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Napoli - Quarto sciopero globale per il clima 291119
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NAPOLI: quarto sciopero globale per il clima 291119 (VIDEO)

Organizzato dal ‘FridaysforFuture’, il movimento giovanile ispirato dall’attivista svedese Greta Thunberg, stamattina milioni di giovani di 157 Paesi del mondo sono scesi in piazza per lottare contro i cambiamenti climatici. Oltre 300mila ambientalisti in piazza in Italia per il quarto sciopero globale per l’ambiente.

NAPOLI: quarto sciopero globale per il clima 291119 (VIDEO)

Grande partecipazione anche in Italia a questo quarto sciopero mondiale dove, dopo le manifestazioni di marzo, maggio e settembre, hanno aderito tantissimi studenti italiani coi loro insegnanti e tutti coloro che ritengono il problema dei cambiamenti climatici un’emergenza.
Ai giovani di ‘FridaysForFuture’ oggi nelle piazze si sono uniti anche i cittadini del neomovimento delle Sardine per chiedere risposte immediate. Oltre 300mila gli ambientalisti scesi in piazza nonostante la pioggia. Le città dove c’è stata la partecipazione maggiore sono Roma, con oltre 30mila persone, Milano con 25mila, Torino e Napoli con oltre 10mila.
Napoli - Quarto sciopero globale per il clima 291119 aL’onda verde dei manifestanti ha invaso pacificamente le piazze di oltre 110 città della Penisola, chiedendo a gran voce interventi non più procrastinabili. Lo scopo dei manifestanti è appunto quello di spingere i leader che si incontreranno a Madrid dal 2 al 13 dicembre prossimo per la COP25, la conferenza ONU sui cambiamenti climatici, a prendere decisioni immediate per contrastare le emergenze ambientali.
Le richieste più urgenti del movimento, scandite con slogan, striscioni e cartelli: “Fuori dal fossile”, cioè zero emissioni per ridurre l’aumento globale delle temperature, “Tutti uniti, nessuno escluso”, per ribadire che i cambiamenti vanno attuati su scala mondiale, e ”Rompiamo il silenzio, diamo voce alla scienza”, per ricordare che invertire la rotta è scientificamente possibile.
Con lo slogan “Block the planet”, nel mirino delle proteste anche il ‘Black Friday’, che, con il suo consumismo sfrenato, contribuisce ad inquinare l’ambiente per la produzione e la consegna di merci di cui potremmo fare benissimo a meno. La scelta della data per lo sciopero del 29 novembre non è casuale, ma voluta proprio in risposta al ‘Black Friday’, definita la giornata dei consumi inutili.
Il problema di fondo è che bisogna superare l’idea di un mondo governato solo dal principio del profitto, dove la salute, la vita stessa della Terra e quella di tutte le specie viventi sono messe a repentaglio per questa logica. Al primo posto dovrebbe esserci la tutela dell’ambiente, non una crescita economica insostenibile che va avanti come un rullo compressore, infischiandosene di quello che distrugge.
Nella manifestazione di Napoli gli organizzatori hanno deciso di far sfilare il corteo da Piazza Garibaldi, non nel consueto percorso lungo Corso Umberto I, ma verso Via Galileo Ferraris, nella zona industriale della città, proprio per sottolineare maggiormente la protesta contro le emissioni di combustibili fossili delle industrie di quest’area. A questa protesta, si è unita quella contro il modello consumistico delle società occidentali.
“Siamo qui per coinvolgere il maggior numero di persone in questa battaglia per il nostro futuro, per il futuro della Terra” – afferma Davide Celotto, attivista del movimento e studente del quinto anno dell’Istituto Tecnico Statale “Luigi Sturzo” di Castellammare di Stabia – “per questo, al ‘Black Friday’ preferiamo il ‘Block Friday’ e diciamo basta a questo modello di sviluppo che non ci piace.”
I cambiamenti climatici con le loro nefaste conseguenze sono sotto gli occhi di tutti e l’Italia è uno dei Paesi più colpiti, per questo bisogna aumentare gli sforzi per ridurre i gas serra nei limiti previsti dall’Accordo di Parigi del 2015, cioè entro i 2 gradi.
Ma fino a questo momento non sono stati fatti grandi sforzi a livello globale per invertire la rotta, anche da parte Governo italiano, che nella ‘Legge di Stabilità’ ha stanziato fondi per attività dannose per l’ambiente fino al 2040, mentre le emissioni devono essere azzerate entro il 2025. Non c’è più tempo.
Per questo le proteste continueranno e il 6 dicembre molti giovani si recheranno a Madrid per la grande manifestazione contro l’inadeguatezza dei provvedimenti dei governi in tema ambientale.

A cura di Adelaide Cesarano

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