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SSC Napoli - approfondimenti

ESCLUSIVA – Ruotolo: “Questo Napoli mi incuriosisce. Gemellaggio? Bellissimo, ma si va in campo concentrati”

“Ora voglio continuare ad allenare e trasferire la mia esperienza ai giovani”

Gennaro Ruotolo, ex calciatore di Genoa, Livorno e Sorrento, ha rilasciato alcuni dichiarazioni, in esclusiva, alla redazione di ViviCentro.it per parlare di Napoli e del prossimo match che gli azzurri affronteranno a Genova.
Ruotolo ha militato per 14 stagioni tra i Grifoni rossoblu (6 in A e 8 in B) diventando il simbolo di una squadra, ma anche di una città vantando, ancora oggi, il record assoluto di presenze con la casacca genoana: ben 444. Appese le scarpette al chiodo all’età di 41 anni, Ruotolo è diventato allenatore sedendo sulle panchine, tra le altre, di Livorno, prima in Serie  B (con la vittoria dei play-off) e poi in A, e di Savona e Sorrento.

Ecco le sue parole:
Nelle ultime partite il Napoli ha ottenuto due pareggi in Champions League contro il PSG e molte vittorie convincenti in campionato. Dove può arrivare questo Napoli?
“Credo che oltre ai risultati ci siano state anche prestazioni convincenti in cui il Napoli sta proponendo anche belle giocate da cui vengono fuori anche i risultati. E’ un Napoli convincente, determinato che sta dando continuità. E’ vero che davanti c’è la Juve che sta facendo bene, ma il Napoli cerca sempre di dare fastidio e di non mollare la presa. Secondo me può giocarsela fino alla fine”.

Nel prossimo impegno di campionato il Napoli farà visita ad un Genoa che sembra essere in difficoltà, cosa si deve aspettare da questa partita?
“Quello di Genova è un campo difficile. Il Napoli rispetto al Genoa ha un leggero vantaggio perchè ha tanti punti di vantaggio, sta facendo risultati sia in campionato che in Champions e sicuramente metterà in difficoltà il Genoa, però i rossoblu sanno tirare fuori prestazioni che nessuno si aspetta quando gioca davanti al suo pubblico. A Marassi molte squadre hanno fatto fatica e hanno lasciato punti. Sarà una partita accattivante, da seguire. Anche io sarò allo stadio perchè mi incuriosisce vedere il Napoli di Ancelotti. Di certo il Napoli farà la sua partita per avvicinare la Juve, ma il Genoa non resterà a guardare, nonostante gli ultimi deludenti risultati”.

Il turnover di Ancelotti sembra funzionare molto bene. Qual è il segreto? Cosa deve fare un allenatore per farlo funzionare?
“Un allenatore vive la realtà della squadra, la realtà dei giocatori vivendo giorno per giorno la realtà dello spogliatoio conosce lo stato di forma di ogni calciatore e, soprattutto, sa chi mettere durante le partite. Proprio per questo sa chi poter mettere per continuare a far bene. Ha giocatori che gli possono permettere di fare questo tipo di turnover perchè ha a disposizione calciatori che hanno voglia di fare, di crescere, di dimostrare il loro valore nonostante qualcuno faccia poche partite. Questo per un allenatore è un vantaggio notevole perchè sfrutta tutta la rosa a disposizione e qualsiasi giocatore scende in campo risponde alla chiamata del mister con una prestazione importante”.

A Marassi ci sarà un grande spettacolo sugli spalti visto il gemellaggio di oltre 30 anni tra le due tifoserie. Cosa prova un calciatore nel giocare questo tipo di partite?
“Io ho vissuto questo tipo di partita ed è bellissimo che ci siano gemellaggi di così tanti anni, però, il calciatore va in campo concentrato per la partita. Poi anche questo tipo di atmosfera non condiziona la prestazione del giocatore che è proiettato a scendere in campo”.

Tra i calciatori più in forma di questo Napoli c’è Allan che è riuscito quasi ad evitare il turnover di Ancelotti. Può rappresentare per il Napoli quello che Ruotolo rappresentava per il Genoa?
“Io penso che non sia solo un giocatore a fare la differenza ma tutta la rosa, tutto l’ambiente Napoli ti mette in condizione di fare una grande prestazione sia singolarmente che collettivamente. Solo Maradona poteva fare la differenza che, quando voleva, sapeva vincere da solo le partite. E’ il collettivo a fare la differenza e non Allan, Ruotolo o chi per essi. Se tutti si mettono a remare nella stessa direzione diventa facile per tutti fare delle buone prestazioni. Allan, come tutta la rosa, sta attraversando un periodo straordinario perchè è in condizione di mettere in difficoltà tutti in questo momento”

Tra tutte le squadre in cui ha militato, qual è quella che ricorda con più piacere?
“Col Genoa ho giocato per 14 anni e non possono essere dimenticati. Ricordo con molto piacere Livorno dove ho vinto un campionato, ma anche Arezzo e Sorrento. Ho cercato di dare il meglio di me da tutte le parti”.

Cos’ha significato l’esperienza in Arabia Saudita per Ruotolo? Com’è il calcio arabo? Come viene trattato un calciatore?
“E’ un’ esperienza che se non la vivi non può essere compresa. E’ un altro modo di fare calcio, un altro modo di vivere il calcio, è un mondo diverso calcisticamente parlando. Però, c’è passione, agonismo, voglia di fare anche se i livelli sono differenti. Mi aveva incuriosito provare un’esperienza fuori dall’Italia e posso garantire che c’è tanta voglia di crescere”.

Oggi Ruotolo è diventato allenatore, qual è la differenza tra il campo e la panchina?
“La differenza è notevole, nel senso che il calciatore dopo l’allenamento fa la doccia e poi dopo cerca di rilassarsi, di recuperare mentre l’allenatore continua a lavorare perchè prepara la partita sia tecnicamente che tatticamente in base alla squadra che va ad affrontare e deve decidere quale giocatore scegliere. Un allenatore lavora soprattutto mentalmente per cercare le soluzioni giuste per sbagliare il meno possibile”.

Qual è il suo obiettivo?
“Ora voglio dare continuità alla mia carriera da calciatore in qualità di allenatore perchè è una passione che mi viene da dentro con la determinazione per continuare a stare in campo e far crescere in particolare i giovani e di trasferire la mia esperienza di calcio per far capire loro la mentalità giusta, senza peccare di presunzione, e trasmettere i valori veri di questo sport e di questo mondo. Il mio desiderio è continuare ad allenare”.

a cura di Michele Avitabile

RIPRODUZIONE RISERVATA 

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