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Juve Stabia | Polito: Senza tifosi, passione, serenità non è calcio

La Juve Stabia ieri è ripartita con gli allenamenti individuali presso il comunale di Casola di Napoli.

Queste sono state le parole del D.S. della Juve Stabia raccolte dalla nostra redazione sportiva:

La scelta di ripartire si colloca solo in aspetti economici e relativi obiettivi della società perché quello che inizierà di nuovo non sarà calcio. Senza tifosi, passione, serenità non è calcio ma dobbiamo accettare le decisioni e iniziare un mini campionato di dieci partite che ancora non sappiamo con certezza come affrontare. Sono comunque fiducioso nelle qualità della squadra e del mister.

La squadra mi sembra stia bene ma ovviamente un po’ di preoccupazione c’è perché quando ci siamo fermati eravamo in grande condizione. I nostri ragazzi però si sono confermati straordinari e hanno lavorato alla grande in situazioni non semplici. Tra l’altro posso confermare che la quasi totalità della squadra ha rinunciato a due mensilità per appoggiare la società.

È una situazione che condizionerà anche la prossima stagione, costringendo le squadre ad allestire organici ancor più massicci. Verrà colpito anche il marketing e le società ne risentiranno. Forte? L’emergenza non ci ha aiutato nei rapporti col Bevereen, con cui alcuni discorsi per il riscatto erano stati aperti ma poi si sono un attimo bloccati ma confido nel buon esito dell’operazione.

Sono dispiaciuto per la querelle societaria perché la polemica non è mai utile. È chiaro che da quando l’Ing. D’Elia è in società alcune cose a mio avviso non funzionano. Senza dubbio nel suo campo è un grande professionista ma dal punto di vista calcistico non è tra i più preparati. Quando ho notato che la Juve Stabia su tanti aspetti era in ritardo ho dovuto far capire che la situazione stava sfuggendo di mano. Ho richiesto praticità e velocità nell’attuare tutte le iniziative necessarie a far ripartire la squadra e alla fine mi sono dovuto attivare io, e ringrazio Alfonso Scarica, per avere il campo su cui allenarci. Io porto rispetto a tutti ma allo stesso modo pretendo rispetto, non persone che si mettono sul piedistallo.

In questa fase difficile ho fatto di tutto, anche occupandomi di faccende non proprie del mio ruolo e sono certo che la palestra di Castellammare sarà fondamentale per la mia crescita professionale. Ora però il bene primario, superiore a ogni interesse è portare la squadra alla salvezza.

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