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Niente show, è la tattica a far da padrona. (Pasquale Ammora)

Doveva essere la partita dell’ anno: in campo due delle migliori squadre in questo momento in Europa, gli occhi di tutto il mondo puntati sullo Stadium di Torino, entusiasmo alle stelle e tutte le premesse per assistere ad un grande spettacolo.

Al contrario le premesse non vengono rispettate e il terreno di gioco si trasforma in una sorta di scacchiera e i 22 calciatori in altrettante pedine e nelle mani dei rispettivi tecnici. La vera partita, infatti, l’ hanno giocata gli allenatori e alla fine ha padroneggiato la maestria tattica di entrambi. Un match equilibratissimo dall’ inizio alla fine che la Juventus si aggiudica grazie ad una conclusione deviata a due minuti dal termine.

Quello che sarebbe stato il copione dell’ intera partita lo si è visto fin dalle prime battute: due squadre che si rispettano, entrambe consapevoli dell’ importanza della posta in palio ed entrambe molto ordinate tatticamente. Due formazioni schierate quasi a specchio: possesso palla del Napoli e linee avversarie molto strette con gli attaccanti bianconeri che si abbassano a dar fastidio ai centrocampisti azzurri; possesso Juventus ed esterni offensivi che si sacrificano in copertura rincorrendo gli esterni avversari lungo le intere fasce. Spazi stretti e intasati: molti errori in impostazione, possesso palla sterile e pochissime occasioni da ambo le parti; insomma una partita statica sotto ogni punto di vista che si sblocca solo nel finale complice una piccola sbavatura della difesa azzurra sulla destra che consente a Zaza di battere a rete grazie a una deviazione fortuita che non lascia scampo a Reina. Del resto visto l’ andamento solo un episodio avrebbe potuto cambiare le sorti della gara.

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