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Sud - cronaca

Torre del Greco, arzillo pensionato sventa la truffa del finto vaglia online

L’uomo non si fidava della transazione

“Non mi fido” e non esegue la transazione: arzillo musicista pensionato sventa la truffa del finto vaglia online. Il raggiro corre sul filo del web e i truffatori online se ne inventano sempre di nuove per imbrogliare utenti inconsapevoli e poco avvezzi alle operazioni di e-commerce.

Si sta diffondendo anche nel napoletano la nuova truffa del finto vaglia online, diverse sono state le denunce in questi mesi, che permette di scalare centinaia di euro dai conti non solo dei compratori, ma anche dei venditori. In pratica, il truffatore pesca le vittime dai siti di compravendita in rete e contatta la vittima fingendosi interessato all’acquisto di oggetti anche molto costosi.
Al momento della conclusione dell’affare, il truffatore propone al venditore di voler effettuare il pagamento tramite il ‘vaglia online’, e se l’altro si mostra indeciso o dichiara di non conoscere questa modalità, il truffatore lo tranquillizza dicendo che non è necessario, basta avere un bancomat o una carta di credito e recarsi presso uno sportello ATM (Postamat) di un qualsiasi ufficio postale. Se il venditore, entusiasta di portare a termine la transazione e ricevere immediatamente i soldi, si reca allo sportello, qui viene guidato dal truffatore in tutte le operazioni fino a che, una volta che accetta la transazione, la quota che avrebbe dovuto ricevere, viene trasferita sulla carta dell’altro (di cui ha fornito i dati), il quale poi scompare. Mentre la vittima si trova scalata la cifra che può andare dalle centinaia alle migliaia di euro.
In questi mesi diverse sono state le segnalazioni alla polizia postale, ma a Torre del Greco un musicista 70enne non è caduto nella trappola e ha voluto raccontare la sua storia per mettere in guardia le altre vittime. G.M. musicista del centro aveva messo in vendita online un mandolino pregiato del valore di mille euro. Quando è stato contattato dal truffatore, dopo le solite trattative sullo sconto, si è fatto convincere sull’utilizzo del finto vaglia online e si è pure recato in posta.
“Il potenziale acquirente – racconta – dall’accento romano era molto convincente, insisteva che accettassi quel metodo di pagamento perché avrei ricevuto subito i soldi sulla mia carta. Era pressante e mi incitava a fare presto, tanto da non darmi il tempo di ragionare. Quando, però, mi ha dato le indicazioni e il numero della sua carta Postepay (su cui sarebbe stato trasferito il danaro) spacciandomelo per codice io non ho voluto continuare e non ho eseguito la transazione. Se non avessi riflettuto, mi sarei trovato con 1000 euro in meno, e considerando che sono pensionato non era un bell’affare”.  Poste italiane, ovviamente, chiariscono che queste procedure non hanno nulla a che vedere con i vaglia postali, mentre la polizia postale raccomanda di non fornire documenti personali a nessuno.

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