arena di verona – Vivicentro https://vivicentro.it Wed, 24 Jun 2026 07:49:26 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png arena di verona – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 NABUCCO È ‘ATOMICO’ IN ARENA DAL 26 GIUGNO https://vivicentro.it/spettacoli/nabucco-e-atomico-in-arena-dal-26-giugno Wed, 24 Jun 2026 07:36:05 +0000 https://vivicentro.it/?p=656683 Debutto stagionale per il visionario spettacolo firmato da Stefano Poda NABUCCO È ‘ATOMICO’ IN ARENA DAL 26 GIUGNO   Il 103° Arena di Verona Opera Festival si arricchisce di una terza produzione: Nabucco, dramma corale per eccellenza di Verdi, debutta il 26 giugno alle 21.15 per dieci serate con grandi voci internazionali e la direzione […]

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Debutto stagionale per il visionario spettacolo firmato da Stefano Poda

NABUCCO È ‘ATOMICO’ IN ARENA DAL 26 GIUGNO  

Il 103° Arena di Verona Opera Festival si arricchisce di una terza produzione: Nabucco, dramma corale per eccellenza di Verdi, debutta il 26 giugno alle 21.15 per dieci serate con grandi voci internazionali e la direzione di Michele Spotti. Enkhbat, Siri, Stroppa, Tagliavini, Salas in scena per la prima. Nelle repliche: Tézier, Park, Salsi, Maslova, Torbidoni, Werle, Lim, Vinogradov, Pertusi, Meli e, da agosto, Sebastiano Rolli all’esordio sul podio areniano. Lo spettacolo, che ha inaugurato l’edizione 2025 del Festival, è curato per regia, scene, costumi, luci e coreografie da Stefano Poda, con potenti simboli che raccontano l’umanità divisa da conflitti, dualismi, in un viaggio collettivo che anela alla riconciliazione.  

Due semisfere di luce, come due particelle subatomiche, che si attraggono e respingono, con il potere di creare e distruggere; un grande piano inclinato che diventa labirinto in cui perdersi, alla fine ritrovando sé stessi; due popoli opposti per colori e tessuti, divisi in due schiere che si combattono. E una scala, ripida, altissima, dominata dalla clessidra del tempo. Diversi elementi che contengono già tutta la storia di Nabucco: la guerra, la deportazione, l’amore, l’ambizione, la conversione e il riappacificamento. Con il suo potente simbolismo, è la storia collettiva di Nabucco secondo Stefano Poda, spettacolo inaugurale del 2025 ripreso anche da Rai e Unitel per una platea di milioni di spettatori. 

Terzo titolo del Festival 2026, Nabucco va in scena da venerdì 26 giugno alle 21.15 e replica, insieme agli altri titoli del cartellone, fino al 9 settembre, con due diversi direttori e alcune delle migliori voci del panorama internazionale. Protagonista delle prime serate il baritono Amartuvshin Enkhbat, che si alterna con Ludovic Tézier (12/7), Youngjun Park (18, 23/7 – 8/8) e Luca Salsi (il 1/8 e le ultime tre recite). La parte di Abigaille è tra le più impervie mai scritte per un soprano: ad interpretarla a Verona Maria José Siri, con Olga Maslova (23/7 e 8/8) e Marta Torbidoni (20, 28/8). Mediosopranile la scrittura della sorella Fenena, interpretata da Annalisa Stroppa (26/6 – 4, 18/7 – 9/9) e Anna Werle (12, 23/7 – 1, 8, 20, 28/8), entrambe all’atteso ritorno in Arena. Sfilata di bassi di primo piano per il profeta Zaccaria: a Roberto Tagliavini succederanno Simon Lim (4, 12, 23/7), Alexander Vinogradov (18/7 – 8, 20, 28/8) e Michele Pertusi (9/9). I tenori per Ismaele: Galeano Salas si alterna con Francesco Meli (18, 23/7 – 1, 8/8) e Paolo Lardizzone (20, 28/8). Nelle parti di fianco: Nicolò Ceriani e Gabriele Sagona nei panni del Gran Sacerdote di Belo, Carlo Bosi, Riccardo Rados e Matteo Macchioni quelli di Abdallo, fedele capo delle guardie di Nabucco, e i soprani Elisabetta Zizzo ed Elena Borin quelli di Anna, sorella di Zaccaria. 

Dopo il successo della Traviata inaugurale, il trentatreenne Michele Spotti, già direttore a Marsiglia e prossimo all’incarico a Berlino, torna in Arena per affrontare il titolo per la prima volta in Anfiteatro, per le prime sei recite, mentre dall’8 agosto la bacchetta passa a Sebastiano Rolli, tra i massimi esperti della prassi esecutiva dell’opera italiana della prima metà dell’Ottocento. Fondamentale l’apporto del Coro di Fondazione Arena lungo tutta l’opera, preparato da Roberto Gabbiani. Oltre ai complessi artistici in scena, questa produzione di Nabucco impegna anche i Tecnici areniani, in un allestimento che si estende a tutti i millenari gradoni dell’Arena e si erge anche sopra il più alto.

«Con questa opera si può dire veramente che ebbe principio la mia carriera artistica» dichiarò Verdi. Nabucco, terzo cimento operistico di Verdi, racconta una rinascita anche nella sua stessa genesi: quella del compositore stesso dopo la peggiore crisi della sua vita. Nell’arco di pochi mesi aveva visto la sua unica opera buffa cadere sotto i fischi del pubblico milanese, e morire la moglie ed entrambi i figli ancora piccolissimi. Deciso a ritirarsi dalla vita musicale, ricevette dall’impresario Merelli un libretto nuovo appena rifiutato dal compositore Otto Nicolai: tale Nabucodonosor, che Temistocle Solera aveva tratto da un dramma di Anicet-Bourgeois e Cornue e da un balletto di Cortesi, oltre che dall’Antico Testamento. Verdi, disinteressato e sconfortato, scagliò il libretto, che si aprì sui versi “Va’ pensiero, sull’ale dorate”. Dalla prima del 1842, il successo di Nabucco non è mai tramontato, così come l’astro di Verdi. 

In Arena l’opera è arrivata nel 1938 e ad oggi è la terza più rappresentata nella storia del Festival, con 251 recite in 27 stagioni, con 13 allestimenti diversi, di cui quello firmato da Stefano Poda è il più recente, nonché il più sfidante di sempre da un punto di vista tecnologico: tessuti innovativi, materiali inediti per i costumi, che impiegano anche chilometri di luci led, coreografie di scherma per centinaia tra danzatori, mimi, comparse duellanti sulle note trascinanti dei crescendo verdiani. Dopo la prima di venerdì 26 giugno, Nabucco replica il 4, 12, 18, 23 luglio alle 21.15, il 1°, 8, 20, 28 agosto e il 9 settembre alle 21.  

La vicenda. L’opera verdiana unisce sapientemente il dramma collettivo ad un triangolo amoroso: vero protagonista è il coro, il popolo ebraico guidato dal pontefice Zaccaria che subisce l’invasione e la deportazione da parte di Nabucco, re degli Assiri. Fra i prigionieri vi è Ismaele, il cui amore è conteso da entrambe le figlie di Nabucco: la prima, Fenena, è da lui ricambiata e si converte all’ebraismo, mentre Abigaille sublima il rifiuto in una furia ambiziosa che la porta a spodestare il padre. Nabucco per riprendere il potere si proclama dio e nell’opera subentra il soprannaturale, con un fulmine che lo colpisce e gli fa perdere il senno. Mentre Abigaille condanna a morte gli Ebrei, compresa la sorellastra Fenena, Nabucco rinsavisce pregando il Dio dei nemici: a un passo dall’esecuzione, egli guida con successo la rivolta contro Abigaille, che si avvelena e chiede perdono prima di spirare, e libera tutti i prigionieri.

Dieci rappresentazioni lungo tutta l’estate con un cast internazionale diretto da Michele Spotti

NABUCCO di Giuseppe Verdi

Dramma lirico in quattro parti. Libretto di Temistocle Solera

26 giugno ore 21.15

4, 12, 18, 23 luglio ore 21.15

1, 8, 20, 28 agosto ore 21.00

9 settembre ore 21.00

Regia, scene, costumi, luci, coreografie Stefano Poda

Assistente a regia, luci, coreografie Paolo Giani Cei

Direttore Michele Spotti 26/6 – 4, 12, 18, 23/7 – 1/8

Sebastiano Rolli 8, 20, 28/8 – 9/9

NabucodonosorAmartuvshin Enkhbat 26/6 – 4/7

Ludovic Tézier 12/7

Youngjun Park 18, 23/7 – 8/8

Luca Salsi 1, 20, 28/8 – 9/9

AbigailleMaria José Siri 26/6 – 4, 12, 18/7 – 1/8 – 9/9

Olga Maslova 23/7 – 28/8

Marta Torbidoni 8, 20/8

FenenaAnnalisa Stroppa 26/6 – 4, 18/7 – 9/9

Anna Werle 12, 23/7 – 1, 8, 20, 28/8

ZaccariaRoberto Tagliavini 26/6 – 1/8

Simon Lim 4, 12, 23/7

Alexander Vinogradov 18/7 – 8, 20, 28/8

Michele Pertusi 9/9

IsmaeleGaleano Salas 26/6 – 4, 12/7 – 9/9

Francesco Meli 18, 23/7 – 1, 8/8

Paolo Lardizzone 20, 28/8

Gran Sacerdote di BeloNicolò Ceriani 26/6 – 4, 12/7

Gabriele Sagona 18, 23/7 – 1, 8, 20, 28/8 – 9/9

AbdalloCarlo Bosi 26/6 – 23/7 – 9/9

Riccardo Rados 4, 12, 18/7

Matteo Macchioni 1, 8, 20, 28/8

Anna Elisabetta Zizzo 26/6 – 4, 18/7 – 1, 8, 28/8 – 9/9

Elena Borin 12, 23/7 – 20/8

Orchestra, Coro, Ballo e Tecnici di Fondazione Arena di Verona

Maestro del Coro Roberto Gabbiani

Coordinatore del Ballo Gaetano Bouy Petrosino

Direttore Allestimenti scenici Michele Olcese

( da cartella stampa Arena di Verona)

 

IL FESTIVAL 2026. Il Festival riporta in scena alcuni dei titoli più amati dal grande pubblico nella stagione più lunga della storia areniana. Oltre alla nuova Traviata, due diversi allestimenti di Aida, le più recenti produzioni di Nabucco e La Bohème, quindi Turandot a 100 anni dalla prima assoluta. Sei le serate-evento in singola data: l’atteso appuntamento di Roberto Bolle and friends coprodotto con ARTEDANZAsrl il 21 luglio, il balletto tornerà anche al Teatro Romano con l’acclamata produzione di Zorba il greco, nella coreografia originale di Lorca Massine il 25 e 26 agosto. Ritorna il grande organico sinfonico-corale dispiegato dai Carmina Burana di Orff al centro dell’Arena il 13 agosto con un nuovo eccezionale cast, che schiera Erin Morley, Mihai Damian e il contraltista Carlo Vistoli al suo esordio areniano, diretto dal Maestro James Conlon, anch’egli per la prima volta in Anfiteatro. Infine, il nuovo concerto immersivo Paganini Paradise debutta in prima assoluta il 18 agosto e si aggiunge alle Quattro stagioni in Viva Vivaldi, con l’Orchestra di Fondazione Arena e spettacolari proiezioni tridimensionali firmate da Balich Wonder Studio il 19 agosto.

 

Biglietterie                                                                                                                                                          Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona Via Roma 1, 37121 Verona

biglietteria@arenadiverona.it 

Call center (+39) 045 800 51 51 

www.arena.it

Punti di prevendita Vivaticket 

Informazioni 

Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona 

Via Roma 7/D, 37121 Verona – ufficio.stampa@arenadiverona.it 

tel. (+39) 045 805.1861-1905-1891-1939 -1847 

Ufficio stampa nazionale e internazionale Skill & Music 

Firmina Adorno +39 339 6483224 – firmina@skillandmusic.com

Paolo Cairoli +39 331 8361276 – paolo@skillandmusic.com

 

 

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“Nabucco” all’Arena di Verona – Un Trionfo Futuristico firmato Stefano Poda (recensione) https://vivicentro.it/spettacoli/nabucco-allarena-di-verona-un-trionfo-futuristico-firmato-stefano-poda-recensione Mon, 16 Jun 2025 11:22:22 +0000 https://vivicentro.it/?p=643070 La regia innovativa incanta il pubblico con scenografie maestose e un cast d'eccezione.. L'opera verdiana rinasce in un allestimento audace.

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L’Arena di Verona si conferma ancora una volta tempio dell’opera, ospitando la visionaria produzione di “Nabucco” firmata dal regista trentino Stefano Poda.  Dopo il clamoroso successo della prima di venerdì 13 giugno, che ha visto un parterre d’eccezione tra personalità politiche, attori e volti televisivi, anche la serata di sabato 14 giugno ha replicato il trionfo, confermando l’acclamazione per un allestimento audace e innovativo.Poda ha saputo ridefinire il capolavoro verdiano con una messa in scena che trascende la tradizione per abbracciare un futurismo suggestivo e ricco di simbolismi.  Il palcoscenico è dominato da una gigantesca clessidra che sovrasta una scala illuminata lunga 20 metri, mentre ai lati, sfere rotanti monumentali completano una scenografia imponente.In alto, la scritta “Vanitas” sulla clessidra, un monito universale sulla caducità della vita.  L’innovazione si estende al corpo di ballo, che regala al pubblico una danza di schermitori con costumi a LED, creando giochi di luce e movimento di grande impatto visivo.Un ulteriore elemento di forte suggestione è la presenza di un fungo atomico che sovrasta la scena, un potente simbolo di monito e ricordo di passate tragedie.  L’intera produzione ha coinvolto ben 400 artisti tra mimi, comparse e ballerini, che hanno calcato il palco, vestendo oltre 3000 costumi studiati con cura e originalità.Nonostante il “Nabucco” di Verdi, incentrato sul conflitto tra il popolo ebraico e il re babilonese Nabucodonosor, mantenga la sua intrinseca emotività, la lettura di Poda si è dimostrata, come dichiarato, “non tradizionale”, coinvolgendo il pubblico su un piano visivo e concettuale più che puramente emotivo nel senso più classico.  Il successo della serata è stato amplificato dalle straordinarie performance dei protagonisti.Il baritono mongolo Amartuvshin Enkhbat, classe ’86, ha vestito i panni di Nabucco con una voce di grande sostanza e presenza scenica.  La direzione magistrale del maestro Pinchas Steinberg ha guidato i 120 orchestrali e il Coro di Fondazione Arena, che hanno saputo rendere al meglio la grandiosità della partitura verdiana, in particolare nel celeberrimo “Va, pensiero”, momento culminante di intensa partecipazione corale.Il tenore messicano-americano Galeano Salas ha interpretato un convincente Ismaele, mentre Alexander Vinogradov ha dato voce a Zaccaria con autorevolezza.  Completano il cast la mezzosoprano Francesca Di Sauro nel ruolo di Fenena, la soprano uruguaiana Maria José Siri in quello di Abigaille, la soprano Elisabetta Zizzo come Anna, il bergamasco Gabriele Sagona nel ruolo del Gran sacerdote di Belo, e Matteo Macchioni come Abdallo.La serata è stata senza dubbio emozionante, vibrante e, come giustamente sottolineato, “scenograficamente coraggiosa” da parte di Stefano Poda.  Un’opera che, pur radicandosi nel passato, si proietta nel presente e nel futuro, offrendo un’esperienza che ha saputo catturare il pubblico non solo a livello uditivo, ma in maniera profonda e avvincente anche a livello visivo ed emotivo.

Un vero e proprio trionfo che rimarrà impresso nella memoria degli spettatori.

 

Lorena Pereira

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L’ Arena di Verona parla in tre lingue https://vivicentro.it/eventi/l-arena-di-verona-parta-in-tre-lingue Tue, 10 Jun 2025 19:03:40 +0000 https://vivicentro.it/?p=642927 L’Arena di Verona cambia voce :annunci in tre lingue dopo trent’anni , parlerà al mondo con annunci multilingue con voci d’autore.  Il pubblico del Festival sarà accolto in tre lingue dalle voci di attori, doppiatori, professionisti madrelingua come Luca Ward, Jürgen Prochnow e Mark Humphreys.  Nuovi testi scritti dai giovani talenti della Scuola Holden La […]

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L’Arena di Verona cambia voce :annunci in tre lingue dopo trent’anni , parlerà al mondo con annunci multilingue con voci d’autore.  Il pubblico del Festival sarà accolto in tre lingue dalle voci di attori, doppiatori, professionisti madrelingua come Luca Ward, Jürgen Prochnow e Mark Humphreys.  Nuovi testi scritti dai giovani talenti della Scuola Holden

La voce che tutti ascoltano, più e più volte in un’unica serata.E che accompagna gli spettatori dal benvenuto in anfiteatro fino al termine dello spettacolo, con indicazioni utili e raccomandazioni.  Dopo più di trent’anni gli annunci dell’Arena Opera Festival cambiano tono e contenuti.Per la prima volta saranno dei professionisti madrelingua a guidare il pubblico, tra cui due voci note che sicuramente verranno riconosciute dagli spettatori.  Accanto alle voci femminili che continueranno ad enunciare dal vivo diverse informazioni ogni sera, Fondazione Arena ha scelto alcune voci celebri nelle lingue che maggiormente risuonano in Anfiteatro, timbri memorabili e dizioni scolpite che dal grande schermo arrivano in Arena per rendere ancora più unica l’esperienza dell’opera sotto le stelle.Si tratta delle voci di Luca Ward per l’italiano e dell’attore Jürgen Prochnow per il tedesco.A completare il ‘tris d’assi’ sarà il britannico Mark Humphreys per l’inglese.

Il pubblico italiano in particolare riconoscerà la voce di Ward, attore e da anni doppiatore, tra gli altri, di Russell Crowe, Keanu Reeves, Samuel L.Jackson, Hugh Grant e Robert Downey Jr.Prochnow, berlinese, è un altro volto e timbro noto del cinema, dal successo di U-Boot 96 a celebri produzioni hollywoodiane come Dune ed Air Force One.  Humphreys, nato e cresciuto a Londra, fagottista orchestrale, lavora nel settore informatico e a progetti tecnologici internazionali.Verona è la città dove ha scelto di vivere proprio per il suo respiro culturale.  Anche i testi stessi sono una piccola rivoluzione nella storia dell’Arena.Gli annunci sono stati completamente ripensati e riscritti per essere brevi ed efficaci ma al contempo mantenere il tono personale, accogliente e amichevole di uno speciale padrone di casa, il magico teatro d’opera che l’Arena diventa ogni sera d’estate.  A firmarli, un team di autori della Scuola Holden, fondata a Torino da Alessandro Baricco, e che da oltre trent’anni insegna l’arte dello storytelling a scrittori e comunicatori emergenti.

I nuovi annunci e le nuove voci dell’Arena debuttano la prima serata del 102° Opera Festival, il 13 giugno, con Nabucco di Verdi nell’inedita produzione firmata da Stefano Poda.

-da Comunicato Stampa Arena di Verona –

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Cocciante incanta Verona: un viaggio emozionale tra musica e ricordi per il 50°anniversario dell’album Anima https://vivicentro.it/ultime-notizie/cocciante-incanta-verona-un-viaggio-emozionale-tra-musica-e-ricordi-per-il-50anniversario-dellalbum-anima Wed, 02 Oct 2024 17:24:04 +0000 https://vivicentro.it/?p=596798 Una serata spettacolare con un'atmosfera particolare ha accompagnato il pubblico presente all'Arena di Verona per il concerto di Cocciante

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L’arena, avvolta in un’atmosfera magica, ha accolto il suo pubblico in una serata magica.Riccardo Cocciante, in un candido abito che sembrava riflettere la luce delle stelle, è apparso sul palco, accolto da un’ovazione che ha toccato il cielo.

Con la sua voce inconfondibile ha dato il via a un viaggio musicale che ha attraversato decenni di successi, emozionando e coinvolgendo tutti i presenti.Con un’ironia che ha sciolto la tensione, Cocciante ha poi introdotto una riflessione sulla società contemporanea, interpretando il brano “Ammassati e Distanti”.

Ha continuato con battute sulla sua vita e con un sorriso, ha ammesso di non essere nato per fare il cantante, facendo una battuta “non ho neppure il fisico”, il pubblico è scoppiato in un risata generale seguito da un applauso scrosciante.L’Arena di Verona è diventata una cattedrale della musica, dove le note di Cocciante hanno risuonato con una potenza unica.

Il duetto con Elodie è stato un momento di grande intensità, un inno alla speranza e alla fratellanza, Cocciante ha sottolineato l’importanza del messaggio di pace e libertà contenuto nella canzone dedicata a Nelson Mandela.Ha aggiunto che la canzone per lui diffonde proprio queste idee di pace e libertà.

Successivamente, ha presentato i suoi talentosi chitarristi, Ruggero e Davide.Cocciante si è poi seduto al pianoforte, dimostrando ancora una volta di essere un autodidatta straordinario, si!

Ha affermato che è stato un’autodidatta.Le note delicate e melodiche si sono diffuse nell’arena incantando il pubblico.

Quattro brani toccanti hanno rivelato la sua profonda connessione con questo strumento, brani come ”Margherita”, “Quando nasce un amore”, ”Bella senz’anima”.Cocciante si racconta ancora: ”ho vissuto in America ma ho avuto voglia di tornare in questa Italia con questa cultura” .

Un’altra sorpresa della serata è stata l’arrivo sul palco di Gigliola Cinquetti, premiata dal sindaco di Verona , il quale ha sottolineato assieme a Cocciante, la notorietà della cantante che ha rappresentato la musica italiana nel mondo.

Un concerto indimenticabile, un omaggio alla musica e alla carriera di Cocciante.

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Riccardo Cocciante torna all’Arena di Verona per celebrare i 50 anni di “ANIMA” https://vivicentro.it/ultime-notizie/riccardo-cocciante-torna-allarena-di-verona-per-celebrare-i-50-anni-di-anima-2 Thu, 26 Sep 2024 18:08:25 +0000 https://vivicentro.it/?p=595507 Uno dei più grandi cantautori italiani, Riccardo Cocciante, ci regalerà un’emozione unica domenica 29 settembre 2024 all’Arena di Verona.In occasione del cinquantenario dell’album che lo ha consacrato, “Anima”, il cantautore ripercorrerà i suoi più grandi successi, da “Quando finisce un amore” a “Bella senz’anima”. L’album “ANIMA”, uscito nel 1974, ha segnato un’epoca nella musica italiana, […]

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Uno dei più grandi cantautori italiani, Riccardo Cocciante, ci regalerà un’emozione unica domenica 29 settembre 2024 all’Arena di Verona.In occasione del cinquantenario dell’album che lo ha consacrato, “Anima”, il cantautore ripercorrerà i suoi più grandi successi, da “Quando finisce un amore” a “Bella senz’anima”.

L’album “ANIMA”, uscito nel 1974, ha segnato un’epoca nella musica italiana, con canzoni che sono diventate parte del nostro patrimonio culturale.Grazie a questo disco, Cocciante si è affermato come uno degli artisti più amati e influenti del panorama musicale nazionale e internazionale.

Con una carriera che spazia dalla musica leggera alle opere musicali, passando per il cinema e il teatro, Cocciante ha conquistato il pubblico di tutto il mondo con la sua voce inconfondibile e la sua capacità di emozionare.Il concerto all’Arena di Verona sarà un’occasione imperdibile per rivivere le emozioni di un’intera generazione e per scoprire la continua evoluzione artistica di un grande maestro della musica.

BIO

Riccardo Cocciante, uno dei più prolifici artisti e compositori europei di successo, rappresenta un fenomeno unico nell’industria musicale internazionale, cantando non solo in italiano, spagnolo e francese, ma realizzando per ognuna di queste tre lingue, produzioni diverse.In molti paesi, alcuni dei suoi più grandi successi sono ormai diventati classici.

Con più di 40 album al suo attivo, innumerevoli concerti, una ricca lista di collaboratori musicali di prestigio, Riccardo Cocciante esplora tutti i campi e i processi creativi, dalla composizione di canzoni destinate alla sua interpretazione, alla composizione con e per altri artisti, passando per il casting e la direzione di giovani interpreti per le sue opere popolari, confrontandosi con una grande quantità di espressioni musicali: dalle canzoni alle opere musicali, dalle colonne sonore per il cinema fino alle rigorose musiche per il teatro.Cresciuto in una realtà multilingue – nato a Saigon (Vietnam) da madre francese e padre italiano, vissuto a Roma dall’età di undici anni – ha conosciuto varie culture e assorbito molteplici influenze riuscendo a esplorare esperienze artistiche anche molto diverse tra loro.

La sua è un’educazione musicale da autodidatta, che presuppone quindi una forte volontà e una tensione al perfezionismo uniti a un forte spirito indipendente e cosmopolita.Dall’incontro con Luc Plamondon nasce l’idea di Notre Dame de Paris.

Un autentico successo planetario.Notre Dame de Paris va oltre le convenzioni, riuscendo a costruire un genere di spettacolo fedele alle idee di Cocciante: una nuova forma d’opera popolare contemporanea che affonda le proprie radici nella grande tradizione europea del dramma in musica e si mescola alle tecniche moderne dei concerti e delle regie degli spettacoli live, indimenticabili anche Giulietta e Romeo e Piccolo Principe.

Nel 2022 l’acclamato Notre Dame de Paris ha celebrato vent’anni di successi in Italia – debuttava per la prima volta in italiano il 14 marzo del 2002 al GranTeatro di Roma – con una tournée che ha portato nei teatri della nostra Penisola oltre 500.000 spettatori, approdando in due decadi in 49 città per un totale di 181 appuntamenti e 1.548 repliche complessive.Tuttora allestimenti di Notre Dame de Paris, interpretato in nove lingue diverse, si susseguono in varie parti del mondo.

 

Per informazioni: www.vivoconcerti.com

 

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