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SSC Napoli - rassegna stampa

Corbo: “Per la vittoria serviva sputare l’anima: gli avversari conoscono l’orchestra del solo motivo”

Corbo: “Per la vittoria serviva sputare l’anima: gli avversari conoscono l’orchestra del solo motivo”

Scrive Antonio Corbo su La Repubblica: “Oggi poteva essere di nuovo primo. Gli avevano dato tutti una spinta per la più facile delle risalite. Inter e Juve che si inchiodano sullo 0-0, la Roma che si lascia imporre lo stesso risultato dal Chievo. Solo il Napoli non ha capito che era la sua domenica, per avere tutto in un giorno gli bastava battere una mite Fiorentina che vola a mezz’aria con rotta indefinita. La sconfitta con la Juve, l’addio alla Champions, le prime polemiche: sarebbe stato tutto rimosso. Per una vittoria così importante il Napoli doveva sputare l’anima. Non l’ha fatto, e ora inganna se stesso. Hanno tutti un alibi. La società ha promesso lo scudetto senza attrezzare la squadra. L’allenatore si tiene fuori dal mercato. Se arriva uno che conosca il suo gioco bene, altrimenti è un clandestino a bordo. Accade che arrivi Mario Rui, non ancora pronto. I giocatori, infine: chi va in campo si lascia usurare, vedi Hamsik. I precari aspettano. In questo disimpegno collettivo si lascia affondare la squadra che potrebbe ancora vincere lo scudetto, se qualcuno desse per primo una scossa. Non la dà Sarri: a fine partita dice di aver visto il Napoli meglio che a Rotterdam, disprezza chi gli ricorda la lentezza di meccanismi ossidati, sostiene che i test siano migliori di quando la squadra vinceva sempre. Sono in corto circuito anche gli apparecchi di controllo?

Il Napoli è studiato dagli avversari, va modificato. La Fiorentina manda subito Thereau su Jorginho, per chiudere la fonte di gioco. Nel primo tempo il Napoli ne risente. Per fortuna i due difensori centrali sono ancora in forma. La Fiorentina ha osservato anche Mertens, e crea un muro al limite dell’area, in tre-quattro metri quadri l’illusionista non ripete i suoi giochi di prestigio. Il pastore belga ha perso la sfrontata ferocia, come pure l’intesa con Callejòn, il più sofferente degli scattisti. Hamsik porta poi a spasso la malinconia del campione irrisolto. Tutta la catena di sinistra è in avaria: Mario Rui con il baffetto del travet sbriga la sua pratica, non galoppa come Ghoulam, non sa come mai sia capitato a Napoli a caro prezzo dopo l’infortunio a Roma. Spunta il rimorso della cessione di Strinic alla Samp, dicono: voleva andar via. Questo fa pensare a un Napoli con le porte aperte, come una chiesa, chi non è amico del parroco a metà messa se ne va in pace. Bell’affare Strinic, per non parlare di Zapata. In Trentino neanche si allenava: aspettava un biglietto di sola andata. Invocare Insigne, dire che valeva mezzo Napoli è giusto, ma irritante. Perché si è ridotto così, anche lui è stremato da una generosità lodevole ma gestita male. Sarri ha massima riconoscenza per quanto ha fatto. Se il Napoli è ancora secondo, merito suo. Una preghiera dai tifosi: faccia, cambi, inventi qualcosa. Dimostri che la sua fantastica orchestra non suona solo l’unico motivo che conosce a memoria”.
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