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Sud - politica

Castellammare, ecco la lettera aperta del candidato Sindaco Scala

Lettera alle cittadine e ai cittadini di Castellammare:

Castellammare di Stabia. Quanto è accaduto in questi anni nella nostra città è noto a tutti voi, ma forse vale la pena ripeterlo: tre scioglimenti anticipati dovuti a maggioranze litigiose, finanziamenti persi per quasi 90 milioni di euro, opere bloccate e/o eseguite male.
Ed ancora; il commercio e il turismo, dalle potenzialità progettuali interessanti, che non trovano sostegno e forza nella programmazione pubblica, traffico e mancata pulizia e manutenzione che appesantiscono la vita quotidiana di tutti noi. E per finire, proprio a pochi giorni dal voto:

– il fallimento del secondo bando per la privatizzazione delle Terme (il primo è quello del 2017 relativo solo a Antiche Terme) ha messo a nudo la reale gravità in cui versa il termalismo nella nostra città, ed oggi anche la società SINT, a cui è affidato il patrimonio termale, rischia, dopo il fallimento di Nuove Terme, di essere messa in liquidazione; un colpo durissimo per la CITTÀ. Il Commissario Prefettizio, in sintonia con alcuni candidati a Sindaco sulla scelta della liquidazione di Sint, ha già pubblicato in data 22 maggio, con scadenza oggi l’avviso per scegliere la figura del liquidatore. Io ho chiesto di fermarsi al fine di consentire al nuovo Consiglio Comunale, al Sindaco , alle parti sociali e alla Città di valutare in tempi rapidissimi una diversa soluzione da adottare.
Rinnovo ancora e con forza questa richiesta;

– l’annuncio dei giorni scorsi della firma di un protocollo tra Regione Campania e Fincantieri, che al di là dei toni di circostanza dimostra che manca la definizione di una chiara missione produttiva, come si evince dal fatto che, in momento di abbondanza di commesse del Gruppo Fincantieri, a Castellammare vengono assegnati solo due tronconi, vale a dire un carico di lavoro per meno di 2 anni. Ciò è inaccettabile giacché conferma che l’indicazione del protocollo che prevede che il nostro cantiere debba diventare “polifunzionale”, nei fatti e nel concreto significa, invece, solo che la nostra diventerà una struttura di supporto per gli altri cantieri, delineandosi in tal modo un futuro incerto.

Ma il dato che trovo davvero grave e preoccupante è il modo in cui la politica, gli altri candidati a Sindaco, stanno reagendo.
Solo poche parole di circostanza per nascondere un vuoto di proposte e di idee.
E dunque proprio a loro voglio chiedere: ma avete capito bene che stiamo parlando di Fincantieri e Terme?
È possibile che scappiate, invece di affermare che siete pronti ad assumervi l’onere e la responsabilità di scelte, certamente difficili, ma che riguardano il futuro della città?
Castellammare rischia tantissimo se questi due presidi produttivi dovessero scomparire.
Viene da pensare che il vostro lavarvi le mani, con la presa d’atto del Protocollo su Fincantieri e delle decisioni del Commissario, risieda nella speranza , in caso foste eletti, di trovare i problemi già “risolti”.
Io invece vi sfido a discuterne davanti alla città, a non scappare, i cittadini devono sapere per cosa e per chi votano.
La verità amara di queste lezioni è rappresentata anche dal fatto che molti dei protagonisti di questo disastro, ex amministratori e consiglieri, sono di nuovo in campo per continuare a far male alla città.
Personaggi che si sono scontrati quasi su tutto, che oggi si mescolano e si nascondono in coalizioni finte, dai finti nomi nuovi. Non hanno un programma in grado di disegnare un nuovo orizzonte per il rilancio della città, né proposte utili per risolvere i problemi più acuti, e nemmeno hanno il coraggio di chiarire il motivo del loro ricandidarsi.
Dobbiamo arrenderci a questa realtà, accettare che si accumulino altri ritardi e si consumino altri fallimenti? Davvero possiamo solo arrenderci e rassegnarci?
No, non possiamo!
Le cose possono e devono cambiare, e noi vogliamo rappresentare questa possibilità e questa speranza.
Castellammare unita, senza i professionisti dello scioglimento, le false liste civiche e le coalizioni carrozzone esposte al serissimo rischio del condizionamento della criminalità, ha tutte le potenzialità, le energie e le intelligenze per farcela.
Gli stabiesi, insieme, ce la possono fare.
CAPOVOLGIAMO LA CITTÀ è il nostro messaggio, un messaggio forte che sta a significare che si può rimettere al centro il bene della città se assieme recuperiamo il coraggio di scegliere e di cambiare.
Come saprete a mio sostegno come candidato a Sindaco ho una sola lista. Molti hanno definito questa come una scelta folle, di pura testimonianza, minoritaria. Certo può anche essere letta in questa modo, ma io la ritengo, invece, una sfida coraggiosa, un atto di fiducia nella possibilità che con il vostro sostegno cambiare è possibile.
Abbiamo presentato un programma chiaro, vero, ed ho indicato le priorità che intendo affrontare da subito.
Con il forte sostengo alla mia sola lista, avrete la possibilità di mettere in campo una maggioranza di uomini e donne uniti, seri e competenti, che ho scelto perché hanno assunto l’impegno di spezzare e interrompere il “gioco dello scioglimento anticipato”, di rispettare l’autonomia del Sindaco nella scelta degli assessori, dei dirigenti, nell’attuazione di procedure trasparenti e di contrasto al malaffare e a pratiche spartitorie.
Una maggioranza dei voti alla mia lista si tradurrebbe in 15 consiglieri su 24, e ciò produrrebbe l’effetto che, tolti i quattro candidato a sindaco, degli altri 500 candidati, lo ripeto, e sono numeri veri, CINQUECENTO, solo 6 avranno la possibilità di entrare in consiglio.
Una vera rivoluzione, perché finalmente andrebbero a casa tutti i protagonisti del disastro. Ma soprattutto non avrò scuse per le cose che non dovessi riuscire a fare perché avrete un unico responsabile. Unico modo per tener fuori anche le pressioni della camorra che, come ci hanno detto le ultime inchieste e gli atti secretati in commissione Antimafia, hanno bussato a Palazzo Farnese.
Mi rivolgo quindi a voi tutti, cittadine e cittadini, e mi appello alle ragazze e ai ragazzi dei questa nostra città, anche la di là dei convincimenti politici di ciascuno, affinché non vi facciate “rubare anche il voto” abbandonando la speranza che si possa cambiare.
Il voto, oggi più che mai, rappresenta un’ arma potente per mandare a casa i protagonisti del disastro e incominciare insieme a lavorare per migliorare il presente e costruire il futuro.
CAPOVOLGIAMO LA CITTÀ!
Con profondo affetto,

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In merito all'autore

Vincenza Lourdes Varone

Diplomata al Liceo Classico "Plinio Seniore", successivamente laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Napoli, l'Orientale. Attualmente iscritta al corso di Studi Internazionali presso la stessa università, per il conseguimento della Laurea Magistrale.

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