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SSC Napoli, staff medico, nuove sperimentazioni per migliorare le performance dei calciatori
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SSC Napoli, staff medico, nuove sperimentazioni per migliorare le performance dei calciatori

SSC Napoli: il comunicato stampa della società sulla sperimentazione per migliorare le performance dei calciatori

LO STAFF MEDICO SSC NAPOLI PUNTA COSTANTEMENTE SU RICERCA E INNOVAZIONE PER MIGLIORARE OBIETTIVI E PERFORMANCE.

IN OCCASIONE DEL RITIRO A DIMARO FOLGARIDA SONO STATE AVVIATE DUE INTERESSANTI SPERIMENTAZIONI LEGATE ALLA PREVENZIONE CARDIOLOGICA E ALL’OTTIMIZZAZIONE DELL’ATTIVITA’ SPORTIVA.

TUTTO SCATURISCE DALLA COLLABORAZIONE TRA L’EQUIPE MEDICA AZZURRA – DIRETTA DAL PROF. ALFONSO DE NICOLA – E IL PROF. ANTONIO GIORDANO, NOTO SCIENZIATO INTERNAZIONALE E RESPONSABILE SCIENTIFICO.

Rappresenta una sicura certezza per gli azzurri anche per il 2018 – 2019. Parliamo dello staff medico diretto daAlfonso De Nicola, con Enrico D’Andrea e Raffaele Canonico in forza alla squadra partenopea dal 2005. La preparazione precampionato svolta nel corso del ritiro a Dimaro Folgarida in Trentino, mette le basi per affrontare al meglio una stagione ricca di impegni, sotto la guida tecnica del nuovo allenatore Carlo Ancelotti, con cui si è instaurata da subito una perfetta sintonia.

La squadra del Napoli, leader da anni in Europa per la quasi totale assenza di infortuni e indisponibili continua nel suo percorso di crescita negli anni puntando su competenza, ricerca e innovazione. Un gruppo consolidato – grazie anche ai 5 terapisti dell’equipe: Massimo Buono, Fabio Sannino, Marco Romano, Marco Di Lullo e Nicola Zazzaro (quest’ultimosi è avvicendato di recente a Giovanni D’Avino, approdato alla docenza) – che per migliorare ulteriormente nella prevenzione implementa costantemente tecniche e tecnologie innovative.

E’ a buon punto il primo studio al mondo sul DNA degli atleti iniziato due anni fa in partnership con la TempleUniversity e Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute di Filadelfia, professore ordinario all’Università di Siena,volto ad individuare eventuali vulnerabilità nella persona oggetto di questa analisi specifica . E’ di prossima uscita una pubblicazione scientifica con i risultati di questo lavoro. Nel contempo, sotto la supervisione di Giordano, assieme anche al dr.Beniamino Fulco –  figura di interfaccia tra staff tecnico e staff medico – l’equipe di De Nicola ha avviato due importanti sperimentazioni.

Nella prima parte del ritiro sono stati effettuati su alcuni atleti della “primavera” e altri della prima squadra, deitest innovativi volti a monitorare un potenziale rischio aritmico nei calciatori azzurri. Per effettuare in modo accurato questo monitoraggio cardiaco, è stato utilizzato il sistema ATHENA DIAX, azienda di Berlino operante nel settore della Diagnostica Clinica cardioaritmica. Il Sistema ADX è stato scelto dallo staff per la particolarità innovativa che consente il monitoraggio del rischio aritmico, attraverso un piccolo congegno che non usa cavi ma utilizza degli elettrodi adesivi che possono registrare l’attività cardiaca da 24 ore a 7 giorni, qualora necessario. Test più prolungati comportano una più scrupolosa verifica del rischio aritmico cardiaco degli atleti e possono aiutare a scongiurare o prevenire gravi patologie cardiache.

Nella seconda parte del ritiro è stata avviata invece la collaborazione tra lo staff medico SSC Napoli  e l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. L’equipe di tre professionisti -prof. Nicola Vitiello, coordinatore del team, il dott. Andrea Mannini e il dott. Francesco Lanotte– è giunta in Val di Sole dotata di dispositivi wifi e speciali sensori. Questo dimostra che c’è un’apertura verso l’utilizzo di nuove tecnologie da parte del Napoli. Gli obiettivi della partnership partendo dalla valutazione del gesto tecnico sono: prevenire gli infortuni, monitorare il recupero e anche ottimizzare la performance dell’atleta. Le tecnologie in uso saranno soprattutto di tipo indossabile. Nel lungo periodo -se necessario- verranno sviluppate tecnologie ad hoc per le specifiche esigenze della squadra azzurra.  La collaborazione è in una fase embrionale e di studio iniziale ma l’auspicio è renderla stabile e duratura.

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