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Rino DE Fep e il suo libro
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“Chef sarà lei” il libro di Rino De Feo presentato al Vanvitelli

L’esperienza internazionale dello chef stabiese Rino De Feo che si racconta a Tonino Scala nel libro “Chef sarà lei” presentato al Vanvitelli

“Chef sarà lei” il libro di Rino De Feo presentato al Vanvitelli

Castellammare di Stabia – “Dietro questo libro non c’è una bella storia ma una bella persona, Rino De Feo è un uomo che non è emigrato, ha colonizzato un paese, è riuscito ad esportare un pezzo della nostra cultura e non solo, Rino è riuscito ad esportare un pezzo di Castellammare”.

Così Tonino Scala introduce lo chef Rino De Feo dando inizio alla presentazione del libro “Chef sarà lei” da lui curato, pubblicato da Edizioni MEA, una giovane e coraggiosa casa editrice che si propone di scoprire e supportare validi autori in un mercato di non facile valutazione.

La vita dello chef De Feo e le sue esperienze incredibili nei lontani paesi d’Oriente come l’Indonesia prima e la Cina poi, lo chiamano lo “chef matto”, ma perché questo appellativo gli chiede Franco Simeri, speaker di Radio Marte e moderatore della serata.

“Matto nasce in Indonesia, in una nazione in cui quando arrivai mancava praticamente tutto e tutto quello che mancava io lo producevo lì, dalla mozzarella ai salumi, tutto quello che non arrivava dall’Italia” una vera follia che gli è valsa il soprannome che tanta fortuna gli ha portato una volta arrivato in Cina e aperta la prima Osteria del Matto .

Da lì la scalata con tanti locali che funzionano alla grande e una sola grande missione: portare e far apprezzare la cucina napoletana, la cucina della mamma, della nonna, la cucina schietta alla quale aggiunge la sua nota folle, quella di aprire locali senza menù, improvvisando i piatti attraverso veri e propri show, una cosa che ha fatto letteralmente impazzire i cinesi.

Della cucina napoletana gli orientali hanno apprezzato soprattutto la genovese e la pastiera che risulta tra i dolci più venduti, ma anche lo scarpariello incontra il gradimento degli avventori, rivisitato dallo chef su suggerimento del tecnico sportivo Lippi che gli fece aggiungere un cucchiaio di ricotta e chiamato da allora “la scarpetta di Lippi”.

“Mi innamorai subito di Rino quando mi disse che lui dava ordini in napoletano e i cinesi eseguivano e mi fece sentire le musica che faceva ascoltare al suo staff di orientali quando, una volta finita la serata, li portava fuori per bere e mangiare: Nino D’Angelo!” continua Scala nel ricordare come è nato questo sodalizio tra uno scugnizzo del rione popolare San Marco di Castellammare che si era messo in testa di conquistare a colpi di forchetta un paese immenso e un eterno ragazzo, instancabile e sognatore qual è Tonino stesso.

Un libro diverso dai soliti libri di cucina, in queste pagine è lo chef che parla, aiutato dal curatore, attraverso la sua sana e lucida follia e a tal proposito degna di menzione è una tra le più folli esperienze capitate a Rino De Feo.

“Un giorno sono venuti a mangiare al locale i dirigenti della sede cinese della Adidas , circa 13 persone tra cui un designer italiano, come al solito mi chiedono di improvvisare al tavolo e io lo faccio, dopodiché il dirigente italiano mi porta una proposta avanzata dall’intero gruppo, da lì mi ritrovai, qualche tempo dopo, nel teatro dell’azienda davanti a 1300 dipendenti a fare “lezione di creatività.
Alla fine mi fecero una sorpresa che non dimenticherò mai, proiettarono immagini di Castellammare tra le più belle e le abbinarono ai miei piatti”.
Un ricordo che tradisce l’emozione durante il racconto, trasmessa a tutti i presenti alla serata e che testimonia la passione che accompagna la carriera dello chef Rino De Feo.

Il libro alterna il racconto della vita e delle esperienze dello chef a ricette, in ogni piatto studiato c’è qualcosa di proustiano, ogni piatto parte da un ricordo.

Il titolo “Chef sarà lei” ci porta ovviamente a Totò ma è stato scelto anche perché Rino De Feo non è uno chef pretenzioso o pieno di sé, lui parte dai ricordi d’infanzia, dalle ricette della nonna, dall’odore dei giorni di festa, per poi farci scoprire e riscoprire tanto di Castellammare perché, come ribadisce Tonino Scala “chi nasce in questo territorio ha, nel bene e nel male, una marcia in più”.

Degno di nota per la fantasia e la qualità il buffet offerto agli ospiti intervenuti alla serata, tra cui spiccavano per originalità e bontà la pastiera alla mela annurca e la colomba salata presentata in anteprima.

Giusy Somma

 

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