Le inchieste di Report
Le inchieste di Report

Le inchieste di Report: Lunedì 8 alle 21.20 su Rai3 e su RaiPlay

Lunedì 8 novembre alle 21.20 su Rai3 e su RaiPlay tornano le inchieste della squadra di Report. (https://www.raiplay.it/dirette/rai3).

LA RESA DEI CONTI
di Giulio Valesini e Cataldo Ciccolella
collaborazione di Eleonora Zocca e Norma Ferrara

Report torna sull’inchiesta che ha fatto il giro del mondo: la soppressione del dossier sulla gestione della pandemia in Italia, frutto del lavoro dei ricercatori Oms della sede di Venezia. Il rapporto denunciava l’esistenza in Italia di un piano pandemico vecchio, datato 2006, e mai aggiornato, ma denunciava anche le bugie della Cina sui primi contagi e gli errori della stessa Organizzazione mondiale della sanità. Per questo andava riscritto o fatto morire. Attraverso materiali inediti Report può rivelare tutta la catena di eventi che ha portato a silenziare il lavoro di Francesco Zambon, responsabile del dossier ritirato e mai più ripubblicato. Più che motivazioni scientifiche si è trattato di un vero intrigo internazionale. Inoltre sarà trasmesso un video esclusivo in cui un funzionario di primo livello dell’organizzazione di Ginevra dice che se ci sono problemi non bisogna andare a parlare coi giornalisti, perché i panni sporchi si lavano in casa. Infine, mentre i pm di Bergamo indagano anche sulla mancata applicazione del piano pandemico, gli inviati di Report sono andati a curiosare dietro le quinte della Commissione d’inchiesta parlamentare che dovrebbe indagare sul Covid-19. E hanno scoperto insospettabili accordi tra destra e sinistra per limitare l’ambito di indagine.

IL GRANDE SCHEMA
di Giorgio Mottola

collaborazione di Norma Ferrara e Alessia Marzi

Dove finiscono i soldi delle mafie? Report ha provato a cercare una risposta entrando nella storia di un imprenditore calabrese che potrebbe aver riciclato circa 500 miliardi di euro per conto di ‘ndrangheta, Cosa nostra e del clan dei Casalesi. Potrebbe essere lo schema di riciclaggio più imponente della storia italiana. Secondo gli investigatori, l’imprenditore aveva creato una rete che andava da Cipro alla Malaysia, passando per Tagikistan, Pakistan, Dubai e Afghanistan. Sul suo computer le forze dell’ordine hanno trovato decine di passaporti falsi e documenti che attestavano la gestione diretta di investimenti finanziari per quasi 40 miliardi di euro. In esclusiva Report è riuscito a intervistare il presunto riciclatore, che ha spiegato i meccanismi della finanza internazionale con cui è possibile movimentare somme di denaro colossali. Si va dai templari ai broker internazionali, con sullo sfondo i rapporti con gli esponenti dell’ala finanziaria di alcuni tra i clan di mafia più potenti in Italia. L’imprenditore è stato intercettato e pedinato per quasi un anno e le sue operazioni finanziarie restituiscono un racconto completamente inedito di come le mafie riciclano i soldi, degli uomini che li fanno circolare, di chi li incassa e di chi finisce, senza saperlo, per usare gli stessi canali dei clan per muovere il proprio denaro. Una storia in grado di ridisegnare lo schema del riciclaggio dei soldi che partono dal nostro paese e fanno il giro del mondo.

CONTROLLI AL CAMPIONE
di Giulia Presutti

Tra gli atleti italiani, molti hanno scelto di non vivere più in patria. Il Principato di Monaco e la Svizzera sono le mete preferite per chi sposta la residenza fiscale. Si tratta in genere di tennisti, come i numeri 9 e 7 mondiali Jannik Sinner e Matteo Berrettini, e di piloti di Formula 1 e Moto GP. Girano il mondo tutto l’anno per competizioni e tornei, perciò la normativa internazionale impone loro di pagare le tasse in tutti i paesi nei quali competono e producono reddito. In Italia è chi eroga il compenso, l’organizzatore del torneo o la casa automobilistica, a trattenere le imposte dovute al fisco. Ma è sempre così? Alcune scuderie di Formula 1 hanno deciso di utilizzare società estere per fare i contratti ai piloti. Con qualche vantaggio fiscale…

Le inchieste di Report: Lunedì 8 alle 21.20 su Rai3 e su RaiPlay  / Cristina Adriana Botis / Redazione

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