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Nappi: ” Rai, Il momento è delicato ed è mia intenzione fare un po’ di chiarezza”

Nappi: “In questi giorni molti di voi mi stanno scrivendo per capire un po’ meglio cosa stia accadendo in Rai”

Francesco Nappi, dopo le numerose richieste, cerca di chiarire il “caso Rai”

VI CHIARISCO CHE STA ACCADENDO IN RAI. A PROPOSITO DI RAI, STAMATTINA IL PROFESSOR GENNARO DE CRESCENZO…

Buonasera a tutti! In questi giorni molti di voi mi stanno scrivendo per capire un po’ meglio cosa stia accadendo in Rai (come sapete faccio parte della Commissione di Vigilanza Rai).

Il momento è delicato ed è mia intenzione fare un po’ di chiarezza, perché mi rendo conto che spesso si è bombardati da mille notizie e che si possa così perdere il filo logico. Dunque, facciamo un attimino il punto della situazone!

Il 2015 è l’anno della svolta in casa Rai. Il Governo Renzi riordina le procedure per la nomina del Cda Rai e così Palazzo Chigi e Tesoro finiscono per avere una grande influenza. I consiglieri Rai passano da 9 a 7, di cui 4 eletti dal Parlamento, uno dai dipendenti della Rai e 2 dal Tesoro.

Alla luce della riforma, come viene eletto il Presidente della Rai? Viene indicato dal Tesoro ma diviene effettivo solo dopo il via libera dei due terzi dei componenti della Commissione di Vigilanza Rai, composta da 40 componenti (Senatori e Deputati).

E dunque arriviamo a noi: circa 10 giorni fa il Ministero dell’Economia indica al Consiglio dei Ministri il giornalista Marcello Foa quale Presidente della Rai che, tuttavia, non raccoglie il consenso dei due terzi della Commissione di Vigilanza: PD, Forza Italia e Leu non partecipano alle votazioni compromettendo il raggiungimento del quorum necessario fissato a 27 ‘Sì’.

Dopodichè Foa sì appresta comunque a guidare la riunione del Cda in quanto consigliere anziano, suscitando una diatriba tra chi reputa o meno legittimo questo comportamento.

Mercoledì si riunirà il Consiglio d’amministrazione per votare alcune delibere e probabilmente nei prossimi giorni si riuscirà finalmente a fare chiarezza su questa vicenda.

Intanto, con un post scriptum, vorrei anche segnalare la critica (che condivido) sollevata dal Professor Gennaro De Crescenzo – esperto di storia del Mezzogiorno – che reputa non corretta la frase “I Borbone alla fine del ‘700 andavano solo a caccia di reperti e rompevano i muri” proferita durante un servizio del Tg1 serale (del 3 agosto).

“I cunicoli, a quei tempi, erano necessari per portare alla luce i reperti, stante che le tecniche di oggi non erano certo quelle di 300 anni fa – spiega de Crescenzo – . In fondo, è grazie ai Borbone, autori delle prime leggi italiane per la tutela dei beni culturali, che oggi milioni di visitatori possono ammirare gli scavi di Pompei ed Ercolano o le collezioni del Museo Archeologico”.

Dionisia Pizzo

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