calabria – Vivicentro https://vivicentro.it Fri, 28 Jul 2023 08:35:00 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png calabria – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 Emergenza Incendi Inarrestabili: il Sud sotto assedio delle fiamme https://vivicentro.it/ultime-notizie/emergenza-incendi-inarrestabili-il-sud-sotto-assedio-delle-fiamme Fri, 28 Jul 2023 08:00:18 +0000 https://vivicentro.it/?p=527901 Emergenza incendi: L'Italia è sotto assedio delle fiamme al Sud! Regioni come Sicilia, Puglia, Sardegna e Calabria stanno combattendo un'onda di incendi devastanti.

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Emergenza incendi: L’Italia è sotto assedio delle fiamme al Sud! Regioni come Sicilia, Puglia, Sardegna e Calabria stanno combattendo un’onda di incendi devastanti.

Incendi Inarrestabili

L’Italia affronta una devastante ondata di incendi al Sud, coinvolgendo le regioni della Sicilia, Puglia, Sardegna e Calabria. Molti fronti di fuoco sono attivi e i vigili del fuoco e la protezione civile stanno lavorando incessantemente per contenere le fiamme e proteggere le comunità coinvolte.

Da domenica scorsa, i vigili del fuoco hanno effettuato un totale di 3.232 interventi nelle regioni colpite. Le operazioni di soccorso coinvolgono 9.846 vigili del fuoco che si sono alternati per contrastare gli incendi.

Situazione in Sicilia

Nella regione siciliana, si sono verificati il maggior numero di interventi con ben 1.414 operazioni di antincendio boschivo. Le squadre dei vigili del fuoco stanno lavorando duramente per arginare le fiamme, specialmente in zone come Altofonte e le province di Palermo e Catania, a Belpasso e Valverde.

Emergenza in Puglia

Anche la Puglia è duramente colpita dagli incendi, con 879 soccorsi effettuati per incendi di bosco e vegetazione. La situazione è particolarmente critica nella località di Marina di San Cataldo, a Lecce, dove le fiamme minacciano la sicurezza della zona.

Fiamme in Calabria

Nella regione calabrese, sono stati completati 727 interventi contro gli incendi. Le squadre dei vigili del fuoco sono state impegnate soprattutto a Crotone, dove stanno combattendo per contenere le fiamme.

Salento sotto il fuoco

Il Salento, nella Puglia, è particolarmente colpito dagli incendi. La marina di Ugento è stata devastata dalle fiamme, causando danni significativi. Diverse operazioni sono in corso per circoscrivere gli incendi nella baia di San Felice.

Possibile origine dolosa

Almeno in molte zone, dietro questi incendi devastanti, sembra esserci la mano dei piromani. La contemporaneità degli incendi in diverse località, l’innesco a punti multipli e la scelta dei luoghi suggeriscono un’azione deliberata e professionale. Le autorità stanno indagando e cercando di individuare i responsabili.

Difficoltà nel combattere gli incendi

Le alte temperature e i venti favorevoli stanno rendendo difficile il controllo delle fiamme. La situazione è critica e rischiosa, mettendo a rischio case, infrastrutture e il benessere delle persone coinvolte.

Risorse limitate

La lotta contro gli incendi è stata resa ancora più difficile dalla mancanza di mezzi adeguati. I Canadair, aerei specializzati per spegnere incendi boschivi, arriveranno solo nel 2027, a causa del regime di monopolio di una società canadese nella loro produzione. L’Italia sta collaborando con altri Stati membri dell’Unione Europea per trovare alternative e affrontare questo problema che va oltre i confini nazionali.

Impatto sulla Grecia

Anche la Grecia sta facendo i conti con nuovi incendi, dimostrando che il problema degli incendi boschivi è una sfida che coinvolge più paesi e richiede azioni coordinate per affrontarlo efficacemente.

Conclusioni

Gli incendi inarrestabili che stanno colpendo il Sud Italia stanno causando gravi danni ambientali, economici e sociali.
La lotta contro le fiamme continua senza sosta, ma le risorse limitate e l’origine dolosa di alcuni incendi rendono la situazione ancora più complessa.
È essenziale un coordinamento tra i paesi e una strategia condivisa per affrontare questo problema sempre più urgente e impegnativo.
Le comunità coinvolte e le autorità devono continuare a lavorare instancabilmente per proteggere le persone e l’ambiente da queste devastanti catastrofi.

🗓 #EmergenzaFuoco #ProtezioneCivile #Notizie #Sicilia #Puglia #Sardegna #Calabria #Incendi #Vigilidelfuoco #CatastrofeNaturale #Ambiente #SudItalia #Piromani #Crisi #Protezione #Solidarietà

Nota: I dati e le informazioni fornite sopra sono basati su articoli di notizie provenienti da diverse fonti, tra cui ANSA, ilpost.it, rainews.it, sky.it, tuttonotizie.net e rfi.it.*

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Brucia il Sud: Emergenza incendi e cambiamenti climatici https://vivicentro.it/ultime-notizie/brucia-il-sud-emergenza-incendi-e-cambiamenti-climatici Wed, 26 Jul 2023 03:00:28 +0000 https://vivicentro.it/?p=527771 Brucia il Sud: Gli incendi devastano la Sicilia dopo settimane di caldo record, con gravi conseguenze anche in Calabria e Puglia.

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Brucia il Sud: Gli incendi devastano la Sicilia dopo settimane di caldo record, con gravi conseguenze anche in Calabria e Puglia

La situazione nel Sud Italia si è fatta estremamente critica a causa degli incendi che hanno colpito la Sicilia, ma che hanno coinvolto anche parti della Calabria e della Puglia.

Le regioni meridionali sono state afflitte da settimane di caldo eccezionale, che ha reso il territorio estremamente vulnerabile agli incendi, rendendo l’aria irrespirabile a causa del vento caldo che alimenta le fiamme.

La Sicilia è stata particolarmente colpita da ben 43 roghi, con gravi conseguenze sulla popolazione e sull’ambiente circostante.

I comuni di Palermo e Catania sono stati fortemente interessati dagli incendi, e alcune aree si sono trovate circondate dalle fiamme. Inoltre, si sono verificati black-out di acqua ed elettricità in alcune zone di Catania a causa dell’entità degli incendi.

Le temperature record e il vento caldo hanno aggravato la situazione, rendendo difficoltoso lo spegnimento delle fiamme e mettendo a dura prova i soccorritori.

La situazione è divenuta così grave da provocare almeno cinque vittime, di cui una sedicenne uccisa da un albero caduto sulla sua tenda in un campo scout a Valcamonica, tre persone morte a causa dei roghi intorno a Palermo e in Sicilia, e un decesso nel Reggino a causa delle fiamme.

Parallelamente, il Nord Italia sta vivendo una situazione difficile a causa delle tempeste ripetute. La regione Friuli ha subito grandinate eccezionali che hanno lasciato segni mai visti in passato, mentre il Veneto, l’Emilia-Romagna e la Lombardia stanno affrontando violenti temporali. Questi eventi meteo estremi stanno mettendo a dura prova anche il Nord del paese.

La situazione si sta facendo sempre più critica, con migliaia di sfollati e ingenti danni ambientali e infrastrutturali. Si teme che l’Italia possa dichiarare lo stato di emergenza per le regioni colpite, tra cui la Lombardia, la Sicilia, il Veneto, l’Emilia Romagna e il Friuli Venezia Giulia.

Tuttavia, c’è stata anche una reazione controversa alla situazione. Alcuni esponenti politici di rilievo hanno concentrato la loro attenzione sul discutere del Ponte di Messina, piuttosto che affrontare l’urgenza di mettere in sicurezza l’ambiente e adottare misure adeguate per prevenire e combattere gli incendi e i cambiamenti climatici.

In conclusione, l’Italia sta affrontando una dura prova con gli incendi che stanno devastando il Sud del paese, mentre il Nord deve fare i conti con tempeste violente. La situazione richiede una risposta urgente da parte delle istituzioni e della società per affrontare i cambiamenti climatici e mettere in sicurezza il territorio.

#ItaliaInFiamme #EmergenzaClimatica #SalviamoIlSud

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Arrestati tre corrieri di droga provenienti dalla Calabria e sequestrati oltre 1,5 kg di cocaina https://vivicentro.it/ultime-notizie/arrestati-tre-corrieri-di-droga-provenienti-dalla-calabria-e-sequestrati-oltre-15-kg-di-cocaina Tue, 22 Mar 2022 09:02:33 +0000 https://vivicentro.it/?p=473488 La GdF di Messina, con l’ausilio dell’unità cinofila, in due distinte operazioni ha scoperto: due uomini che sull’autovettura trasportavano mezzo chilo di cocaina; e una donna che sul suv ne aveva un chilo della medesima droga. Valore complessivo al dettaglio circa 250 mila euro

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I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina, in due distinte operazioni eseguite con l’ausilio delle unità cinofile, hanno sequestrato oltre 1.500 grammi di cocaina in transito dagli imbarchi di Messina e tratto in arresto 3 soggetti ritenuti responsabili dell’illecito traffico di narcotico.

In particolare, nella prima operazione, grazie al fiuto del cane antidroga Dandy, altamente specializzato in operazioni della specie, durante il controllo di una autovettura appena sbarcata dalla costa calabra, le Fiamme Gialle del Gruppo di Messina hanno rinvenuto un panetto contenente mezzo chilo di cocaina, trasportato all’interno della borsa di una giovane donna che accompagnava il marito, alla guida del veicolo.

Sulla base delle risultanze investigative, che dovranno comunque trovare conferma in dibattimento e nei successivi gradi di giudizio, entrambi gli indagati sono stati tratti in arresto, in flagranza di reato, per traffico di sostanze stupefacenti. L’uomo è stato sottoposto a custodia cautelare in carcere, mentre la donna è stata posta agli arresti domiciliari.

Nell’ambito della medesima intensificazione dei controlli alla Rada S. Francesco, qualche giorno dopo, sempre i Finanzieri del Gruppo peloritano fermavano un’altra donna, alla guida della sua auto, e su segnalazione delle unità cinofile Ghimly e Dia, due giovani pastori tedeschi, rinvenivano un panetto da oltre un chilo di cocaina, occultato nel vano motore dell’autovettura. Le successive attività di perquisizione presso l’abitazione dell’indagata, domiciliata nella fascia tirrenica della provincia, consentivano di rinvenire ulteriori 40 grammi di sostanza stupefacente e 4.300 euro in contanti, sottoposti a sequestro perché ritenuti provento dell’attività illecita.

Anche in questo caso, salvo diverse valutazioni giudiziarie nei successivi gradi di giudizio e fermo restando il generale principio di non colpevolezza sino a sentenza passata in giudicato, la donna è stata tratta in arresto ed associata alla locale Casa Circondariale, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Il complessivo quantitativo di droga sottoposto a sequestro, opportunamente miscelato con altre sostanze da taglio, avrebbe potuto fruttare, sulle piazze di spaccio della provincia, oltre 250 mila euro.

NOTA

Le odierne attività confermano l’impegno nel particolare comparto e testimoniano la rilevanza attribuita alla tematica dalle Fiamme Gialle peloritane e dall’Autorità Giudiziaria di Messina: l’attenzione è altissima rispetto a tale fenomeno criminale, sintomatico, peraltro, dell’esistenza di agguerrite e strutturate organizzazioni criminali, in grado di gestire così rilevanti quantitativi di droga.

Un fenomeno, altresì, di grave impatto sociale che costituisce, come ormai documentato da numerose operazioni di polizia, una delle primarie fonti di finanziamento della locale criminalità organizzata, così confermando la centralità del comprensorio messinese quale porta d’ingresso dello stupefacente in Sicilia, nonché punto strategico per il transito ed il traffico di ingenti quantità di narcotico.

Adduso Sebastiano

 

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86 arresti tra Sicilia e Calabria: disarticolata l’attuale famiglia mafiosa “dei barcellonesi” https://vivicentro.it/ultime-notizie/86-arresti-tra-sicilia-e-calabria-disarticolata-lattuale-famiglia-mafiosa-dei-barcellonesi Tue, 22 Feb 2022 10:23:29 +0000 https://vivicentro.it/?p=470961 I CC di Messina hanno eseguito 53 arresti in carcere, 28 ai domiciliari e 5 all’obbligo di presentazione, per mafia, estorsione, scambio elettorale politico mafioso, detenzione armi, incendio, spaccio e prostituzione

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Nel corso della notte, i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno dato esecuzione, in Sicilia e Calabria, a ordinanze di custodia cautelare, collegate tra loro, con complessivi 86 arresti, emesse, su richiesta della Procura Distrettuale della Repubblica di Messina, dal G.I.P. del locale Tribunale, nei confronti di 86 persone – di cui 53 destinatari del carcere, 28 degli arresti domiciliari e 5 dell’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria – sul cui conto il G.I.P. ha riscontrato gravi indizi di colpevolezza dei delitti – a vario titolo – di associazione di tipo mafioso, estorsione, scambio elettorale politico mafioso, trasferimento fraudolento di valori, detenzione e porto illegale di armi, incendio, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, con l’aggravante del metodo mafioso.

L’attività investigativa è il risultato di una più ampia, progressiva e strutturata manovra – condotta dal 2018 ad oggi e coordinata dalla Procura Distrettuale di Messina e finalizzata a disarticolare l’attuale operatività della famiglia mafiosa “dei barcellonesi”, storicamente radicata nel comune di  Barcellona Pozzo di Gotto (ME), capace di esercitare un costante tentativo di infiltrazione in attività imprenditoriali e di economia lecita, sia nel settore della commercializzazione di prodotti ortofrutticoli (attraverso l’acquisizione di imprese fittiziamente intestate ovvero imponendone, con metodo mafioso, la fornitura dei prodotti), sia nella conduzione del business dei locali notturni e ricreativi del litorale tirrenico nell’area di Milazzo, in cui, oltre a imporre i servizi di sicurezza mediante l’utilizzo di metodi coercitivi e intimidatori, l’associazione mafiosa è sovente intervenuta per condizionare i titolari nell’attività gestionale.

Adduso Sebastiano

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Dopo due anni i lavoratori dell’ex Gicap supermercati temono nuovamente per il lavoro https://vivicentro.it/ultime-notizie/dopo-due-anni-i-lavoratori-dellex-gicap-supermercati-temono-nuovamente-per-il-lavoro Mon, 31 May 2021 11:56:57 +0000 https://vivicentro.it/?p=445936 Dopo due anni di certa tranquillità con la gestione Like, il proposto subentro della Ergon aprirebbe a licenziamenti e spacchettamento

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Dopo due anni i lavoratori dell’ex Gicap supermercati temono nuovamente per il lavoro

Ci eravamo occupati delle difficoltà in cui si era venuta a trovare la Gicap supermercati di Messina con 52 punti vendita tra Calabria e Sicilia (19 Maggio 2019 In difficoltà azienda messinese con centinaia di lavoratori).

Attraverso la procedura di concordato preventivo a tutt’oggi non ancora conclusa, era subentrata in affitto nella gestione la Like Sicilia, azienda avente i marchi ILS e Qui Conviene, controllata da una più grossa società del Sud-Italia, la Apulia Distribuzione. Tale succedo aveva in parte rasserenato i lavoratori sul mantenimento del posto di lavoro tanto che nessuno da allora è stato licenziato e risulterebbe anche ci sia stato l’anno passato un adeguamento del contratto di lavoro.

Adesso dopo due anni si ripresenta il problema poiché il contratto della Like Sicilia scadrebbe il 18 giungo. Sembrerebbe tuttavia ci sia una proposta di continuità da parte di quest’ultima con mantenimento degli attuali livelli occupazionali.

Però sembra che sia stata anche presentata al Giudice delegato del Tribunale fallimentare di Messina e ai Commissari giudiziari, una proposta dalla ex Gicap e dalla Ergon – una Società Consortile con sede amministrativa a Ragusa concessionaria del marchio Despar, Altasfera e Ard Discount – per un rimpiazzo nell’affitto della gestione per i prossimi quattro anni.

Dopo due anni i lavoratori dell’ex Gicap supermercati temono nuovamente per il lavoro

Senonché si apprende dai comunicati dei sindacati di categoria, di cui di seguito si riportano i contenuti, che la Ergon chiede: il licenziamento di circa 100 lavoratori sugli oltre quattrocento attualmente in forza; la rinegoziare in deroga al Contratto Nazionale le attuali condizioni contrattuali delle lavoratrici e dei lavoratori; un margine per operazioni societarie successive di vendita, subaffitto o restituzione a Commerciale GiCap s.p.a di singoli punti vendita considerati antieconomici.

Quest’ultima condizione ci pare di capire significherebbe uno spacchettamento dei vari punti vendita affidandone la gestione ad aziende, si ritiene, consorziate della Ergon. Una suddivisione quest’ultima della rete di vendita che di tutta evidenza creerebbe piccole realtà con possibili disparità di trattamento tra lavoratori e rischierebbe di far perdere i diritti conquistati in questi due anni di gestione Like.

Sulla questione sono intervenuti congiuntamente i segretari generali della Filcams CGIL Messina, Giselda Campolo e della Uiltucs Messina, Francesco Rubino «La proposta di Ergon, infatti, annuncia un esubero di oltre 100 lavoratori e anticipa la richiesta di rinegoziare, in deroga al Contratto Nazionale, le attuali condizioni contrattuali delle lavoratrici e dei lavoratori. Inoltre si tiene margine per operazioni societarie successive di vendita, subaffitto o restituzione a Commerciale GiCap s.p.a di singoli punti vendita considerati antieconomici. Questo potrebbe dare via a una operazione di suddivisione della rete vendita che creerebbe piccole realtà con possibili disparità di trattamento tra lavoratori e rischierebbe di far perdere i diritti conquistati in questi due anni di gestione, una vera macelleria sociale”. “Stiamo parlando di oltre 400 famiglie – continuano Campolo e Rubino – che hanno già dovuto subire deroghe al loro contratto di lavoro con pesanti ripercussioni sulle loro retribuzioni. Quanto sopra subito dai dipendenti – su scelte economiche/commerciali certamente non da loro effettuate -, ha comportato gravissime sofferenze al bilancio familiare degli stessi, sofferenze solo di recente risolte con il mantenimento degli impegni presi, da parte della Like Sicilia in sede di accordo sindacale, che hanno riportato a serenità contrattuale ed economica tutti i dipendenti. Con questa ultima richiesta di GI.CAP. alle lavoratrici ed ai lavoratori appare una situazione in cui sembra che le sorti della rete di vendita, e della stessa risoluzione della procedura fallimentare venga, di fatto, pagata dagli stessi lavoratori. Non vorremmo che eventuali futuri interlocutori possano provare a indebolire e smantellare questo sistema di diritti. Le politiche economiche aziendali non devono più essere pagate dai lavoratori. Un piano industriale deve prevedere il rilancio della rete vendita e non la contrazione del costo del lavoro. Oggi siamo in una fase protetta, in cui siamo certi ci sarà un ponderato intervento del Tribunale nella risoluzione di una vertenza che tocca un tale numero di famiglie da essere vitale per l’intero tessuto economico della nostra già martoriata provincia, vertenza che potrebbe determinare gravissime tensioni sociali. Deve essere chiaro a tutti gli attori economici di questa vicenda, che dovranno tenere conto di oltre 400 lavoratori non più disponibili a retrocedere sui diritti».

Anche la Cisl Fisascat-Cisl ha diramato un comunicato «Deroghe inaccettabili». Così la Fisascat Cisl di Messina, attraverso il segretario generale Salvatore d’Agostino e il segretario Massimo Sili, definiscono la proposta della società Ergon presentata al Tribunale fallimentare di Messina al termine della scadenza dei due anni di affitto dei circa 42 punti vendita della Gicap da parte della Like Sicilia. «In quella occasione – sottolineano i rappresentanti della Fisascat – l’impegno era la salvaguardia occupazionale di tutto il personale, circa 500 dipendenti, nessuno escluso, a condizione del raggiungimento del 95% di consensi individuali dei lavoratori e delle lavoratrici accettando un parziale e temporaneo congelamento di alcuni indirizzi contrattuali». La Fisascat, che è stata vicino ai lavoratori sin dall’inizio della vertenza, adesso ritiene contrattualmente inaccettabile la nuova proposta perché «la stessa società Ergon, ritenuta vicino a Gicap, chiede ulteriori deroghe contrattuali a dipendenti che hanno già accettato precedentemente significativi tagli con ingenti sacrifici ed alcuni ancora oggi si trovano posti in ammortizzatori sociali causa Covid 19 con una consistente perdita economica».La Fisascat Cisl, quindi, chiede agli organi competenti di vigilare la correttezza dell’assetto contrattuale dei lavoratori e delle lavoratrici, della proposta stessa dell’Ergon, «a nostro giudizio inaccettabile – concludono D’Agostino e Sili – confidando in una controproposta da parte della Like Sicilia entro la scadenza naturale d’affitto».

Adduso Sebastiano

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