convegno – Vivicentro https://vivicentro.it Fri, 22 May 2026 16:54:41 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png convegno – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 “Costruire il Noi”: a Castellammare di Stabia una conferenza su neurosviluppo, plasticità e identità https://vivicentro.it/convegni/costruire-il-noi-a-castellammare-di-stabia-una-conferenza-su-neurosviluppo-plasticita-e-identita Fri, 22 May 2026 12:49:03 +0000 https://vivicentro.it/?p=655669 Domani 23 maggio al Circolo Nautico Stabia la presentazione del libro del dott. Antonio Parisi con esperti di psicologia, pedagogia e formazione

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CASTELLAMMARE DI STABIA – Come si forma l’identità di una persona attraverso le relazioni? E quanto conta la plasticità del cervello nei processi educativi?

A queste domande risponderà domani, sabato 23 maggio, la conferenza “Costruire il noi, Neurosviluppo, Plasticità cerebrale e Costruzione dell’identità nelle relazioni umane”. L’appuntamento è per domani al Circolo Nautico Stabia, a Castellammare di Stabia.

L’incontro metterà al centro il dialogo tra neuroscienze, educazione e vita affettiva. Tema della giornata sarà il neurosviluppo inteso non solo come crescita biologica, ma come processo continuo che si modella nell’incontro con l’altro, nella famiglia, a scuola, nella comunità.
Momento centrale della conferenza sarà la presentazione del volume “Principi di organizzazione neurologica applicata alla neuroeducazione e neuropedagogia” del dott. Antonio Parisi, neurofisiopatologo.
Nel suo lavoro, Parisi propone un ponte tra i meccanismi di base dell’organizzazione del sistema nervoso e le ricadute pratiche nei contesti educativi e formativi. L’obiettivo: offrire a insegnanti, educatori, psicologi e genitori strumenti per leggere i comportamenti, sostenere l’apprendimento e valorizzare le potenzialità di ogni individuo, a partire da come il cervello si struttura e si trasforma nel tempo.
Accanto all’autore interverranno importanti esponenti del mondo della psicologia, della pedagogia e della formazione. Il confronto sarà aperto a professionisti, studenti, famiglie e a tutti coloro che si occupano di crescita, cura ed educazione.

Il titolo stesso, “Costruire il noi”, richiama l’idea che l’identità non sia un dato individuale e statico, ma il risultato di una costruzione condivisa. La plasticità cerebrale, cioè la capacità del cervello di cambiare in risposta all’esperienza e alle relazioni, diventa così il fondamento biologico su cui poggia ogni percorso educativo.

L’iniziativa si inserisce nel dibattito attuale su neuroeducazione e neuropedagogia, discipline che stanno ridefinendo il rapporto tra scienza del cervello e pratiche di insegnamento, con ricadute dirette su scuola, riabilitazione e benessere.

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Casola: incontro con arbitri e dirigenti della sezione di Castellammare https://vivicentro.it/ultime-notizie/casola-incontro-con-arbitri-e-dirigenti-della-sezione-di-castellammare Wed, 09 Oct 2024 14:23:11 +0000 https://vivicentro.it/?p=598069 Gli arbitri stabiesi ospiti nella sala consiliare del comune di Casola di Napoli grazie ad un'iniziativa del consigliere Alfonso Sorrentino

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Gli arbitri stabiesi ospiti nella sala consiliare del comune di Casola di Napoli grazie ad un’iniziativa del consigliere Alfonso Sorrentino

Si è svolto nella serata di martedì 8 presso la sala consiliare del comune di Casola un incontro tra i giovani adolescenti del territorio ed alcuni arbitri della sezione di Castellammare, capitanati dal loro presidente Giuseppe SCARICA.L’iniziativa organizzata dal consigliere con delega allo sport ed alle politiche giovanili Alfonso SORRENTINO, ha visto la partecipazione del sindaco Alfredo ROSALBA e dell’assessore Gaetano MANZO.

Oltre al già citato presidente, gli arbitri della sezione di Castellammare erano rappresentati dagli osservatori arbitrali Giovanni MATRONE, Pierluigi CINQUE e Pasquale FORESTA e dagli arbitri in attività Antonio LIOTTA (arbitro alla CAN C), Davide ELISO (assistente alla CAN D), Ciro LAURO (assistente regionale) e Roberta LONGOBARDI (arbitro regionale).Dopo i saluti iniziali del sindaco, si è passati alla proiezione del video che in questi giorni sta fungendo da spot per pubblicizzare il reclutamento dei giovani ragazzi ad intraprendere la carriera arbitrale.

La serata è proseguita con una testimonianza raccontata da tutti gli associati della sezione stabiese presenti a cui hanno attivamente partecipato adolescenti e qualche curioso amante del calcio.La serata s’è concluso con l’omaggio di una divisa arbitrale al consigliere Sorrentino e all’assessore Manzo da parte del presidente Scarica.

Il corso partirà ufficialmente il prossimo 29 ottobre presso la sezione arbitri di Castellammare di Stabia sita al Viale Europa, 144 e durerà circa un mese e mezzo con due lezioni settimanali, alle ragazze ed ai ragazzi che supereranno l’esame verrà fornito il materiale di allenamento GIVOVA, la divisa arbitrale e la tessera FIGC che permette l’ingresso gratuito allo stadio, il tutto questo a costo zero.Per partecipare al corso arbitri, basta inviare una mail a castellammare@aia-figc.it

 

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Carcere: Un Luogo di Pena o di Rinascita? Il Dibattito è Aperto https://vivicentro.it/cronaca-campania/carcere-un-luogo-di-pena-o-di-rinascita-il-dibattito-e-aperto Fri, 20 Sep 2024 12:21:06 +0000 https://vivicentro.it/?p=594099 Un interessante convegno organizzato dallo studio Paolillo&Partner ha analizzato la situazioni delle carceri italiane e le condizioni di vita dei detenuti

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Il convegno organizzato dallo studio legale Paolillo&Partner, incentrato sulla grave situazione delle carceri italiane, ha messo in luce l’urgenza di un intervento risolutivo. L’evento, che ha visto la partecipazione di esperti del settore e rappresentanti istituzionali, ha evidenziato come il sovraffollamento carcerario, la carenza di personale e le condizioni di detenzione inumane siano problemi cronici che minano il principio di rieducazione e reinserimento sociale.

Le testimonianze presentate hanno sottolineato la necessità di un approccio multidisciplinare, che coinvolga sia la politica che l’amministrazione penitenziaria, per garantire il rispetto dei diritti dei detenuti e promuovere una giustizia più equa e umana.

L’incontro di discussione ha avuto luogo nella sala convegni dell’hotel Stabia a Castellammare. Un incontro, visibile anche da remoto sulla piattaforma zoom, formativo per gli addetti ai lavori del diritto, che «si è reso necessario – ha spiegato l’avvocato Andrea Paollilo – per i crescenti episodi gravi di cronaca che si sono verificati nelle carceri».

Negli ultimi mesi infatti la politica e il dibattito pubblico si è concentrato sulla questione della qualità di vita all’interno delle case circondariali. «Poggioreale è un girone dell’inferno – ha commentato la deputata Annarita Patriarca, intervenuta al convegno – Nei mesi scorsi abbiamo visitato gli istituti penitenziari nel sud Italia. A Poggioreale ci sono stanze con 12-13 detenuti, con letti a castello da tre. Una situazione da migliorare. Il problema numero uno è sicuramente il sovraffollamento. A Poggioreale ci sono attualmente 2.060 detenuti per un carcere che ne può contenere 1300 considerando la chiusura di un padiglione per lavori che si concluderanno tra tre anni».

Una situazione di emergenza che interroga sia la politica che tutta la macchina della giustizia, da sempre alla ricerca di un sistema per bilanciare la necessità di certezza della pena che di garantire il rispetto umano per i detenuti.

Sul tema è intervenuta anche Irma Conti, garante nazionale delle persone private della libertà: «La situazione precaria delle carceri è cronica e non è una emergenza solo di questi ultimi anni – ha detto l’avvocato Conti – vanno implementate le assunzioni nella polizia penitenziaria, anche perché quelle fatte in questi anni servono solo a coprire i pensionamenti. Attualmente in Italia ci sono 61mila detenuti, un numero sproporzionato rispetto agli addetti alla sicurezza. Il carcere deve essere un luogo per il recupero, e questo non va mai dimenticato. Tempo fa ho incontrato un ergastolano ad Oristano che si era laureato. Mi disse che il carcere aveva fatto il suo dovere ed ora, grazie a questa possibilità, i suoi figli l’avrebbero ricordato non solo per quello che ha fatto ma soprattutto perché si era laureato. Oggi occorre puntare sull’implementazione della giustizia riparativa. Bisogna farlo per le carceri, per i detenuti e soprattutto per la società».

Criminalità tra carcere violenza e giustizia riparativa (2)

Presente anche la direttrice del centro penitenziario “Pasquale Mandato” di Secondigliano, la dottoressa Giulia Russo: «Nelle carceri noi dobbiamo rieducare e risocializzare e per essere credibili bisogna puntare da una cosa semplice: la quotidianità – ha detto Russo – A Secondigliano abbiamo distribuito 300 frigoriferi, cambiato le televisioni e sostituito 680 materassi. Per il reinserimento abbiamo allestito delle sale di formazione lavorativa e nel 2018 abbiamo firmato un protocollo d’intesa con la Federico II. Oggi sono iscritti ai corsi 80 detenuti e 8 di questi sono laureati».

Qualcosa lentamente si sta muovendo su questo fronte, ma non si riesce ancora a far fronte al numero di reati commessi, che ha fatto registrare anche un aumento dovuto alle nuove tecnologie.

Il professore Giacomo Di Gennaro, esperto in scienze criminologiche, investigative e cybercrime, e direttore del master in criminologia e diritto penale presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli studi di Napoli Federico II, ha tenuto un approfondimento sulle statistiche riguardanti i numeri dei detenuti e la commissione di reati negli ultimi 50 anni: «Stiamo vivendo uno iato estremo della diseguaglianza sociale. I minori commettono sempre più reati perché, anche attratti dai clan, vogliono fare di tutto per uscire dalle situazioni di povertà. Oggi rischiamo, per colpa delle scelte della politica di ritornare indietro di cinquanta anni».

A rappresentare le forze dell’ordine il comandante Pierluigi Rizzo, comandante del Nucelo Investigativo della Polizia Penitenziaria della Campania, e Gesuela Pullara, comandante del reparto di Polizia Penitenziaria della casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento. Il primo è intervenuto sulle disposizioni di legge per i detenuti dell’ideologia anarchica, mentre Pullara ha illustrato le tecniche di recupero per i detenuti che hanno commesso reati di natura sessuale e di violenza sulle donne.

La dottoressa Loredana D’Alessandro, Funzionario della professionalità pedagogica del ministero della giustizia, e mediatore esperto e formazione ingiustizia riparativa, ha tenuto una lezione sui caratteri generali della giustizia riparativa. Regolata in Italia per la prima volta nel 2022 con la cosiddetta riforma Cartabia, la giustizia riparativa consiste nel tentativo di risanamento del legame tra vittime, colpevoli e comunità, dopo che quel legame è venuto a mancare con il compimento del reato. Riparazione del danno, riconciliazione tra le parti e rafforzamento del senso di sicurezza sono gli scopi della giustizia riparativa.

Criminalità tra carcere violenza e giustizia riparativa (1)

A concludere la dottoressa Angelica Di Giovanni, già presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli: «Nel 2010 scrivevo che la confusione totale che accompagna le istituzioni del diritto penale risolvendosi in un’incertezza del diritto della pena costituisce il nocciolo della crisi che il nostro sistema del diritto penale sta attraversando. Non è cambiato molto da allora. Resta immutata la domanda di base ancora oggi: stare dalla parte di Abele o recuperare Caino? In questo paese tutti hanno ragione e tutti hanno diritto a tutto. Per dirla alla giuridichese: nella corsa all’ultima garanzia, l’unico a non essere garantito è lo Stato».

Una realtà emersa nel corso di un convegno che ha dato la possibilità a tutti gli operatori della giustizia di approfondire tematiche attuali e di fondamentale importanza. Un impegno che lo studio Paolillo&Partner sta portando avanti già da anni, affrontando questioni come la violenza di genere o la giustizia riparativa che necessitano di studio e confronto con chi ogni giorno le affronta sul campo.

Conclusioni:

Il convegno ha posto l’accento su un tema di grande attualità e complessità. La situazione delle carceri italiane richiede un intervento urgente e strutturale, che coinvolga tutti gli attori istituzionali e la società civile. La giustizia riparativa può rappresentare uno strumento innovativo per affrontare la criminalità e promuovere la riconciliazione, ma è necessario un dibattito approfondito e un’attenta valutazione delle sue potenzialità e dei suoi limiti.

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P.M.I. convegno di Brescia: Da Bonsai a Baobab la ricetta finanziaria per far crescere l’impresa https://vivicentro.it/ultime-notizie/convegno-brescia-p-m-i Wed, 19 Jul 2023 06:49:39 +0000 https://vivicentro.it/?p=527399 Brescia: P.M.I. “innovazione e continuità generazionale” le parole chiave per il futuro economico della provincia. È il tema trattato nel talk di Martedì 18 luglio organizzato e preparato da un abile ed esperto giornalista quale Sergio Luciano che dirige la testata Economy . Un dibattito con interviste tra personalità importanti del mondo dell’imprenditoria bresciana, in una splendida location del museo […]

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Brescia: P.M.I. “innovazione e continuità generazionale” le parole chiave per il futuro economico della provincia.

È il tema trattato nel talk di Martedì 18 luglio organizzato e preparato da un abile ed esperto giornalista quale Sergio Luciano che dirige la testata Economy .

Un dibattito con interviste tra personalità importanti del mondo dell’imprenditoria bresciana, in una splendida location del museo della mille miglia. Opinioni a confronto per far crescere l’impresa.

Sono intervenuti a questo convegno sulle P.M.I.:

l’assessore con delega alle Attività Produttive Andrea Poli che ha parlato di “Imprese a modello familiare grande opportunità per il Bresciano”; Anna Tripoli Presidente dei giovani Imprenditori che ha dibattuto il tema “Progettare il futuro guardando alle nuove generazioni”; Giovanna Voltolina, mid cap investor che ha discusso sul tema “Imprenditori però siate… salmoni! Differenziarsi non è peccato”; Michele Foppiani, imprenditore e fondatore Arcaplanet e Giovanna Gregori, consigliera delegata AIDAF”.

Continuare a investire per migliorarsi

Questa è la volontà delle P.M.I. bresciane, oltre 2 aziende manifatturiere su 3 ha dichiarato di voler investire nel corso dell’anno, in particolare per migliorare la propria capacità produttiva” così Anna Tripoli, nel corso dell’incontro-confronto.

Ma l’economia del territorio deve anche guardare ad una solida continuità aziendale laddove, come registra AIDAF-Associazione Italiana delle Aziende Familiari, 1 azienda familiare bresciana su 4 ha un leader ultrasettantenne e solo 1 su 6 ha una guida di età inferiore ai 50 anni, nonché l’economia del territorio urge di “imprenditori-salmoni” così come metaforizza il mid-cap investor Giovanna Voltolina.

Una caratterizzazione familiare per del sistema produttivo bresciano letta in positivo da Andrea Poli, che si dichiara convinto che l’impostazione delle P.M.I. familiari non sia incoerente con i nuovi assetti finanziari che le imprese possono assumere per finanziare la loro crescita.

“E’ un modello che non è diffuso egualmente in tutto il mondo ma ci sono paesi molto competitivi come il Giappone che basano la loro economia proprio sulle imprese familiari – osserva l’assessore Poli – Certamente abbiamo da mettere in discussione e rinnovare assetti tecnologici, oltre che organizzativi e finanziari perché abbiamo dei macro-trend, come l’innovazione tecnologica e la transizione ecologica che ci impongono tempi celeri per dare risposte e per posizionarci sul mercato con un timing che sappia essere competitivo rispetto ad altri operatori.

Un’opportunità quindi prima che un rischio – continua ancora l’assessore Poli – e certamente il supporto e l’esperienza e la capacità del mondo finanziario e di tutte le fonti di finanziamento non tradizionali, rappresentano un tassello aggiuntivo di particolare rilevanza perché oltre ai capitali sono in grado di aggiungere competenze fondamentali per raggiungere gli obiettivi.

Innovazione, continuità e apertura agli investitori sono dunque le due parole chiave su cui sono allineati tutti i protagonisti del dibattito.

In materia di investimenti, un focus realizzato dal Centro Studi di Confindustria Brescia nei primi mesi dell’anno mostra come il 70% delle imprese manifatturiere bresciane investirà nel corso del 2023, in particolare per aumentare la propria capacità produttiva (volontà dichiarata dal 45% delle aziende).

“Si tratta di un dato importante, che andrà inevitabilmente a migliorare anche gli aspetti green della nostra produzione – spiega Anna Tripoli,” una tematica su cui, come Associazione, siamo da sempre attenti e su cui abbiamo dedicato una serie di attività, recentemente presentate nel nostro Bilancio di Sostenibilità, il quarto redatto secondo i GRI Standards”.

Imprese familiari lombarde e bresciane, patrimonio straordinario a rischio invecchiamento: solo 1 su 6 ha un leader under 50

Ma a leggere i dati dell’Osservatorio AUB (AIDAF, UniCredit, Bocconi) promosso da AIDAF, da UniCredit e dalla Cattedra AIDAF – EY di Strategia delle Aziende la forte esigenza della provincia di Brescia – caratterizzata, un po’ come tutto il territorio italiano, da una marcata ricchezza di aziende familiari –  è anche una visione lungimirante che assicuri una solida continuità aziendale, oltre la generazione del fondatore ed una governance che permetta la costante crescita dell’impresa anche oltre i confini del territorio.

“Il tema però – spiega Giovanna Gregori ,Consigliera delegata di AIDAF Associazione Italiana delle Aziende Familiari – è il dato anagrafico di chi è alla guida dell’azienda: più di 1 leader su 4 (26,7%) ha oltre 70 anni e il 27% ha un’età tra i 60 e 70 anni. Solo il 16,8% delle aziende familiari lombarde ha un leader con meno di 50 anni, dato che si è peraltro dimezzato nel corso degli ultimi 10 anni, passando dal 28,2 del 2010 al 16,8% del 2020. A riprova di questo progressivo ‘invecchiamento’ della leadership delle aziende familiari lombarde (e Italiane in genere) i dati dell’Osservatorio AIDAF-Unicredit-Bocconi raccontano che solo 1 su 3 ha un consigliere d’amministrazione ‘under 40’, mentre 2 su 3 non ne hanno. Quest’ultimo dato é peggiorato – commenta Giovanna Gregori – passando dal 55% circa del 2010 al 73,4% del 2020.

“In ultimo – dettaglia la Consigliera delegata dell’AIDAF – altro numero oggetto di riflessione è quello della presenza delle donne alla guida delle imprese del territorio, la cui presenza nei CdA è ancora limitata: sono assenti in quasi il 50% delle P.M.I. lombarde, senza alcuna variazione significativa nell’ultimo decennio”.

“Imprenditori, siate salmoni “ parola di Giovanna Voltonina, Mid-Cap Investor, durante il convegno sulle P.M.I.

Il territorio della provincia di Brescia, nell’analisi del mid-cap investor Giovanna Voltolina, è decisamente interessante anche in termini di potenziale di sviluppo detenendo uno straordinario potenziale attrattivo in materia di private capital, fonte d’investimento che forse ancora guardato con troppo timore dagli imprenditori.

Il tema è dunque – come in un matrimonio, esemplifica Voltolina – la scelta del giusto partner. Mentre agli imprenditori bresciani che mirano alla crescita della propria azienda, dà un consiglio in ‘quattro parole’: crescita :costruita su basi sane in termini di rapporto investimenti/fatturato e con un piano a lungo termine, innovazione: le aziende devono essere incubatore di idee e progetti che, in seno a essa medesima, possano confrontarsi con la quotidiana operatività e non applicarvisì come modelli teorici, terza espressione di marginalità infine essere salmoni: ovvero imprenditori che vanno contro tendenza  differenziarsi non è peccato, anzi. La vera natura dell’imprenditore è questa, come un salmone, nuota controcorrente, opera e lavora in maniera originale e contro abitudini, consuetudini e schemi.

“Quindi io penso che per essere attrattivi agli occhi di un investitore che non voglia soltanto parcheggiare in un ‘azienda il proprio capitale per poi raccoglierne, finché ce ne sono ,i frutti a fine anno, – spiega Giovanna Voltolina –  bensì a quelli di un mid-cap investor che intenda oltre che apportare denari, supportare l’azienda nella propria governance e organizzazione, anche verso i mercati internazionali allo scopo di una solida  e marcata crescita,  meglio essere un salmone, piuttosto che una trota di allevamento, che ingrassa ,fintanto che può, seguendo i trend invece che innescarli, nel suo laghetto, ma pur sempre lì rimane”.

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