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Salvatore Vozza
Sud - politica

Fincantieri, Castellammare, Salvatore Vozza: ”Riprendiamo il piano per il bacino”

Salvatore Vozza *: ”No al risiko della politica, Castellammare merita rispetto”

Castellammare, Vozza, elezioni“L’attenzione che la Regione Campania dimostra nei confronti di Castellammare conferma che la linea da me perseguita di chiedere un patto per la città è un primo passo importante. Sulla vicenda Fincantieri, infatti, anche alla luce delle dichiarazioni del Governatore De Luca, posso dire di essere pronto da subito a collaborare per dare risposte chiare al futuro del nostro stabilimento”. 

Sono le parole di Salvatore Vozza *, candidato a sindaco di Castellammare, che interviene sulla complessa e delicata vicenda che coinvolge il comparto produttivo stabiese.

“Rispetto a fondi previsti, si programmi per valutare quanti dei 400 milioni andranno al cantiere di Castellammare. Io sono pronto a dare risposte, lo so fare e l’ho già fatto da sindaco della città promuovendo un accordo tra Comune, Regione, Autorità portuale, Fincantieri e Governo. Ci sono gli atti sottoscritto e le ipotesi tecniche elaborate da Fincantieri. Nell’attesa che nel principale partito di governo cessino le guerre per il candidato, io sono già al lavoro per trovare una soluzione con le autorità competenti allo stallo che vive lo stabilimento di Castellammare. Perché la nostra città non può essere merce di scambio sul tavolo del risiko della politica, ma orgogliosamente rivendichiamo la  centralità di un discorso e di un futuro per lo sviluppo del territorio”.

  • Salvatore Vozza (Castellammare di Stabia, 13 gennaio 1953) è un politico italiano, deputato tra il 1992 e il 2001, sindaco di Castellammare di Stabia dal 2005 al 2010, città in cui tuttora vive.

Diplomato geometra e impiegato come operaio, fin da giovanissimo si è avvicinato alla politica entrando nelle fila del Partito Comunista Italiano. Nel 1975, a soli 23 anni, è stato eletto consigliere provinciale e poi nominato come Assessore allo Sport e Turismo a Napoli, nella giunta provinciale presieduta dal socialista Giuseppe Iacono, prima esperienza nel dopoguerra dell’ente partenopeo guidato da una coalizione di sinistra. Con il Partito Comunista ha vissuto da protagonista, con la mozione Ingrao, il confronto che animò la discussione sulle trasformazioni che portarono alla svolta della Bolognina e alla nascita del Partito Democratico della Sinistra, di cui è stato segretario provinciale di Napoli e regionale in Campania per alcuni anni, diventando poi componente della direzione nazionale dei DS, dopo essere stato già componente del comitato centrale del PCI.

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