciale di Reggio Calabria e dall’Ufficio delle Dogane di Gioia Tauro, con il coordinamento della Procura di Palmi, fiamme gialle e doganieri hanno sequestrato, in due diverse operazioni, 3.128,205 chili di cocaina purissima e arrestato il conducente di un autoarticolato.
Attraverso una complessa attività di analisi di rischio e riscontri fattuali su oltre 3.000 contenitori provenienti dal continente sudamericano, i militari della Guardia di Finanza ed i funzionari doganali, con l’ausilio di sofisticati scanner in dotazione ad ADM, sono riusciti ad individuare 2.272,515 kg di cocaina, occultata in 3 container di banane, sacchi di arachidi e pepe.
Sul fronte invece dei controlli sulla merce in uscita dal porto veniva fermato, a seguito di una manovra sospetta, il conducente di un autoarticolato che trasportava un container apparentemente carico di forni elettrici.
La successiva ispezione permetteva di rinvenire, occultata sotto caschi di banane, 855,690 kg. di cocaina.
All’esito delle operazioni, la droga e l’autoarticolato utilizzato per il traffico illecito sono stati sequestrati. l’uomo, indagato allo stato per la violazione della normativa in materia di sostanze stupefacenti (in relazione al trasporto di 855,690 kg di cocaina) e fatte salve le necessarie conferme nel prosieguo delle indagini preliminari, è stato arrestato e condotto nella Casa Circondariale di Palmi, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Complessivamente la sostanza stupefacente sequestrata, di qualità purissima, avrebbe potuto essere tagliata dai trafficanti di droga fino a 4 volte prima di essere immessa sul mercato, fruttando alla criminalità un introito di circa 1 miliardo di euro.
Le modalità di occultamento dello stupefacente si dimostrano spesso differenti e sempre in via di evoluzione, obbligando gli investigatori a perfezionare di volta in volta le metodologie operative.
Mancheranno quindi, dai banchetti delle feste, queste 3 tonnellate di cocaina ma certo ve ne saranno altre a disposizione dei consumatori, poiché impari, appare da sempre la lotta al narcotraffico. Per ogni carico sequestrato, molti altri passano inosservati e forse sarebbe ora di affrontare il problema con strategie ben diverse, qualora lo si volesse risolvere veramente.
Lasciare questo mercato floridissimo in mano alla criminalità organizzata, equivale ad una sconfitta annunciata. La corruzione si alimenta di denaro e il denaro delle mafie, proviene da lì.
Lo Stato gestisce e vende altri tipi di droghe, anche più potenti e dannose… perché non tutte?. Lo stesso alcol, che fa parte integrante della nostra cultura miete al mondo venti volte più vittime dell’eroina eppure si fa apparire come “immorale” l’eventuale controllo e distribuzione delle altre droghe, in mano invece alle massomafie. Malgrado l’incessante azione di contrasto effettuata negli ultimi decenni, se quella contro la droga era una “guerra”, possiamo dire tranquillamente di averla persa.
Forse un diverso approccio politico e sociologico al problema, sarebbe auspicabile dopo decenni di sconfitte. Sempre che, la lotta alle mafie, diventi un giorno prioritaria per un mondo politico che ipocritamente addita il problema ma mai lo risolve, il che, ai più maligni, potrebbe anche far pensare male, circa eventuali interessi comuni.
Comunque tranquilli, che per stasera alle feste dei vip, non mancherà niente, malgrado i sequestri e i sepolcri imbiancati che fingono di scandalizzarsi anche solo per una eventuale legalizzazione della cannabis, della quale si parla, “solo” da quarant’anni.

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Spes contra Spem. 11 custodie cautelari, tra Taurianova e Cinquefrondi https://vivicentro.it/ultime-notizie/spes-contra-spem-11-custodie-cautelari-tra-taurianova-e-cinquefrondi Sat, 05 Jun 2021 08:00:41 +0000 https://vivicentro.it/?p=446298 Nuova operazione della DDA diretta da Giovanni Bombardieri, Spes contra Spem. 11 custodie cautelari per  mafia tra Taurianova e Cinquefrondi.

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Nuova operazione della DDA diretta da Giovanni Bombardieri, Spes contra Spem. 11 custodie cautelari per  mafia tra Taurianova e Cinquefrondi.

L’inarrestabile opera della DDA di Reggio Calabria, capitanata dal grande Procuratore Capo, dottor Giovanni Bombardieri, ha portato questa mattina, alle prime luci dell’alba, a Taurianova e Cinquefrondi, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, a concludere le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica, nell’ambito dell’operazione denominata “Spes contra Spem”, dando esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale del capoluogo, sezione GIP, nei confronti di 11 persone.

Questi soggetti, sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione illegale di armi anche da guerra, esercizio arbitrario delle proprie ragioni, sostituzione di persona, tutti aggravati dal metodo e le finalità mafiose, avendo preso parte o comunque favorito la ‘ndrangheta nelle sue articolazioni territoriali operanti in Taurianova, denominate cosca ZAGARI-FAZZALARI e cosca AVIGNONE.

Benedica sempre il Signore, i nostri uomini di legge, che non hanno scordato dove sta la giustizia e che ogni giorno rischiano la vita per ristabilirla.

Di questo passo, grazie a grandi Uomini e Donne come loro, la Calabria finirà per essere la regione più pulita d’Italia, giacché in molte altre regioni la ‘ndrangheta si sta espandendo a dismisura sotto gli occhi di tutti, come se non esistesse affatto…

Spes contra Spem. 11 custodie cautelari, tra Taurianova e Cinquefrondi / Francesca Capretta / Cronaca Calabria

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Reggio Calabria. Una corona di fiori per non dimenticare https://vivicentro.it/ultime-notizie/reggio-calabria-una-corona-di-fiori-per-non-dimenticare Mon, 31 May 2021 19:00:02 +0000 https://vivicentro.it/?p=446001 Reggio Calabria. Una corona di fiori per i giovani finanzieri che persero la vita, trent'anni fa, compiendo il proprio dovere.

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Reggio Calabria. Una corona di fiori per i giovani finanzieri che persero la vita, trent’anni fa, compiendo il proprio dovere.

Una Solenne cerimonia militare si è svolta in località Cirello Cannavà nel Comune di Rizziconi (RC), per la commemorazione del trentennale della scomparsa del V.b. Antonio AMORE e dei Finanzieri Maurizio GORGONE, Giuseppe ATTANASIO e Pierpaolo GUGLIANDOLO, a seguito di un gravissimo incidente stradale occorso nell’adempimento del proprio dovere.

Il 31 maggio di trent’anni fa, i quattro militari, poco più che ventenni, già in forza alla 2^ Compagnia A.T.PI. di Lamezia Terme, IV Sezione Operativa in Reggio Calabria, durante un servizio di ordine pubblico, furono coinvolti in un tragico incidente stradale in località Cirello Cannavà, lungo la S.S. 111, perdendo la vita.

Nello stesso luogo dell’incidente, ove è stata eretta una stele commemorativa dei 4 finanzieri, alla presenza dei familiari delle vittime del dovere e delle massime cariche delle istituzioni militari e civili della provincia, il Prefetto di Reggio Calabria, dott. Massimo Mariani, il Comandante Interregionale dell’Italia Sud-Occidentale della Guardia di Finanza, Generale Carmine Lopez ed il Comandante Regionale Calabria della Guardia di Finanza, Generale. Guido Mario Geremia, hanno deposto una corona d’alloro.

Alla cerimonia di commemorazione in suffragio delle giovani vittime con picchetto d’onore, erano presenti i rappresentanti della Sezione A.N.F.I. di Gioia Tauro e militari ATPI appartenenti al Gruppo di Lamezia Terme, all’epoca Reparto di appartenenza dei quattro giovani militari.

Successivamente, l’Ordinario Militare per l’Italia, S.E. Santo Marcianò, coadiuvato dal Cappellano militare del Comando Regionale Calabria, Don Antonio Pappalardo, ha celebrato una funzione religiosa in suffragio dei caduti, nell’area antistante alla Chiesa di Santa Teresa di Gesù Bambino in Cannavà poco distante dal luogo del
tragico incidente.

La commemorazione del tragico evento è stata fortemente voluta dal Comandante Regionale Calabria e dal Comandante Provinciale Reggio Calabria, affinché il sacrificio dei quattro giovani finanzieri testimoniasse, nel tempo, lo spirito di abnegazione al dovere ed alle Istituzioni, nonché la vicinanza del Corpo ai familiari dei propri appartenenti caduti nell’adempimento del dovere.

Ogni giorno vi è una triste ricorrenza, nel nostro martoriato paese ed ogni giorno sarebbe necessario commemorare e riflettere, perché la morte di tanti nostri eroi, non diventi del tutto vana e la memoria accolga e protegga, il loro spirito di sacrificio.

Reggio Calabria. Una corona per non dimenticare / Francesca Capretta / Cronaca Calabria

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Reggio Calabria. 2 arresti per associazione mafiosa e tentata estorsione https://vivicentro.it/ultime-notizie/reggio-calabria-2-arresti-per-associazione-mafiosa-e-tentata-estorsione Mon, 31 May 2021 18:00:46 +0000 https://vivicentro.it/?p=445998 Reggio Calabria Operazione “La Fabbrica dei Cornetti”,. Due arresti per associazione mafiosa, procurato incendio, tentata estorsione e detenzione armi

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Reggio Calabria. 2 arresti per associazione mafiosa, procurato incendio, tentata estorsione e detenzione di armi nell’ambito dell’operazione denominata “La Fabbrica dei Cornetti”.

Stamattina a Reggio Calabria, i Carabinieri del Comando Provinciale, a conclusione delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica e la DDA, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, nell’ambito dell’operazione denominata “La Fabbrica dei Cornetti”, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale del capoluogo, nei confronti di Morabito Antonio nato a Reggio Calabria il 09.06.1980 e D’Anna Riccardo nato a Siracusa il 29.03.1993.

Nello specifico, il primo è stato ritenuto responsabile di associazione di tipo mafioso ed entrambi di tentata estorsione, danneggiamento mediante incendio, detenzione e porto in luogo pubblico di arma da sparo in concorso ed aggravati dall’agevolazione mafiosa.

L’attività, diretta dai Sostituti Procuratori DDA Walter Ignazitto e Nicola De Caria ha consentito al Nucleo Investigativo cittadino di mettere in luce non soltanto le azioni illecite cui gli indagati sono dediti ma anche il ruolo centrale ricoperto da Antonio Morabito nella ‘ndrangheta dell’area meridionale di Reggio Calabria. Quanto acquisito nel corso delle indagini, oltre a fornire una dimostrazione del pieno inserimento degli indagati nelle dinamiche mafiose locali, costituisce importante elemento di riscontro alle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia.

Le risultanze investigative hanno permesso di documentare come il Morabito, con l’ausilio del D’Anna, aveva inizialmente tentato di estorcere, attraverso l’invio di messaggi diretti al proprietario di un tabaccaio di Ravagnese, il consenso alla cessione della sua attività, e di fronte alle resistenze di quest’ultimo, aveva poi dato mandato al D’Anna affinché venisse appiccato il fuoco alla saracinesca dell’esercizio commerciale.

E’ stato inoltre accertato come Antonio Morabito, in ragione del suo stabile inserimento all’interno della ‘ndrangheta, fosse perfettamente in grado di procurarsi clandestinamente armi da sparo, mettendo a disposizione una di queste ad un soggetto non identificato mediante la collaborazione del sodale Riccardo D’Anna.

L’ indagine nel suo complesso ha consentito di porre sotto sequestro 2 imprese operanti nel settore della produzione e vendita di prodotti dolciari e della panificazione site a Reggio Calabria per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro.

Ad esito dell’ esecuzione del provvedimento cautelare, entrambi gli arrestati sono stati associati presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Come già abbiamo avuto modo di sottolineare, si tratta di fenomeni semi sommersi ma in continuo aumento e l’opera delle DDA su tutto il territorio nazionale si dovrebbe moltiplicare, le mafie non sono affatto solo in Calabria e in momenti storici particolari come questo, guadagnano nuovo terreno, grazie alla crisi economica e sanitaria che cavalcano come esperti surfisti del crimine, ormai anche troppo ben organizzato.

Due arresti per associazione mafiosa / Francesca Capretta / Cronaca Calabria

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Reggio Calabria 2 arresti. Incendi e minacce per tentata estorsione VIDEO https://vivicentro.it/ultime-notizie/reggio-calabria-2-arresti-incendi-e-minacce-per-tentata-estorsione-video Mon, 31 May 2021 05:44:13 +0000 https://vivicentro.it/?p=445914 Reggio Calabria. Due arresti da parte dei carabinieri, per tentata estorsione, incendio doloso e porto d'arma in luogo pubblico.

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Reggio Calabria 2 arresti da parte dei Carabinieri, per tentata estorsione, incendio doloso e porto d’arma in luogo pubblico. VIDEO

Per ridurre a più miti consigli un titolare d’impresa, che non aveva alcuna intenzione di cedere la propria attività ad un esponente della ‘ndrangheta locale, si era preceduto come da manuale minacciandolo fino a dare esecuzione anche ad un incendio del locale per rendere le minacce “più calde” e convincenti.

Per tale reato, sono due gli arrestati al momento, a uno di questi soggetti, viene anche contestato il reato di associazione di tipo mafioso.

L’indagine, coordinata dalla DDA Reggina, ha preso spunto proprio dell’incendio causato nel locale in modo doloso, per “convincere” il titolare a cedere alle richieste di un esponente locale della ‘ndrangheta.

Finito il, lockdown, riaprono i locali e tutti sono indaffarati…speriamo lo siano anche le altre DDA d’Italia, perché il fenomeno è molto più diffuso di quanto si pensi e non risparmia certo il centro o il nord.

Anche a causa dell’attuale crisi economica, le mafie si stanno espandendo quanto mai, acquistando per pochi soldi e due minacce molti locali, specialmente in zone turistiche quelle che stanno aprendo i battenti proprio adesso, fra mille difficoltà.

Un ringraziamento quindi alle forze dell’ordine ed alla magistratura che non chiuderanno un occhio o magari entrambi, davanti a questo sommerso quanto devastante fenomeno, che invade sempre più l’economia sana del nostro paese, già gravemente provata dalla pandemia e un incoraggiamento a denunciare a tutti quegli esercenti che sono vittime del fenomeno, proprio in questa stagione turistica, che si preannuncia come una delle peggiori,
da questo punto di vista.

Reggio Calabria 2 arresti. Incendi e minacce per tentata estorsione / Francesca Capretta / Cronaca Calabria

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