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Sud - politica

Castellammare, LeU presenta un’interrogazione parlamentare sul Sarno

I deputati di Liberi e Uguali hanno presentato un’interrogazione parlamentare sulla situazione in cui versa il fiume Sarno

Durante una delle dirette al gazebo permanente, installato nei pressi della foce del fiume Sarno, gli esponenti di Liberi e Uguali avevano assunto l’impegno affinché la vicenda avesse dimensioni nazionali. In quest’ottica i deputati LeU Nicola Fratoianni e Rossella Muroni hanno presentato un’interrogazione parlamentare all’attenzione del ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa sulla vicenda che negli ultimi tempi ha interessato il fiume Sarno. Come si legge nel testo:

In merito al progetto della doppia foce del Sarno della regione Campania, esso, tra l’altro, non prevede percorsi di naturalizzazione con ingegneria ecologica per favorire un recupero verde di aree oggi degradate e di fatto, quindi, non disponibili ai cittadini sotto forma di un parco fluviale pubblico, rischiando, a parere dell’interrogante, che il progetto sia solamente un’ulteriore colata di cemento, utile solo a spendere risorse pubbliche e degradare ulteriormente un territorio già ferito.”

Secondo quanto scritto da Liberi e Uguali:

Occorrerebbe procedere prioritariamente al dragaggio del fiume dai fanghi tossici accumulatisi negli anni sul fondo – chiedendo – se e con quali strumenti il Governo intenda intervenire, per quanto di competenza e in sinergia con la regione, sulle criticità esposte in premessa e che sono alla base della pesante situazione di inquinamento del Sarno, che rappresenta la principale causa di inquinamento del golfo di Napoli.

Se e con quali strumenti intenda intervenire, per quanto di competenza e in collaborazione con la regione, per risolvere l’inquinamento da metalli pesanti che proviene da Solofra tramite il torrente Solofrana, dal momento che in quell’area insistono sversamenti abusivi da parte della maggioranza delle concerie della zona che in questo modo evitano di usare il depuratore e quindi di contribuire ai costi di gestione, col risultato che infatti oggi è fallito.

Se e quali iniziative intenda adottare, anche promuovendo una verifica da parte del comando dei carabinieri per la tutela dell’ambiente per fare chiudere tutti gli sversamenti abusivi, sia fognari che industriali e di allevamenti di bestiame, che contribuiscono pesantemente all’inquinamento lungo tutto il corso del Sarno.

Se sia a conoscenza che la maggioranza delle città dell’agro sarnese non ha i collettori fognari collegati ai depuratori e se tale intervento prioritario sia tra le opere che il Governo intende finanziare per quanto di competenza;

Se sia a conoscenza che, oltre al problema dell’inquinamento, esiste l’annosa vicenda delle piene che in questi giorni ha arrecato non pochi danni ai cittadini che abitano nei pressi della foce”.

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