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Castellammare, al Teatro Karol Riello e Cantone parlano di legalità: “Occorre società civile all’altezza delle sfide”

Buona partecipazione al dibattito “Etica, legalità, Anticorruzione per lo sviluppo del Paese” che si è svolto ieri al Teatro Karol di Castellammare di Stabia: presenti Cantone e Riello

“La politica ha invaso la sanità, al Sud abbiamo più medici che posti letto”. E’ iniziato con questa pesante accusa rivolta nei confronti dell’attuale classe politica l’ intervento di Luigi Riello, procuratore generale di Napoli, in occasione dell’ultimo appuntamento della scuola di politica organizzata dalla parrocchia di Sant’Antonio di Castellammare di Stabia, all’interno del Teatro Karol.

“Oggi più che mai si avverte una crisi di rappresentatività, – ha sottolineato Riello – perché la politica è diventata un mestiere. E quando capita che per un incarico importante venga proposto un nome della società civile, sembra quasi uno strappo alla regola secondo la quale quale la politica deve restare in mano alla casta”. Il procuratore generale ha ampliato poi il raggio d’azione della sua invettiva.

“La “politica piovra” è voluta dal sistema e fidelizza anche la pubblica amministrazione. – ha sottolineato Riello – Questo è un cancro enorme per il Paese. Cosa ci aspettiamo da un manager della sanità piazzato lì dalla politica? Pensiamo che possa svolgere il suo lavoro in totale libertà? Occorre dunque un moto di ribellione da parte degli intellettuali, uno scatto d’orgoglio, come accadde a Palermo dopo l’assassinio di Falcone e Borsellino. E non occorre aumentare le leggi, meglio buoni esempi che nuove regole”.
All’evento era presente anche Raffaele Cantone, presidente dell’Anac, che ha doppiato, prendendole in prestito, le parole di Papa Francesco per definire i pericoli derivanti da una società corrotta. “Il Papa sostiene che la corruzione è peggiore del peccato perché non si può perdonare. – ha affermato Cantone – Il corrotto e il corruttore, infatti, ritengono di attuare un modello di vita ordinario e non si pentono. Per combattere la corruzione occorre una società civile all’altezza della sfida. E, d’altra parte, la politica attuale esprime ciò che un’ampia fetta della società civile si merita. L’abusivismo edilizio e la Terra dei Fuochi – conclude  – hanno avuto origine perché qualcuno ha costruito dove non poteva o ha offerto i suoi terreni per depositare i rifiuti. Non sconfiggeremo mai la corruzione finché la società civile non sarà in grado di mandare a casa chi non merita di fare politica”.

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In merito all'autore

Mario Calabrese

Nato a Gragnano, diplomato al Liceo Classico "Plinio Seniore" di Castellammare di Stabia, attualmente iscritto al corso di laurea "Scienze per l'investigazione e la sicurezza" dell'Università degli Studi di Perugia

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