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Sud - politica

Il consigliere Scala stigmatizza la decisone della Giunta comunale

La Giunta comunale decide di affidare un incarico ad un tecnico per redigere un piano di fattibilità per le Terme

Il consigliere Scala stigmatizza la decisone della Giunta comunale

Castellammare di Stabia – Mancano le idee e si nomina un consulente per dare l’impressione che qualcosa si sta mettendo in campo e nel frattempo vedere cosa fare.

Questo in sostanza un primo commento del consigliere comunale di opposizione di Liberi e Uguali Tonino Scala a seguito di una delibera di Giunta approvata il 9 settembre scorso.

Un provvedimento attraverso il quale si decide di affidare a un professionista l’incarico di redigere un piano di fattibilità tecnico economico relativo alla valorizzazione del Parco termale di Castellammare di Stabia.

Una decisione “senza una ragione – afferma Scala entrando nel merito – per raccogliere idee per il parco idroponico, senza conoscere se si tratta solo del parco o dell’intera struttura”.

Il consigliere fa notare, nella sua nota giunta in redazione, rivolgendosi direttamente al primo cittadino, che “Quando parliamo della nostra Città, dei problemi seri esistenti, dei nodi da sciogliere e delle sue prospettive, lo facciamo con misura, evitando toni propagandistici, proponendo soluzioni. Abbiamo sempre fatto così anche per la dolorosa e grave vicenda delle Terme”.

Una precisazione che la dice tutta sulla delibera in questione, mentre il problema, afferma in consigliere non può essere affrontato in modo “improvvisato, raffazzonato e senza idee”.

Insomma una importante e delicata questione per la quale non si può navigare a vista chiedendo altri progetti, soluzioni e senza che si prospetti un percorso.

Per Scala, il termalismo che per anni è stato uno dei settori trainanti dell’economia stabiese, deve ritornare a esserlo.

Trainante per il lavoro che manca, per il commercio, per il settore alberghiero e, non ultimo e per niente trascurabile, ci pare di poter dire, per affrontare da un altro punto di vista il problema sicurezza.

Da più parti e da esperti del settore, è affermato che il lavoro potrebbe fare cambiare rotta a tantissimi giovani e meno giovani che per disperazione si rendono disponibili ad attività illegali.

Il consigliere oltre chiedere al sindaco dove è stata assunta questa decisione e con quale deliberazione della massima assise consiliare è stato autorizzato ad attivarsi in questa direzione, gli ricorda di aver assunto l’impegno, “dopo il fallimento anche del suo avviso pubblico, di ritornare in Consiglio, di organizzare un confronto con la Regione, di recuperare le convenzioni, di aprire le Antiche Terme, di evitare lo spezzatino….”.

Lo invita dunque, a cominciare a fare sul serio, per non fare altri danni alla città con soluzioni improvvisate, e a portare il problema in Consiglio comunale con la dichiarata disponibilità di consigliere di opposizione, a “lavorare per costruire con gli altri livelli istituzionali le soluzioni che consentano di offrire agli investitori e operatori interessati progetti credibili”.

La nota di Tonino Scala si chiede con uno spassionato consiglio al sindaco Cimmino: “Gli uomini soli al comando rischiano, spesso, di sbandare e farsi male, in questo caso di far male ad una città che di mazzate ne ha avute già tante”.
Giovanni Mura

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