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INPS, fotografia ad alta definizione della situazione occupazionale
Calcio - Eccellenza campana

I calciatori dilettanti saranno lavoratori iscritti all’INPS

Risultanze delle riforma voluta dal Ministro Vincenzo Spadafora

La riforma dello sport voluta dal ministro Vincenzo Spadafora si avvia alle fasi conclusive con l’approvazione di 5 decreti su 6. Abbiamo pubblicato dal sito del governo le principali misure che contiene la riforma (vedi articolo) e in queste settimane andremo ad analizzarle per capire che cosa potrà cambiare per le società e per i calciatori. Tra i temi che fanno più discutere c’è sicuramente la nuova visione di lavoro sportivo che coinvolge anche calciatori, tecnici, fisioterapisti, soprattutto tra i dilettanti. Se fino ad ora queste figure venivano pagate con rimborsi o compensi sportivi non tassati, con la nuova riforma si andrebbe verso la completa equiparazione al lavoro dipendente.

Più tutele a favore dei lavoratori, ma anche molte più incombenze e costi da parte delle società,alcune delle quali hanno già inviato delle note indirizzate al ministro Spadafora, annunciando tutte le preoccupazioni per il futuro. Dello stesso tenore la posizione di tantissime scuole calcio.

Le ASD e SSD dovranno considerare i loro atleti dilettanti (in contrasto con le norme della FIGC) come lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS con aggravio di costi e incombenze di versamenti, registrazione, ecc… per le quali saranno necessari un consulente del lavoro e probabilmente anche un commercialista per gestire tutta la parte burocratica. Fermo restando che quei contributi difficilmente e solo in pochissimi casi, arriveranno ai destinatari in quanto la vita sportiva di un atleta si esaurisce nell’arco di pochi anni e la loro concorrenza ad una futura ipotetica pensione consterebbe di poche decine di euro.

La LND tramite il Presidente Sibilia, ha già manifestato la propria contrarietà con parole durissime, parlando di vero e proprio attentato alla sopravvivenza delle società dilettantistiche. <<La FIGC, titolare in materia, deve attivarsi in totale opposizione a queste paventate norme che, se entrassero in vigore, decreterebbero l’estinzione di migliaia di Società affiliate alla stessa Federazione>>.

A Sibilia cui ha risposto indirettamente il ministro dello sport Spadafora, rassicurando, ma implicitamente ammettendo le maggiori incombenze sulle società: “Non bisogna fare terrorismo psicologico, sul fatto che proprio in questo momento di emergenza sanitaria Asd e Ssd non possano essere in grado di sostenere il costo di questa riforma” ha spiegato ancora il ministro, precisando che è stato già istituito un fondo di 100 milioni per il 2021 e il 2022 “per garantire un esonero contributivo ed è mia intenzione poter trovare risorse anche per arrivare al 2023”.
Su questo tema “la riforma entrerà in vigore nell’anno sportivo del 1 settembre – ha concluso – proprio perché volevamo andare incontro a un settore che sta in difficoltà e non bisognava mettere sotto pressione tutti gli organismi sportivi”. 

S.V.

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