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Younes: ” Ho fatto degli errori. Ho riposto fiducia negli uomini sbagliati”

L’intervista della DPA all’attaccante Younes: ” Ho fatto degli errori, sfortunatamente mi sono lasciato coinvolgere da persone sbagliate.

L’attaccante tedesco Amin Younes, dopo l’increscioso evento che lo ha coinvolto durante il suo arrivo nella squadra partenopea, ha rilasciato un’intervista all’agenzia di stampa tedesca, DPA

 Amin, cosa è successo?

“Un sacco di cose, e tutto ciò non mi ha lasciato indenne. Questo che non ho voluto commentare per tutto questo tempo. Ad un certo punto non sapevo nemmeno cosa dire. Adesso però sto bene, ho messo a posto un po’ di cose e mi piacerebbe dirne tante”

Ti sei sentito protagonista di un film sbagliato?

“Decisamente sì, è stato al limite dell’estremo. Sono successe cose che non avrei mai potuto pensare potessero succedere. Ma non voglio dare colpe a nessuno”

E di chi è la colpa?

“Sono responsabile di tutto ciò che faccio e sono il responsabile delle conseguenze che ne scaturiscono. Ho fatto degli errori. Ho riposto la fiducia negli uomini sbagliati, sono stato ingenuo. Era chiaro che mi sarei liberato a parametro zero durante l’estate: ecco perchè alcune persone mi hanno messo le pulci nell’orecchio. E sfortunatamente mi sono lasciato coinvolgere”

Ti sei sentito trattato male?

“Chiunque viene trattato male nella propria vita, in un modo o nell’altro. Ma non voglio pietà. Come ho già detto prima, sono io il primo responsabile. Sono giovane, e forse sono stato guidato troppo dalle mie emozioni. Non posso cambiare ciò che è successo, ma posso e devo imparare”

Partiamo dall’inizio: tu che vuoi lasciare l’Ajax nell’estate del 2017 e non parti.

“Esattamente così. Dissi all’Ajax che avrei voluto fare uno step avanti. Non è andata in questo verso, e dopo i rapporti si sono complicati un po’. Ero infortunato, ma poi mi sono riaggregato al gruppo. Molto peggio è andata con il caso di Abdelhak Nouri”

Il tuo compagno di squadra finito in coma dopo un’amichevole con il Werder Brema

“Una storia terribile. Tanti miei compagni avevano giocato con lui nelle giovanili, ne hanno avvertito il dolore ogni giorno. Avevo un rapporto molto stretto con lui e con la sua famiglia, nello spogliatoio sedeva al mio fianco. Stessa religione e stessa cultura. Un ragazzo buono, di quelli che difficilmente si trovano nel nostro ambiente. E per questo la cosa provoca ancora più dispiacere”

Come ti approcci adesso a questa vicenda?

“Le nostre famiglia sono ancora in contatto. So che la vita deve continuare, anche in questo senso. Ma penso sempre a lui. Ed è per questo che ho scelto di vestire la maglia numero 34 al Napoli. Era il suo numero”

A gennaio hai scelto il Napoli. Hai fatto le visite mediche, hai scattato fotografie con la sciarpa azzurra e dovresti aver firmato anche il contratto…

“Non è vero. Non voglio scendere troppo nei dettagli, però posso dire questo: sono stato consigliato male, le comunicazioni sono state pessime. Ma io non ho firmato un contratto”

I media hanno detto che non ti sei trasferito a Napoli perchè non hai gradito la città, e che saresti stato avvicinato da dei camorristi…

“Tutte queste cose non hanno alcun senso. Nei quattro giorni in cui sono stato lì, la città nemmeno l’ho vista. Le visite mediche si tennero a Roma, gli altri tre giorni li ho passati al centro sportivo che è a quaranta minuti di distanza da Napoli. Adesso sono qui da due mesi, e quei titoli di giornale sono ancora più terrificanti.  Napoli è una città splendida, ed i napoletani sono molto amichevoli. Non è stato fatto un torto solo a me, ma anche a loro”

Quanto è stato difficile tornare ad Amsterdam?

“Molto. E’ stato un periodo molto teso che mi ha portato a commettere l’errore più grande”

Ti riferisci alla sostituzione rifiutata contro l’Heerenveen?

“Si, non c’è molto da dire. E’ stato un gesto sbagliato, davanti ai compagni di squadra e al club. Non si fanno certe cose. Sono giovane e commetto errori, ma quando sei un professionista hai anche una funzione ‘modello’. Molti hanno detto che si trattava di una azione forte perchè uno non può sopportare tutto, ma gli ho fatto capire che non era possibile”

Come è andata? Ti sei sentito umiliato in quel momento?

“Ero solo deluso. Una settimana prima ero entrato bene in campo ed avevo costruito azioni da gol. Tutto sembrava andare per il meglio, ma non mi è stato permesso di continuare questo cammino. Tutto ciò non giustifica la reazione, perchè uno deve rimanere sempre professionale. Non conta entrare per un minuto oppure per trenta secondi”

Sei stato sospeso per due settimane, poi non sei stato più aggregato alla prima squadra. Perchè?

“I dirigenti mi hanno detto che era meglio così. Volevano proteggermi, e poi il club viene prima di tutto. Guardandomi indietro, devo dirlo: è stata la decisione migliore per tutti”

In estate si è detto che avessi firmato un contratto con il Wolfsburg, accordo dissolto a causa del contratto col Napoli.

“Non è vero. Ci sono stati dei contatti con altri club in questi mesi, certo non posso aggiungere altro. Ma una cosa posso dirla: non ho firmato nulla. Sono diventato oggetto di speculazioni: ero a casa, leggevo ed ascoltavo cose su di me. E non me ne capacitavo”

Alla fine sei rimasto a Napoli…

“Ci siamo incontrati a luglio, ed abbiamo discusso di tutto. Alla fine ho trovato persone sensibili attorno, ed anche il club ha chiarito che avrei fatto al caso loro dal punto di vista sportivo ed umano. Dopo tutto mi hanno confermato nonostante mi fossi infortunato gravemente a posteriori dell’accordo”

Come ti sei fatto male?

“Mi allenavo con un preparatore, e durante uno sprint mi sono lesionato il tendine d’Achille. Carlo Ancelotti, l’allenatore del Napoli, disse ‘il ragazzo è infortunato, ma lo teniamo’. E questo per me è un grandissimo apprezzamento”

Hai avuto la percezione di essere stato guardato in modo strano a Napoli, quando sei arrivato?

“Sì, assolutamente. Credo ci fosse una sensazione, come se tutti avessero un interrogativo in testa. Penso di potergli far cambiare idea. Fortunatamente Ancelotti non ha creduto a tutto ciò che è stato detto, si è fatto la sua idea. E se avesse creduto che potesse esserci qualche problema, certamente non mi avrebbe voluto in squadra”

Hai avuto contatti con l’allenatore della Nazionale Joachim Loew?

“No, forse lo avrei potuto chiamare qualche volta. Ma avevo altre questioni, e certamente li aveva anche lui in vista della Coppa del Mondo”

Credi che tutto ciò che è successo ti possa essere costato il Mondiale?

“E’ possibile, ma non ci penso molto e non me ne dispiaccio. Motivo? Non si può dire che, se le cose fossero andate diversamente, allora la convocazine sarebbe arrivata”

Pensi ancora alla Nazionale?

“Certo. E’ stato un sogno ed un privilegio farne parte. E darò tutto per esserci ancora, un giorno. Ma prima devo tornare in forma”

Quando potrai tornare in campo?

“Per ora sono tornato ad allenarmi sul terreno di gioco, corro e faccio alcuni esercizi con il pallone. Ma non voglio predire il giorno in cui tornerò a giocare, perchè l’infortunio è davvero complicato”

Come ti senti a Napoli?

“Decisamente bene. E’ tutto bello, mi sento bene e sono felice. E’ un bene il fatto che la società abbia creduto che non sono un bad boy. Ed ho la sensazione che, dopo tutte le tribolazioni ed i momenti passati, finalmente sono arrivato nel posto giusto”

Hai imparato qualcosa da questo periodo?

“Più di chiunque altro. Ad esempio ho capito di chi posso fidarmi ed approcciare, e chi no. Ho imparato ad accettare le cose così come sono, ed ho capito che anche fuori dal campo bisogna stare bene. Anche se è ovvio, il calcio è fatto di alti e di bassi”

Ne avrai abbastanza per il resto della tua carriera

“Assolutamente sì. Non posso influenzare tutto ciò che succede, ma ne posso controllare una parte. E farò di tutto affinché non accada di nuovo”

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