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Roma-Lazio, Di Francesco: “Il derby lo tolgo dalla classifica. Che sia festa di sport. Su Nainggolan decido tra oggi e domani”

NOTIZIE AS ROMA – Il tredicesimo turno del campionato di Serie A sarà aperto allo stadio Olimpico di Roma dove alle 18 di domani andrà in scena la stracittadina. Roma e Lazio, separate da un solo punto in classifica, si affontano in una sfida che ha tutt’altro retrogusto che quello “provinciale” solito. Questa volta potrebbe risultare addirittura determinante per lanciare un guanto di sfida verso il vertice della classifica. Come di consueto, mister Di Francesco ha risposto alle domande dei cronosti presenti nella sala stampa del Fulvio Bernardini. Queste le sue dichiarazioni:

Si torna a parlare di campionato con il derby. Lei ne ha vissuti tanti. Come lo  vivranno i 3 giallorossi azzurri?
Due sono anche romani e romanisti. Mi auguri che per loro sia un modo per potersi rifare e mettere in campo la rabbia e l’orgoglio che li ha contraddistinti

Come stanno fisicamente i nazionali? Nainggolan e Schick?
In generale sono tornati tutti in buone condizioni e nell’insieme sono contenti. Su Nainggolan tra ieri oggi e domani deciderò se sarà convocato. Schick fa un percorso mirato.

Il derby farà il giro del mondo, più di 55 mila spettatori….
Penso che lo sport debba unire non dividere. Poi quel che è sicuro è che mi aspetto che vinca la Roma. Mi ha colpito il decimo anniversario della morte di Gabriele Sandri, è stata una festa di sport. Mi aspetto la stessa cosa e che vinca la Roma.

Tecnicamente cosa cambia nella preparazione di questa partita?
Il calciatore ha la fortuna di mettere in campo la rabbia, da allenatore dipendi dagli altri. Le due squadre stanno vivendo un momento ottimo.

Cosa deve temere la Roma dell’avversario?
Qualità, capacità di ripartire nell’immediatezza. Immobile ha capacità incredibile di attaccare la profondità. Ritengo sia il giocatore più pericoloso di quella squadra sia per i 14 gol che per i 6 assist.

Kolarov come vive la vigilia?
Bene, mi sono fatto male al ginocchio e lui mi ha fatto la battuta: “mister sono io che ho giocato nella Lazio, non te”.

Quanto incide il risultato del derby sulle prospettive di Roma e Lazio?
Incide ma la tolgo dalla classifica. Una partita diversa dalla altre che giocheremo per portare a casa i 3 punti. Dovremo stare veramente attenti senza snaturarci.

Cosa lamenta Schick?
Non lamenta dolore. Avendo una fibrosi deve essere muscolarmente al top e si rischia che si faccia male da altre parti. Non tutti i calciatori riescono a recuperare allo stesso modo sia per una questione fisica che emotiva. Si allena, a livello fisico ha fatto qualcosa con il gruppo tranne con la palla.

L’esclusione dell’Italia dai mondiali può incidere sull’emotività dei calciatori in campo? Un consiglio per la riforma del calcio italiano?
L a prima cosa che direi è le seconde squadre. Bisogna lavorare meglio con i nostri giovani. Giocando nelle seconde squadre potrebbero fare il salto di qualità. Il bello del calcio è che dalle grandi sconfitte nascono grandi vittorie. Mi auguro che possa essere una motivazione.

Va bene anche non perderlo il derby?
Non mi piace partire così. Si accontenterebbero di ogni cosa. Stiamo facendo insieme un certo percorso e vi assicuro che non lo cambierò neanche in questo caso. Non partirei mai per pareggiarla. Quando cerchi di dare una mentalità dai una mentalità.

Nainggolan può essere al 100% venendo da pochi allenamenti?

A differenza di tanti altri, Nainggolan potrebbe essere importante anche all’80% della condizione. Ma mi auguro di schierarlo pensando che sia al 90% e mi auguro che tra oggi e domani mi dia risposte giuste perché vorrei farlo giocare.

Cosa farebbe pur di vincere il derby?
Farò di tutto per poter vincere insieme alla squadra. È una cosa dovuta a questo pubblico che ci sta sostenendo tanto ma promesse particolari non ne faccio.

La sua opinione su Inzaghi?
Grazie per il giovane, ma lui è più giovane di me. Il mio percorso è stato totalmente diverso dal suo. Abbiamo delle similitudini non tatticamente ma dal punto di vista motivazionale. Come allenatore della Nazionale non avrei preferenze, mi auguro solo che si inizi a lavorare in un certo modo cercando di creare infrastrutture.

Se lei fosse presidente federale si dimetterebbe?
Parlare della Nazionale in questo momento è sparare sulla croce rossa. Le situazioni vanno vissute. Sono più curioso di sentire programmi che dimissioni. Io ho da pensare ad altro, mi interessa in maniera relativa.

L’eventuale assenza di Nainggolan potrebbe avere un effetto domino sulle altre scelte? Per esempio con l’inserimento di Gerson nel tridente…
No, la scelta di Nainggolan non incide sugli altri. Anzi, ora che mi ci fai pensare…ci devo riflettere. No, scherzo.

Chi è più avanti tra Roma e Lazio?
Con merito tutte e due le squadre sono lì. La Lazio negli ultimi anni ha sbagliato pochissimo con gli acquisti che ha fatto. Milinkovic Savic, Immobile sono giocatori importanti. Hanno rigenerato calciatori che non losembravano più. Prendo lo spagnolo che non sembrava decisivo come adesso. Non c’è una favorita ad oggi.

Conti ha detto che lei ha riportato la “romanità”. Questo la inorgoglisce? E sullo stile Roma?
Credo che lo stile Roma parta sempre dall’alto, da una società che sta cercando di fare le cose in un certo modo. Mi sento veramente della Roma ma per trasmettere certe cose bisogna che ti appartengano.

Diretta testuale di Claudia Demenica

 

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