Cambiamento climatico – Vivicentro https://vivicentro.it Wed, 09 Aug 2023 05:40:37 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png Cambiamento climatico – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 Crisi Climatica e Record di Calore: Luglio 2023 Inarrestabile https://vivicentro.it/ultime-notizie/crisi-climatica-e-record-di-calore-luglio-2023-inarrestabile Wed, 09 Aug 2023 00:00:43 +0000 https://vivicentro.it/?p=528724 Crisi Climatica con un aumento delle temperature dell'aria e delle acque marine, con conseguenze disastrose sia per l'umanità che per l'ambiente.

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In breve: Luglio 2023 ha segnato un nuovo record come il mese più caldo mai registrato globalmente. I dati del Copernicus Climate Change Service (C3S) rivelano una Crisi Climatica con un aumento delle temperature dell’aria e delle acque marine, con conseguenze disastrose sia per l’umanità che per l’ambiente.
L’analisi dei dati rivela l’urgenza di ridurre le emissioni di gas serra per contrastare questi fenomeni.

Luglio 2023: Il Mese più Caldo di Sempre Rivela la Crisi Climatica Globale

Il mese di luglio del 2023 è stato testimone di un evento senza precedenti: è stato confermato come il mese più caldo mai registrato in tutto il mondo.
Questa allarmante constatazione emerge dai dati forniti dal Copernicus Climate Change Service (C3S), un programma realizzato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine per conto della Commissione europea con finanziamenti dell’UE.
Il C3S monitora regolarmente le temperature globali e pubblica bollettini climatici mensili che riflettono le variazioni osservate nelle temperature dell’aria, della superficie marina e altre variabili idrologiche.

In particolare, l’analisi dei dati ha rivelato che la temperatura media globale dell’aria in superficie nel mese di luglio 2023 ha superato tutti i record precedenti.
Questo aumento termico di 0,72 °C rispetto alla media del periodo 1991-2020 di luglio e di 0,33 °C rispetto al precedente luglio più caldo del 2019 mette in luce l’accelerazione del cambiamento climatico.
Ancor più preoccupante è l’indicazione che il mese di luglio 2023 è stato approssimativamente 1,5 °C più caldo rispetto alla media del periodo 1850-1900, un periodo di riferimento spesso utilizzato per comprendere l’era preindustriale.

Questo aumento della temperatura non si è limitato all’aria, ma ha colpito anche le acque marine.
Le temperature medie globali della superficie marina hanno continuato ad aumentare, raggiungendo livelli record a luglio.
Le regioni dell’emisfero settentrionale, inclusa l’Europa meridionale, hanno sperimentato ondate di calore eccezionali.
Particolarmente colpita è stata l’area del Nord Atlantico, con temperature superiori alla media del 1,05 °C, insieme a molte altre regioni marine.

L’esperta di climatologia Samantha Burgess, vicedirettrice del C3S, ha evidenziato le preoccupazioni riguardanti questi record climatici.
Ha sottolineato come tali eventi abbiano conseguenze devastanti per le persone e l’ecosistema, esponendo il pianeta a fenomeni climatici sempre più estremi e intensi.
Ha inoltre indicato che il 2023 è attualmente il terzo anno più caldo mai registrato, con una temperatura media globale di luglio che supera i livelli preindustriali di 1,5 °C.
Questi dati indicano l’importanza di affrontare con urgenza il problema delle emissioni di gas serra, principale causa dietro questi record allarmanti.

L’analisi delle temperature globali per l’anno solare fino a luglio evidenzia che il 2023 è il terzo anno più caldo mai registrato, superato solo dal 2016 e dal 2020.
Questi dati indicano un andamento allarmante e pongono l’attenzione sulla necessità di adottare politiche e azioni concrete per mitigare il cambiamento climatico.
Il rapido scioglimento dei ghiacci marini dell’Antartide e le variazioni nelle condizioni idrologiche in diverse regioni del mondo sottolineano l’urgenza di adottare misure per invertire questa tendenza e limitare gli impatti del cambiamento climatico in corso.

#CrisiClimatica #RecordCaldo #CambiamentoClimatico #RiscaldamentoGlobale #EmergenzaClimatica

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Golfo di Napoli in pericolo: specie aliene minacciano l’ecosistema! https://vivicentro.it/ultime-notizie/golfo-di-napoli-in-pericolo-specie-aliene-minacciano-lecosistema Tue, 08 Aug 2023 02:00:19 +0000 https://vivicentro.it/?p=528670 L'oceanografo Arturo De Alteris parla dell'impatto del cambiamento climatico sul golfo di Napoli, evidenziando l'apparizione di nuove specie marine non autoctone, minacciando l'ecosistema del Parco di Punta Campanella.

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In breve: L’oceanografo Arturo De Alteris parla dell’impatto del cambiamento climatico sul golfo di Napoli, evidenziando l’apparizione di nuove specie marine non autoctone, minacciando l’ecosistema del Parco di Punta Campanella. Sottolinea la necessità di guardare il problema nel contesto globale e promuovere l’educazione ambientale per la conservazione marina.

Il cambiamento climatico minaccia l’ecosistema marino del golfo di Napoli

Il golfo di Napoli, un tempo ricco di biodiversità e di specie autoctone, sta vivendo un periodo di significativi cambiamenti a causa del riscaldamento globale e del cambiamento climatico.
A lanciare l’allarme è l’oceanografo Arturo De Alteris, esperto di rilievo nel campo, che ha trascorso anni studiando l’Antartide e che ora si dedica alla salvaguardia del Parco di Punta Campanella, un’area marina protetta tra i golfi di Napoli e Salerno.

L’esperienza dell’Antartide ha portato De Alteris a comprendere l’importanza di considerare la salvaguardia del pianeta nella sua interezza, sottolineando come gli eventi ambientali siano strettamente interconnessi.
Osserva che la tutela dell’ecosistema marino richiede una visione olistica e un approccio globale per combattere le minacce che esso affronta.

Il cambiamento climatico è una realtà indiscutibile e ha effetti significativi sul golfo di Napoli e, in particolare, sull’ecosistema del Parco di Punta Campanella.
Gli andamenti delle grandezze fisiche come temperatura, pressione e precipitazioni devono essere analizzati su archi temporali adeguati per comprendere appieno la portata dei cambiamenti. Le variazioni climatiche hanno portato al riscaldamento del mare, favorendo l’insediamento di specie marine non autoctone provenienti da regioni tropicali.
Tra questi nuovi abitanti “alieni” figurano il temibile barracuda, la caulerpa e il granchio blu, che minacciano la varietà della flora e della fauna dell’area marina protetta.

Il Parco di Punta Campanella è abitato da numerose specie a rischio, come tartarughe, delfini e grandi cetacei.
La coabitazione tra esseri umani e animali è possibile, ma si deve fare i conti con l’impatto negativo dei mezzi navali sull’ecosistema marino.
L’inquinamento acustico marino causato dal traffico navale disturba gravemente gli animali marini, allontanandoli dalle coste.
Tuttavia, la pandemia ha dimostrato come la riduzione del traffico marittimo possa favorire il ritorno di alcune specie, rendendo evidente l’importanza di limitare l’impatto antropico sulla natura.

De Alteris sottolinea l’importanza del controllo e della vigilanza per preservare l’area marina.
Il territorio di circa 40 km di costa necessita di un’attenta gestione per garantire la sua tutela.
La presenza della Capitaneria e dei volontari è fondamentale, ma non sufficiente.
Secondo l’oceanografo, l’educazione e il rispetto ambientale devono essere i pilastri da cui partire per proteggere l’ambiente marino.

Come ex docente, De Alteris ritiene essenziale coinvolgere i giovani nella conservazione marina.
Per fare ciò, ha in mente di sviluppare un percorso didattico in collaborazione con le scuole del territorio, con l’obiettivo di informare, istruire e formare i ragazzi.
Gli studenti, essendo il futuro del nostro pianeta, devono essere consapevoli dell’importanza del mare e dell’ecosistema marino, nonché della necessità di adottare comportamenti sostenibili e rispettosi dell’ambiente.

In conclusione, il golfo di Napoli e il Parco di Punta Campanella sono al centro di un cambiamento drastico causato dal riscaldamento globale e dal cambiamento climatico. La comparsa di nuove specie marine minaccia la flora e la fauna del Parco, e la coabitazione tra esseri umani e animali marini richiede un approccio responsabile e consapevole. La protezione dell’ambiente marino è una sfida cruciale, ma con l’educazione ambientale e l’impegno congiunto delle comunità locali, è possibile preservare quest’area di inestimabile valore ecologico per le generazioni future.

#MareDiNapoli #CambiamentoClimatico #SpecieAliene #OceaniInPericolo #BiodiversitàMinacciata #SalviamoIlMare #EcosistemaMarino #GolfoDiNapoli

Referenza
Il Mattino

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Siccità Minacciosa: Lago Maggiore in Pericolo https://vivicentro.it/ultime-notizie/siccita-minacciosa-lago-maggiore-in-pericolo Fri, 04 Aug 2023 09:30:26 +0000 https://vivicentro.it/?p=528429 Il lago Maggiore, insieme ad altri corsi d'acqua e laghi in Italia, è minacciato da una grave siccità dovuta all'instabilità climatica.

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In breve – Il lago Maggiore, insieme ad altri corsi d’acqua e laghi in Italia, è minacciato da una grave siccità dovuta all’instabilità climatica.
Il settimanale report dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche evidenzia una situazione critica, con fiumi e laghi che oscillano tra abbondanza e carenza d’acqua nelle diverse regioni.

Lago Maggiore in agonia!

La preoccupante minaccia della siccità sta gettando un’ombra sul bellissimo paesaggio del lago Maggiore e di molte altre risorse idriche in Italia. L’instabilità climatica sta avendo un impatto significativo sulle disponibilità d’acqua, come evidenziato nel recente report dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.

La siccità minaccia le acque, rivelando un futuro preoccupante.

Nelle diverse regioni d’Italia, la situazione idrica oscilla tra estremi opposti.
In Liguria, la generosa presenza d’acqua nei fiumi è un motivo di conforto, ad eccezione dell’Entella.
Tuttavia, a poca distanza, in Lunigiana, si vive la drammatica condizione di siccità, con il bacino della Marana esaurito e una vera e propria emergenza idrica.

La Toscana presenta un quadro variegato

Mentre il fiume Serchio è sotto la media, Arno, Ombrone e Sieve sfoggiano una buona salute idrica.
La Lombardia, invece, rivela un andamento simile a macchie di leopardo tra i suoi Grandi Laghi.
Il Benaco e il Sebino vantano percentuali di riempimento superiori alla media, ma il Lario e, soprattutto, il Maggiore, stanno lottando con livelli di riempimento al di sotto del 20%.
Quest’ultimo lago, in particolare, ha subito un drastico calo al 17,3%.

È evidente che il problema non si limita solo alla Lombardia.

Nel Piemonte, il fiume Po ha subito una diminuzione significativa della portata, tanto da essere dimezzato rispetto alla media storica e registrare livelli addirittura inferiori al 2022. Questa situazione di magra è una costante lungo il corso del Po, con evidenti impatti sulla disponibilità idrica.

L’ANBI sottolinea l’importanza cruciale di sviluppare infrastrutture di trattenuta delle acque, come laghetti, invasi o casse di espansione, per contrastare gli effetti dannosi della siccità.
Queste strutture possono trattenere le acque e rilasciarle gradualmente, facilitando l’infiltrazione nel suolo e riducendo il rischio di inondazioni durante eventuali ondate di piena.

Un elemento di particolare interesse è la situazione nel Centro Italia, che sta iniziando a risentire dei segnali di difficoltà già sperimentati l’anno scorso nel Nord.
Questo dimostra come la siccità non sia una minaccia geograficamente circoscritta, ma possa colpire diverse regioni del Paese.
L’ANBI richiama quindi all’azione preventiva, evidenziando l’importanza di intervenire tempestivamente per preservare le risorse idriche e mitigare i rischi derivanti da eventi climatici estremi.

In conclusione, nonostante le differenze regionali, l’allarme siccità è un campanello d’allarme che suona in tutta Italia.
Le variazioni climatiche e le condizioni meteorologiche stanno mettendo a dura prova i nostri corsi d’acqua e laghi, richiedendo azioni concrete per garantire una gestione sostenibile delle risorse idriche e affrontare gli impatti del cambiamento climatico.

#Siccità #LagoMaggiore #CambiamentoClimatico #Ambiente #Italia #RisorseIdriche

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Antartide in Scioglimento: Allarme Riscaldamento Globale https://vivicentro.it/ultime-notizie/antartide-in-scioglimento-allarme-riscaldamento-globale Mon, 31 Jul 2023 22:00:42 +0000 https://vivicentro.it/?p=528165 Scioglimento Record del Ghiaccio Marino in Antartide, il ghiaccio marino ha raggiunto minimi senza precedenti: un’Area Grande quanto l’Argentina Scomparsa Mentre il riscaldamento globale continua a imperversare nel nostro pianeta, le notizie riguardanti il cambiamento climatico continuano a destare preoccupazione. Un nuovo record climatico è stato infranto nell’Antartide, poiché il ghiaccio marino ha raggiunto minimi […]

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Scioglimento Record del Ghiaccio Marino in Antartide, il ghiaccio marino ha raggiunto minimi senza precedenti: un’Area Grande quanto l’Argentina Scomparsa

Mentre il riscaldamento globale continua a imperversare nel nostro pianeta, le notizie riguardanti il cambiamento climatico continuano a destare preoccupazione.

Un nuovo record climatico è stato infranto nell’Antartide, poiché il ghiaccio marino ha raggiunto minimi senza precedenti per questo periodo dell’anno.

Mentre nell’emisfero settentrionale si registra un’ondata di caldo estivo da record, al Polo Sud, durante l’inverno, il ghiaccio marino antartico si sta riducendo in modo allarmante.

Tradizionalmente, il ghiaccio marino antartico si riduceva ai livelli più bassi verso la fine di febbraio, durante l’estate, e poi si ricostruiva durante l’inverno.

Tuttavia, gli scienziati hanno notato un’anomalia quest’anno: il ghiaccio marino non è tornato ai livelli previsti e si è mantenuto ai livelli più bassi mai registrati per questo periodo dell’anno, da quando sono iniziate le registrazioni 45 anni fa.
Secondo i dati del National Snow and Ice Data Center (NSIDC), il ghiaccio è di circa 1,6 milioni di chilometri quadrati al di sotto del precedente minimo invernale stabilito nel 2022.

A metà luglio, il ghiaccio marino dell’Antartide era di 2,6 milioni di chilometri quadrati al di sotto della media registrata dal 1981 al 2010, equivalente a un’area grande quasi quanto l’Argentina o gli stati del Texas, California, New Mexico, Arizona, Nevada, Utah e Colorado messi insieme.
L’ampiezza di questa perdita di ghiaccio marino è impressionante e suscita preoccupazione tra la comunità scientifica.

Gli scienziati sono ora impegnati nello studio delle cause di questa drastica riduzione del ghiaccio marino.
Il cambiamento climatico e il riscaldamento globale sono i principali fattori considerati, ma si sta cercando di comprendere meglio gli eventi specifici che hanno contribuito a questo scioglimento senza precedenti.
Alcuni ricercatori sospettano che il Southern Annular Mode positivo, un fenomeno meteorologico che influenza le temperature dell’Antartide, possa avere un ruolo significativo nel causare questo scioglimento anomalo.

Il fenomeno del ghiaccio marino in Antartide ha un impatto significativo sul clima e sugli ecosistemi della regione.
La diminuzione dell’estensione del ghiaccio marino può influenzare i flussi di calore e la circolazione oceanica, oltre a mettere a repentaglio la sopravvivenza di alcune specie di animali polari, come le foche e i pinguini, che dipendono dalla presenza di banchi di ghiaccio per la loro alimentazione e riproduzione.

Inoltre, lo scioglimento del ghiaccio marino contribuisce all’aumento del livello del mare, rappresentando una minaccia per le comunità costiere di tutto il mondo.
Le conseguenze del cambiamento climatico non conoscono confini e riguardano tutti noi.

È fondamentale continuare a monitorare attentamente l’evoluzione del ghiaccio marino in Antartide e approfondire la comprensione dei processi climatici che lo influenzano.
Solo una migliore comprensione di questi fenomeni può fornire una base solida per sviluppare strategie e azioni a livello globale volte a mitigare gli effetti del cambiamento climatico e proteggere il nostro pianeta per le generazioni future.

Mentre la comunità scientifica continua i suoi sforzi per studiare e comprendere meglio l’andamento del ghiaccio marino in Antartide, è cruciale che i governi e la società nel suo complesso si uniscano per adottare misure concrete per contrastare il riscaldamento globale e preservare la stabilità del nostro clima e dell’ecosistema globale.
Solo attraverso una cooperazione internazionale e azioni collettive possiamo sperare di far fronte alle sfide del cambiamento climatico e proteggere il nostro pianeta per le generazioni future.

#CambiamentoClimatico #GhiaccioAntartide #RecordScioglimento #AmbienteSostenibile

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Un’estate rovente e “pericolosa”: cosa ci aspetta ad agosto https://vivicentro.it/ultime-notizie/unestate-rovente-e-pericolosa-cosa-ci-aspetta-ad-agosto Tue, 11 Jul 2023 00:58:32 +0000 https://vivicentro.it/?p=526796 CRONACA - Estate rovente - In questo articolo si parlerà delle temperature record che si raggiungeranno in tutto lo Stivale durante il mese di agosto 2023.

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CRONACAEstate rovente – In questo articolo si parlerà delle temperature record che si raggiungeranno in tutto lo Stivale durante il mese di agosto 2023.
Nella prima parte dell’articolo si descriveranno le aree maggiormente colpite dall’ondata di calore, le temperature registrate e il perché di questa situazione.
Si descriveranno in seguito le previsioni meteo per le prossime settimane, con un particolare focus sul mese di agosto e sui rischi connessi alle ondate di calore.
Infine, si analizzeranno gli effetti del surriscaldamento del Pianeta sulla stagione estiva, con un’attenzione particolare al rischio di morti per caldo, soprattutto per anziani e persone più fragili.

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Un’estate rovente e “pericolosa”: cosa ci aspetta ad agosto

In breve:
Il mese di luglio sta portando un’ondata di calore intensa in tutta Italia, e ad agosto ci aspettano ulteriori sfide e rischi. Il paese ha già sperimentato l’estate più calda in Europa nel 2022, con un aumento preoccupante delle morti causate dal caldo.
Questo articolo analizzerà le prospettive per agosto, evidenziando le temperature estreme, i possibili cambiamenti climatici e le implicazioni per la popolazione.

Ondata di caldo intenso e break di agosto

Le temperature diurne si avvicinano ai 40 gradi, con temperature notturne che non scendono al di sotto dei 27 gradi.
Secondo i meteorologi, ci troviamo di fronte all’ondata di calore più intensa del 2023 fino ad ora, con un’attenzione particolare alle regioni meridionali che potrebbero superare i 45 gradi.
Questo caldo intenso è causato da correnti di aria calda provenienti dall’anticiclone nordafricano.
Mentre le regioni settentrionali sperimenteranno alcuni rovesci temporaleschi che porteranno un po’ di refrigerio, il caldo si farà sentire anche al Nord e nelle regioni adriatiche.
Tuttavia, le temperature medie saranno ancora superiori rispetto al periodo normale.

Effetti del clima fuori controllo

Il caldo si farà sentire soprattutto nelle città, con punte elevate di temperatura che raggiungeranno i 37 gradi a Torino, Milano e Roma, 38 gradi a Bologna e potrebbero addirittura superare i 40/41 gradi a Foggia.
La Sardegna sarà particolarmente colpita dall’ondata di calore, con temperature record previste intorno ai 42 gradi a Sassari. Nonostante alcuni piccoli break, il caldo torrido non sembra attenuarsi.
Le proiezioni indicano che agosto avrà temperature superiori alla media del periodo, con ulteriori ondate di caldo e il rischio di fenomeni temporaleschi intensi, soprattutto al centro-sud.

Cambiamento climatico e nuova normalità

Le estati roventi non sono più una sorpresa, ma stanno diventando la nuova normalità. Il cambiamento climatico sta causando un aumento delle ondate di calore, una diminuzione delle precipitazioni e un aumento di fenomeni estremi come siccità e piogge intense.
L’Europa è particolarmente colpita da questo fenomeno, con aumenti di temperatura superiori ai 2 gradi rispetto alla media globale.
L’aumento delle temperature è anche dovuto al surriscaldamento del Mediterraneo e dell’atmosfera. Gli eventi estremi sono aumentati in Italia dal 1980, e l’estate sta diventando sempre più calda, mentre l’inverno si accorcia.

Impatto sulla salute umana

L’afa e il caldo estremo rappresentano una minaccia per la salute delle persone, in particolare per gli anziani e le persone più fragili. Durante le ondate di calore, l’indice di calore, che misura il rapporto tra temperatura e umidità atmosferica, diventa critico.
La sudorazione, che è uno dei meccanismi di raffreddamento del corpo umano, non è in grado di evaporare nell’ambiente saturo di umidità, causando un aumento pericoloso della temperatura corporea.
Secondo uno studio condotto dalla Comunità di Sant’Egidio e dall’Università di Torvergata, l’isolamento sociale combinato con l’afa aumenta del 50% il rischio di morte negli anziani.
L’Italia è il paese europeo con il più alto numero di morti attribuibili al caldo nel 2022, con circa 18.100 decessi.

Conclusioni

Agosto si prospetta come un mese di estrema calura in Italia, con temperature record e un rischio significativo per la salute pubblica.
Il cambiamento climatico accelera il surriscaldamento del paese, rendendo le ondate di calore sempre più frequenti ed estreme.
È necessario prendere consapevolezza dell’emergenza climatica in atto e adottare misure di prevenzione e adattamento per proteggere la popolazione vulnerabile.
L’estate non è più la stessa, e la sfida per affrontare il clima fuori controllo richiede un’impegno globale per mitigare gli effetti del cambiamento climatico e garantire un futuro sostenibile.

NOTA:
• 1 Caldo: mortalità del 63% più alta nelle persone di sesso femminile

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