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A RENDERE IMPOSSIBILE UN SOGNO E’ LA PAURA DI FALLIRE. SPALLETTI: “FACCIAMO UN GOL”

-1 al tentativo di impresa. Sembrano passate solo poche ore da quando la Roma annichiliva la Viola tra le mura amiche ed invece è già vigilia di Champions League. Ed il compito che attende gli uomini di Spalletti non è propriamente agevole: ribaltare un 2-0 subìto in casa per mano dei blancos sarebbe una di quelle epopee da raccontare ai nipoti. “Sai, io l’ho vista con i miei occhi la Roma rovesciare al Bernabeu il doppio svantaggio dell’andata…” e simili. Roba da Circo Massimo insomma. Uno di quegli eventi che si verificano una volta ogni cent’anni, un po’ come quell’eclissi rarissima in cui il pianeta Venere transita per alcuni secondi davanti al sole. Soprattutto perché, siamo onesti: al Real Madrid è rimasta soltanto la coppa dalle grandi orecchie da potersi contendere, visto che la Liga è praticamente ormai un affare di Barcellona ed Atletico ed i marziani di Zinedine Zidane faranno di tutto per rimanere dentro l’obiettivo. Razionalmente si può dire che per quanto sia vero che la palla è rotonda e si parte sempre dallo 0 a 0 l’impresa in questione oltre che titanica appare pressoché impossibile. Tuttavia, “il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce”. Ed a volte è proprio il cuore che ti fa trovare la strada giusta.

“E’ difficile, il verdetto dell’andata è penalizzante per noi. Se scendiamo in campo pensando di dover segnare 3 goal tutto diventa complicato. Sappiamo però che nel calcio ci sono dei risvolti psicologici che diventano fondamentali nel corso di una gara. Noi dobbiamo pensare a fare un gol. Se ci riusciamo dentro la testa tutto si ribalta e le cose assumono tutta un’altra prospettiva. È chiaro che loro cercheranno di mantenere l’equilibrio della partita di andata ma noi dobbiamo crederci e cercare di trovare una rete perché dopo cambierebbe tutto”. Questo è l’espediente che Spalletti ha in mente per condurre la nave in porto nonostante la tempesta. Il trucco, il cavallo di Troia che potrebbe permettere di non partire già sconfitti è il movente psicologico. “Saranno gli eventi della partita a determinare il risultato finale ma ad oggi non dobbiamo cedere alla debolezza di pensare che si giocherà per perdere, sarebbe una roba pesantissima da accettare. Se mi dovessi accorgere che qualcuno la pensa così non lo farei nemmeno allenare! Nella prima partita siamo stati sfortunati, le nostre intenzioni andavano premiate di più ma saranno le stesse: ce la giochiamo come fatto nella volta precedente. Non sarà facile, ma bisogna avere il coraggio di proporre le proprie intenzioni. C’è esaltazione e confidenza nel possesso palla, tutte le qualità che disturbano gli avversari noi ce le abbiamo. È tutta una questione di saper scegliere i tempi giusti: il momento di andare addosso agli avversari ed il momento in cui essere attendisti. ” Einstein una volta disse che chi ritiene che una cosa sia impossibile non dovrebbe disturbare chi la sta facendo. E poi ci sono alcuni autorevolissimi testi di tecnica aeronautica secondo i quali il calabrone non potrebbe volare a causa della forma e del peso del proprio corpo rispetto alla composizione dell’aria. Eppure il calabrone non lo sa. Ed è per questo che continua a volare. Non può essere un  caso, a rendere impossibile un sogno è solo la paura di fallire.

Claudia Demenica

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