clan D’Alessandro – Vivicentro https://vivicentro.it Tue, 25 Mar 2025 12:39:30 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png clan D’Alessandro – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 Estorsioni Clan D’Alessandro: Tre Rilasci Dopo Operazione Antimafia https://vivicentro.it/ultime-notizie/estorsioni-clan-dalessandro-tre-rilasci-dopo-operazione-antimafia Tue, 26 Mar 2024 06:28:07 +0000 https://vivicentro.it/?p=552078 Scarcerati tre membri del clan D'Alessandro coinvolti in estorsioni a imprenditori a Castellammare, seguito indagini su scommesse clandestine.

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Tre individui del clan D’Alessandro, protagonisti di estorsioni a imprenditori, sono stati rilasciati.L’operazione rivela anche il coinvolgimento in scommesse clandestine.

Estorsioni per conto del clan D’Alessandro: tre rilasci dopo l’operazione delle forze dell’ordine

Tre individui coinvolti nel sistema di estorsioni gestito dal clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia sono stati recentemente rilasciati, su decisione del Tribunale del Riesame di Napoli.

Armando Barretta è stato sottoposto alla misura dell’obbligo di firma, mentre Matteo Di Lieto è stato posto agli arresti domiciliari.Ugo Lucchese è stato completamente liberato.

Questi individui erano stati arrestati poche settimane fa nell’ambito di un’operazione volta a smascherare il sistema di estorsioni rivolto agli imprenditori e commercianti stabiesi, attraverso la vendita di gadget e articoli natalizi.L’operazione ha portato all’arresto di sette persone, incluso Michele D’Alessandro junior, parente del capo clan Michele e figlio di Luigi.

Barretta è accusato di associazione a delinquere per la gestione di scommesse clandestine, mentre Di Lieto è sotto inchiesta per estorsione aggravata dal metodo mafioso, legata alla distribuzione di gadget natalizi tra i commercianti stabiesi.La decisione del Tribunale del Riesame è giunta in seguito alle udienze contro l’ordinanza del gip Fabrizio Finamore, su richiesta del pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli Giuseppe Cimmarotta.

Le indagini hanno anche evidenziato il coinvolgimento della cosca scanzanese nel settore delle scommesse.Secondo i magistrati, numerose agenzie erano registrate a nome di tossicodipendenti e disoccupati, remunerati con 5 euro al giorno per fare da prestanome.

Queste agenzie di scommesse sono state utilizzate per riciclare il denaro proveniente dalle scommesse clandestine e dalle estorsioni.Gli avvocati Gennaro Somma difendono Barretta e Di Lieto, mentre il destino degli altri indagati è ancora incerto.

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Omicidio Fontana: Misura Cautelare per Catello Martino è Caccia ai Complici https://vivicentro.it/ultime-notizie/omicidio-fontana-misura-cautelare-per-catello-martino-e-caccia-ai-complici Sat, 16 Mar 2024 09:15:04 +0000 https://vivicentro.it/?p=551096 Catello Martino, capo clan Imparato, accusato dell'omicidio di Alfonso Fontana, è in custodia cautelare. La ricerca dei complici è in corso.

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L’omicidio di Alfonso Fontana porta alla misura cautelare per Catello Martino, detto ‘u puparuolo, capo del clan Imparato.Martino è accusato di omicidio premeditato e detenzione illegale di arma da fuoco, con l’obiettivo di rafforzare il clan D’Alessandro.

La cattura del presunto assassino è avvenuta a Castellammare, ma la ricerca dei complici è ancora in corso.

Catturato il presunto killer di Alfonso Fontana!Catello Martino, detto ‘u puparuolo

Misura cautelare per il ras Catello Martino, detto ‘u puparuolo oppure o’ russo uomo di vertice del clan Imparato, i famosi “paglialoni” del Bronx di Moscarella,
Martino, 53 anni, è accusato di omicidio premeditato, detenzione illegale di arma da fuoco arma e promozione mafiosa.

L’assassinio, avvenuto il 7 febbraio a Torre Annunziata, è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza.La cattura del presunto killer è avvenuta a Castellammare, e ora si cerca di individuare i complici.

Il funerale del rampollo della famiglia camorristica dei “Fasano” dell’Acqua della Madonna, a suo tempo, è stato un evento mediatico.

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Arrestato Catello Martino: Esecutore dell’omicidio Fontana legato al clan D’Alessandro https://vivicentro.it/ultime-notizie/arrestato-catello-martino-esecutore-dellomicidio-fontana-legato-al-clan-dalessandro Tue, 20 Feb 2024 23:05:27 +0000 https://vivicentro.it/?p=548358 Arrestato Catello Martino, affiliato clan D'Alessandro, accusato dell'omicidio di Alfonso Fontana a Castellammare.

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Catello Martino, 52 anni, è stato arrestato per l’omicidio di Alfonso Fontana legato al clan D’Alessandro a Castellammare di Stabia.Il contesto criminale locale sottolinea l’importanza dell’operazione delle forze dell’ordine nella lotta contro la criminalità organizzata.

Arrestato Catello Martino: ‘o puparuolo!

Arrestato a Castellammare Catello Martino, 52 anni, affiliato al clan D’Alessandro.

Soprannominato ‘o puparuolo, è accusato dell’omicidio di Alfonso Fontana, 24enne, avvenuto nei pressi del tribunale di Torre Annunziata il 8 febbraio.Il pluripregiudicato Martino è stato catturato ieri dopo dieci giorni di ricerche.

Le autorità hanno eseguito il fermo della DDA, indicandolo come l’esecutore materiale dell’omicidio di camorra.Fontana, anch’egli pregiudicato stabiese, è stato assassinato in un agguato.

La vittima era legata al clan D’Alessandro, mentre Martino è stato individuato nella sua residenza a Castellammare di Stabia.Il contesto criminale della zona ha reso il caso di particolare rilevanza.

I carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata hanno completato l’operazione.Il fermo è stato notificato a Martino, che ha una lunga storia criminale.

L’uccisione di Fontana, avvenuta vicino al tribunale, ha scosso la comunità locale.Gli inquirenti ritengono che Martino abbia agito come esecutore materiale nell’ambito dei loschi affari del clan D’Alessandro.

L’individuazione e l’arresto di Martino rappresentano un passo importante per la giustizia, evidenziando l’impegno delle forze dell’ordine nel contrastare la criminalità organizzata nella zona.La vittima, Fontana, già coinvolta in attività criminali, è stata colpita in un agguato vicino al tribunale, sottolineando l’audacia dei criminali nell’agire in luoghi pubblici.

Il coinvolgimento di Martino nei loschi traffici del clan D’Alessandro, unito alla sua lunga lista di precedenti penali, solleva interrogativi sulla gestione della criminalità nella zona.Le autorità sperano che l’arresto di Martino porti a ulteriori sviluppi investigativi, contribuendo a smantellare le reti criminali locali e a garantire maggiore sicurezza alla comunità.

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Giustizia Lumaca a Castellammare: Prescritto Reato di Associazione Dopo 25 Anni di Processo Sigfrido https://vivicentro.it/ultime-notizie/giustizia-lumaca-a-castellammare-prescritto-reato-di-associazione-dopo-25-anni-di-processo-sigfrido Fri, 24 Nov 2023 09:30:03 +0000 https://vivicentro.it/?p=538607 Giustizia lumaca salva i D'Alessandro a Castellammare: prescritto reato di associazione nel processo Sigfrido dopo 25 anni. Epilogo inaspettato

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Castellammare: Prescrizione del Reato di Associazione, Dopo 25 Anni il Processo Sigfrido

Giustizia lumaca: a Castellammare, la lunga saga giudiziaria dei D’Alessandro vede la prescrizione del reato di associazione nel processo Sigfrido dopo un quarto di secolo.
La giustizia, spesso criticata per la sua lentezza, sorprende con un epilogo inatteso, sollevando interrogativi sulla sua efficacia nella lotta alla criminalità organizzata.
La sentenza pone fine a un capitolo tumultuoso, evidenziando le sfide del sistema giudiziario di fronte a complessi casi di camorra.

La lunga vicenda giudiziaria del clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia ha raggiunto una svolta sorprendente. Dopo 25 anni, il processo Sigfrido, che coinvolgeva i membri di spicco del clan, ha visto la prescrizione del reato di associazione.

La Giustizia “Lumaca” e l’Epilogo Atteso

Il processo, noto per la sua durata eccezionale, ha visto protagonisti imputati di rilievo nel clan D’Alessandro. La giustizia, spesso criticata per la sua lentezza, ha alla fine emesso la prescrizione del reato di associazione, ponendo fine a un capitolo durato un quarto di secolo.

Il Contesto del Processo Sigfrido

Il nome “Sigfrido” è diventato sinonimo di una lunga battaglia legale contro la camorra. Iniziato nel 1998, il processo ha affrontato numerosi ostacoli, tra cui la morte di alcuni pentiti e controversie sulle condanne.

La Sentenza: Un Epilogo Inaspettato

La prescrizione del reato di associazione ha lasciato molti sorpresi, considerando la gravità degli addebiti. La sentenza solleva interrogativi sulla capacità del sistema giudiziario di affrontare efficacemente la criminalità organizzata.

Queste le condanne

Michele Abbruzzese (26 anni);
Francesco d’Assisi Apadula (21 anni);
Ciro Avella (16 anni);
Carmine Caruso (12 anni e 4 mesi);
Ciro Castellano (7 anni);
Pasquale D’Alessandro (18 anni);
Maurizio Del Sorbo (24 anni);
Raffaele Di Somma (28 anni);
Antonino Esposito Sansone (15 anni);
Giovanni Imparato (26 anni e 6 mesi);
Giovanni Lucarelli (7 anni);
Ugo Lucchese (28 anni);
Nicola Martinelli (6 anni e 6 mesi);
Ernesto Mas (16 anni);
Antonio Nocerino (8 anni);
Luigi Polito (5 anni);
Antonio Rossetti (19 anni e 6 mesi);
Alfonso Sicignano (14 anni);
Luigi Vitale (14 anni).

I giudici hanno assolto Castellano (difeso dall’avvocato Raffaele Chiummariello) dall’accusa di concorso in associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

Assolti da alcuni capi d’accusa anche Avella, Polito, Vitale e Di Somma.
Il collegio difensivo era composto tra gli altri dagli avvocati Gennaro Somma, Alfonso Piscino e Antonio Di Martino.

In conclusione, Castellammare assiste a un epilogo inaspettato nel processo Sigfrido. La prescrizione del reato di associazione rappresenta un punto di svolta nella lunga storia giudiziaria del clan D’Alessandro.

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Svelata la Verità sull’Omicidio di Mascolo! https://vivicentro.it/ultime-notizie/svelata-la-verita-sullomicidio-di-mascolo Sat, 21 Oct 2023 08:00:25 +0000 https://vivicentro.it/?p=534127 Nelle indagini sull'omicidio di Nunzio Mascolo, una svolta: la confessione del killer Catello Romano rivela nuovi dettagli.

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Le rivelazioni del killer Catello Romano attraverso la sua tesi di laurea gettano nuova luce sull’omicidio di Mascolo, aprendo la strada a una possibile identificazione dei mandanti. L’indagine, in corso da 15 anni, potrebbe finalmente giungere a una conclusione.

Svolta nell’Indagine sull’Omicidio di Mascolo Nunzio: Confessione del Killer Catello Romano.
Le indagini sull’omicidio di Nunzio Mascolo, avvenuto nel dicembre 2008 a Castellammare di Stabia, hanno raggiunto un momento cruciale. La Procura Antimafia, impegnata per 15 anni a risalire agli esecutori materiali e ai mandanti di questo delitto di camorra, ha ottenuto una rivelazione significativa attraverso la tesi di laurea del killer Catello Romano.

La confessione di Romano getta luce sull’ordine di uccidere Mascolo proveniente da Scanzano, il quartiere bunker dei D’Alessandro. Questo fatto è di estrema importanza poiché potrebbe consentire all’inchiesta di fare progressi significativi, puntando direttamente ai mandanti dell’omicidio.

La dinamica dell’omicidio è chiara: un commando del clan D’Alessandro, composto da individui come Salvatore Belviso, Renato Cavaliere e Catello Romano, ha raggiunto il quarantenne Mascolo mentre tornava a casa in sella allo scooter, aprendo il fuoco con almeno 10 colpi. Si sono anche delineate alcune possibili motivazioni, tra cui una faida personale tra Mascolo e un altro criminale locale e un debito di droga contratto a nome del clan di Scanzano, all’insaputa di quest’ultimo.

Catello Romano ha ricostruito parte di questa storia nella sua tesi di laurea in Sociologia intitolata “Fascinazioni Criminali,” ammettendo il suo coinvolgimento nell’omicidio. Tuttavia, l’obiettivo dell’Antimafia è ora identificare i mandanti, un compito che si è accelerato nelle ultime settimane.

Catello Romano sarà interrogato dalla Dda dopo la presentazione della sua tesi di laurea. Questo rappresenta un passo importante verso la chiusura delle indagini su un cold case che dura da 15 anni. Ogni tassello, come questo, contribuisce a comporre il mosaico che le autorità stanno pazientemente assemblando, sfruttando anche i pentimenti emersi tra i membri della cosca di Scanzano.

Questa svolta nell’indagine potrebbe portare alla giustizia i responsabili di questo delitto e gettare nuova luce sui misteri rimasti irrisolti per anni.

Referenza
Metropolis

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