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Ischia, Monti: "Sono andato via da Barano perchè il mio tempo era finito"
Calcio - Eccellenza campana

Ischia, Monti: “Sono andato via da Barano perchè il mio tempo era finito”

L’INTERVISTA – Il difensore dell’Ischia parla dell’inizio della sua esperienza in gialloblu e della fine del suo rapporto con gli aquilotti

“Il Barano? Non ho avuto nessun problema con Gianni Di Meglio. Se sono andato via è perché il mio ciclo lì era finito ed avevo bisogno di nuovi stimoli. Capisco il professore Gaudioso. Avevamo un bel rapporto e ci teneva molto a me. Capisco che ci sia rimasto male. Ma come quando una ragazza ti lascia, prima o poi te ne fai una ragione. Comunque, lo ringrazio tanto”

Simone Vicidomini– L’Ischia esce dalla partita pareggiata col Quartograd, con tanta amarezza. I gialloblu hanno offerto una prestazione molto sottotono rispetto alla gara vinta contro la capolista Sant’Antonio Abate. Una partita che a lunghi tratti è sembrata molto soporifera. Al di là questo i gialloblu comunque sono pienamente in corsa per un posto nei play off ma anche per possibile promozione diretta in Eccellenza. Chi domenica pomeriggio non è sceso in campo, ma ha fatto molto parlare di se nelle ultime settimane, non solo per il sensazionale gol di quasi 15 giorni fa, è sicuramente Vincenzo Monti. Il calciatore ha deciso di lasciare il Barano a metà stagione per trasferirsi alla corte di Ciro Bilardi e la cosa non è stata presa bene alle chianole. Abbiamo intervistato proprio Billoncino junior e gli abbiamo chiesto come sta vivendo le sue prime settimane all’Ischia ed i motivi reali per cui ha inteso abbandonare gli aquilotti dopo 4 stagioni.

Monti, contro il Quartograd non abbiamo avuto il piacere di vederla in campo, però è obbligatorio darle il benvenuto all’Ischia, dopo una parentesi in gialloblu finita nel 2011. Fra l’altro, l’esordio non è stato male, visto il gol bellissimo fatto col Sant’Antonio. Ma partiamo dallo 0-0 di domenica scorsa. Cosa vi è mancato per ottenere i 3 punti?
“Non lo cosa ci è mancato. Comunque, abbiamo affrontato una squadra ben organizzata, arcigna, che concedeva poco. Sono venuti a fare la loro partita, molto attenti, corti, stretti, quindi era difficile trovare spazi. Forse, con un po’ di cattiveria in più si poteva trovare qualcosa di diverso”.

A proposito di gesti belli, come le è venuto in mente di fare quel gol col Sant’Antonio Abate? Era appena entrato dalla panchina ed ha calciato quel siluro sotto la traversa…
“Sono cose che capitano. A quelli come me capitano una volta nella vita, a quelli che sanno giocare magari capitano una volta a campionato oppure ogni sei mesi. Io sono stato fortunato ed anche bravo, me lo lasci dire, allo stesso modo”.

Si aspettava di giocare col Quartograd almeno uno spezzone di partita?
“Sapevo di non giocare, diciamo me lo aspettavo. Entrare forse sì. Però, comunque sono a disposizione del mister. Sono un difensore, la partita non si è sbloccata, quindi entravo a difendere cosa? Lo 0-0…siamo una squadra che deve puntare in alto, quindi va bene così”.

Il pareggio cosa vuol dire per l’Ischia? Dovete dedicarvi solo ai play off?
“Questo pareggio non condiziona nulla. Il campionato è ancora lungo e si può fare di tutto. La squadra ha 4-5 uomini in più ed inserirli non è facile. Comunque, sfrutteremo queste feste per allenarci tutti insieme, conoscerci meglio e trovare il modo migliore possibile per giocare insieme, per fare i migliori risultati per l’Ischia, per i tifosi che ci seguono e per tutto l’ambiente”.

Ha voluto fortemente la maglia dell’Ischia. C’è stato un momento in cui ha temuto di non poterla indossare?
“Sinceramente, sì. Perché poi, in effetti, la situazione si è sbloccata all’ultimo. Però, in merito, mi faccia dire due cose. Ho letto ed ascoltato che andavo via da Barano per disguidi con l’allenatore. Gianni Di Meglio. Io, invece, col mister non ho avuto nessun tipo di problema, anzi ho sempre giocato, mi ha sempre responsabilizzato e messo davanti a tutti. Se sono andato via è perché il mio ciclo a Barano era finito ed avevo bisogno di nuovi stimoli. A volte capita che durante una annata ci sono momenti in cui ci si sente scarichi, per problemi personali o di altro tipo e si ha bisogno di cambiare aria per trovare nuovi stimoli e nuove motivazioni. Per quanto riguarda la questione legata al tira e molla sulla risoluzione del rapporto col Barano, dico che capisco il professore Gaudioso. Avevamo un bel rapporto e ci teneva molto a me. Capisco che ci sia rimasto male, ma come quando una ragazza ti lascia, prima o poi te ne fai una ragione. Il professore se ne è fatta una e ha lasciato che io andassi a giocare dove preferivo e lo ringrazio tanto”.

Quando si è reso conto che la sua esperienza al Barano fosse finita? E’ andato via a metà stagione…
“Non è una cosa che si capisce da un momento all’altro. Non scatta all’improvviso. E’ una cosa che cresce col tempo e ti rendi conto che quello non è più il tuo posto e che forse hai bisogno di cambiare per avere nuovi stimoli e motivazioni. Sono stato fortunato, perché nello stesso momento ho trovato l’Ischia che aveva un progetto importante. E’ una società forte dove ci sono molti amici. Ci ho pensato molto ed alla fine ho fatto questa scelta che spero sia giusta per me, per l’Ischia e soprattutto per il Barano”.

La mia ultima domanda nasce dal fatto che, in questa stagione, siete in parecchi che avete lasciato il Barano. A parte Martucci, lei ha lasciato dopo Andres ed il capitano Ferrari. Come mai è successo questo?
“Non so dire il perché. Martucci, comunque, credo sia stato allontanato. Per quanto riguarda Andres e Ferrari, potrebbero aver avuto il mio stesso motivo. Però, analizzo la mia situazione e penso che sia diversa da quella di Ferrari. Andres ha famiglia, era lontano da casa, forse viveva un malessere ed ha preferito lasciare un mese prima del mercato. Non condivido la scelta, però bisognava trovarsi nei suoi panni. Io non ho avuto disguidi. Anzi, aggiungo che, in tanti anni di calcio, il Barano è forse l’unica società che non mi ha fatto mancare nulla a livello economico. Hanno rispettato gli impegni fino alla fine e non ci sono mai stati problemi. Lo testimoniano anche i risultati ottenuti nelle ultime stagioni”.

Però, qualcosa fra lei e mister Di Meglio qualcosa pare ci sia stata. Ad inizio stagione, venne sostituito prima della fine del primo tempo, non si fermò in panchina e lasciò il campo appena dopo il triplice fischio. Cosa successe?
“In quella partita fui sostituito sullo 0-0 credo al 38’. Non stavo facendo la mia partita, senza dubbi. Ci stava il cambio, magari alla fine del primo tempo. Ma posso dire che dopo 2 ore dalla fine della partita io ed il mister ci siamo sentiti ed era tutto a posto. Lui mi ha detto che forse avrebbe dovuto aspettare, ma mi aveva cambiato perché mi vedeva in difficoltà ed aveva paura di prendere gol. Però sono uscito ed abbiamo preso gol subito. Però di essere sostituito molto presto mi è già capitato, con mio padre in panchina, contro il Sant’Antonio Abate quando eravamo sotto di 2 gol. Lo ha fatto addirittura mio padre. Queste cose, comunque, non mi fanno arrabbiare”.

Papà Billone cosa le ha detto quando ha scelto di andare all’Ischia?
“Papà non entra nelle mie scelte. Gliel’ho comunicato e lui mi ha lasciato libero di fare. Diciamo che parliamo poco, non comunichiamo molto. Non ci confrontiamo sulle scelte mie e sue. Ovviamente, se faccio un errore quando è mio allenatore, mi spiega dove ho fallito. Non gli chiedo di mettersi fra me e la società se ho un problema con la seconda. Come è giusto che fosse, la scelta di tornare ad Ischia è stata mia. Devo dire che, quanto andò via da Barano l’anno scorso, riunì i senatori del gruppo e ci chiese di continuare a lottare fino alla fine per non perdere quanto fatto negli ultimi 3 anni, salvando la categoria per voi e per tutti”.

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