addio al calcio – Vivicentro https://vivicentro.it Sat, 06 Sep 2025 20:08:13 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://vivicentro.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-vivicentro_logo_gnews-1-60x60.png addio al calcio – Vivicentro https://vivicentro.it 32 32 122098584 Juve Stabia, addio al calcio giocato per un idolo gialloblù: Alberto Gerbo si ritira ma non lascia le Vespe https://vivicentro.it/juvestabia-news/juve-stabia-addio-al-calcio-giocato-per-un-idolo-gialloblu-alberto-gerbo-si-ritira-ma-non-lascia-le-vespe Sat, 06 Sep 2025 20:08:09 +0000 https://vivicentro.it/?p=646650 Il centrocampista conclude la sua carriera da giocatore dopo una storica promozione in Serie B e rimane nel club con un ruolo dirigenziale.

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Si chiude un capitolo importante per la Juve Stabia e per Alberto Gerbo.Con un comunicato ufficiale, il club e il centrocampista hanno annunciato il suo ritiro dal calcio giocato.

Dopo tre intense stagioni con la maglia delle Vespe, culminate con una storica promozione in Serie B, Gerbo ha deciso di appendere le scarpette al chiodo per intraprendere un nuovo ed entusiasmante percorso professionale sempre all’interno della famiglia gialloblù.Nato a Valenza il 9 novembre 1989, Gerbo lascia il campo con un bagaglio di esperienze e successi invidiabile.

La sua è stata una carriera costruita con dedizione e professionalità, iniziata nel prestigioso settore giovanile dell’Inter.Da lì, un lungo viaggio attraverso l’Italia del calcio, vestendo le maglie di Giaveno, Ancona, Triestina, Gubbio, Latina, Ascoli, Crotone e Cosenza, oltre a un legame speciale con il Foggia, club con il quale ha collezionato ben 153 presenze.

I numeri raccontano la storia di un calciatore completo e instancabile: 454 presenze complessive, impreziosite da 15 reti e 22 assist, distribuite tra Serie B (180 presenze), Lega Pro (153), Serie D e le varie coppe nazionali.Un palmarès di tutto rispetto testimonia la sua mentalità vincente: dal Torneo di Viareggio vinto con l’Inter Primavera nella stagione 2007/08, ai campionati di Serie C conquistati con il Latina (2013/14), il Foggia (2016/17, con annessa Supercoppa) e, infine, con la Juve Stabia nella memorabile stagione 2023/24.

A questi trionfi si aggiungono due Coppe Italia di Lega Pro e, ciliegina sulla torta, la promozione in Serie A ottenuta con il Crotone nel 2019/20.Nelle sue parole di commiato, emerge tutta la gratitudine e l’emozione di un uomo che ha vissuto il calcio con passione. “Ci tengo a ringraziare tutti coloro che ho incontrato in questo viaggio,” ha dichiarato Gerbo. “Compagni eccezionali, mister fortissimi che mi hanno dato tanto, in particolare De Zerbi, Stroppa, Pagliuca, Zanetti e Pecchia.

Tutti coloro che hanno vissuto la quotidianità con me, i ricordi migliori li ho nello spogliatoio con le figure invisibili (magazzinieri, fisioterapisti, staff tecnico e dirigenziale).” Un pensiero speciale lo riserva a Foggia, dove ha vissuto cinque anni intensi, e alla sua ultima avventura: “Sono orgoglioso che la mia ultima maglia sia stata quella gialloblù e di continuare con altre vesti alla Juve Stabia”.Il futuro di Alberto Gerbo è infatti già scritto e continuerà a tingersi dei colori gialloblù La sua storia calcistica non si ferma, ma si evolve.

A partire dalla stagione 2025/26, Gerbo ha intrapreso una nuova avventura all’interno della famiglia gialloblù entrando a far parte dello staff dirigenziale.Da ottobre 2025, assumerà il ruolo chiave di responsabile dell’area tecnica, mettendo a disposizione del club la sua vasta esperienza maturata sul campo.

La Juve Stabia ha voluto ringraziare Alberto “per quanto ha dato al calcio e alla maglia delle Vespe”, augurandogli un futuro luminoso.La società è certa che la sua competenza e i suoi valori continueranno a essere un patrimonio prezioso per il club e per tutti i suoi tifosi.

L’addio al campo di un leader silenzioso si trasforma così in una nuova promessa per il futuro della Juve Stabia pronta a ripartire dalla sua esperienza per costruire nuovi successi.

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Juve Stabia, D’Ambrosio saluta il calcio: Dalla C allo Scudetto un viaggio con radici anche gialloblù https://vivicentro.it/juvestabia-news/juve-stabia-dambrosio-saluta-il-calcio-dalla-c-allo-scudetto-un-viaggio-con-radici-anche-gialloblu Thu, 04 Sep 2025 18:55:26 +0000 https://vivicentro.it/?p=646592 L'addio del difensore, che si ritira a 36 anni, commuove i tifosi della Juve Stabia. Nel suo toccante messaggio, un omaggio a quella stagione 2008-2009 che segnò l'inizio della sua splendida carriera.

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È stato un viaggio fantastico, una cavalcata lunga e appassionante partita dai campi della Serie C e arrivata fino al tetto d’Italia.Danilo D’Ambrosio, il duttile difensore campano, ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo all’età di 36 anni, salutando il calcio giocato con un toccante messaggio affidato ai social.

Un percorso, il suo, che lo ha visto protagonista con le maglie di Torino, Inter, con cui ha conquistato uno storico scudetto, e infine Monza.Ma nel cuore e nell’album dei ricordi di D’Ambrosio, un posto speciale è riservato alla stagione 2008-2009, quando con la casacca della Juve Stabia iniziava a farsi conoscere al grande calcio.

Il calciatore, nativo di Caivano, ha scelto Instagram per annunciare il suo addio, condividendo con i suoi follower una lunga e sentita lettera che ripercorre le tappe fondamentali della sua carriera.Ad accompagnare le sue parole, una galleria di immagini simbolo del suo viaggio sportivo: dalla gloria nerazzurra ai momenti con la maglia granata, fino all’ultima esperienza in Brianza.

E tra queste, a testimonianza di un legame mai sopito, spunta anche una foto che ha scaldato il cuore dei tifosi stabiesi: un giovane Danilo D’Ambrosio con la maglia della Juve Stabia.Un’immagine che racchiude l’inizio di una favola, quella di un ragazzo di provincia partito per inseguire un sogno. “È stato un viaggio fantastico”, scrive D’Ambrosio nel suo post, e in quella selezione di scatti ha voluto che ci fosse anche la sua avventura con le Vespe, un capitolo fondamentale della sua crescita umana e professionale.

Nella stagione 2008-2009, collezionò 29 presenze, mettendo in mostra quella grinta e quella determinazione che avrebbero poi caratterizzato tutta la sua carriera ai massimi livelli.Aveva segnato anche il gol della salvezza durante i play out con il Lanciano se non fosse stato che l’arbitro Doveri & Co.

decisero che la posizione era di fuorigioco.La lettera pubblicata su Instagram è un flusso di emozioni e ringraziamenti: “Oggi non saluto solo il calcio giocato.

Saluto il ragazzo che sono stato e accolgo l’uomo che sono diventato,” si legge nel messaggio.Un pensiero rivolto a tutte le squadre che hanno creduto in lui, ai compagni, agli allenatori e ai tifosi che lo hanno accompagnato in questo lungo percorso.

L’omaggio alla Juve Stabia, attraverso quello scatto significativo, non è passato inosservato e sottolinea l’importanza di quella esperienza per il difensore.Un gesto che conferma come, anche al culmine di una carriera prestigiosa, le radici e i primi passi non si dimenticano mai.

Per i tifosi della Juve Stabia, vedere quella maglia tra i momenti clou della carriera di un calciatore che ha vinto uno Scudetto e ha vestito la maglia della Nazionale, è motivo di grande orgoglio. È la testimonianza che da Castellammare di Stabia si può partire per conquistare il mondo del calcio, senza mai dimenticare da dove si è venuti.Il viaggio di Danilo D’Ambrosio ne è la prova più bella.

Questo il post su Instagram con tanto di foto con la maglia gialloblù:

“Avevo 13 anni quando andai via di casa per inseguire il mio sogno.
Ero in un convitto, stanza singola, con un letto e un armadio.

Di fianco alla mia c’era quella di mio fratello gemello, Dario.
I miei genitori, percependo la mia preoccupazione, mi dissero:
“Se non te la senti, torniamo a casa insieme.”
La mia risposta fu secca: “No!Voglio restare.”
Il mio sogno era più forte di tutte le paure e le insicurezze di quell’età.
Quante volte ho pianto perché mi sentivo solo, quante notti mi rifugiavo nella stanza di mio fratello perché mi mancava tutto: la mia famiglia, i miei amici, i miei nonni.
Oggi, dopo tanti anni, sento che è arrivato il momento di fermarmi.

Non è facile.Non lo è mai quando lasci andare qualcosa che hai amato così visceralmente.
Il calcio non è stato solo la mia professione. È stata la mia casa, la mia scuola, la mia identità.
Oggi non saluto solo il calcio giocato.
Saluto il ragazzo che sono stato e accolgo l’uomo che sono diventato.
Un uomo che ha avuto il privilegio di trasformare il sogno di un bambino in una realtà lunga 20 anni .
Grazie a ogni squadra, allenatore, compagno, dottore, fisioterapista, magazziniere, cuoco, cameriere e a ogni singolo tifoso che mi ha sostenuto.
Grazie ai miei genitori che hanno avuto il coraggio di lasciarmi andare senza farmi sentire il peso di dovercela fare.
Grazie ai miei fratelli che hanno condiviso ogni mia gioia .
Grazie a mia moglie che per 19 anni è stata una presenza costante ,ha creduto in me, compreso i miei silenzi e amato incondizionatamente.
Grazie ai miei figli che sono stati e saranno per sempre la mia fonte di ispirazione.
Il calcio non sarà più ai miei piedi ogni domenica, ma resterà per sempre dentro di me.
A presto. Con la stessa passione.

Con lo stesso cuore. Danilo”

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