juvestabia - editoriale

Juve Stabia, programmazione e valorizzazione: il primato arriva da lontano

Logiudicce, Juve Stabia

Premessa doverosa: la Juve Stabia non ha ancora vinto niente. Ci sta essere entusiasti per un risultato importante come il raggiungimento della vetta ma la cosa importante è essere in vetta a giugno e non al 4 novembre.

Detto ciò, vogliamo analizzare e presentare quelle che, secondo noi, sono le basi del primato raggiunto.

Avere un punto in più di tre corazzate come Matera, Lecce e Foggia è sicuramente motivo d’orgoglio per le vespe. La squadra gioca bene e questo è merito del lavoro di Fontana e del presidente Manniello che, con sacrifici economici, ha dato la possibilità al ds Logiudice di allestire un’ottima rosa.

Proprio su questo aspetto noi ci soffermiamo.

Il lavoro “dietro le quinte” del direttore sportivo sembra quasi passare inosservato ma, secondo noi, i meriti di Logiudice sono molteplici. In primis perché, oltre a cercare forti giocatori, ha cercato in loro qualità umane e di sacrificio, tesserando tutti giocatori di qualità e di sacrificio, tutti pronti ad aiutare i compagni e ad attendere il loro turno in panchina, se necessario.

Un esempio lampante è il centrocampo. Salvi- Zibert- Capodaglio era, nell’idea della società, la mediana titolare ad inizio campionato. A causa di tanti infortuni ciò non è avvenuto ma questo non ha frenato le vespe, che possono contare su una rosa molto ampia e di qualità. Izzillo, Esposito e Mastalli non hanno fatto rimpiangere i tre sopra citati, dimostrando di essere giocatori importanti nonostante l’età. Questo dimostra la bravura del ds anche nel pescare “under” di qualità come Izzillo, preso lo scorso gennaio, Esposito arrivato dal Rimini e Mastalli, scuola Milan.

Coloro i quali dovevano essere, almeno sulla carta, riserve sono diventati perni importanti per il centrocampo stabiese.

Non tutti possono permettersi di sedere in panchina gente come Salvi e Zibert, chapeau. Altro merito del direttore è stato scommettere su Marotta, arrivato dai dilettanti tra lo sgomento generale. Sandomenico era prossimo ad andare in B e invece è approdato alle vespe, Zibert era promesso sposo del Catania e invece è arrivato a Castellammare. Cancellotti e Liotti sono in pianta stabile da tre anni nella rosa stabiese.

Migliorini, reduce da un grave infortunio e arrivato, da sconosciuto, per volontà di Logiudice è diventato una delle cessioni più cospicue della storia recente della Juve Stabia. La plusvalenza legata al suo affare è una delle basi dalle quali è partito il progetto Juve Stabia 2016-2017. Una rosa che può contare due elementi di qualità per reparto, con gli esterni che sono addirittura 5 con un giovane di prospettiva come Rosafio in rampa di lancio per poter dare una mano. Merito a Fontana per il lavoro svolto e a Manniello per i soldi spesi, ma onore e merito a colui che ha costruito, in tre anni, un progetto vincente come quello delle vespe. Se gli stabiesi sognano è, anche, merito suo…

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