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4 aprile
Sud - terza pagina

Si chiov’ e quatt’ aprilant’ chiov’ pè juorn’ quarant

Se piove il 4 aprile pioverà per quaranta giorni. E’ un mito o realtà?

“Quattro aprilant giorni quarant”. Chi conosce questo detto partenopeo? Vediamo di fare un poco di chiarezza e ripercorrere un poco la storia.

Questo vecchio proverbio napoletano fa riferimento al meteo ed in particolare questo modo di dire prevede che il clima del 4 aprile sarà lo stesso per i seguenti 40 giorni. Se dovesse dunque piovere il 4 aprile, ci saranno altri 40 giorni di mal tempo.

Ma sarà vero? Cercando di capire la storia di questo proverbio alcuni studiosi hanno analizzato l’archivio meteorologico della città di Napoli a partire dal 1872 ed hanno scoperto che non c’è una reale correlazione tra questo proverbio e la realtà.

Un’analisi sommaria dei dati però dimostra che nei casi in cui si siano avuti primi giorni di Aprile piovosi, questi venivano poi tendenzialmente seguiti da settimane in cui si registrava mal tempo nel 70% dei casi.

Un modo di dire che ha attraversato i secoli e che probabilmente ha un fondo di verità. Certo che quando si parla di proverbi, c’è sempre qualche leggenda e la leggenda del 4 aprile, nata dalla saggezza popolare, si tramanda oralmente da nonno a nipote.

Mio nonno mi raccontava questa storiella. C’era un pastore che si lamentò un inverno intero per il gran freddo e non potendo far pascolare le proprie pecore.

Con l’arrivo della primavera, ovvero la rinascita della terra e quindi il ritorno ai pascoli ed alla coltivazione il pastore era contento per l’arrivo delle belle giornate e felice che, nonostante il duro inverno, il suo gregge era al completo e tutti i capi stavano bene.

Con grande soddisfazione e con un certo tono di scherno verso il mese di Marzo, esclamò soddisfatto: “Menumal ca è passat ‘o mese e marz’ e tutt’ e pecor’ stann’ bone. Chist’ann’ nun me ne accis’ manca una”. (Meno male che marzo è finito e tutte le pecore stanno bene. Quest’anno non ne ho persa nemmeno una).

Queste parole offesero Marzo facendogli destare la sua ira ed allora decise di parlare con il fratello minore, Aprile, e gli chiese di prestargli 4 dei suoi giorni, per poter vendicarsi sul pastore.

Aprile acconsentì ed all’arrivo del 1° aprile, quando ormai il pastore si sentiva sicuro e non temeva nulla per il suo gregge, iniziò a meditare la sua vendetta. Dopo 3 giorni passati a pensare come fare, il 4 Aprile diede il via alla sua vendetta, scatenando un violentissimo nubifragio sul gregge dove alcuni capi persero la vita per annegamento. Piovve per 40 giorni e, giorno dopo giorno, l’intero gregge fu sterminato dalle fortissime piogge e dal freddo. Rimasero in vita solo due esemplari un maschio ed una femmina.

Quando cessò il diluvio Marzo parlò al pastore dicendogli: “Tu vuliv’ cuffià a me?  T’aggià fatt rimanè nu mascl’ e na femmn’ pe te fa campà,e pè vedè si e capit’ a lezion. Nun saie ca sì me ce mett’ pozz fa chell’ cà vogl’? Je sò Marz’ e so pazz e tu nun m’era sfotter’. E chest’ e pè mbaramient’ pè l’ann ventur’” (Ti sei preso gioco di me? Ti ho lasciato in vita un maschio ed una femmina per farti capire la lezione. Tu non sai che se io volessi potrei fare quello che voglio. Io sono Marzo e sono pazzo. Questo ti serva di lezione per l’anno prossimo).

La vendetta di Marzo fu compiuta, ed il pastore, conscio di aver a lungo scherzato col fuoco, riprese la sua vita quotidiana, con gli unici due esemplari rimasti e con la convinzione che con Marzo non si scherza e che se piove il 4 d’Aprile pioverà per 40 giorni.

Dopo questa bella storiella non ci resta che scoprire davvero come saranno i prossimi quaranta giorni. Da un’occhiata al cielo oggi è nuvoloso. Chissà!!!!

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