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Teatro di strada. A Forio d’ Ischia Quanno nascette Ninno

Nel Palazzo Caruso il bue e l'asinello accolgono il Ninno Redentore

La tradizione presepiale, iniziata a Greggio da S. Francesco d’Assisi, ha avuto il massimo splendore nel ‘700 con il presepe napoletano ispirato principalmente dalla canzone “Quanno nascette Ninno”. Il canto natalizio, scritto da S. Alfonso Maria de Liguori  che, successivamente, sulla stessa falsariga, elaborò il famosissimo Tu scendi dalle stelle, intendeva svolgere opera di diffusione del messaggio cristiano, imprimendo nella memoria collettiva l’immagine della grandiosità della nascita del Ninno.

 Con lo scorrere degli anni la pastorale ha subito varie modifiche e riedizioni, una delle quali ad opera del biblista e compositore Marco Frisina. Vari interpreti si sono cimentati nell’esecuzione del canto della nascita del Ninno, fra cui Mina, Edoardo Bennato, Pina Cipriani, il Piccolo Coro dell’Antoniano..

Nel testo di S. Alfonso, al Vangelo di Luca vengono aggiunti alcuni particolari fantasiosi, come l’annuncio degli Angeli ai pastori, i quali, venuti a conoscenza della nascita del Bambinello adorano Gesù, che vede la luce assoggettando finanche la natura.

Oltre le interpretazioni canore e musicali, essendo sempre viva la tradizione dei presepi viventi messi in scena in tantissime località italiane, si è spesso cercato di teatralizzare questi eventi sacri, sia per confermare la fede, sia per socializzare e coinvolgere figuranti, attori e spettatori in uno spettacolo corale.

Alcuni degli interpreti di Quanno nascette Ninno

E’ quanto accaduto il 30 dicembre a Forio d’Ischia. Nella stradina sottostante il Torrione e nello stesso Torrione, sede del Museo Civico Giovanni Maltese, oltre cento appassionati attori, non professionisti ma ottimi interpreti delle direttive di due affermati testimoni della Cultura, Musica e Teatro isolani, gli artisti Gaetano Maschio e Edoardo Cocciardo, hanno realizzato la terza edizione di “Quanno nascette Ninno”.

Già dal primo pomeriggio una nutrita folla di turisti e residenti assiepava l’ingrasso di via del Torrione, ove partendo dalla tappa iniziale, quella del censimento, i visitatori, divisi in gruppi di venti persone, hanno potuto assistere agli sketch preparati dalle varie associazioni presenti sul territorio e che hanno aderito all’idea del M° Gaetano Maschio di teatralizzare la nascita del Bambin Gesù, il Ninno.

Una confermata e propositiva sinergia tra Associazione dei Vicoli Saraceni, Associazione Actus Tragicus, Associazione Le Carucce, Accademia dei Ragazzi, Quarta parete, Compagnia Instabile del Torrione Forio, Proloco Panza, Natività,Forio CB volontariato, Forze dell’ordine, Personale Ego Eco, Attrezzisti e Scenografi, Service, Guide ed il supporto dell’Associazione Radici è stata l’arma vincente che ha entusiasmato circa mille spettatori durante lo spettacolo il cui sipario si apriva a distanza di circa quindici minuti dal precedente.

Alcuni degli interpreti di Quanno nascette Ninno

Gli scenari classici del presepe napoletano si sono aperti davanti agli occhi degli spettatori che, introdotti da abili guide, hanno inanellato il percorso composto di sette stazioni. Oltrepassata la barriera del Censimento, è tappa obbligata, per i pellegrini, rifocillarsi alla Cantina, quindi acquisire pregiate mercanzie al Mercato di Betlemme. Si giunge poi al Castello di Erode, il quale è impegnato a distrarsi tra sinuose odalische danzanti ma assillato dalla nascita del Ninno che potrebbe insidiargli il regno, e, poi la Casa di Lenone ove, sul filo del qui pro, quo s’instaura una divertente gag con finale tragico. Si prosegue poi con la Locanda ed infine la Natività.

Erode consolato dalle odalische medita la strage degli innocenti.

La scena finale realizzata nel settecentesco palazzo del Marchese Caruso, dove fu accolta Rachele Mussolini in esilio, rappresenta ovviamente la nascita del Ninno che ci ha redenti. Termina così, tra applausi e commenti positivi il tour in questa strada poco frequentata ma pulsante, pregna di storia, battaglie, (quelle tra saraceni e foriani) e cultura.

Per la serie ma esistono davvero le caprette?

Un plauso particolare va al M° Gaetano Maschio ed al collaboratore Edoardo Cocciardo. I due artisti si augurano che la manifestazione diventi un appuntamento fisso del Natale a Forio, contando sulla possibilità di allargare la rete sinergica con associazioni e realtà a vari livelli.

Altre notizie saranno sul sito www.iltorrioneforio.it

Luigi Castaldi

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