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Somma Domenico 22 maggio 1921 ha avuto il rinnovo della patente
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Patente rinnovata a 99 anni: Domenico, un uomo da record

Pimonte, Domenico Somma ha 99 anni e rinnovato la sua patente di guida un mese fa. Felice della vita che ha vissuto, Domenico è un uomo come pochi, attento ai bisogni della sua famiglia, presente e molto all’avanguardia nonostante l’età: “Mia moglie è una persona straordinaria, attenta e premurosa; amministratrice della nostra casa e dei nostri averi. E’ sempre stata libera di agire come meglio credeva senza restrizioni, perchè la libertà è un bene prezioso”.

Patente rinnovata a 99 anni: Domenico, un uomo da record

Pimonte, 99 anni e non sentirli affatto: questa è la storia di Domenico Somma, classe 1921 nato, cresciuto e vissuto a Pimonte, in via Pozzo, se non si conta la piccola parentesi che lo vede combattere per la patria nel Secondo Conflitto Mondiale.

O’ Mimmo, come lo chiamano tutti in paese, è un vero nonnino da guinness, infatti poco più di un mese fa ha rinnovato la sua patente di guida, con “un rinnovo in piena regola” come ama specificare. “Quando il Dottore è venuto per rinnovarmi la patente, ho voluto dargli prova del fatto che io sapessi ancora guidare la macchina, così è venuto con me a fare un piccolo giro”, ha commentato Domenico, il quale è un attento osservare del codice della strada: “bisogna rispettare i limiti di velocità, gli obblighi e i divieti. Questo è un consiglio che do ai giovani di oggi”.

Il Signor Domenico, ha vissuto più di una vita: poco più che ventenne e sposato da sei mesi, nel 1941 fu chiamato alle armi durante la Seconda Guerra Mondiale “ho combattuto nel quindicesimo reggimento artiglieria, in Francia, dove pativamo la fame, la sete e il freddo”, dice Domenico e continua “Eravamo invasi dai pidocchi, dalla testa ai capelli, e mentre i prigionieri fatti da noi erano intoccabili, gli italiani morivano, cadevano come mosche”.

Finita la guerra vi era il forte desiderio di tornare nel luogo natale per abbracciare i propri cari: “Tornare a casa è stata un’impresa. Arrivati a Roma con il treno, abbiamo scoperto che i binari che portavano a Napoli, erano stati distrutti, sacco in spalla, siamo arrivati in Campania camminando” – così racconta il nonnino – “Si camminava la notte  e il giorno ci si nascondeva nei campi di grano turco, che faceva da nascondiglio ma anche da nutrimento. Nel corso nel nostro cammino abbiamo incontrato tante persone, donne e bambini soprattutto, eravamo tutti fratelli e ci si aiutava l’un l’altro”.

Il Signor Domenico conserva vivido nella sua mente il ricordo dell’uva mangiata nelle sue amate colline, mentre faceva ritorno a casa “l’uva era matura e luccicava come oro, buona così non l’avevo mai mangiata”. Giunto a Pimonte lo aspettavano i genitori e la moglie, da cui ha avuto 5 figli: Filomena, Salvatore, Bernardo, Luigi, e Valentino.

Come ama ribadire, il Signor Domenico non è mai stato un fannullone, dopo la guerra, ha subito cominciato la sua attività nell’ambito delle costruzioni “per cominciare ho comprato un camion americano a Pomigliano d’Arco per 260 mila lire, con cui ho girato tutta l’Italia per lavoro”.

Andato in pensione nel 1981, da allora è nonno a tempo pieno: 13 nipoti, 20 pro- nipoti ed una tris-nipote nata poco più di 9 mesi fa. “Vorrei che venissero a trovarmi più spesso, ma sono consapevole che ognuno ha la sua vita, il lavoro e una famiglia, ma sono contento perché vengono a turno e non si dimenticano di me”.

Ad oggi il suo passatempo preferito è coltivare la terra, ogni giorno alle 5 del mattino raggiunge il tuo terreno, e se ne prende cura: “quest’anno ho piantato fagiolini, patate, pomodori e ho raccolto le olive per l’olio”. Il terreno di Don Mimmo è aperto a tutti e quello che avanza dal suo raccolto, viene regalato.

Quando gli abbiamo chiesto quale fosse il suo elisir di lunga vita, ci ha risposto:

“Non vi è segreto, bisogna solo mangiare bene ma non troppo, mantenendo sempre la “pancia leggera”, avere cura di se stessi senza rimandare le visite mediche se necessarie, un bicchiere di vino al giorno se piace, ma non fare uso di superalcolici. E per concludere l’amore, l’amore è la linfa che ci tiene in vita, bisogna amare, fare buone azioni e comportarsi bene con il prossimo”.

a cura di Vincenza Lourdes Varone

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In merito all'autore

Vincenza Lourdes Varone

Vincenza Lourdes Varone

Diplomata al Liceo Classico "Plinio Seniore", successivamente laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Napoli, l'Orientale. Attualmente iscritta al corso di Studi Internazionali presso la stessa università, per il conseguimento della Laurea Magistrale.

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